Verso la guerra mondiale
Tutte le dinamiche analizzate fecero scivolare le potenze verso una grande guerra nel 1914. Cominciò quasi in modo inaspettato; la rivolta dei Boxer e la guerra russo-giapponese con conseguente avvio della rivoluzione russa, la triplice intesa e la triplice alleanza (il sistema delle alleanze in generale) e, infine, la guerra italo-turca (1911-12) e le guerre balcaniche (1912) finiscono di sconvolgere gli equilibri Mediterranei.
Guerra italo-turca
Fu decisa da Giolitti anche in seguito al ravvicinamento con la Francia: l’Italia si impegnava a sostenere la campagna di conquista del Marocco da parte dei francesi e si assicurava il disinteresse della Tripolitania e Cirenaica, due provincie dell’impero ottomano, l’ultimo territorio ancora formalmente parte dell’impero e sui quali si stavano appuntando gli interessi delle potenze europee. Il paese era molto diviso sull’intervento (i socialisti erano contrari, l’Avanti si espresse fortemente contro), sul fatto di riprendere la politica coloniale ma c’era un rinnovato interesse verso lo “scatolone di sabbia”. Giolitti alla fine decise di entrare in guerra senza fare decidere il Parlamento per evitare una spaccatura politica.
Le vicende della guerra furono molto rapide: sbarcarono a Tobruk, la Benedetto Brin bombardò Tripoli dal mare e la battaglia decisiva fu a Sciara Sciat. Guerra breve con 3000 morti (prevalentemente per epidemie) e 4000 feriti italiani e circa 15000 turchi.
Losanna
Venne firmato il trattato di pace nell’ottobre 1912 che stabilì il possesso della Tripolitania, Cirenaica e alcune isole del Dodecaneso dell’Italia. La sovranità italiana sulla Libia fu subito riconosciuta da tutte le maggiori potenze anche perché la presenza di un nuovo paese nel Mediterraneo poteva mediare i rapporti fra Gran Bretagna e Francia. Non si rassegnarono invece le popolazioni autoctone, che commisero azioni di guerriglia che costrinsero l’Italia, durante lo scoppio della guerra, a ridurre notevolmente la potenza militare oltremare e fecero sì che negli anni '30 dovettero riconquistare la Libia per cercare di ripristinare la sovranità, interrotta dalla Grande Guerra.
Guerre balcaniche
La sconfitta della Turchia nel 1912 contribuì a infuocare in qualche modo i Balcani: erano un altro territorio conteso (congresso di Berlino del 1878) e continuamente scosso da rivolte per l’indipendenza. Dopo il congresso di Berlino la situazione nei Balcani era rimasta la stessa e anche le tensioni, guidate dalla Serbia, sostenuta dalla Russia anche in virtù di un’affinità religiosa (ortodossa).
Approfittando delle difficoltà interne alla Turchia, legate anche all’inizio della guerra con l’Italia, l’Austria annesse la Bosnia Erzegovina, la Serbia (aiutata dalla Russia) cercò di allargarsi annettendo altri territori al fine di formare una confederazione fra serbi, croati e montenegrini. Scoppiarono così le 2 Guerre Balcaniche del 1912: la prima fu condotta da una lega balcanica contro la Turchia e la seconda vedeva la Serbia (paradossalmente sostenuta dalla Turchia) contro l’Austria. Questi conflitti sconvolsero l’opinione pubblica perché caratterizzate da deportazioni, massacri di civili su base etnica e religiosa e che costituirono in qualche modo una caratteristica ricorrente dei conflitti del Novecento.
La sconfitta della Turchia nelle guerre balcaniche e contro l’Italia portò a un colpo di stato in Turchia nel 1912 e un avvicinamento con la Germania (che la porteranno in guerra nel 1914), un’alleanza militare. La scintilla che fece scoppiare una sorta di terza guerra balcanica fu l’uccisione dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando d’Asburgo, durante una visita a Sarajevo, da parte di Gavrilo Princip, un serbo; ci fu una mobilitazione dell’Austria che riteneva la Serbia complice dell’assassinio e decise di muovere guerra per “dare una lezione” al nazionalismo slavo.
Il 28 luglio del 1914 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia. Poteva essere un piccolo conflitto locale che però si trasformò in una guerra mondiale: si innestò una sorta di reazione a catena; in un sistema internazionale molto teso avvenne che la Russia cominciò a mobilitare l’esercito e quindi anche la Germania. La Russia si rifiutò di smobilitarsi e la Francia si preoccupò e cominciò a prepararsi. La Germania dichiarò guerra il 1 agosto del 1914 alla Russia e poi alla Francia, invase il Belgio, allora neutrale, e così scoppiò la prima Guerra mondiale.
