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Appunti per una preparazione completa per superare l'esame dim Stato per architetti junior. Norme di deontologia, Regolamento igiene comune di Milano, legge 13/89, legge 10/91, requisiti minimi scale e volumi tecnici; demolizioni; pianificazione urbanistica, standard, indici, legislazione; fasi del processo edilizio standard, permesso di costruire, scia, cil; responsabilità e gestione del cantiere;... Vedi di più

Esame di Esame di Stato docente Prof. F. Schiaffonato

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ESTRATTO DOCUMENTO

progetto alle prescrizioni urbanistico - edilizie, formulando una proposta al Responsabile del

Settore per l'emanazione del provvedimento conclusivo.

Nel permesso di costruire sono indicati i termini di inizio e fine lavori (entro 3 anni), per la DIA

sono 21 giorni, il mancato rispetto di questi termini comporta la decadenza del permesso. La

proroga può essere concessa in considerazione della mole del progetto o per fatti estranei alla

volontà del richiedente. È possibile eseguire delle varianti al progetto presentando una nuova

istanza. La comunicazione di inizio lavori deve essere fatta entro un anno dalla data del rilascio del

permesso di costruire e deve essere accompagnata dal DURC dell'impresa. La comunicazione di

fine lavori deve contenere la dichiarazione del rispetto alle normative e conformità (opere

strutturali, prevenzione incendi, ASL, impiantistica, isolamento, barriere architettoniche,

inquinamento atmosferico e acustico, smaltimento rifiuti e smaltimento liquami, sicurezza del

cantiere POS e regolarità contributiva delle ditte esecutrici).

Attività di edilizia libera:

non richiede da parte di chi la realizza l’ottenimento di particolari titoli abilitativi. Si tratta di

interventi light come interventi di manutenzione ordinaria quale può essere la tinteggiatura o

attività di movimento terra e serre mobili che non presentino strutture in muratura. Sempre

nell’ambito dell’attività di edilizia libera rientrano anche tutti gli interventi per l’eliminazione delle

barriere architettoniche (purché tali lavori non vadano ad alterare la sagoma esterna dell’edificio

sul quale sono realizzati). Rimane inteso, ovviamente, che qualsiasi intervento rientrante nel

campo dell’attività di edilizia libera debba rispettare i piani urbanistici vigenti e le prescrizioni

minime di sicurezza che influenzano l’attività edilizia (norme antisismiche, norme antincendio,

norme sanitarie, norme sul risparmio energetico, ecc.).

Comunicazione di inizio lavori (CIL):

può essere utilizzata per realizzare diversi piccoli lavori edilizi, in precedenza riservati alla DIA.

Consente la manutenzione ordinaria (compresa l’apertura di porte interne, purché non su pareti

portanti); opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, le aree di sosta che siano

contenute entro l’indice di permeabilità; l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici

senza serbatoio di accumulo esterno a servizio di edifici da realizzare al di fuori della zona A; aree

ludiche senza fini di lucro; elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici; modifiche

interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati di imprese, ovvero modifiche

della destinazione d’uso di questi locali.

Per le opere che richiedono la comunicazione di inizio lavori semplice non occorrono titoli

abilitativi. È sufficiente inviare una richiesta, anche per via telematica al proprio Comune. Rimane

inteso il rispetto delle norme base di sicurezza come ricordato per l’attività edilizia libera.

Comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA):

consente di eseguire opere di manutenzione straordinaria e la realizzazione o l’integrazione di

servizi igienici e tecnologici, purché non alterino volumi, sagome e destinazione d’uso degli edifici

dove sono realizzati;

L’iter è comprensibilmente più complesso. L’interessato deve inviare al Comune, anche per via

telematica, oltre alla comunicazione di inizio lavori anche la propria anagrafica completa, quella

del progettista e quella dell’impresa che esegue i lavori, la qualità del richiedente (proprietario,

comproprietario, ecc.), la localizzazione e la consistenza dell’immobile, la classificazione

urbanistica del luogo dove si trova l’immobile, la sua destinazione d’uso e la presenza di eventuali

titoli abilitativi precedenti riguardante l’immobile.

RESPONSABILITA' E GESTIONE DEL CANTIERE

Le tre figure fondamentali preposte alla realizzazione di un'opera di architettura sono:

- Committenza: è colui per conto del quale l’opera viene realizzata. In fase di progettazione deve

prevedere la durata e le fasi dei lavori, designare il coordinatore della sicurezza per la

progettazione, inviare alla Direzione Provinciale del Lavoro la Notifica Preliminare coi dati del

cantiere. Prima dell’inizio dei lavori designa il Coordinatore della sicurezza per l’esecuzione e

verifica le idoneità tecnico-professionali delle imprese;

- Progettista: è il professionista incaricato di redigere gli elaborati, grafici e non, necessari per

l'ottenimento della concessione edilizia e per l'esecuzione dell'opera, la progettazione delle

opere edilizie deve essere firmata da tecnici abilitati in materia (architetti, ingegneri, geometri,

periti industriali, geologi) iscritti nei relativi albi, ciascuno nell'ambito delle sue competenze;

- Calcolatore: è il professionista delegato alla progettazione delle strutture dell'opera;

- Coordinatore alla progettazione: è incaricato dal committente o dal responsabile dei lavori di:

redigere il piano di sicurezza e di coordinamento ed il fascicolo adattato alle caratteristiche

dell'opera per la prevenzione e protezione, di comunicare alle autorità competenti la Notifica

Preliminare prima dell’inizio dei lavori;

- Appaltatore: è genericamente l'impresa che si assume l'onere della realizzazione dell'opera,

deve garantire la corretta esecuzione dei lavori;

- Lavoratori autonomi devono utilizzare le attrezzature in conformità con quanto previsto dal

D.Lgs.

626, Utilizzare i DPI e seguire le indicazioni del coordinatore per l’esecuzione.

- Assistente ai lavori: è il professionista delegato dal Direttore lavori a particolari funzioni di

sorveglianza in cantiere;

- Direttore di cantiere: è il tecnico delegato dall'appaltatore con il compito specifico di seguire i

lavori e organizzare il cantiere;

- Direttore dei lavori: è il tramite tecnico tra la committenza e l'appaltatore, è il professionista

demandato dalla committenza a seguire la corretta esecuzione dell'opera, deve garantire che

l’opera venga realizzata come da progetto;

- Coordinatore dei lavori: è incaricato dal committente o dal responsabile dei lavori di: assicurare

l’applicazione del Piano di Sicurezza, adeguare i piani e il fascicolo alle esigenze del cantiere,

organizzare il coordinamento dei soggetti operanti nel cantiere, proporre al committente

eventuali sospensioni dei lavori, sospendere i lavori in caso di gravità;

Responsabilità del Direttore lavori:

Il Direttore lavori anche se non può essere sempre presente in cantiere deve accertarsi del buon

funzionamento dei lavori. Deve imporre, sia all'appaltatore sia al personale addetto, l'applicazione

delle norme di sicurezza, ma non è responsabile della loro negligenza se il suo controllo e le sue

richieste sono comprovate. Inoltre deve assicurarsi che le strutture siano eseguite a norma di

legge sui conglomerati e sulle zone sismiche oltre che a tutte le norme urbanistiche. Le dimissioni

del direttore lavori comportano la sospensione dei lavori fino a nuova nomina. Il collaudo tecnico

di un'opera edilizia è l'ultimo atto che viene eseguito da apposito professionista ed è

prevalentemente rivolto ad appurare che l'opera sia eseguita secondo le norme previste, il

capitolato e il contratto d'appalto ed è un controllo riferito all'opera dell'esecutore ma,

indirettamente, anche all'opera del direttore lavori. Subito dopo al collaudo tecnico si dovrà

ottenere il certificato di agibilità o abitabilità concludendo, con questo ultimo documento, le

responsabilità del direttore lavori.

Organizzazione e gestione del cantiere:

l'insieme delle quantità dei fattori consumati nel cantiere fornirà il costo di costruzione del

manufatto edilizio, tale costo sarà scomposto in costi fissi e variabili a loro volta funzione del costo

dei fattori originari di produzione: materie prime, lavoro, capitale, tempo e ubicazione.

