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Riassunto esame Preistoria del vicino Oriente prof. Frangipane, libro consigliato Neolithic in Turkey, Ozdogan Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Preistoria e protostoria del vicino Oriente antico basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dalla docente Frangipane, Neolithic in Turkey, Ozdogan. Gli argomenti trattati sono: Hallan Cemi, età del Bronzo II/Medioevo.

Esame di Preistoria e protostoria del vicino oriente antico docente Prof. M. Frangipane

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ESTRATTO DOCUMENTO

rettangolari. Il piano della casa del Livello 12 comprende 2 vani che comunicano con un foro

centrale (fig. 5-6). Le pareti sono conservate nei loro fondamenti di pietra. Tre contrafforti esterni

consolidano la facciata nord, sul lato inclinato. I pavimenti sono in argilla compattata, senza

elementi di preparazione. La stanza più a nord contiene un focolare angolare costruito a ferro di

cavallo, la stanza a sud un forno di argilla in parte distrutto con volta a sbalzo. I mattoni o

frammenti di mattoni utilizzati in queste strutture indicano che tutta la casa, sopra la fondazione in

pietra, è stata costruita con mattoni. Il Livello 11 non ha costruzioni e consiste solo in un semplice

piano di terra compatta marrone. La casa del Livello 10 è di orientamento simile a quella del 12

ma il piano è tripartito. La tecnica di costruzione è diversa, mattoni di fango di grandi dimensioni

formano le pareti, conservate solo in un corso sul lato nord, in 3 corsi sul lato sud. Questi mattoni

sono tenuti insieme con la malta e si sovrappongono con le giunti fuori linea al fine di assicurare

l’omogeneità del tutto. Le 3 camere sono dotate di comunicazione interna attraverso strette

aperture, di cui solo una centrale. Sono state trovate due scapole di bovini sul pavimento della

stanza a sud. Il Livello 9 contiene solo 3 focolari pieni di cenere e carbone e una sepoltura.

Sono state trovate due sepolture nella fase iniziale, una sotto il pavimento del Livello 11,

un’inumazione di adulto, lo scheletro è completo a eccezione del cranio mancante, l’altra è una

sepoltura scavata nel riempimento del Livello 10 appartenente al 9, contenente lo scheletro di un

bambino in posizione fetale sul fianco sinistro, senza cranio e coperto completamente da una

grossa pietra piatta. Ossidiana e selce erano le materie prime usate fin dall’inizio per gli

strumenti. Un’ascia in corno di cervo è stata trovata con un’ascia in pietra levigata (fig. 10).

Fase intermedia (livelli 8-5). La fase iniziale è definita architettonicamente per le sue camere

allungate. La fase centrale corrisponde alla disposizione regolare di piccole stanze quasi

quadrate. Il Livello 8 presenta una struttura rettangolare pluricellulare in cui sono disposte 6 celle

due a due; le 4 situate più a sud sono quasi quadrate, le 2 a nord sono un po’ più lunghe (fig. 11).

Ci sono due stati consecutivi; nel più antico 3 celle contengono strutture angolari in un quarto di

cerchio destinato per la conservazione. Questi silos sono a volte conservati solo nella loro

pavimentazione costituita da piccoli ciottoli, dal bordo curvilineo, e talvolta anche nei loro piani. Le

pareti della casa hanno contrafforti interni. Il Livello 7 è uno spazio senza costruzioni. Il Livello 6

contiene una casa pluricellulare con orientamento identico e un piano molto vicino a quello del

Livello 8 ma molto più grande (fig. 12). Dispone inoltre di 6 celle ma la casa è tagliata agli angoli

a est e ovest dai bordi dello scavo e a nord dall’erosione.

Il Livello 5 è diviso in due fasi. LA fase 5 b è rappresentata nella metà settentrionale da un

sedimento marrone morbido con un elevato accumulo di materiale archeologico e faunistico. LA

fase 5° presenta a nord e al centro deboli tracce di una costruzione pluricellulare di piano incerto.

Gli strumenti sono sempre in ossidiana.

Fase finale (livelli 4-1). La fase finale è stata scavata nel settore est e ovest. La stratigrafia è

stata stabilita in base al settore est.

