Estratto del documento

Preistoria e archeologia

L'archeologia sviluppa una doppia componente: una scientifica e una storica; lo scavo scientificamente realizzato ha come ultima finalità l'analisi storica. Fondamentale è la relazione con le fonti per delineare una storia, ma in mancanza di fonti scritte l'archeologia rimane l'unico elemento di studio, come accade per la preistoria.

Periodizzazione della preistoria

La preistoria viene periodizzata in fasce molto ampie, grazie all'individuazione della linea evolutiva dal genere Homo, fino al passaggio all'agricoltura e all'allevamento e alla nascita della storia alla fine del IV millennio a.C.: 5000 anni di storia contro alcuni milioni di anni precedenti.

La preistoria esiste, tranne in Antartide, in ogni parte del mondo: il popolamento umano è avvenuto nel corso della preistoria e nessuna regione è esclusa. Gli sviluppi sono però diversi: in Australia, ad esempio, la preistoria finisce nel 1788, con la colonizzazione europea iniziata da James Cooper.

La preistoria termina con la formazione di organizzazioni politiche statali, nate in periodi molto diversi tra loro, con parametri cronologici estremamente variabili.

Datazione delle culture preistoriche

Oggi siamo in grado di datare molto bene tutte le culture preistoriche attraverso metodi scientifici. Se andiamo indietro agli inizi dell’Ottocento, alla nascita delle ricerche archeologiche, non c'erano strumenti per datare reperti archeologici spesso ritrovati casualmente. Il primo sistema di classificazione e datazione delle collezioni di reperti che andavano formandosi nei paesi nordici (le collezioni reali erano immense) è stata fatta da Thomsen, che fu incaricato della datazione per poter esporre il materiale al pubblico in modo coerente: nacque il sistema delle tre età (pietra, bronzo e ferro).

Pleistocene e Olocene

Pleistocene e Olocene fanno parte del periodo quaternario della storia della Terra: sono due fasi, una glaciale e una post-glaciale (quella in cui viviamo), e le oscillazioni climatiche interne al nostro periodo sono estremamente piccole rispetto alla grande differenza che caratterizzava il Pleistocene (caratterizzato a sua volta comunque da periodi interglaciali). L'Olocene o era post-glaciale potrebbe essere una fase interglaciale del Pleistocene, ma non siamo in grado di anticipare le variazioni future, se non i piccoli cambiamenti climatici.

Invenzioni umane nella preistoria

La variazione età della pietra e età dei metalli è indicativa dell’utilizzo umano e ha origine archeologica. Le più grandi invenzioni umane furono create nella fase dei metalli, pur in mancanza di una conoscenza scientifica e sulla base della sperimentazione. Le più antiche industrie sono le prime fasi di creazione di strumenti non trovabili in natura, fabbricati scheggiando la pietra: una caratteristica basilare per lo sviluppo umano.

Il Paleolitico

Il Paleolitico è l'antica età della pietra e vede una divisione ulteriore per una durata dei tempi enorme: inferiore, medio e superiore sono fasi di grandissime innovazioni, come l'uso del fuoco, utilizzato come difesa, illuminazione e cottura; con il Paleolitico medio (uomo di Neanderthal) troviamo le prime sepolture ma anche l'inizio della caccia e della raccolta, fino ad arrivare alla nascita dell'arte.

Il Mesolitico

Il Mesolitico è una fase già post-glaciale, con nuove condizioni ambientali, una nuova geografia della vegetazione senza ambiente sub-artico e di steppa fredda: avviene la rivoluzione verde e tutta l'Europa si riempie di foreste nelle latitudini temperate. Il cacciatore mesolitico deve cercare prede diverse (il mammut e le renne si ritirano verso il nord) e nei boschi le nuove prede non sono numerose come nel ricco periodo paleolitico: gli animali sono sempre più di piccola taglia (cervi e cinghiali) e sempre meno in branco e per questo nasce l'uso dell'arco.

La rivoluzione urbana

L'attrezzatura tecnologica è cambiata, ma la vera rivoluzione nasce dalla produzione agricola del cibo, con la sedentarietà e la nascita del surplus, che condurrà alla rivoluzione urbana: è la nascita della città e della città-stato e della società differenziata in classi socio-economiche stabili. Siamo nella fase dell'età del rame, ma non va dimenticato che se nascono le città in Egitto e in Mesopotamia, la storia non si sviluppa contemporaneamente nel resto dell'Europa.

Fasi del bronzo e del ferro

Dopo la fase del bronzo, la fase del ferro è indicativa di come lo sviluppo sia diverso a seconda delle civiltà: in Grecia e in Italia la differenza di tempo di sviluppo di questa fase è cospicua. Tuttavia, le fasi sono omotassiabili: alcune fasi della preistoria possono mancare, essere saltate, come accade nel continente americano, ma la posizione relativa non cambia mai.