Nei cantieri dove si eseguono lavori di costruzione, manutenzione, riparazione o demolizione di

opere edilizie, devono essere rispettate le norme di prevenzione infortuni e di inquinamento

acustico e deve essere presa ogni cautela atta ad evitare danni e molestie a persone e cose

pubbliche e private. Per tutta la durata di lavori, il cantiere deve essere recintato (h min 2 m) e

organizzato in modo da essere libero da materiali inutili, dannosi e che producano inquinamento.

Deve essere provvisto di segnalazione di ingombro diurno (bande bianche e rosse) e notturno (luci

rosse). Il cantiere deve essere provvisto di una tabella visibile dall'esterno con le indicazioni

riguardanti l'opera in corso di realizzazione, gli estremi del titolo abilitativo ed i nominativi di tutti i

soggetti coinvolti.

Sicurezza:

Il D.Lgs 494 e s.m.i. pr e s c r i v e m i s u r e p e r l a t u t e l a d e l l a s a l u t e e p e r l a s i c u r e z z a

d e i l a v o r a t o r i n e i c a n t i e r i temporanei o mobili.

I documenti che devono essere presenti in cantiere sono: il cartello di identificazione, i

libretti ponteggio e gru, il piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e Piano Operativo di sicurezza

(POS), la Notifica Preliminare, la Dichiarazione Conformità impianto elettrico per la messa a terra

ed i Contratti di appalto e subappalto.

I l Piano Operativo di Sicurezza (POS) è un documento, redatto dal datore di lavoro, in cui devono

essere riportate le informazioni r e l a t i v e a q u e l l o s p e c i f i c o c a n t i e r e e

v a l u t a t i i r i s c h i a c u i s o n o s o t t o p o s t i g l i a d d e t t i dell'impresa.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) deve contenere l'identificazione delle imprese, dei

responsabili e del cantiere, il Diagramma di Gantt, la valutazione dei rischi e procedure esecutive e

la stima dei costi per la sicurezza.

La Notifica Preliminare deve essere trasmessa prima dell’inizio dei lavori all’organo di vigilanza

territoriale e deve essere affissa in maniera visibile in cantiere. È necessaria nei cantieri della

durata superiore a 30 giorni e in cui ci siano insieme 20 lavoratori, nei cantieri la cui entità è

superiore a 500 uomini/giorni e nei cantieri che comportino rischi particolari per la sicurezza

e la salute dei lavoratori.

Collaudo:

Per collaudo statico si intende la prestazione professionale che comprende l'esame, le verifiche e

le prove necessarie ad accertare la rispondenza delle opere strutturali eseguite, alle proscrizioni

progettuali e di contratto. Il campo di applicazione e le modalità del collaudo statico sono, oggi,

compiutamente definiti del Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008 - Testo Unico delle Norme

Tecniche per le Costruzioni (NTC), il quale, esprime testualmente: "Il collaudo statico riguarda il

giudizio sul comportamento e le prestazioni delle parti dell'opera che svolgono funzioni portanti."

Seguono poi tutte le prescrizioni generali sulle modalità di esecuzione. Con questo decreto il

collaudo viene esteso a tutte le strutture portanti, qualunque sia il materiale che a tale scopo è

utilizzato. Per via del fatto che, in genere, gli elementi strutturali, una volta posti in opera, non

sono più ispezionabili e controllabili, il collaudo statico è un collaudo in corso d'opera, fatti salvi

casi particolari. Esso non assume mai la configurazione della provvisorietà, pertanto le opere non

possono essere mai essere messe in esercizio prima che il collaudo statico sia stato eseguito.

Prove sui materiali:

Durante l'esecuzione delle strutture, è obbligo del Direttore dei Lavori prelevare campioni di

calcestruzzo e acciaio per armature, soprattutto quelle volte in cui variazioni di qualità dei

costituenti l'impasto possano fare presumere una variazione di qualità del calcestruzzo stesso.

Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del Direttore dei

Lavori redigendo l'apposito verbale. I provini dovranno essere contrassegnati, mediante sigle ed

etichettature indelebili, in modo da poter verificare che i provini inviati per le prove ai laboratori

ufficiali, siano quelli da lui effettivamente prelevati in cantiere. I controlli "di accettazione" sono

assolutamente obbligatori ed il Collaudatore è tenuto a controllarne la validità.

Le prove complementari si eseguono per stimare la resistenza del conglomerato ad una età

corrispondente a particolari fasi di costruzione "precompressione, messa in opera" o condizioni

particolari di utilizzo, temperature eccezionali, ecc. In merito agli acciai per cemento armato e da

carpenteria, la fornitura delle barre di acciaio in cantiere deve essere accompagnata da certificati

di origine controllata degli stabilimenti da cui provengono e la provenienza dei ferri può essere

preventivamente controllata dal Direttore dei Lavori attraverso il marchio posto su tutte le barre

di ferro il quale deve corrispondere a quello del certificato accompagnatorio.

Nel caso in cui il direttore dei lavori ritenga che si debbano effettuare delle varianti al progetto

originale per cause non previste dal progetto o per errate valutazioni a monte dello stesso, deve

avvertire con una relazione tecnica il committente, il progettista architettonico e strutturale il

quale provvederà a fornire le necessarie indicazioni progettuali per la corretta esecuzione

dell'opera. Il Direttore dei Lavori, a strutture ultimate ed entro 60 gg, depositerà una relazione

con:

 i certificati delle prove sui materiali impiegati emessi da laboratori ufficiali autorizzati;

 una relazione per le opere in conglomerato armato precompresso;

 una relazione sull'esito di eventuali prove di carico, allegando le copie dei relativi verbali

firmate per copia conforme.

APPALTO

L'appalto pubblico è quel complesso di operazioni ed adempimenti, regolamentati

dall'ordinamento giuridico, che consentono all'amministrazione di realizzare un'opera o di

acquisire un servizio o una fornitura di beni. L'appalto privato è un contratto con il quale una parte

si assume il compimento di un'opera, è maggiormente flessibile e si incentra maggiormente

sull'aspetto economico, oltre che sul risultato. Il contratto di appalto è costituito da: capitolato

generale, capitolato speciale e disegni ed elaborati tecnici. Il capitolato generale contiene le

condizioni che debbano essere applicate indistintamente ad ogni genere di lavoro, è composto da

51 articoli ed è entrato in vigore nel 1965. Il capitolato speciale si riferisce,invece,ad un lavoro

specifico, rappresenta l'ultimo atto della progettazione ed è la guida costante per l'esecuzione

dell'opera. Oltre ad indicare l'oggetto dell'appalto e la descrizione delle opere da eseguire, con

tutta la descrizione dei materiali, indica l'importo dell'appalto specificando le categorie dei lavori

principali ed il tempo per terminare l'opera. I diversi tipi di appalto sono:

Appalto a corpo: caratteristica principale è l'invariabilità della cifra totale stabilita per un progetto.

È la forma più sicura per l'esito lavori, ma è necessario un maggior controllo del Direttore dei lavori

per assicurare la qualità del prodotto finito. È necessario che il progetto esecutivo sia dettagliato e

che il capitolato d'appalto determini con esattezza la natura di tutte le opere, le condizioni di

esecuzione, la quantità e la qualità dei lavori.

Appalto a misura: è elastico e permette variazioni anche di notevole importanza, è determinato

sulla base dei singoli prezzi delle diverse categorie prima di determinarne la quantità.

Lavori in economia: sono vietati nel pubblico appalto, nei lavori privati sono talvolta inevitabili per

far fronte ad imprevisti sorti in esecuzione. Sono calcolati a corpo o a misura, si computano in

funzione delle effettive quantità di materiali ed impiego di mano d'opera e mezzi impiegati.

CATASTO

Il catasto definisce l'inventario dei beni immobili ed è stato creato per accertare la consistenza

delle proprietà, delle rendite censuarie dei beni stessi e quindi l'applicazione dell'imposta relativa.