E’ caratterizzata dall’allargamento generale delle case. Nel settore est solo il Livello 4 ha prodotto

architettura. Si tratta di una porzione di edificio pluricellulare ma senza la disposizione regolare

delle celle osservate nella fase centrale. Il Livello 3 è uno strato scuro, scavato da tre focolari a

pozzo a forma di ciotola. Il Livello2 consiste in un piano contenente 8 pozzi cilindrici ciascuno di

1 metro di diametro. Il Livello 1 ha prodotto resti di grossi ciottoli, che sono stati probabilmente la

preparazione per pavimenti di casa. Lo scavo nel settore occidentale aveva lo scopo di mettere in

luce l’organizzazione collettiva dello spazio (fig. 20-21). I cambiamenti sono prima di tutto tecnici:

i modi di costruzione, sporadici nella fase centrale diventati ormai sistematici, comportano lo

stabilire un letto di ciottoli su tutta la superficie su cui si deve costruire, dopo aver livellato le

precedenti strutture. Le pareti e pavimenti in terra battuta sono stati poi costruiti su questi letti di

ciottoli. Le pareti erano probabilmente in mattoni di fango. Ci sono modifiche anche

nell’organizzazione dello spazio abitato, a piccole celle si alternano grandi celle. L’ipotesi di

occupazione a livello superiore è rafforzata dalle condizioni in cui sono stati depositati i numerosi

reperti, nel riempimento e raramente sul pavimento, e per la frequente presenza di pareti di

doppio spessore che diminuiscono lo spazio di ogni cella e che non può essere spiegato

semplicemente dalla necessità di sostenere il peso di un soffitto. E’ possibile indicare lo sviluppo

di tutto il settore durante l’ultimo periodo. Prima di tutto c’è l’orientamento generale delle

costruzioni, che non si modifica con il tempo ma resta più o meno lo stesso nelle fasi iniziali e

centrali nello scavo est e nella fase avanzata di entrambe le zone, est e ovest. Tuttavia le

costruzioni della zona ovest sembrano più compatte. Nella zona est la superficie costruita e

quella libera si alternano a ogni livello mentre nella zona ovest costruzioni successive tendono a

essere costruite le une sulle altre, mantenendo spazi di circolazione.

Una sepoltura è stata trovata in una delle celle della casa 3 nel settore ovest. Lo scheletro in

posizione flessa è di un bambino di 8 o 9 anni ed era coperto da uno strato biancastro.

Pietra. C’è un tappo conico con un dispositivo per il fissaggio in posizione (fig. 29) composto da

due perforazioni giustapposte sulla parte larga dell’oggetto. Questo oggetto è stato probabilmente

utilitario come le numerose macine e pestelli. Ci sono anche frammenti di vasi in pietra. Altri

oggetti sembrano avere un valore simbolico. Ci sono una decina di palline sferiche di diversi

materiali e dimensioni: pietra calcarea, selce, marmo. Una di queste (fig. 30) ha bande parallele

rosse probabilmente ottenute rivelando venature naturali del marmo. C’è infine un cono poco

lucido in corallo (fig. 31) e due piccole pietre scanalate (fig. 32) una in calcare e una in pietra

verde con decorazione geometrica. Sono abbondanti gli ornamenti, i pezzi più notevoli sono i

bracciali, generalmente in marmo bianco o basalto fine. Tre di loro, completi (fig. 34-35) sono stati

trovati a est, sotto il pavimento della casa 4. La maggior parte delle materie prime sono di origine

locale. Le pietre verdi per la preparazione del piano e le assi lucide provengono dalla cosiddetta

formazione Maden. Questo vale anche per il basalto, diorite, arenaria utilizzata per le macine e la

diabase usata per i braccialetti.

ASIKLI

Si trova sulle sponde della riva Melendiz nel villaggio di Kuzilkaya.

Attualmente il sito più informativo delle culture del Neolitico Aceramico dell’Anatolia Centrale è

Asikli Huyuk (fig. 1). Il tumulo si trova nella provincia di Aksaray. La regione è ricca di ossidiana, il

maggiore evento necessario alla formazione di questa roccia di origine vulcanica sono le

formazioni del Pleistocene di Acigol e Bekarlar nella depressione di Nevsehir.

