Machiavelli e la politica moderna
E non immaginando la realtà politica che si vorrebbe. Da tale punto di vista Machiavelli è precursore della modernità. Spesso la politica fino a quel tempo era strettamente collegata al potere temporale per il potere consacrante che aveva.
Spesso Machiavelli fu giudicato moralmente dalla Chiesa e questo non era giusto perché bisognava trovare dei validi criteri di giudizio. Per Machiavelli elemento importante è il mantenimento del potere, la sua conservazione, a qualsiasi costo anche derogando a patti, a principi. Il principe deve essere "lupo e leone", deve essere amato e temuto (ragion di stato). Le idee machiavelliane furono bandite.
Le opere e il pensiero
Il Machiavelli del 1513 è molto fiducioso ma già nel 1519 con la stesura di "Arte della guerra" tende ad essere più pessimista. In quest'opera tratta la costruzione di un esercito, indicando ciò che può governare un esercito.
Nei "Discorsi", adotta un'ideologia controcorrente. Se fino a quel momento la rovina di Roma era attribuita ai tumulti, per Machiavelli no, ma pensa che i tumulti siano il "sale che ha sviluppato la libertà", è normale che ci siano opinioni diverse ed è da ciò che deriva la dialettica (Montegquieu riprende tali idee). Se esiste la pace sociale va bene ma la crescita passa attraverso lo scontro.
Religione e critica
Altro tema trattato è quello della "religione". Machiavelli critica la religione che invita alla rassegnazione, a vivere la vita terrena in funzione della vita eterna. L'autore dice invece che dobbiamo migliorare in questa vita. L'idea di Chiesa era talmente potente da essere promotrice dell'idea di rassegnazione, causa della rovina d'Italia. Infatti,
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