Il rilievo completo del territorio nazionale è rappresentato comune per comune con: unità

immobiliari (subalterni), particelle catastali, fogli di mappa 1:1.000 e quadro di unione 1:20.000.

N.C.T.: il catasto terreni raccoglie la stima dei valori delle terre agricole con la determinazione

delle superfici e la destinazione di uso agricolo (vigneti, frutteti, ecc..) classificando ogni qualità di

coltura in diverse classi di produttività. Ad ogni particella catastale sono dunque attribuiti la

qualità e la classe che le competono.

N.C.E.U.: il catasto edilizio urbano riguarda la determinazione dei valori dei fabbricati attraverso la

destinazione d'uso, la superficie, il numero dei piani, il numero dei vani e la rendita imponibile.

La visura catastale: serve per individuare tutte le informazioni relative ad un immobile, oltre alla

rendita catastale sulla base della quale vengono calcolate le varie tasse (IMU, TASI e TARI).

Variazioni di proprietà: in seguito ad una variazione di proprietà il catasto non prova la proprietà di

un bene, ma è l'atto che il notaio è tenuto a consegnare all'Ufficio del Pubblico Registro a provarla.

Entro 30 giorni dalla variazione di proprietà il privato deve consegnare all'Ufficio Tecnico Erariale

che conserva il Catasto, una domanda di voltura alla quale viene allegato il certificato catastale di

precedente intestazione delle particelle interessate ed una copia dell'atto. Se la variazione di

proprietà è avvenuta per porzioni di particella, il privato deve consegnare all'UTE anche il tipo di

frazionamento cioè la restituzione grafica su un estratto autentico di mappa che dimostri le

variazioni avvenute sulle planimetrie delle singole particelle. In conseguenza al deposito, l'UTE

provvederà all'aggiornamento di tutti i documenti catastali.

ESTIMO

L'estimo è un ramo dell’economia applicato alla stima. I tre concetti della stima sono: il bene

economico, ossia tutto ciò che forma oggetto di diritto; il prezzo, è un valore attribuito dal

mercato a un bene; il mercato, è l’insieme delle operazioni di scambio relative a un dato

bene.

Il valore di stima è il valore ipotetico emesso da un giudizio di un esperto. Un tempo si faceva una

stima analitica: consiste nello stimare un bene attraverso la capitalizzazione dei redditi

dopo aver descritto il bene analiticamente e calcolato le rendite, ora invece si stima un bene con

una stima comparativa o sommaria, ossia attraverso l’analisi di beni analoghi con prezzi noti.

Per una stima dei fabbricati è necessaria una descrizione con indicazione dei confini,

struttura e architettura, estremi catastali, servitù, condizioni statiche e di uso; per

giungere ad una valutazione indicando anche il metodo di stima adottato e la

descrizione dei beni presi a confronto e dei quali si conosce il prezzo.

La Stima di un'area fabbricabile avviene in base alle caratteristiche intrinseche (natura del

sottosuolo, configurazione planimetrica ed estensione dell’area, lunghezza del fronte strada e

ampiezza, esposizione in relazione all’edificabilità e coefficienti) ed estrinseche (luogo e ubicazione

rispetto al centro, vincoli del PRG, vincoli giuridici o servitù che impediscano l’edificabilità,

ssistenza di strade, fogne, condotte, condizioni di mercato in zona, stato e architettura dei

fabbricati vicini, presenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria) , alla potenzialità e alla

suscettività dell’area.

PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE

QUADRO LEGISLATIVO DI RIFERIMENTO

Lo studio delle norme procedurali nel campo delle opere pubbliche deve tenere conto di

un sistema normativo molto complesso e articolato. La legge quadro sui lavori pubblici è la legge

Merloni 109/94; ha subito importanti modifiche nel corso degli anni (dm 145/00 che introduce il

nuovo capitolato generale d’appalto, il dpr 34/00 sul nuovo sistema di qualificazione delle

imprese). Il dlgs 163/2006 “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture” diviene quindi

il nuovo testo unico per il settore delle costruzioni e come tale rappresenta una sorta di summa

legislativa di tutte le norme precedenti a cominciare dalla vecchia legge quadro (109/1994 e s.m.i)

il contratto d’appalto e il contratto di concessione.

L'AFFIDAMENTO DI LAVORI PUBBLICI

La realizzazione delle opere pubbliche può avvenire in tre sistemi: lavori in economia, contratti di

appalto o contratti di concessione.

I lavori in economia

I lavori in economia sono ammessi solo nei casi in cui la pubblica amministrazione provvede

direttamente (tramite una sua struttura tecnica interna o tramite consulenti esterni) alla

progettazione dell'intervento.

L'appalto

L'appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e

con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio verso un corrispettivo in

denaro. Questo vale sia per gli appalti privati che per quelli pubblici, con la differenza che per

questi ultimi la legge prevede forme e modi affinché l’interesse della collettività venga tutelato. È

il sistema di realizzazione sicuramente più utilizzato; esistono due tipologie di contratti di appalto:

- appalti del primo tipo: contratti che hanno come oggetto la sola esecuzione dei lavori;

- appalti integrati: contratti che hanno come oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei

lavori sulla base di un progetto definitivo che può essere predisposto dall’amministrazione, oppure

acquisito definitivo in sede di offerta, sulla base del progetto preliminare predisposto

dall’amministrazione. Le nuove norme prevedono tuttavia l’impiego di questo tipo di appalti solo

nel caso l’importo delle opere sia oltre la soglia comunitaria (circa 5 milioni).

L'amministrazione pubblica con il contratto d'appalto non acquista un prodotto finito, bensì la

capacità di qualcuno (impresa) di realizzare il prodotto o svolgere un servizio. Per tale motivo la

normativa stabilisce precise regole riguardanti non solo le procedure di affidamento, ma anche i

documenti da porre a base dell’affidamento e i criteri di valutazione per la scelta dell'impresa.

Le fasi di programmazione

Il primo stadio della programmazione è costituito dalla redazione di studi in cui vengono

individuati i bisogni, le esigenze. Sulla base di questi studi preliminari vengono effettuati gli studi di

fattibilità in cui sono indicate le caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-

finanziarie dell'intervento stesso, corredate dall'analisi dello stato di fatto per quanto riguarda le

eventuali componenti storico-artistiche, architettoniche, paesaggistiche e di sostenibilità

ambientale, socio-economiche, amministrative e tecniche. Tutti gli interventi d’importo superiore

ai 100 mila euro vengono quindi inseriti nel programma triennale, primo vero strumento di

programmazione sistematica delle opere pubbliche. Nel programma per ogni singolo intervento

viene definito l’importo presunto suddiviso per annualità e la relativa copertura finanziaria con

indicazione di eventuali apporti di capitale privato o derivanti da cessioni di immobili pubblici.

Le fasi di progettazione

Con il termine progetto non si intende solamente la parte costituita dagli elaborati grafici, ma

tutta la documentazione utile a descrivere nei diversi aspetti formali, tecnici ed economici l’opera

da realizzare. La legge individua diversi livelli di progettazione che dalla fase programmatoria a

quella esecutiva si arricchiscono progressivamente di contenuti e di definizione fino a descrivere

compiutamente l’opera nei suoi aspetti di dettaglio. I principali livelli individuati dalla legge sono

tre: progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo, che corrispondono ai tre

momenti del processo: programmazione dei lavori; ottenimento delle necessarie autorizzazioni e

approvazioni; consegna dei lavori all’impresa costruttrice.

 Il progetto preliminare: la sua redazione è subordinata all’individuazione dei bisogni collettivi

da soddisfare e delle relative funzioni che dovrà svolgere l’intervento. Definisce le

caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle

specifiche prestazioni da fornire. I documenti che lo compongono sono:

a) relazione illustrativa;

b) relazione tecnica;

c) studio di prefattibilità ambientale;

d) studi e indagini storiche, ambientali, topografiche, geologiche, idrogeologiche, ecc;

e) planimetria generale ed elaborati grafici;

f) prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza;

g) calcolo sommario della spesa;

h) quadro economico di progetto;

i) piano particellare o rilievo di massima degli immobili

Se a base di una gara d’appalto o per affidamento di una concessione di lavori pubblici, inoltre:

- capitolato speciale descrittivo e prestazionale;

- piano economico-finanziario di massima (per la concessione).