I resti strutturali venuti alla luce indicano che Asikli presenta un modello incipiente per

l’impostazione della città pianificata e organizzazione sociale (fig. 3-4). Molte costruzioni sono in

mattone, rettangolare o trapezoidale, spesso con angoli arrotondati. La pietra è stata usata solo

quando necessario e per fondazioni di certe speciali strutture; era anche usata nella costruzione

di scompartimenti di immagazzinamento e muri di recinzione (fig. 3-4, 13, 17-18).

Il Livello 2 è costituito da 10 consecutivi insediamenti o fasi di costruzione, e case di mattone e

cortili di tre fasi edilizie del Livello 3 sono state esposte. Per rivelare quanto più possibile la

pianificazione degli insediamenti, le fasi superiori del Livello 2 sono state scavate orizzontalmente

su una vasta area sulla sommità del tumulo (fig. 2-4). Sembra che gli abitanti di Asikli abbiano

abbandonato la loro dimora sulla riva del fiume per trasferirsi altrove. La caratteristica

disposizione architettonica vista negli insediamenti sulla collina erano già evidenti nelle dimore

lungo il fiume. Case trapezoidali di mattone sono state costruite l’una contro l’altra, separate da

stretti cortili. Sotto il pavimento della residenza vicina è stata trovata una sepoltura, uno scheletro

umano sul lato sinistro in posizione inginocchiata, la testa verso sud (fig. 5). Un grande focolare

con un pavimento di ciottoli trovato nell’angolo nord-est di un’altra casa non sembra diverso da

quello trovato nel villaggio sul tumulo. Una quantità di strumenti in ossidiana e scaglie di rifiuti

sono stati recuperati nel riempimento delle case. Questi primi colonizzatori dovevano essere

certamente cacciatori e raccoglitori ma avevano già stabilito lo stile di vita sedentario che sarebbe

continuato ad Asikli.

A causa delle attività agricole sul tumulo prima dello scavo, quel poco che rimaneva del Livello 1

era stato integrato nel terriccio. Le caratteristiche strutturali del Livello 2 rappresentano quelli

indagati nel tumulo, che includono tutte quelle tecniche costruttive e le caratteristiche principali

(fig. 3, 4, 6, 8, 18). Un livello di limo separa il Livello 2 dal 3 e rappresenta un allungamento di

questa sezione.

I quartieri delle Fasi 2°-2C erano generalmente formati da diverse case raggruppate insieme.

Alcune di queste case monolocali sono state costruite con cortili stretti accanto a loro. Altre

stanze avevano 2 o 3 camere. Non c’era comunicazione tra una casa e l’altra, c’erano aperture

nelle pareti divisorie delle abitazioni multi-camere, fornendo accesso tra le camere singole. Non

c’erano porte nei muri esterni di mattoni, l’accesso doveva essere presente nei tetti piatti delle

case o attraverso una finestra. Non solo i pavimenti ma anche le parti esterne e interne delle

pareti di solito erano intonacate con uno strato spesso di argilla. In alcune stanze i muri interi

erano dipinti di rosa, sfumature di giallo o rossastro.

In entrambi i Livelli 2 e 3 i morti sono stati sepolti in fosse sotto i pavimenti di casa.

Occasionalmente un pozzo è stato riutilizzato per una sepoltura secondaria. La posizione degli

scheletri non è sempre la stessa, ci sono sepolture in posizione Hocker ma ci sono anche

scheletri estesi, a faccia in su, e altri sdraiati su un lato con le gambe piegate contro le ginocchia.

Secondo le analisi fatte fino a ora, la selvaggina della caccia e le verdure e frutta raccolte dagli

abitanti costituiscono le fonti di base della dieta. Grano e orzo selvatico è stato raccolto e portato

nel villaggio dove è stato sgusciato. Il più popolare tra i frutti di bosco era il bagolaro rosso. Gli

animali selvatici più consumati erano la pecora, la capra, bovini, cavalli e conigli. Gli strumenti più

utilizzati erano ricavati da ossidiana, osso e corno. Gran parte dell’ossidiana proveniva da fonti di

Kayirli e Nenenzi. La maggior aprte degli strumenti in ossidiana era utilizzata nella lavorazione di

pelli, taglio, spaccatura del legno e produzione di strumenti in osso. Pochi erano usati per la

raccolta di piante selvatiche o coltivate. Il gruppo più grande di strumenti in osso/corno sono stati

i punteruoli. La maggior parte degli strumenti era forgiata dalle ossa delle gambe di pecore e

capre. Le perline, tradizione popolare, sono state ampiamente realizzate ad Asikli (fig. 19). Oltre a

quelle in pietra c’erano perle in osso, corno di cervo e rame nativo (fig. 19-20) fatte battendo un

foglio di rame in condizioni di calore o freddo e tagliandolo in strisce sottili che potevano essere

arrotolate o attorcigliate nella forma.