Lo studio delle origini

Gli studi sull'origine dell'uomo anche prima della scienza sono stati assidui e le prime ricerche si sono concentrate sui miti per spiegare l'uomo e la natura: tutte le popolazioni del passato hanno miti delle origini e della creazione e nel mondo antico vediamo due concezioni fondamentalmente diverse sul passato più remoto: la concezione della felice età dell'oro tramontata in una caduta oppure la progressiva crescita culturale e lo sviluppo della civiltà.

Concezioni mitologiche

Con Esiodo vediamo la concezione delle età dell'uomo da quella dell'oro in poi, attraverso l'età peggiore dell'argento, quella bellicosa del bronzo, quella degli eroi (vista un po' più favorevolmente, con gli eroi della tradizione mitica), fino all'età odiosa del ferro, la peggiore nella decadenza progressiva. Ma chiaramente la visione della caduta più dura ed estrema è quella della Genesi, un confluire di due tradizioni: il documento sacerdotale e il racconto dello Jahvista (dal termine Jahvè).

Il mito della caduta rimanda alla libertà dell'uomo e all'origine del male, con l'intento di dare una spiegazione esauriente dell'umanità delle origini: il dolore e la morte nascono dalla disobbedienza a Dio, che determina l'interpretazione di tutta la storia umana. Non va però dimenticato che tutta la tradizione mitologica delle origini vive di più influenze, come quella sumerica fondamentale (l'idea di Eden e la parola stessa, o la nascita di una dea da una costola come accade per Eva).

Alternativa al mito della caduta

Alternativa al mito della caduta è la concezione di una società che si perfeziona gradualmente, una visione presente già negli storici greci ma soprattutto in Epicuro, vissuto nel IV secolo a.C. e sopravvissuto grazie a Lucrezio: il De rerum natura espone le concezioni filosofiche con al centro la questione della preistoria dell'uomo nelle sue età, con la suddivisione che ispirerà Thomsen.

Influenze della scoperta dell'America

Al crollare del mondo antico con il superamento del paganesimo, i testi fondamentali della conoscenza dell'uomo diventano i testi sacri, unica fonte autorizzata per la conoscenza del passato, soprattutto per l'espressione della parola di Dio nell'Antico Testamento. Questo porta a intendere i testi in senso letterale, secondo il dogma di fede tradizionale.

Si diffuse maggiormente l'idea che il mondo avesse avuto una durata di circa 6000 anni, se non che ben presto nacquero ulteriori datazioni precisissime del vescovo Huscer per stabilire il giorno della creazione: in ogni caso una concezione cristiana basilare che limita i tempi della Terra.

Il problema del passato dell'umanità comincia a porsi anche scientificamente con la scoperta dell'America, le sue popolazioni e le sue nuove civiltà: una nuova rivelazione, un'umanità alternativa che poneva dei problemi di interpretazione anche religiosa (per la discendenza comune). Lo sconcerto di fronte ai nuovi selvaggi si risolve con una bolla papale del 1537 che indica la possibilità dei selvaggi di ricevere il messaggio cristiano in quanto veri uomini: questo non evitò i genocidi contro le razze "inferiori" da parte dei colonizzatori.

Isaac La Peyrère e il concetto di "Preadamite"

Isaac La Peyrère pubblicò un libro anonimo (per timore della censura) intitolato Preadamite, dove sosteneva la tesi secondo la quale Adamo ed Eva erano all'origine del solo popolo ebraico: la reazione ecclesiastica portò al rogo del libro dopo la pubblicazione e alla sua incarcerazione, perché le idee contenute mettevano in dubbio concezioni molto stabili.

Scoperte e comparazioni con il Nuovo Mondo

La situazione in parte cambiò quando gli antiquari cominciarono a capire il significato dei ceraunia, manufatti trovati spesso nei campi dagli antichi, attribuiti agli dei perché creati dai fulmini secondo alcune concezioni: in realtà si tratta soltanto di manufatti preistorici che dimostrano che anche in Italia e in Europa erano esistite popolazioni selvagge. La comparazione tra le frecce ritrovate nei Caraibi e nel Canada con i ceraunia rivelò un legame evidente che rimanda a epoche remote in cui anche in Europa si viveva come nel Nuovo Mondo.

Scimmie antropomorfe e primi contatti

La conseguenza geografica delle scoperte europee permise anche l'entrata in contatto con le scimmie antropomorfe, i gorilla, i gibboni e gli oranghi ad esempio: solo i cercopiteci, scimmie con la coda, erano conosciute in precedenza, quindi per la prima volta si vedono animali molto somiglianti agli umani e la parentela supposta, seppur inaccettabile, comincia a ridurre l'abisso tra uomo e animale prima immenso. Le prime opere antiche che sembrano descrivere scimmie antropomorfe sono molto esigue e sono state tenute poco a conto, ma spesso si nota una descrizione tanto accurata da non lasciare dubbio che i primi contatti fossero già avvenuti, pur senza un eco abbastanza forte (come nel documento che racconta del periplo del cartaginese Annone). Nessun documento iconografico invece permette di supporre i primi contatti con queste scimmie, soprattutto perché diffuse in zone lontane dalla civiltà, nelle foreste del centro Africa ad esempio.