 Il progetto definitivo: redatto sulla base delle indicazioni del progetto preliminare, può essere

posto a base di gara per un appalto di progettazione e costruzione (in questo caso spetta

all’impresa oltre all’esecuzione dei lavori anche la redazione del progetto esecutivo).

Definisce compiutamente i lavori da realizzare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del

rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni.

I documenti che lo compongono sono:

a) relazione generale;

b) relazioni tecniche e specialistiche;

c) rilievi planoaltimetrici e studio inserimento urbanistico;

d) elaborati grafici;

e) studio di impatto ambientale ove previsto dalle normative o studio di fattibilità ambientale;

f) calcoli preliminari delle strutture e degli impianti;

g) disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici;

h) censimento e progetto di risoluzione delle interferenze;

i) piano particellare di esproprio;

j) elenco dei prezzi unitari ed eventuali analisi;

k) computo metrico estimativo;

l) aggiornamento delle prime indicazioni per la redazione dei Piani di sicurezza;

m) quadro economico.

Se a base di gara d’appalto:

un capitolato speciale d’appalto, uno schema di contratto e il Piano di sicurezza e

coordinamento. Inoltre l’indicazione dei tempi e delle modalità di controllo del progetto

esecutivo da parte del Responsabile di Procedimento.

 Il progetto esecutivo: definisce in ogni dettaglio i lavori da realizzare e il relativo costo previsto

e deve essere sviluppato a un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento

architettonico, strutturale e impiantistico sia identificabile in forma, tipologia, qualità,

dimensione e prezzo.

I documenti che lo compongono sono:

a) relazione generale;

b) relazioni specialistiche;

c) elaborati grafici anche di quelli delle strutture, degli impianti e di ripristino ambientale;

d) calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti;

e) piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti;

f) piano di sicurezza e coordinamento;

g) computo metrico estimativo e quadro economico;

h) cronoprogramma;

i) elenco dei prezzi unitari ed eventuale analisi;

j) quadro dell’incidenza percentuale della quantità di manodopera per le diverse categorie;

k) schema di contratto e capitolato speciale d’appalto;

l) piano particellare d’esproprio.

A integrazione del progetto esecutivo è inoltre sempre previsto un piano di

manutenzione dell'opera, viene utilizzato come base di gara negli appalti di esecuzione

dell'opera.

Le procedure di selezione

Le procedure di selezione utilizzate per l’affidamento di un contratto d’appalto sono diverse:

- procedure aperte: in cui la partecipazione alla gara di appalto è "aperta" a tutte le imprese

interessate e che possiedano i requisiti di legge (pubblico incanto);

- procedure ristrette: in cui ogni impresa può chiedere di partecipare ma che solo le imprese

invitate dalla pubblica amministrazione, possono presentare un’offerta (licitazione privata);

- procedure negoziate: in cui l'amministrazione aggiudicatrice consulta le imprese di

propria scelta e negozia con una o più di esse i termini del contratto (trattativa privata);

È una procedura che la legge considera del tutto eccezionale e applicabile in particolari dato che il

margine di discrezionalità da parte dell’ente appaltante è evidentemente elevato. Viene usata

solamente per: lavori per i quali siano andate deserte altre procedure aperte e ristrette; lavori di

particolare natura tecnica o artistica; lavori di estrema urgenza a seguito di eventi imprevedibili.

I criteri di scelta della migliore offerta si possono distinguere in:

- criterio del prezzo più basso;

- criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa determinata in base al prezzo, alla qualità,

ai tempi di esecuzione, al pregio tecnico, alle caratteristiche estetiche e funzionali, alle

caratteristiche ambientali e di contenimento dei consumi energetici, al costo di utilizzazione e di

manutenzione.

Concessione di lavori pubblici

La concessione di lavori pubblici è un contratto avente per oggetto: la progettazione definitiva, la

progettazione esecutiva, l’esecuzione dei lavori e la loro gestione funzionale ed

economica. Nella concessione l’impresa assume il ruolo di stazione appaltante comprese le

competenze che le sono proprie: individuazione dei finanziamenti, acquisizione dei terreni (anche

mediante piani di esproprio), progettazione e direzione lavori. La concessione si caratterizza per

l’impiego di capitale privato in misura maggioritaria rispetto a quello stanziato dalla pubblica

amministrazione.

Il contratto di concessione può essere sottoscritto al termine di una procedura che può essere:

- di iniziativa pubblica;

- di iniziativa privata (project financing).

Nelle concessioni di iniziativa pubblica, a base della gara per l’affidamento della concessione

l’amministrazione predispone almeno un progetto preliminare accompagnato da un capitolato

prestazionale, dalle necessarie indagini geologiche e sismiche e da un piano economico-

finanziario. Quanto cioè necessario per fornire tutti gli elementi per la formulazione dell’offerta. Le

concessioni sono affidate con la procedura aperta o ristretta e con il criterio selettivo dell’offerta

economicamente più vantaggiosa.

Nel project financing il promotore è un privato e la pubblica amministrazione, in quanto parte

interessata e responsabile della realizzazione dell’opera pubblica, deve comunque individuarlo con

una procedura a evidenza pubblica tra diversi soggetti. La procedura prevede un iniziale bando di

gara per la scelta del promotore mettendo a base di gara uno studio di fattibilità. Il promotore

presenta in sede di offerta il progetto preliminare e la pubblica amministrazione può scegliere se

affidare la concessione direttamente al promotore oppure se bandire una gara sulla base del

progetto preliminare presentato.

L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI

Per l’acquisizione dei progetti e per lo svolgimento di altre attività accessorie alla progettazione o

alla direzione lavori, la legge prevede il ricorso in via prioritaria agli uffici tecnici delle stazioni

appaltanti o di altre amministrazioni pubbliche, e in seconda battuta a professionisti esterni.

Le procedure per l'affidamento si dividono in base all'importo stimato degli incarichi:

- Per gli incarichi il cui onorario stimato sia di importo inferiore a 100 mila euro si ricorre a una

procedura negoziata con almeno cinque concorrenti, previa adeguata pubblicità;

- Per gli incarichi di progettazione il cui onorario sia superiore ai 100 mila euro, si ricorre a

procedure aperte, ristrette o negoziate.

Nel caso di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-

artistico e conservativo nonché tecnologico, la legge prevede il ricorso in via prioritaria al concorso

di idee o di progettazione per l’acquisizione del progetto.

- il concorso di idee: in cui l’obiettivo è acquisire un’idea di progetto o una soluzione di particolari

problemi senza poi necessariamente procedere ad un’ulteriore definizione; è lo strumento da

utilizzare quando la pubblica amministrazione non ha un’idea chiara su uno specifico problema;

- il concorso di progettazione: dove la pubblica amministrazione mira ad ottenere un progetto

preliminare che sarà poi ulteriormente definito e realizzato; il vincitore, quando previsto dal

bando, potrà approfondire i successivi livelli di progettazione previo incarico da assegnarsi con

procedura negoziata.

LE PRINCIPALI FIGURE DEL PROCESSO

Il responsabile del procedimento

Scelto tra i funzionari tecnici dell’amministrazione, ha il compito di seguire l’opera in tutto il

processo di realizzazione e di garantirne il compimento. Tra i principali compiti ha quello di

controllare e garantire il rispetto dei tempi e dei costi preventivati, di redigere il documento

preliminare alla progettazione, verificare il progetto preliminare e quindi la fattibilità tecnica ed

economica dell’intervento e convalidare il progetto esecutivo, proporre il sistema di affidamento

dei lavori, sovrintendere e coordinare l’attività del direttore dei lavori.

Il responsabile di procedimento assume inoltre il ruolo di responsabile dei lavori e pertanto

funzione di garante per quanto attiene la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Il progettista

La legge prevede che l’attività di progettazione sia in via prioritaria svolta dagli uffici tecnici delle

amministrazioni pubbliche. In seconda istanza, al presentarsi di specifiche condizioni come la

carenza di organico, la difficoltà di rispettare i tempi, lavori di speciale complessità e altre previste

dalla legge, è possibile affidare l’incarico di progettazione ad un professionista esterno.