ILIPINAR, UN PRIMO VILLAGGIO AGRICOLO NEL BACINO DEL LAGO IZNIK

La depressione del bacino del lago Iznik è parte di una bassa, continua catena montana est-

ovest nella regione orientale Marmara. Mentre le pendici dei monti delimitano le rive del lago a

nord e sud, piccole pianure alluvionali a est e ovest danno origine alla creazione di occupazione

preistorica, che comprende circa 10 insediamenti che cronologicamente si dividono in due

categorie: Tardo Neolitico/Inizio Calcolitico (fine 7 millennio) o al Bronzo Antico (seconda metà 4

millennio). Il tumulo di Ilipinar è uno dei più antichi insediamenti preistorici dell’Anatolia del

nordest. (situate vicino alla città moderna di Orhangazi, fig. 1).

I primi coloni dell’Ilipinar erano agricoltori, che si sono affidati all’allevamento ovino e caprino e

gradualmente si spostano verso suini e bovini. Questo cambiamento può essere inteso come

adattamento all’ambiente boschivo nella regione orientale di Marmara in cui suini e bovini hanno

potuto prosperare meglio di ovicaprini. Le principali colture erano farro, lenticchie, pane e lino.

Erano state applicate tre modalità di costruzione nei primi villaggi agricoli. Due si verificarono

contemporaneamente durante la prima metà della sua esistenza, riconosciuto nel cosiddetto

post-muro e costruzioni di lastre di fango, mentre durante la seconda metà venivano usati i

mattoni di fango. Gli edifici di post-muro erano rappresentativi della prima fase durata 3 secoli.

Mentre erano camere singole in libera posizione con case di dimensioni standard con superfici

abitabili di 30 metri quadri, erano probabilmente usate come case unifamiliari (fig. 2).

La conservazione di sistemazioni interne di case di post-muro si hanno raramente, infatti c’è un

solo esempio (fig. 3). C’era un caminetto per riscaldare e cucinare e un angolo dove avveniva la

conservazione e lavorazione degli alimenti. Lungo la parete opposta c’è un curioso dispositivo

riconosciuto come un tavolo in cima al quale c’era una lastra di macinazione. Accanto agli edifici

post-muro sono stati rinvenuti gli edifici di lastre di fango, usate come materiale da costruzione

per le pareti esterne (fig. 11).

(fig. 4). Mentre le prime case di mattoni crudi erano copie dei precedenti edifici post-muro, presto

appaiono case di dimensioni e disposizioni diverse. Il passaggio a case di mattoni crudi è

sorprendente, in un contesto in cui i legami con l’altopiano Anatolico erano diminuiti e aumentate

invece le somiglianze con i Balcani. E’ probabile che non fosse un atto di acculturazione ma una

riflessione di tipo pratico. La disponibilità di acqua dolce è stata una grande attrazione per i coloni

di tutti i tempi. Per la ricostruzione del piano dei primi insediamenti abbiamo solo alcuni dati, che

accennano al fatto che il paese aveva una struttura radiale con la primavera come messa a

fuoco. Il numero di case all’inizio poteva essere non più di 10 o 15 ma è cresciuto del doppio

durante i 300 anni di esistenza del villaggio. Non ci sono dubbi che abbia avuto un aspetto non-

anatolico (fig. 3).

Un modo comune di seppellire i morti durante il Neolitico del Vicino Oriente è stato quello di

lasciare il corpo per la decomposizione all’aria aperta prima che fosse inumato sotto il pavimento

di casa. La decomposizione è dimostrata dalle frequenti sepolture di scheletri disarticolati o

incompleti o anche di semplici teschi. Al contrario la decomposizione in sepoltura secondaria non

era praticata nel villaggio di Ilipinar, dove il morto era deposto in posizione accovacciata o Hocker

con braccia e gambe flesse e riposava sul lato destro o sinistro (fig. 5). La maggior parte degli

scheletri era di bambini e giovani adulti. Una scoperta eccezionale è un adulto disteso su una

tavola di legno. Non sono state trovate sepolture sotto il pavimento ma solo all’esterno dietro le

case.