Segnalazioni scritte e scoperte successive

La prima segnalazione scritta risale al 1625 nell'opera in 5 volumi dell'autore inglese Butler, che riporta il racconto di un marinaio vissuto a lungo in Angola: nell'attuale Congo equatoriale sono descritti due generi di "mostri", lo scimpanzé e il gorilla.

Scimmie antropomorfe in Inghilterra

In Inghilterra, maggiore potenza marittima e commerciale, arrivano nel corso del '600 esemplari di scimmie antropomorfe da far studiare agli anatomisti: Tyson nel 1699 scrive Orango tango, ovvero l'anatomia di un pigmeo. È un periodo in cui le idee sono ancora confuse (in realtà la scimmia di Tyson era uno scimpanzé). Egli individuò 48 caratteri che lo rendevano simile all'uomo e 34 caratteri per i quali assomigliava a una scimmia catarrina e ne dedusse che l'esemplare era più vicino all'uomo. Il gorilla invece viene individuato soltanto nell' '800 e Darwin ebbe occasione di vederlo a Londra.

L'età dei lumi e le scienze naturali

Nel mondo di lingua inglese si afferma un nuovo uso per definire le scimmie: un tempo c'era soltanto il termine "ape", ma da questo momento viene in uso "monkey" ed "ape" rimane per le scimmie antropomorfe (senza coda).

Il '700 è l'età dei lumi, trionfo della razionalità, e questo lo si vede nelle scienze naturali: Carlo Linneo e Buffon sono due grandissimi esponenti e studiosi in questo ambito.

Carlo Linneo

Carlo Linneo (1707-1778) fu un naturalista svedese e la sua opera più grande è stata quella di creare un sistema di classificazione di organismi viventi, sulla base di criteri fondati sulle somiglianze e differenze in ordine gerarchico. Sistema natura venne pubblicata per la prima volta in Olanda ed ebbe 12 edizioni. Richiamato in Svezia non viaggiò più molto ma si avvalse di una serie di collaboratori che facevano spedizioni in giro per il mondo e portavano indietro campioni di fauna e flora.

Nella prima edizione le specie classificate erano 549 e utilizzò una nomenclatura binaria per classificarle: i due termini, in latino, ‘genere’ (es. Homo, Panthera) e ‘specie’ (es. Sapiens, Leo). L’analisi sistematica di Linneo è basata su entità tassonomiche (tassonomia: classificare, mettere ordine in un certo campo) che sono, partendo dal più generale, cioè il regno: phylum (vertebrati e invertebrati), classe (mammiferi, anfibi, rettili...), ordine (animali tra loro simili pur appartenenti alla stessa classe), famiglia (aggiunta dopo), generi simili (es. homo, canis...), specie (es. sapiens, lupus...), varietà (es. sapiens).

Mancava il campo ‘famiglia’ perché implicava una parentela e creava problemi con fede e teologia: gli atti della creazione sono individuali e quindi non sono ammesse parentele di sangue. Anche la durata dei limiti della terra lo metteva in contrasto con l'ortodossia. Inoltre, il fatto di aver messo gli uomini tra i primati fece scandalo perché l'uomo era considerato al di fuori del mondo animale, al vertice.

Oggi questa tassonomia è molto più articolata perché il numero raggiunto dalle specie è sterminato. La tassonomia di Linneo ha tramandato a Darwin un concetto chiave: non è una semplice classificazione ma rispecchia un legame molto più profondo, cioè la comune discendenza.

Buffon

Altro grande studioso è Buffon, ricordato per la Storia naturale in 44 volumi del 1749. È stato il primo a definire il concetto scientifico di specie, come gruppo di individui che sono in grado di accoppiarsi e riprodursi e di avere prole fertile; un fatto puramente empirico al di là delle somiglianze o differenze. Infatti specie diverse possono accoppiarsi ma generano una prole non feconda, sterile (es. mulo).

Nella tassonomia vengono usati dei suffissi sempre il latino: -ide per la famiglia, -ea per la superfamiglia, -inae per la sottofamiglia.

Filosofi enciclopedisti e il mito del buon selvaggio

Nella seconda metà del '700, nel mondo dei filosofi enciclopedisti è diffusa l’idea che lo stato di natura fosse una condizione comune e nasce il mito del buon selvaggio: secondo Rousseau l'uomo ha attraversato una fase dominata solo dagli istinti e dai sentimenti e la contrapposizione tra stato di natura e civiltà che ha rovinato l'uomo.