Il direttore dei lavori

Ha il compito di coordinare, dirigere e controllare dal punto di vista tecnico, contabile e

amministrativo l’esecuzione dell’opera. Si configura come un delegato tecnico della committenza

in quanto garantisce la corretta esecuzione dell’opera conformemente al contratto sottoscritto tra

stazione appaltante e impresa. In nessun caso il direttore dei lavori può consentire variazioni

dell’esecuzione rispetto a quanto previsto nel contratto e quindi nel progetto, senza la specifica

autorizzazione del responsabile del procedimento. In funzione della tipologia e della dimensione

dell’intervento, i compiti del direttore dei lavori possono essere molto gravosi; per questo la legge

prevede un ufficio di direzione lavori con uno o più assistenti: direttore operativo e ispettore di

cantiere. Tra i principali compiti dell’ufficio vi è l’accettazione dei materiali, sia dal punto di vista

della qualità e della quantità, sia da quello della conformità alle norme tecniche.

Il direttore dei lavori può inoltre svolgere la funzione di coordinatore della sicurezza in fase di

esecuzione.

I documenti che devono essere prodotti sono:

 Il giornale dei lavori: in cui vengono annotati quotidianamente l’andamento dei lavori, il

personale impiegato, le condizioni metereologiche e ogni avvenimento ritenuto interessante;

 I libretti di misura dei lavori: servono a documentare l’effettiva quantità di lavorazioni

effettuate dall’impresa;

 Le liste settimanali: riportano per ciascuna lavorazione il numero delle giornate di operai, di

noli e di mezzi d’opera;

 Il registro di contabilità: in cui sono riportate le annotazioni dei libretti di misura e delle liste

settimanali. Il registro viene firmato sia dal responsabile del procedimento che

dall’appaltatore, sulla base del registro vengono calcolati gli Stati di Avanzamento Lavori (SAL)

che rappresentano gli acconti dovuti all’impresa nei termini e nei modi specificati nel

capitolato speciale.

Il collaudatore

Prima di procedere alla liquidazione del conto finale e a svincolare le garanzie cauzionali o

fideiussorie dell’appaltatore, l’amministrazione appaltante nomina un collaudatore con il compito

di verificare la corretta esecuzione dell’opera sia dal punto di vista tecnico sia amministrativo-

contabile. In sostanza il suo compito è verificare sia l’operato dell’impresa sia quello del direttore

dei lavori il quale risulta responsabile nei confronti dell’amministrazione nel caso avesse prescritto

delle modifiche all’opera o le avesse lasciate eseguire senza specifica autorizzazione del

responsabile di procedimento. Il principale requisito del collaudatore è la completa estraneità con

i lavori oggetto del collaudo. In alcuni casi il collaudo deve essere svolto anche in corso d’opera.

Questo accade nel caso di opere di particolare complessità, oppure quando alcune opere

non sarebbero più ispezionabili a fine lavori come le fondazioni o le murature al grezzo, o ancora

quando la direzione lavori è affidata a soggetti esterni all’amministrazione.

Il collaudatore comunica al responsabile di procedimento ogni difetto e difformità riscontrata e, a

conclusione delle operazioni d’ispezione e verifica, emette il certificato di collaudo che costituisce

l’atto che sancisce formalmente e a tutti gli effetti la fine dei lavori.

STORIA DELL'ARCHITETTURA

In Europa fu l'Art Nouveau a rappresentare il primo stadio di architettura moderna proponendo

fresche invenzioni che sfruttavano la luminosità consentita dalla costruzione in vetro e metallo

traendo ispirazione dalla natura. La fase più creativa dell'Art Nouveau in architettura va dal 1893 al

1905 grazie al lavoro dell'architetto Victor Horta. Attorno all'ultimo decennio dell'800, progettò

l'Hotel Tassel un'opera di straordinaria sintesi tra architettura ed arti decorative che faceva

emergere la sua sensibilità per le forme naturali ed il gusto per l'esotismo. Verso la fine del secolo

l'Art Nouveau aveva assunto un carattere internazionale, espandendosi anche in Italia dove prese

il nome di Stile Liberty, e raggiunse rapidamente la grafica, il disegno industriale, l'artigianato e la

moda. In Spagna, fu l'architetto catalano Antoni Gaudì a recepire maggiormente questo nuovo

stile, sebbene la sua estrema originalità mostra quanto egli sia stato solo vagamente legato agli

ideali Art Nouveau. Già nelle sue prime opere emerge quel senso del bizzarro che caratterizzò il

suo stile altamente personale ossessionato dalla ricerca per un autentico stile regionale. La

ricchezza dell'arte di Gaudì consiste nella riconciliazione tra fantastico e pratico, tra spirituale e

materiale che si può ammirare in tutte le sue opere, in particolare nella Sagrada Familia che

testimonia la graduale crescita dell'autore. Le principali opere laiche di Gaudì furono Casa Batllò e

Casa Milà; vennero considerate talmente bizzarre da essere inimitabili e questo impedì la

diffusione del suo stile nella tradizione locale.

In Inghilterra, l'Art Nouveau venne vista con sospetto e considerata un amo decadente delle Arts

and Crafts; ma in Scozia venne creato uno stile estremamente originale dall'architetto Charles

Mackintosh. Il suo stile emerse in modo indipendente da quello di Horta, pur mantenendo fonti e

idee piuttosto simili. Si trattava di progetti lineari, astratti e carichi di riferimenti celtici. Nel 1897

vinse il concorso per il progetto della nuova School of Art di Glasgow nel quale si distinse per la sua

forza creativa. Mackintosh fu molto apprezzato a Vienna, soprattutto nei circoli secessionistici che

non amavano la progettazione accademica classica e l'Art Nouveau. Il Palazzo della Secessione

costruito da Olbrich a Vienna tra il 1897 ed il 1898, rappresentò un tentativo di formulare un

linguaggio espressivo di forme geometriche pure. Questo edificio fu un manifesto critico contro i

monumenti culturali costruiti in modo classico. Nel 1895 Wagner pubblicò Moderne Achitektur in

cui richiamava la necessità che l'architettura si orientasse verso la vita moderna sottolineando

come la semplicità e l'uniformità del nuovo stile lo rendessero realista. L'Ufficio postale della

Banca di Risparmio di Vienna da lui costruito nel 1904-06, raffigura un mondo in cui la razionalità

di dadi e bulloni ed un ordinamento stabile abbiano soppiantato gli effetti curvilinei dell'Art

Nouveau. Altri rappresentanti della nuova architettura a Vienna furono Adolf Loos e Hoffmann.

L'Art Nouveau inaugurò un linguaggio astratto e fondò lo stile organico ed emotivo che si sarebbe

poi sviluppato nell'Espressionismo degli anni '20; mentre a Parigi Auguste Perret era alla ricerca di

una disciplina formale nei nuovi sistemi di costruzione, in particolare nel cemento armato,

convinto che ciò avrebbe condotto a genuine forme architettoniche dotate di qualità durevoli. Il

cemento armato infatti, era uno dei materiali più flessibili e versatili idoneo alla creazione di

ambienti a pianta libera con ampie aperture. Gli alloggi progettati da Perret nel 1902 al 25bis di

rue Franklin a Parigi si basavano appunto sulle potenzialità di questo materiale. Il calcestruzzo si

presentava adatto anche per la progettazione di stabilimenti industriali che prevedevano ampie

luci per ospitare le nuove tecniche di produzione. Al francese Tony Garnier va il merito di aver

unito il nuovo materiale alla pianificazione urbana per la società industriale.

La ricerca dei valori di semplicità ed immediatezza motivò la nascita di numerosi movimenti

artistici all'inizio del '900; oltre al razionalismo, vi fu in Gran Bretagna un'altra corrente secondo la

quale un'architettura autentica sarebbe stata raggiunta mediante l'espressione diretta di virtù

morali incorrotte. L'architetto doveva perciò divenire un maestro di abilità artigianale; ma questo

atteggiamento tendeva ad essere trasformato in uno stile antiquato, come si può notare nella Red

House di Philip Webb del 1859.