Motivi all’origine della 1° guerra mondiale
- Imperialismo e rivalità coloniali
- Corsa agli imperi
- Potenziale industriale-militare, corsa agli armamenti
- Militarismo
- Nazionalismo
- Tensioni sociali e politiche, società di massa
- Rivalità anglo-tedesca
- Idea di “inevitabilità” della guerra (nelle cultura dell’epoca)
- Mancata percezione della “novità” della guerra
- Non si pensava che potesse diventare un conflitto di tale portata, fu invece una catastrofe creata con grandi eserciti di massa con potenziale militare mai visto. Fu la prima guerra industriale
Cause contingenti/conflitti locali:
- Guerra russo-giapponese 1905
- Guerra italo-turca 1911
- Guerre balcaniche 1912
- La storiografia non ha ancora individuato UNA causa, un obiettivo di guerra, il conflitto scoppiò in un certo momento
Prima guerra mondiale
Venne combattuta in Europa ma vi parteciparono anche gli Stati Uniti e il Giappone, fu mondiale perché tutte le grandi potenze furono coinvolte, un’intera generazione europea fu decimata nelle trincee, ci furono moltissime vedove e feriti, fu uno dei primi conflitti che vennero filmati, fu la più grande mobilitazione militare mai vista con i più grandi eserciti di massa creati con la leva obbligatoria, ebbe un enorme potenziale politico sia per il reclutamento degli eserciti nazionali che per il coinvolgimento della popolazione civile nello sforzo bellico con il lavoro nelle fabbriche (fronte interno), fu un momento di boom economico, esplosero i caratteri della modernità (economici, politici, industriali, furono milioni le donne che lavorarono per il conflitto e acquistarono una grande visibilità), fu un grande conflitto psicologico (Einstein diceva “L’Europa, nella sua follia, ha dato inizio a Psicoanalisi, crisi dell’individuo), segnò qualcosa di semplicemente inconcepibile.
La fine della cultura del progresso che aveva animato la Belle Epoque, la fine della fiducia nel progresso (fu un trauma), comparse l’idea della violenza come strumento di modernità, come strumento politico di soluzione delle controversie, finì la dimensione eurocentrica del sistema mondiale perché emersero gli Stati Uniti, vennero ridisegnate le politiche interne (fu uno stress che fece crollare gli stati con un governo debole, come la Russia in cui ci fu una nuova rivoluzione o l’Impero Tedesco che crollò con l’avvento della Repubblica di Weimar 1918-1933. In Italia si affermò il fascismo), fu una guerra geopolitica, ridisegnò i confini dell’Europa come conseguenza del crollo dei grandi imperi multinazionali, nacquero nuovi stati e venne inventato il totalitarismo. Segnò profondamente l’identità europea. Ebbe un carattere epocale.
“Il crollo del’edificio della società ottocentesca” Hobsbawm
“una INUTILE STRAGE” Benedetto XV
La guerra iniziò come una guerra lampo, nei piani militari tedeschi doveva essere un Blitzkrieg ma invece fu una lunga guerra di posizione e logoramento nelle trincee. I principali fronti di guerra erano quello occidentale (Germania e Francia), orientale (Germania e Russia), italiano (Italia e Austria) e mediterraneo (Intesa e Medio Oriente). Per proteggere la neutralità del Belgio entrarono in guerra Francia e Gran Bretagna mentre l’Italia si dichiarò neutrale nell’agosto del 1914, anche perché era legata a un’alleanza difensiva (era stata la Germania ad aver dichiarato guerra e quindi l’Italia si ritenne esentata), cominciò un lungo braccio di ferro diplomatico da parte delle potenze dell’impresa che premevano sull’intervento al loro fianco.
Entrò in guerra nel maggio del 1915 in seguito al segreto Patto di Londra in virtù del quale la penisola avrebbe ottenuto una serie di ampliamenti territoriali nel Mediterraneo e nel confine orientale. Giolitti fu contrario all’intervento, c’erano grandi divisioni interne fra interventisti (a fianco di Francia e Inghilterra o Austria e Germania) e neutralisti; alla fine vinse l’idea di entrare perché si pensava che la neutralità potesse far perdere l’autorevolezza del paese nel sistema internazionale. (Mussolini si espresse a favore e per questo fu espulso dal partito socialista).
Il fronte interno
Ci fu una grande mobilitazione interna, nuova visibilità femminile grazie alla corsa agli armamenti (Woolwich Arsenal fu il più grande singolo produttore di armi nel mondo). Gli altri fronti furono quello occidentale (tedeschi e francesi), sul Carso (italiani e austriaci), orientale (russi e tedeschi) e mediterraneo. Lo sforzo bellico italiano si concentrò sul carso e fu una guerra di posizione che vide, nella battaglia di Caporetto del 1917, gli austriaci sfondare il fronte. Il generale Cadorna, ritenuto in parte responsabile della disfatta venne quindi sostituito da Armando Diaz e il ministro Salandra fu sostituito da Orlando. Fu una grande sconfitta per l’Italia che si riscattò poi nella battaglia di Vittorio Veneto.