Durante la sua fase di costruzione di mattoni di fango il villaggio è stato spostato verso ovest.

Anche se il tumulo antico è parte dell’agglomerato, l’orizzonte dell’edificio è sottile e mal interrotto

da sepolture di epoca Tardo Calcolitica e Bizantina. La caratteristica principale del villaggio di

mattoni di fango è l’aver abbandonato la camera singola, ora è di moda il collegamento. Come

esempio c’è una casa ricostruita più volte nello stesso punto (fig. 6). Invece di una camera

singola sono state create aree delimitate da pareti divisorie e ogni zona ha una propria funzione

in quanto c’è la cottura, riscaldamento e trasformazione dei prodotti alimentari. Di fronte a questa

casa c’era un cortile utilizzato per la conservazione, probabilmente coperto da stuoie.

Sul versante occidentale un muro di terra copriva le rovine di un edificio rettangolare distrutto da

un incendio. Aveva 3 vani di compartimenti identici separati da doppie pareti (fig. 6). In ogni

scompartimento c’erano contenitori di deposito, cestini e una varietà di vasi (fig. 12).

IL NEOLITICO DEL LAKE DISTRICT

Questa regione di molti laghi è delimitata dalla catena del Tauro a sud e dalle provincie di Afyon e

Denizli a nord. Cinque siti che presentano varie fasi del periodo Neolitico sono state scavate in

questa parte dell’altopiano Anatolico; a est Suberde e Erbaba, a ovest Kurucay e Hoyucek.

Suberde. Il piccolo tumulo si trova a sud-est del Lake District. L’architettura del livello di

insediamento più antico, dove non sono stati scavati completamente edifici, consisteva in alcuni

pavimenti e segmenti di pareti di mattoni, con giri ad angolo retto, suggerendo la presenza di

strutture rettangolari. Insieme ad alcuni pavimenti di queste strutture, sono state recuperate fosse

cilindriche intonacate con argilla. Dato che questo strato è stato distrutto da un incendio, i lati

intonacati dei pozzi sono bruciati prendendo l’aspetto di frammenti di ceramica grezza. Poiché

non è stata trovata ceramica in questo livello, è stato descritto come Neolitico Aceramico. Il livello

successivo è stato danneggiato e solo alcuni segmenti di pareti e pavimenti in mattoni intonacati

sono stati scoperti.

Erbaba. Gli elementi architettonici del più recente insediamento sono bene compresi, e i dati dei

Livelli 2 e 3 indicherebbero che l’architettura era molto simile a quella del Livello 1. In tutte e tre le

fasi i muri sorgevano su fondazioni di pietra. Nel Livello 3 la maggior parte delle fondazioni di

ciottoli così come i pavimenti, sono stati intonacati, ogni tanto ci sono tracce di vernice rossa.

Edifici di forma rettangolare allungata, composti da 2 o 3 camere (fig. 1) con pareti rinforzate da

contrafforti. Molta ceramica è stata recuperata da tutti i livelli.

Hacilar. La sua importanza risiede non solo nei suoi notevoli reperti ma anche nel fatto che

costituisce la prima innegabile prova della presenza di insediamenti neolitici nell’altopiano

Anatolico. Una tradizione architettonica molto sviluppata è evidente fin dai primi livelli. I resti

architettonici negli altri livelli del Neolitico Antico sono scarsi. I Livelli 9 e 8 del Tardo Neolitico non

hanno rivelato molti resti architettonici. L’architettura del Livello 6 era ben conservata per offrire

un quadro abbastanza chiaro. Ben 10 strutture sono state completamente o in parte scavate. Le

strutture erano rettangolari (fig. 3) con le porte solitamente sui lati lunghi. In quasi ogni casa è

stato trovato un forno quadrilatero contro la parete appena di fronte alla porta. Le caratteristiche

interne includono molte casse di lastre di argilla, forni e nicchie aperte nelle pareti. E’ chiaro che

le attività quotidiane erano svolte nelle zone aperte fuori dalle case. Rosse e brunite, le

ceramiche includono vasi con fasce decorative di vernice rossa.