I valori delle Arts and Crafts, una volta esportati in America e trasformati, rappresentarono un

altro importante elemento del Movimento Moderno. Frank Lloyd Wright fu il più originale tra gli

architetti influenzati da questi ideali. Egli creò una sorta di mitologia attorno alla casa suburbana

basandosi sul progetto totale degli arredi e dell'edificio con un'attenzione particolari ai materiali

ed alla natura.

Nel decennio precedente alla Prima guerra mondiale emersero atteggiamenti adulatori della

meccanizzazione: le teorie del Deutscher Werkbund in Germania e quelle del Futurismo in Italia. Il

Deutscher Werkbund fondato da Muthesius venne istituito con l'intento di creare dei collegamenti

tra l'industria tedesca e gli artisti migliorando la qualità del disegno industriale. Muthesius

auspicava una sorta di stile unitario che elevasse il livello morale di vita attraverso l'impatto di

oggetti ben progettati. L'architettura di Peter Behrens corrisponde pienamente alle aspirazioni di

Muthesius. Nei progetti che Behrens eseguì per la società elettrica AEG sottolineò la necessità di

unire l'utile all'appropriato giungendo ad un richiamo all'ordine che si manifestò nella geometria

dei suoi edifici. Egli riteneva che le opere industriali dovessero essere considerate le espressioni

culturali dell'epoca; la fabbrica assunse così un significato maggiore. Le fabbriche che progettò per

la AEG tra il 1908 e il 1914 rappresentarono la fusione tra un linguaggio classico astratto e semplici

sostegni strutturali. Lo studio di Behrens rappresentò il terreno di formazione per diversi artisti

che contribuirono alla fase creativa degli anni '20. Tra di essi i più importanti furono Le Corbusier,

Mies van der Rohe e Walter Gropius.

Nella nascita dell'architettura moderna emergono due figure le cui opere sono dotate di

straordinaria coerenza ed integrità, rintracciabili sia nella padronanza dei mezzi che nel dare

espressività alla loro visione del mondo: Le Corbusier e Wright. Quest'ultimo, fu il primo architetto

che trovò un nuovo stile basato sulla concezione spaziale di piani compenetranti e volumi astratti

che si trasformò poi nell'International Style. Wright riuscì a sviluppare un linguaggio architettonico

di geometrie simboliche dando forma alle relazioni umane. Le piante degli edifici di Wright erano

logiche e ben elaborate per accordarsi con le richieste di ogni cliente, ed erano adatte ai siti tanto

da ottenere il massimo dai lotti disponibili. I suoi progetti possedevano sobrietà e fantasia

offrendo un rilassante ambiente domestico; generalmente al centro si poteva trovare un ampio

camino, fulcro della casa, mentre le vetrate dipinte lasciavano entrare la luce. Le case di Wright

rispondevano alle ispirazioni della nuova borghesia pur evocando una immagine tradizionale della

casa americana.

Casa Kaufmann: a Bear Run fu costruita tra il 1932 ed il 1936 da Frank Lloyd Wright come casa per

villeggiatura immersa in un bosco attraversato da corsi d'acqua e una cascata. È su un grande

masso a picco sul corso d'acqua che l'architetto decide di collocare quello che sarebbe diventato il

capolavoro dell'architettura organica. Attorno a quattro piastri centrali in pietra si articolano piani

orizzontali che si estendono in ogni direzione generando terrazze aggettanti. Gli ambienti interni

sono separati dall'esterno attraverso vetrate continue. L'ingresso si apre direttamente sul

soggiorno che, articolato attorno al camino, è il punto focale della casa ed occupa per intero lo

spazio principale. Una scala in cemento armato permette la discesa dal soggiorno al torrente. Al

piano superiore è situata la zona notte: tutte le camere hanno terrazze orientate in direzioni

diverse; l'ultimo piano invece, di dimensioni più ridotte rispetto agli altri, ospita uno studio ed una

camera da letto.La caratteristica principale di questa abitazione è l'integrazione con il paesaggio

circostante; la natura, infatti, è presente anche all'interno nella pavimentazione in pietra naturale

levigata, e negli arredi in legno.

Villa Mairea: costruita dall'architetto Alvar Aalto a Noormarkku tra il 1938 ed il 1939 per i coniugi

Gullichsens, come una casa di vacanza aperta agli ospiti. La pianta a "L" ha generato una semi-

corte interna più protetta e privata in cui è presente la piscina ed una parte più formale sul

lato pubblico. L'architetto combina materiali moderni, come il cemento intonacato di bianco,

a materiali tradizionali, come la pietra ed il legno; quest'ultimo è utilizzato anche negli interni,

nei pilastri di sostegno e nei rivestimenti. La pianta dell'edificio è caratterizzata da una griglia

strutturale basata su una serie di quadrati che Aalto modifica per adattarla alle esigenze dei

suoi committenti. L'entrata si apre su di un piccolo atrio dal quale un altra porta conduce in un

corridoio aperto sulla sala da pranzo. Il fulcro della sala principale è il camino intonacato di

bianco ed è divisa da un'altra stanza più informale da una serie di esili pilastri di legno e da

una parete ad angolo. Al primo piano si trovano la camera da letto dei Gullichsen che è

affiancata da una stanza da bagno privata con un soffitto leggermente ribassato per ospitare

gli sbocchi dell'aria condizionata, e le stanze dei figli che si aprono su di una grande sala

destinata al gioco. Le ampie finestre che caratterizzano la casa mettono in relazione l'interno

dell'abitazione con il paesaggio circostante.

Villa Savoye: situata a Poissy ed è una delle opere più celebri di Le Corbusier; fu realizzata tra il

1929 e il 1931 in stile razionalista e vede applicati i cinque punti ideati dall'architetto:i pilotis, il

tetto-giardino, la pianta libera, la facciata libera e la finestra a nastro.

La pianta libera della casa è determinata da una rete quadrata di pilotis e si estende su tre piani.

Al piano terra, oltre al garage, vi è un alloggio di servizio; il primo piano contiene l'appartamento

ed una grande terrazza; mentre al piano superiore è sviluppato il concetto del tetto-giardino. I vari

piani sono collegati da una rampa che attraversa l'intero edificio con un percorso continuo.

Unité d'Habitation di Marsiglia: progettata da Le Corbusier tra il 1945 ed il 1952; si tratta di una

residenza collettiva e rappresenta un modello abitativo che può essere paragonato ad una piccola

città autosufficiente sviluppata in altezza. All'interno dell'edificio trovano alloggio circa 1600

persone che hanno a disposizione ristoranti, negozi e persino un hotel; sul tetto a terrazza sono

disposte varie attrezzature collettive, tra cui una piscina, un campo da gioco, un bar, un solarium

ed un asilo. L'enorme struttura dispone di 23 tipologie abitative destinate a diverse tipologie di

acquirenti. Gli appartamenti si sviluppano su due livelli secondo uno schema ad "L" e sono

suddivisi mediante corridoi che percorrono longitudinalmente tutto l'edificio. La costruzione è

sollevata da terra tramite pilastri; è realizzata in cemento armato lasciato a vista e solo gli schermi

frangisole sono dipinti di rosso, blu, verde e giallo.

Casa Farnsworth: è uno dei più celebri progetti dell'architetto Ludwig Mies van der Rohe, fu

costruita, tra il 1945 ed il 1951, a Chicago come casa per i weekend. La casa è sopraelevata da

terra, mediante 8 pilastri con il profilo ad H in acciaio bianco ed è connessa all'ambiente

circostante mediante l'uso di pareti vetrate. Mies van der Rohe applica a questo edificio il concetto

di open space: un grande spazio non strutturato e libero di adattarsi alle esigenze dei committenti.

