Il presidente della repubblica
Introduzione
Il Presidente della Repubblica è un organo che si distingue dal monarca, pur essendo entrambi capi di stato. Vediamo le differenze:
- Il presidente della repubblica è un organo elettivo.
- Il presidente della repubblica è un organo la cui durata è prestabilita. Anche negli Stati Uniti può essere rieletto, stando quindi in carica otto anni, ma è comunque prestabilita. In Italia la durata è di sette anni. Napolitano è stato rieletto. Il rischio di rielezione è accentuare la politicizzazione di un’istituzione che deve rimanere neutra. Il divieto di rielezione del presidente della repubblica non è previsto in costituzione, quindi la rielezione di Napolitano è stata ricostruita dai costituzionalisti sulla base di due motivazioni:
- Non era mai successo: si doveva quindi ritenere una convenzione costituzionale? È un po’ debole come motivazione, le convenzioni possono essere ribaltate. Eppure Ciampi la ritenne tale e non ha continuato.
- La convenzione sul divieto di rielezione vuole evitare che la classe politica sul finire del settennato si metta a discutere se il presidente abbia fatto bene o male (quindi in modo politico), andando a rischiare di politicizzare l’istituzione neutra del presidente della repubblica.
- La responsabilità: un re è irresponsabile, non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, veniva tutelato tantissimo e non rispondeva a nessuno. Il Presidente della Repubblica, invece, deve essere responsabile e risponde come ogni cittadino al di fuori delle sue funzioni (può essere tuttavia processato solo dentro al Quirinale). È tuttavia difficile distinguere la carica dalla persona: il problema di fondo è che è una carica monocratica (appunto, una persona). Esistono delle eccezioni come ad esempio San Marino che ha due capi di stato, chiamati “capo di stato collegiale”, oppure la Svizzera, che ha un consiglio federale composto da sette membri.
La maggioranza dei nostri presidenti della repubblica facevano parte dell’Assemblea Costituente. Questo dimostra che si cerca di scegliere una persona che non divide, bensì unisce. Il Presidente della Repubblica senza dubbio fa politica, tuttavia è una figura che dovrebbe stare lontana dalla politica partitica (altrimenti non sarebbe più neutro ed imparziale). Cossiga, invece, dopo il mandato fondò addirittura un partito politico. Quando si diventa Presidenti della Repubblica si chiude l’esperienza col proprio partito e si cerca di diventare il presidente di tutti gli italiani.
Ruolo del presidente dello Stato
Partendo da questo si possono delineare alcune tesi, presenti in dottrina, sulla figura e il ruolo del capo dello stato:
- Il presidente della repubblica ha un potere neutro ed imparziale. Questa è la tesi nata durante il periodo liberale, è ancora oggi molto sostenuta pur sapendo che comunque pur evitando la politica partitica fa politica. Il costituzionalista che ha mosso le obiezioni più significative contro questa tesi è Carlo Esposito. Egli disse: è vero o non è vero che tutti i poteri, anche il capo dello stato, devono essere imparziali? Esiste forse un potere che deve pensare al suo rendiconto? No, e quindi non c’è motivo di distinguere da questo punto di vista il parlamento, il governo ed il presidente della repubblica. La sua risposta è che la neutralità non appartiene al mondo umano e che quindi al Quirinale siede una persona che ha le sue idee.
- Tesi della politicità del presidente della repubblica (detta prima), che andrebbe distinta dalla politica elettorale e partitica.
- Il Capo dello stato è detentore di quello che si usa definire l’indirizzo politico costituzionale, che si distingue dall’indirizzo politico di maggioranza, che scaturisce dal binomio parlamento-governo. Infatti questa tesi, sostenuta da Paolo Barile, vede il presidente come il braccio esecutivo della costituzione. Vede la politica del presidente della repubblica come una politica di attuazione a difesa della Costituzione. Questa tesi è un po’ debole intanto perché la Costituzione è un documento anche politico, quindi chi la difende deve fare anche della politica. Poi perché può difendere fino ad un certo punto la costituzione, ma poi le leggi del parlamento le promulgherà comunque per non dimettersi. Non può quindi sostituire il ruolo della Corte Costituzionale.
Quale tesi ha scelto l’assemblea costituente? Resta aperta l’interpretazione della Costituzione, che tuttavia non dice qual è il ruolo del presidente della repubblica. Va infatti ricostruito in base alle sue attribuzioni. L’unica cosa che la costituzione ci dice è che è il capo di stato e rappresenta l’unità nazionale, che comunque non è sufficiente senza dar spazio alle interpretazioni a definire un preciso ruolo al presidente della repubblica.
Capo dello stato come figura simbolica
Il presidente della repubblica (come il Re) si dice essere una figura simbolica nel senso che non può mancare perché da una parte le società, dall’altra i testi costituzionali, non possono fare a meno di una figura di riferimento unitaria.
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Il Presidente della Repubblica
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