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Presa e prensione

Appunti di cinesiologia sulla presa e sulla prensione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Aiello dell’università degli Studi di Sassari - Uniss, della facoltà di Medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Cinesiologia docente Prof. G. Aiello

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PRESA DI POTENZA

FASI

1. FASE DI APERTURA DELLA MANO : si tratta di un'azione intuitiva e

l'entità dell'apertura è predeterminata in base all'intenzione di afferrare un

oggetto specifico. La mano assume una postura che corrisponde alle

caratteristiche fisiche dell'oggetto.

Tutti questi movimenti di apertura e chiusura della mano sono influenzati dal

polso: a polso esteso, l'estensione delle dita viene molto più complicata.

Provate, tenendo le dita estese, a flettere il polso: se ad esempio voglio tenere

un estensione perfetta delle dita, tendenzialmente andrò in leggera flessione di

polso, perchè questo mi facilita. Nel momento in cui sto estendendo le dita, sto

compiendo una contrazione concentrica dei muscoli estensori; al contrario,

contrazione eccentrica la si ha quando i muscoli si allungano.

A seconda delle dimensioni dell'oggetto, non mi basterà estendere le dita, ma le

dovrò anche abdurre o addurre, a seconda di come devo prendere un

determinato oggetto.

Una volta estese le dita, dovrò predisporre il primo dito, perchè nelle prese di

precisione il primo dito è sempre coinvolto, e in seguito le altre dita; devo

inoltre predisporre le articolazioni interfalangee e metacarpo falangee, perchè

devo ottenere una presa; devo avvicinare le dita, e per farlo devo muoverle

tutte e tre in maniera diversa a seconda dell'oggetto che devo prendere. Per cui,

per andare a prendere un oggetto, ci servono i muscoli che estendono le MF e

flettono le IF, e questi sono i lombricali; poi abbiamo gli adduttori e abduttori

che sono gli interossei dorsali e palmari; e poi gli estensori delle dita che

devono ovviamente essere attivi in seguito, e, man mano che affiniamo il

movimento, dobbiamo reclutare i flessori delle dita.

Quindi, quando vado a prendere un oggetto, prima predispongo la mano:

estendo, e poi piano piano imposto le dita mentre mi avvicino, metto il polso in

leggera estensione, fletto tutte le dita per prendere, e, contemporaneamente,

riduco l'estensione del polso e vado in leggera flessione di polso: questo è un

meccanismo di facilitazione per la chiusura delle dita.

Gli estensori del polso hanno anche un'altra funzione utile: ad esempio, se io

rimango in leggera estensione di polso, blocco l'articolazione e metto fuori

gioco i flessori profondi e superficiali delle dita, il fatto di andare in estensione

mi serve anche per stabilizzare la mano; provate a polso completamente esteso

a chiudere completamente il pugno tenendo il polso più esteso possibile: è un

movimento completamente innaturale. Se io vado con il polso leggermente

esteso, inibisco l'azione dei flessori profondi superficiali, una volta che sono

arrivata vado in flessione di polso, attivo i flessori profondi superficiali e tiro

su.

C'è una fase statica della presa, ed è la fase in cui ho preso l'oggetto e lo devo

stabilizzare nella mano, per cui è una fase in cui in realtà sto semplicemente

riprendendo, con l'oggetto in mano, le reali misure, e sto facendo una

contrazione isometrica perchè i muscoli sono contratti ma non si accorciano:

questa è quindi la fase in cui ho l'oggetto in mano e devo chiudere le dita

altrimenti l'oggetto cade, cioè una volta che l'ho agguantato devo stabilizzarlo.

Il polso ritorna ad andare in posizione prevalentemente neutra, le dita sono

flesse e abdotte: a seconda dell'oggetto l'abduzione sarà variabile.

I muscoli dell'eminenza tenar e ipotenar sono quelli che ci permettono di

opporre le dita.

I muscoli estrinseci, quindi quelli dell'avambraccio, sono quelli che danno

maggior forza alla presa;

i muscoli intrinseci della mano, quindi i lombricali, permettono la flessione

fine;

gli abduttori e gli adduttori servono per decidere quanto dobbiamo aprire o

chiudere le dita in base alle dimensioni dell'oggetto, e danno un contributo in

potenza che è molto inferiore rispetto a quello dei muscoli estrinseci alla mano.

Il primo dito (pollice) è quello che stabilizza maggiormente le prese in generale:

se nelle prese di potenza è quello che aggiunge forza, nelle prese di precisione,

o in determinate situazioni, è quello che stabilizza la presa.

Anche in una presa di precisione dobbiamo aprire la mano e predisporre,

abbiamo però di un controllo motorio più raffinato, di più feedback. Cioè per

rendere un movimento più preciso devo avere più informazioni: se devo

prendere un ago devo misurare molto bene la distanza tra me e l'ago, e come

devo predisporre la mano; se devo prendere un cartone con 12 confezioni di

latte, il movimento è molto più grossolano.

Nelle prese di potenza utilizzo il pollice se devo imprimere una forza maggiore,

in tal caso siccome sono prese fini, il pollice deve essere sempre coinvolto, mi

avvicino all'oggetto e alla fine, sostanzialmente, i movimenti sono sempre gli

stessi.

I muscoli e le prese possono coinvolgere tutte e cinque le dita, oppure possono

non coinvolgerle tutte, per cui, a seconda delle dita che stiamo coinvolgendo,

utilizzeremo delle “Pinze” differenti. Se ad esempio devo andare a prendere un

bicchiere, utilizzo la pinza dei polpastrelli, (non utilizzo infatti tutta la mano

per poter prendere un bicchiere).

Poi c'è la pinza laterale che usiamo, ad esempio, quando dobbiamo aprire o

chiudere la macchina, girare la chiave in una toppa; quando le dita funzionano

poco, perchè ad esempio vi sono dei deficit muscolari, dovremo addestrare il

paziente a utilizzare pinze anche per fare altri movimenti.

Quindi: pinza laterale, pinza tripode, le pinze dei cinque polpastrelli e la pinza a


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DETTAGLI
Esame: Cinesiologia
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia
SSD:
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stellaste89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinesiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Aiello Giovanni.

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