La casa è costituita da una grande sala, con al centro il blocco dei servizi costituito da due blocchi

in legno contenenti un guardaroba, il bagno e la cucina. Lo spazio restante è caratterizzato dalla

presenza di elementi mobili che permettono una suddivisione spaziale non rigida. La Casa

Farnsworth è un'opera molto significativa in quanto rappresenta la prima completa realizzazione

di questo ideale spaziale.

SOSTENIBILITÀ: Consumo del suolo, Sostenibilità economica, Sostenibilità energetica

Nel Regno Unito, la tendenza all'abitazione individuale suburbana, già caratteristica della nobiltà

nel'700, si generalizza nel corso dell'800 quando il mercato diviene accessibile alla classe media;

dando luogo alla nascita dei sobborghi residenziali diversamente qualificati. Durante la seconda

metà del'800 vengono pubblicati in Inghilterra numerosi piani di città ideali, la teorizzazione di

questo fenomeno da parte di Howard darà vita verso il movimento delle garden cities. Con il

termine città giardino si indica una città ideale a misura d'uomo, con quartieri immersi

completamente nel verde. Letchworth è stata la prima città giardino d'Europa, fondata nel 1903 a

circa 50 km da Londra. Questa distanza doveva garantire la creazione di una fascia verde con un

duplice scopo: fornire tutto il necessario alla sopravvivenza dei cittadini e frenare di conseguenza

l'espansione incontrollata della città stessa.

Altre città furono poi progettate e sviluppate su questo principio, ma non sempre l'idea originaria

dette i risultati sperati. In molti casi, la vicinanza con un grande centro finì per inglobare la città

giardino, in altri la rese semplicemente un quartiere dormitorio.

L'idea fu considerata abbandonata negli anni trenta, tuttavia fu di ispirazione a

grandi architetti come Le Corbusier, che ne trassero principi ispiratori, e soprattutto per la

successiva - 1946 - costruzione di new town, con la collaborazione dei migliori urbanisti dell'epoca.

Negli anni ottanta poi, il concetto generale di città giardino, inteso come ampia zona residenziale,

si diffuse per la costruzione di vastissimi territori ed alloggi per specifici lavoratori dipendenti,

tanto da creare, di fatto, una "città nella città", come il caso di Milano Due, Milano 3 e Metanopoli.

All'inizio del '900 la struttura delle città americane subisce una profonda ristrutturazione: dopo

una prima fase di liberazione delle aree centrali dalle classi ricche che si spostano verso i

sobborghi, i downtowns commerciali sono sottoposti ad un enorme cambiamento con

l'introduzione della nuova tipologia edilizia dell'edificio multipiano per uffici che tende a

moltiplicare in altezza lo sfruttamento del lotto urbano a disposizione. Il prototipo fu il Marshall

Field Wholesale Warehouse costruito ancora in muratura tradizionale a Chicago nel 1885 da

Richardson. Con l'introduzione della struttura in metallo indipendente dalla tamponatura esterna

e l'avvento dell'ascensore i grattacieli supereranno ben presto i 200 metri di altezza traducendosi

in un'espressione urbana che aderisce all'ideologia del business.

Oggi un architettura sostenibile deve essere: energeticamente efficiente (consuma poco anche

nella fase di produzione dei materiali che comporranno l’edificazione); quindi ha un impatto

minore sull’ambiente e sull’essere vivente; permette un benessere e confort abitativo più elevato

e permette di vivere in un contesto salubre e rispettoso delle future generazioni con l’effetto

finale di aumentarne il valore in senso lato.

Il bosco verticale di Milano, disegnato dall'architetto Stefano Boeri, è situato all'interno del

quartiere Porta Nuova. Le due torri si sviluppano in altezza, sono alte 120 e 80 metri e sui balconi

delle due torri vengano installati 480 alberi di altezza grande e 250 alberi di piccole dimensioni

oltre ad arbusti e piante perenni per oltre 100 specie diverse e 10mila mq di verde. il progetto

nasce con lo scopo pratico di ridurre del 30% i consumi, integrato ad una soluzione estetica che si

modifica con il cambio delle stagioni.

Il quartiere “Le Albere”, progettato dall’architetto Renzo Piano, sorge nell’area dell’ex fabbrica

Michelin di Trento. Il nuovo eco quartiere, certificato CasaClima è caratterizzato da 18 palazzine

circondate da un parco verde, risparmio energetico e gestione sostenibile. Il quartiere è composto

da circa 350 unità abitative, ma anche da uffici, centro congressi e zone commerciali, oltre al

Muse, il nuovo museo delle scienza. Le palazzine sono state realizzate prevalentemente in legno,

con ingenti spessori di isolamento termico al fine di garantire l’efficienza energetica passiva

dell’involucro. Completano il tutto i vetri basso emissivi e le scelte compositive volte a favorire la

ventilazione naturale degli ambienti. Pannelli fotovoltaici sono stati installati su ogni copertura e 8

sonde geotermiche garantiscono il funzionamento delle pompe di calore per il riscaldamento

invernale e l’eventuale raffrescamento estivo. Grazie ad un sistema di raccolta delle acque piovane

è stato possibile ridurre anche i consumi idrici del quartiere. "L’ispirazione di base su cui si apre

questo nuovo secolo per un architetto è capire che la fragilità della terra non va soltanto difesa

facendo economia ma anche andando a cercare quali sono le espressioni architettoniche

migliori. Il legno è un materiale nobile, antico, viene dalle foreste, e le foreste si rinnovano, per cui

di fatto è energia rinnovabile oltre che perfettamente riciclabile”. - Renzo Piano

Anche negli impianti possiamo cercare il contenimento energetico. Alcuni esempi, sviluppati anche

nei progetti CasaClima, sono:

Raffrescamento e riscaldamento ad aria: l’impianto di ventilazione è costituito da una pompa di

calore ad aria che sfrutta il preriscaldamento invernale e il preraffreddamento estivo dell’aria

attraverso delle tubazioni sotterranee, in modo da mantenere una temperatura costante dell'aria

in ingresso di circa 14°C.

Energia elettrica: l'impianto fotovoltaico può arrivare a coprire totalmente il fabbisogno elettrico

dell’edificio ed, inoltre,consentire l’asportazione dell’energia in esubero nella rete nazionale.

Acqua calda: il solare termico può arrivare a coprire il fabbisogno di acqua calda sanitaria.

A controllo e gestione del complesso sistema-edificio è un sistema di domotica avanzata che,

rilevando costantemente i dati climatici e le prestazioni dell’edificio, controlla il funzionamento di

tutti questi impianti.

Al fine di realizzare architetture sostenibili, è necessario lo sviluppo dell'energia alternativa,

soprattutto quella fotovoltaica. Il centro storico di una città o di un paese, soprattutto se

riqualificato, è il protagonista della vita cittadina, il luogo che racconta la storia e la vita di chi lo ha

realizzato. Ogni regione, ogni comune, a tale proposito, si muove in modo differente, ma

attualmente la via accettata alla maggiore è la garanzia dell'installazione di sistemi solari da fonti

rinnovabili con la sola cura di garantire un impatto visivo nullo e la perfetta integrazione

architettonica. Installare dei semplici pannelli fotovoltaici significherebbe creare uno stacco tra il

passato e il futuro ma anche l'integrazione a delle bellezze storiche non è sicuramente facilmente

raggiungibile, nonostante gli sforzi.