Un’altra importante battaglia che si combatté nel fronte occidentale fu la battaglia di Verdun nel 1916, a nord est della Francia; fu una lunga battaglia che fece oltre 600000 morti e fu la singola maggiore battaglia più drammatica e sanguinosa della guerra. L’incubo delle trincee causò moltissimi diserzioni e ammutinamenti nonostante gli eserciti fossero preparatissimi.
La stasi della guerra di trincea fu spezzata da una serie di eventi militari e politici: l’avvio della rivoluzione in Russia: nel marzo del 1917, anche come conseguenza delle durissime condizioni della guerra e lo sfondamento delle linee del fronte orientale da parte della Germania, si avviò un processo rivoluzionario che portò all’abdicazione e sostituzione dello zar con un governo provvisorio che guidò la Russia fino all’ottobre del ’17 con la rivoluzione bolscevica.
- Congresso degli Stati Uniti vota la dichiarazione di guerra alla Germania; nell’aprile del 1917 l’America era rimasta neutrale perché non vedeva la guerra europea come propria anche se, in realtà, la Prima Guerra mondiale fu fortemente sentita negli Usa a causa delle numerose comunità europee di migranti (c’erano forti divisioni nell’opinione pubblica). Wilson aveva mantenuto a lungo una neutralità durante la quale, però, inviava sostentamenti alla Gran Bretagna e Francia. L’atteggiamento dell’opinione pubblica cominciò a mutare dopo l’affondamento di alcune navi americane da parte dei tedeschi nella cosiddetta Guerra Sottomarina il cui scopo era bloccare i rifornimenti al continente europeo (l’affondamento del Lusitania nell’Atlantico fu uno degli avvenimenti decisivi per l’entrata in guerra della potenza americana).
- La vittoria della Germania, inoltre, avrebbe dato un modello di Europa chiusa, sotto la leadership tedesca autoritaria, autocratica e di ancien regime. Tutti questi motivi (ideologici, strategici ….) portarono, nell’aprile del 1917, alla storica decisione degli Stati Uniti di entrare in un conflitto europeo (fino ad allora erano stati isolazionisti) come potenza associata (non entrò in un’alleanza militare; il Patto Atlantico sarà la prima alleanza militare).
Perché l’America entrò in guerra?
Il motivo venne spiegato da Wilson in un famoso discorso nel 1918, subito dopo la pace di Brest Litovsk: gli obiettivi di guerra erano definiti nei 14 punti, la prima formulazione ufficiale della nuova diplomazia americana “to make the world a safe democracy”
I 14 punti di Wilson 8 gennaio 1918
- Pubblici trattati di pace, conclusi pubblicamente e in base ai quali non vi saranno accordi internazionali segreti di alcun tipo, ma la diplomazia agirà sempre apertamente e in piena pubblicità.
- Libertà assoluta di navigazione sui mari al di fuori delle acque territoriali, sia in tempo di pace che in tempo di guerra, salvo per i mari che potessero essere chiusi in tutto o in parte mediante un'azione internazionale in vista dell'esecuzione di accordi internazionali.
- Soppressione per quanto sarà possibile di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che acconsentano alla pace e si associno per mantenerla.
- Scambio di adeguate garanzie che gli armamenti nazionali saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza del Paese.
- Libera sistemazione, con spirito aperto e assolutamente imparziale, di tutte le rivendicazioni coloniali basate sulla stretta osservanza del principio che, nel regolare tutte le questioni di sovranità, gli interessi delle popolazioni interessate dovranno avere un peso eguale a quello delle ragionevoli domande del Governo la cui legittimità debba essere riconosciuta.
- Evacuazione di tutti i territori russi e soluzione di tutte le questioni concernenti la Russia che assicuri la migliore e più libera cooperazione delle altre nazioni per dare alla Russia il modo di determinare, senza essere ostacolata né turbata, l'indipendenza del proprio sviluppo politico e della propria politica nazionale, per assicurarle una sincera accoglienza nella Società delle Libere Nazioni con istituzioni di sua scelta, e per assicurarle infine ogni aiuto, secondo le sue esigenze e i suoi desideri. Il trattamento fatto alla Russia dalle nazioni sue sorelle durante i mesi avvenire sarà la pietra di paragone della loro buona volontà e della loro comprensione dei suoi bisogni, a prescindere dai loro interessi e dalla loro intelligente e disinteressata simpatia.
- Il Belgio - il mondo intero sarà d'accordo – dovrà essere evacuato e restaurato senza alcun tentativo di limitare la sovranità di cui gode al pari delle altre nazioni libere. Nessun altro atto servirà quanto questo a ristabilire la fiducia tra le Nazioni sulle leggi che esse stesse hanno stabilito e fissato per regolare le loro reciproche relazioni. Senza questo atto di riparazione, la struttura e la validità di tutte le leggi internazionali sarebbero per sempre invalidate.
- L’intero territorio francese dovrà essere liberato e le regioni invase dovranno essere restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871
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Prima Guerra Mondiale
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Riassunto completo Prima Guerra mondiale, storia contemporanea, sintesi