Paleontologia e geologia

La paleontologia e la geologia sono due discipline che nascono in questo periodo. Sempre in questo periodo, attraverso il calcolo dei foglietti di ardesia stratificati, si era venuti a conoscenza del fatto che il processo di stratificazione avesse impiegato 14000 anni: nacque un nuovo calcolo sull'età della Terra.

Teorie contrapposte del '700

Hutton, studioso scozzese, si interessò alla storia naturale della Terra e si trasferì definitivamente a Edimburgo, centro degli intellettuali illuministi, per approfondire i suoi studi. Verso la fine del ‘700 nacquero due teorie contrapposte: nettunismo, basato sulla stratificazione, secondo cui il centro della Terra è solido ma freddo e tutte le rocce sono di origine sedimentaria perché formatesi sul fondo del mare; vulcanismo, basato sul concetto della forza che solleva le rocce formatesi in fondo al mare infiltrando dei basalti (rocce fusive non sedimentarie), spostandole e poi risollevandole da capo.

Cuvier e il catastrofismo

Cuvier, altro studioso fondatore della paleontologia dei vertebrati e grande anatomista comparato, era convinto che la specie fosse un'entità fissa ed era quindi conservatore. Secondo la sua teoria del catastrofismo la Terra venne colpita da numerose catastrofi che portarono all'estinzione delle specie, facendo iniziare un nuovo ciclo con nuove specie: questa idea era supportata dal fatto che non si trovavano elementi intermedi per confermare uno sviluppo graduale delle specie. Questa teoria comunque non era totalmente sbagliata, poiché erano davvero intervenute sulla Terra delle catastrofi naturali (ad esempio il meteorite che ha portato all'estinzione dei dinosauri attraverso una sorta di inverno nucleare) che cambiarono le condizioni climatiche naturali.

Lamarck e il trasformismo

Lamarck (1744-1829) fu invece il primo assertore di una teoria dell’evoluzione detta trasformismo, secondo cui tutta la vita sulla Terra crea una sorta di catena che, con una sorta di continua trasformazione, porta a specie sempre più complesse. Tutti gli organismi viventi dipendono dalle loro capacità di adattamento e hanno dovuto adattarsi ai vari cambiamenti ambientali: la funzione, la necessità, crea l'organo che viene poi trasmesso in maniera ereditaria e che, accumulandosi i mutamenti, dà vita ad altre specie (es. giraffa).

Le teorie di Lamarck erano anti-teologiche, anti-creazioniste e deterministe, quindi fallirono, ma a questo punto entrò inevitabilmente in gioco la figura di Darwin.

Charles Darwin

Darwin, nato nel 1809 vicino a Birmingham, di famiglia benestante (la madre faceva parte della famiglia dei Wedgwood, famosa in tutto il mondo per la produzione ceramica) e di idee liberali (fazione dei Whig inglesi), fu avviato dal padre agli studi di medicina ad Edimburgo, ma abbandonò al secondo anno e si trasferì a Cambridge dove studiò scienze naturali e si laureò nel 1831.

Il viaggio del Beagle

Il suo professore di botanica lo spinse a partire per un viaggio a bordo del Beagle col capitano FitzRoy, il 27 dicembre 1831. Il viaggio durò 4 anni e 9 mesi ed egli ebbe la possibilità di vedere luoghi nuovi e raccogliere campioni di organismi che poi spedì in Inghilterra.

Fondamentale fu il soggiorno alle Galapagos, 13 isole sulla stessa latitudine dell'equatore. Ogni isola aveva le proprie specie, anche se tra loro erano simili, e ciò fece nascere in lui l'idea che si fossero sviluppate separatamente, poiché non c'era stato più un contatto tra un'isola e l'altra, con una conseguente mutazione data dall'isolamento geografico.

Tensioni durante il viaggio

Il lungo viaggio di Darwin, naturalista di bordo di un brigantino, si svolge quindi con la compagnia del conservatore FitzRoy: soprattutto di fronte allo spettacolo degli schiavi in catene tra i due nacquero tensioni, per la grande sensibilità del naturalista. I diverbi con il capitano e le obiezioni di Darwin nascevano dalla tesi dello schiavista che sosteneva che la condizione degli schiavi...

Anteprima
Vedrai una selezione di 14 pagine su 64
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 1 Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 2
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 6
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 11
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 16
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 21
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 26
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 31
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 36
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 41
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 46
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 51
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 56
Anteprima di 14 pagg. su 64.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Preistoria e protostoria - Appunti Pag. 61
1 su 64
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/01 Preistoria e protostoria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Enrico91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Preistoria e protostoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof De Marinis Raffaele Carlo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community