L'integrazione è raggiunta quando i pannelli sostituiscono interamente parti dell'involucro

svolgendo, oltre alle funzioni strettamente energetiche, anche quelle riferibili ad elementi di

chiusura o schermatura. Si può parlare di:

integrazione complementare quando il pannello solare costituisce lo strato più esterno della

chiusura dell’edificio e svolge la funzione di impermeabilizzazione all’aria. Alcuni esempi sono:

- moduli fotovoltaici installati su tetti piani con una balaustra con altezza

superiore all'asse mediano dei moduli fotovoltaici;

- moduli fotovoltaici sovrapposti all'edificio ma che non sporgono rispetto ad

esso;

- moduli fotovoltaici sovrapposti ad elementi di arredo urbano, barriere

acustiche, pensiline, e tettoie;

integrazione totale quando il pannello solare funge da chiusura esterna, assolvendone tutte le

funzioni. Alcuni esempi sono:

- elementi di illuminazione, balaustre, parapetti, barriere acustiche, pensiline e tettoie in

cui la struttura di copertura sia costituita dai moduli fotovoltaici;

- frangisole o persiane i cui elementi strutturali siano costituiti dai moduli fotovoltaici;

- porzioni della copertura di edifici in cui moduli fotovoltaici semitrasparenti sostituiscano il

vetro dei lucernari;

- finestre in cui moduli fotovoltaici semitrasparenti sostituiscano o integrino le superfici

vetrate;

Nei casi in cui i pannelli fotovoltaici siano integrati con un edificio, si può parlare di architettura

solarizzata. Negli ultimi anni, si sono sviluppati moduli fotovoltaici destinati all'edilizia che

permettono una vasta libertà di applicazione, con lo scopo di lasciare spazio alla creatività del

progettista.Le architetture fotovoltaiche sono quelle costruzioni in cui il fotovoltaico svolge un

ruolo di primo piano; quelle più significative sono:

- Solar Office: si trova a Sunderland, in Gran Bretagna, e rappresenta uno degli esempi più

conosciuti di integrazione architettonica della tecnologia fotovoltaica. L'edificio, realizzato

nel 1997, ospita degli uffici suddivisi su tre piani la pianta ha una configurazione a "V", sulla

quale si innestano due ali laterali separate da un atrio centrale. Il fronte principale

dell'edificio è costituito da un'ampia superficie inclinata a 60° esposta a sud in cui è stato

inserito il generatore solare. La facciata si presenta come un curtin wall a vetrocamera, nel

quale il vetro esterno è rappresentato da un laminato fotovoltaico. Non tutta l'area è

rivestita da pannelli solari, ma è dotata di vetrate tradizionali per garantire un'ottima

illuminazione. L'impianto è composto da 352 pannelli, produce circa 55.200 kWh all'anno

ed è connesso alla rete pubblica alla quale cede l'energia in eccesso.

- Biblioteca Pubblica "Pompeu Fabra": si trova a Matarò, in Spagna, è stata ultimata nel

1997 e costituisce il più noto esempio europeo di integrazione edilizia di pannelli ibridi

fotovoltaico-termici. La facciata rivolta a sud è completamente realizzata con moduli ibridi

semitrasparenti capaci di produrre energia elettrica, termica e di illuminare l'interno

dell'edificio. Anche in copertura è stata impiegata la tecnologia ibrida, come rivestimento

degli shed che consentono l'illuminazione degli ambienti sottostanti. I pannelli sono

costituiti da un sandwich fotovoltaico esposto sul lato esterno, separato tramite

un'intercapedine ventilata da un vetrocamera che delimita gli spazi interni. Il flusso d'aria

attraverso le intercapedini viene sfruttato dal sistema di ventilazione per recuperare

l'energia termica altrimenti dispersa. L'impianto fotovoltaico è stato progettato per

immettere interamente l'energia nella rete pubblica che a sua volta alimenta l'edificio;

quest'ultimo è dunque autosufficiente e la potenza ammonta a 53 kWp.

- Nieuwland: si trova a Amersfoort, in Olanda, e costituisce una vera e propria Solar City,

nella quale più di 500 edifici sono stati dotati di impianti fotovoltaici. Tra il 1993 ed il 1999

è stato realizzato un vasto sistema articolato di generazione fotovoltaica distribuita per una

potenza complessiva di 1,3 MWp. L'uniformazione degli interventi ha permesso la messa a

punto di procedure standard che hanno permesso il raggiungimento di un elevato livello

qualitativo a costi limitati.

- Facoltà di architettura Leonardo: si trova all'interno del Politecnico di Milano, e fa parte

del Programma Tetti Fotovoltaici promosso dal Ministero dell'Ambiente italiano.

L'intervento consiste in un'operazione di retrofit effettuata tramite l'applicazione di un

sistema solare sulla copertura dell'edificio. Sul tetto sono infatti presenti 30 lucernari a

sezione triangolare che furono oscurati per problemi di infiltrazione e dunque lasciati senza

alcuna funzione. La loro collocazione sul lato sud che si affaccia sul parco ne fanno strutture

perfettamente adatte a fungere da supporto per i pannelli. L'impianto è stato così

progettato per ricoprire interamente il lato sud degli shed con 150 pannelli in silicio

policristallino che hanno una potenza complessiva di 11,25 kWp.

Oltre ai pannelli fotovoltaici, si stanno sviluppando diverse tecnologie alternative che permettono

di migliorare la salubrità dell'ambiente che ci circonda. Uno degli esempi è il cemento autopulente

e mangiasmog, un’idea tutta italiana. Lo sviluppo del nuovo materiale nasce dalla volontà di

rispondere all’esigenza dei progettisti di poter impiegare un prodotto capace di resistere nel

tempo all’azione degli agenti inquinanti. I ricercatori italiani hanno introdotto nella composizione

del cemento, il biossido di titanio, che ha la capacità di attivare le molecole di ossigeno presenti

nell’aria. Si innesca un processo di fotocatalisi, capace di accelerare il processo di ossidazione che

avviene naturalmente, grazie al quale l’ossigeno decompone i contaminanti e li trasforma in

sostanze che vengono facilmente lavate dall’acqua piovana, quindi le facciate degli edifici tendono

a non annerirsi. La stessa composizione chimica può essere impiegata per la realizzazione di vernici

per esterni e interni, pavimentazioni, tegole, pannelli prefabbricati, barriere di sicurezza e

antirumore. La facciata di un edificio a 5 piani realizzata con la vernice mangiasmog, costa il 15% in

più, ma riduce del 20% l’inquinamento dell’aria. Il materiale è stato impiegato la prima volta

dall’architetto statunitense Richard Meier in Italia, per la realizzazione della chiesa Dives in

Misericordia a Roma, inaugurata nel 2003. Da allora, sono stati numerosi gli impieghi in altre città

italiane ed europee, ad esempio per il restauro della Galleria Umberto I a Roma, per gli edifici che

compongono la Cité de la Musique et des Beaux-Arts a Chambéry in Francia e altri ancora.

Nei centri storici si cerca innanzitutto di garantire l'efficienza energetica passiva dell'involucro

degli edifici:

- isolamento termico di pareti ed infissi

- vetri basso emissivi

PROVA GRAFICA

 Costruzione delle ombre: in pianta si traccia una parallela al nord sullo

spigolo, ci si sposta verso est dell'angolo corrispondente all'azimut

(14°58') e si ottiene "a", si fa una perpendicolare e si trova "x"

congiungendo "a" con la perpendicolare seguendo l'angolo di altezza

del sole (23°10')

LINEE

PIANTE

La pianta 1:100 deve fornire i dati generali del progetto; i pilastri portanti in

cemento armato sono differenziati con un tratteggio dalle altre murature il

disegno non analizza i diversi tipi di murature.

La pianta 1:50 essendo redatta con finalità

esecutiva deve fornire informazioni più analitiche

e dettagliate; ad esempio, per le chiusure verticali

si possono distinguere l’ossatura portante e la

tamponatura costituita da una muratura interna,

una camera d’aria, e una muratura esterna.

La pianta 1:20 viene usata in quei casi in cui, per la complessità

del progetto, la scala 1:50 non è in grado di documentare tutti

gli aspetti; tutti gli elementi di fabbrica vengono evidenziati

con maggiore chiarezza e le misure delle quote sono riportate

al rustico e non al finito.

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Appunti per una preparazione completa per superare l'esame dim Stato per architetti junior. Norme di deontologia, Regolamento igiene comune di Milano, legge 13/89, legge 10/91, requisiti minimi scale e volumi tecnici; demolizioni; pianificazione urbanistica, standard, indici, legislazione; fasi del processo edilizio standard, permesso di costruire, scia, cil; responsabilità e gestione del cantiere; appalto; catasto; estimo; opere pubbliche; storia dell'architettura; sostenibilità; prova grafica, esempi, pacchetti murari, particolari costruttivi; murature, intonaco, membrane, serramenti, scale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sgri90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di Stato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Schiaffonato Franco.

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