Kurucay. I primi resti culturali sono quelli che appartengono al Livello 13. Non sono stati

recuperati resti architettonici all’interno di questo riempimento e sembra probabile che fosse un

deposito secondario, probabilmente annaffiato dalle acque dall’altopiano fino al sud del sito. Il

primo insediamento con architettura riconoscibile è il Livello 12. Una delle case è stata

completamente scavata (fig. 5). La seconda struttura esposta mostra angoli arrotondati che fanno

della camera un semicerchio in piano. Dopo l’abbandono del Livello 12, il nuovo insediamento,

Livello 11, è stato fondato in una zona più a ovest rispetto al predecessore. Il più significante dei

resti architettonici in questo insediamento è la fondazione in pietra (fig. 6) evidentemente

rappresentante parte di un libero sistema di fortificazioni che circondano l’insediamento. Due torri,

semicircolari (fig. 7) sono state aggiunte alla parte meglio conservata delle difese, il tratto

meridionale. L’insediamento è stato completamente recintato da questo muro. L’ingresso

principale doveva essere un cancello vicino all’angolo sud-est. Dal Livello 12 la ceramica cambia

e la qualità si sviluppa. L’articolo più frequente è ora il Ware A rosso liscio con un beige biscotto,

brunito e quasi sempre ben cotto. C’è un netto aumento nella varietà delle forme dei vasi. La

decorazione pittorica diventa più comune e in aggiunta a quella geometrica di base lineare (fig. 9)

cominciano ad apparire i misteriosi modelli astratti che diventeranno più popolari nei successivi

livelli. Nel Livello 11 c’è un aumento notevole nella decorazione dipinta lineare in rosso,

prevalentemente costituita da semplici linee (fig. 10) o bande in varie disposizioni (fig. 11), motivi

naturalistici stilizzati (fig. 12) e disegni astratti di origine sconosciuta. C’è anche un relativo

aumento della decorazione a rilievo.

Hoyucek. Poichè tutte le strutture sembravano legate a scope religiosi, è stata chiamata Fase

dei Santuari, composta da due livelli di costruzione. Nell’area della Fase dei Santuari 5 strutture

erano esposte in fila da est a ovest (fig. 15), erano costruite con mattoni dalle fondamenta. Alcuni

dei mattoni avevano una forma comune, altri avevano la superficie arrotondata. Le Strutture 1 e 2

sono mal conservate, la 3 era rettangolare con l’ingresso principale in un lungo muro e ingressi

secondari nelle altre tre pareti. Nella Struttura 5 l’entrata, che era originariamente al centro del

muro nord, è stata murata; la nuova entrata era probabilmente nella stretta parete orientale. La

porta nel muro divisorio interno è stata chiusa con mattoni durante l’ultima fase.

Nello spazio ristretto tra la Struttura 3 e 5 era stata costruita la piccola Struttura 4. Un muretto di

fronte al centro di questa piccola stanza la divide in due parti e muri interni a nordest formavano

una specie di sala da bagno o una specie di cella. In questa stanza sono stati trovati i resti di un

palo di legno e sulla soglia della porta della stanza corna di cervo, mandibole e astragali di

ruminanti.

La Fase dei Santuari mostra tecniche più sviluppate e un ricco inventario di forme. La pasta è

molto pulita, I vasi erano altamente bruniti e ben cotti. La maggior parte delle forme erano ciotole

piatte col profilo a S e vasi dai bordi estesi (gif. 17).

Bademagazi. Il sito si trova sul valico autostradale di Antalya-Burdur sopra le montagne del

Tauro. L’estensione dell’area di scavo è ancora limitata ed è probabile che in futuro il lavoro sul

sito porti a un cambiamento nella sequenza stratigrafica.

In piano, le strutture finora scavate, sono come di forma rettangolare irregolare, variano dai 5 ai 6

metri in lunghezza e dai 3 ai 4 in altezza, e hanno gli angoli arrotondati. Le porte di queste

strutture, probabilmente case, si trovavano in una delle pareti lunghe. Le entrate erano un metro

o poco più su, con profondi stretti recessi tagliate verticalmente negli stipiti. I pavimenti di argilla

battuta, intonacati, rivelano una leggera differenza di livello.

La ceramica mostra un continuo sviluppo dal Livello 5 all’ultimo insediamento della fase. Le forme

dei vasi sono ciotole basse e profonde, semplici nei profili (fig. 31). Un’importante osservazione è

che la ceramica è molto scarsa negli strati più profondi, negli ultimi centimetri sono stati trovati

solo due frammenti. Dal Livello 2 le principali forme erano pentole globulari e giare con semplici

(fig. 32) profili o leggermente a S (fig. 33). Diverse forme comprendono vasi con aperture marcate

o leggermente ovali e densi bordi (fig. 35), giare con anse trafitte l’una sopra l’altra.

Il periodo Neolitico nel Lake District copre un lungo periodo di tempo dall’8000 al 6500. Siti

scavati come Suberde e Erbaba hanno fornito una conoscenza limitata di certe fasi. Questi due

siti si trovano ai margini del Lake District e potrebbe essere considerata un’estensione della piana

di Konya. Non possiamo dire neanche se la classica sequenza Aceramico/Ceramico/Neolitico

Antico/Tardo Neolitico sia valida in tutto il Lake District. L’assenza di vera ceramica nel Livello 3 di

Suberde è parallela alla sequenza della piana di Konya, dove insediamenti come Asikli Hoyuk e

Can Hasan 3 mostrano che la ceramica era sconosciuta agli inizi del Neolitico. La situazione

potrebbe essere diversa nell’area di Burdur, dove forse anche i primi insediamenti potrebbero

aver conosciuto l’arte della ceramica. Nella regione di Antalya di fronte alle montagne del Tauro a

sud ci sono indizi che la ceramica era in uso anche prima del periodo Neolitico.

Dalla superficie di Suberde abbiamo l’espressione di Bordaz “dark neolithic wares from anatolia”

con cui lavorare, anche se una relazione con la ceramica di Catal Hoyuk dei livelli 0-8 era

specificata. Per quanto riguarda la ceramica di Erbaba, Bordaz ha sottolineato una certa

relazione tra quelle della fase più antica, Livello 3, e la ceramica di Catal Hoyuk. Le ceramiche

dei livelli più alti di Erbaba sono parallele alla ceramica di Hacilar nel Tardo Neolitico.

Abbiamo molte informazioni sulla ceramica dell’Antico Neolitico della regione di Burdur. A

Badebamagi e Huyucek, come a Hacilar e Kurucay, la maggior parte delle ceramiche è stata un

oggetto grigio-beige, rosso o marrone e abbastanza brunito e incendiato.

Nei periodi seguenti al Neolitico Antico nei Livelli 2-1 a Bademagaci molte delle vecchie forme

lasciano il posto alle nuove, tra cui forme chiuse con i corpi rotondi e vasi profondi con spessi

bordi o tagliati orizzontalmente. A Huyucek la ceramica della Fase del Santuario mostra un

grande miglioramento rispetto a quella dei primi insediamenti. I vasi, probabilmente creati

appositamente per cerimonie religiose o per l’uso da parte di sacerdoti, mostra lavorazione di

grande qualità.

La fase finale del Neolitico può essere meglio seguita nel Livello 6 di Hacilar e dal Livello 11 di

Kurucay. La costruzione delle case e la pianificazione di molte case di questa fase a Hacilar

segue la tradizione delle precedenti fasi, quella del Livello 3 di Bademagaci e la Fase dei

Santuari di Hoyucek.

OSSIDIANA NELL’ANATOLIA CENTRALE

L’ossidiana, una delle materie prime più apprezzate dagli uomini preistorici, è largamente

presente nell’Anatolia centrale. Le sue qualità omogenee e meccaniche la rendono adatta per la

scheggiatura, la sua attrattiva consistenza vitrea di vari colori (nero, grigio, verde, marrone e

rosso) e la rarità di selce erano probabilmente le ragioni di questo apprezzamento. L’ossidiana,

che è una roccia vulcanica di vetrosa variazione di riolite, è il prodotto di raffreddamento

immediato della lava. Si attacca solo per formazioni acide quindi non è un risultato comune di

ogni formazione vulcanica. L’Anatolia è una delle ragioni più ricche di fonti di ossidiana del Vicino

Oriente, concentrate soprattutto in Cappadocia e nella zona centrale.

Fonti di ossidiana;

Nenezi Dag. E’ una grande cupola riolitica (fig. 2). Sul fianco occidentale esiste un importante


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AUTORE

Maya E.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archeologiche
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maya E. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Preistoria e protostoria del vicino oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Frangipane Marcella.

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