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Filologia germanica A.A 17-18 - Prof.ssa Di Clemente

Chi erano i Germani?

Originariamente il nome indicava forse un gruppo etnico stanziato sul Reno, per poi venire esteso a tutta una serie di tribù. Vi sono alcune ipotesi plausibili sull’etimologia del nome:

  • Radice celtica ghwer “caldo”: si suppone che i Celti siano entrati in contatto con i Germani del Reno, stanziati in un territorio ricco di fondi termali.
  • Latino germanus “fratello”, poiché si suppone che la società germanica nella fase arcaica fosse molto democratica, basata sull’uguaglianza.
  • Indoeuropeo ger “crescere, aumentare”: perché gli storici suppongono che i Germani fossero molto prolifici.

I Germani, secondo gli studiosi, come sede originale ebbero i territori della cosiddetta Cerchia Nordica, comprendente la Norvegia meridionale, la Danimarca meridionale, le isole danesi, e le pianure della Germania settentrionale. L’ipotesi è basata sulla presenza, in questo territorio, di nomi di luogo formati da elementi lessicali di dialetti di lingua germanica, supponendo che vi fosse una certa omogeneità linguistica.

Spostamenti e migrazioni

Dal punto di vista culturale, l’archeologia ci dice che in queste zone debbano essersi incontrate due culture, una più antica, che basava valori e religione sugli elementi naturali, e una cultura arrivata più tardi che poneva l’accento sui valori bellici e l’individualismo. Nella Scandinavia Meridionale sono stati ritrovati reperti dell’età del bronzo, testimoni del culto del Sole. Sono inoltre attestati reperti archeologi più tardi, che si rifanno ad una cultura diversa, come le tombe singole di persone sepolte con i simboli del proprio rango, a differenza di sepolture più antiche di tipo collettivo.

Queste popolazioni nel corso dei secoli incominciarono a spostarsi in varie zone dell’Europa. Un primo spostamento avvenne intorno al 500 a.C. ad opera delle tribù della Germania settentrionale che si spostarono nella zona della Renania. Tra il II e il I sec. a.C. alcune tribù provenienti dalla Scandinavia meridionale si spostarono verso Oriente. Il momento in cui avvenne lo spostamento più ampio sarà il periodo compreso tra IV e VI sec. d.C., anche noto come Invasioni Barbariche. Nel mondo tedesco sono chiamate come “Migrazioni di Popoli”, o “Völkerwanderungen”.

  • Una serie di tribù germaniche si spostò nel periodo compreso tra VI e VII sec., e poi tra XI e XI sec.

Sono state individuate tre direzioni fondamentali: est, occidente, nord. A seconda delle direzioni prese dalle varie tribù, si parla di Germani orientali, occidentali, settentrionali.

Germani orientali

I Germani orientali comprendono i Goti, divisi in Ostrogoti e Visigoti, i Vandali, i Burgundi, i Gepidi.

Si ritiene che la sede originale dei Goti fosse l’isola di Gotland, da dove si sarebbero mossi per poi spostarsi attraverso il Mar Baltico, sbarcando sulle coste polacche dove sarebbero rimasti per un certo periodo di tempo, e infine proseguire verso sud-est. Si sarebbero diretti verso l’Europa sudorientale, dove li vediamo divisi in due tribù.

Gli Ostrogoti arrivarono più ad est, nella zona dell’Ucraina attuale. Ostrogoti significa letteralmente “Goti dell’Est”. Gli Ostrogoti condivisero fino alla Russia Meridionale le stesse esperienze dei Visigoti, per poi separarsi e approdare nella penisola della Crimea. Rimasero lì fino all’inizio del V sec. d.C., quando furono presi in pieno dall’onda d’urto provocata da una serie di popolazioni nomadi che provenivano dall’Asia Centrale, in migrazione verso Occidente, alla ricerca di migliori condizioni di vita. Tra di loro emerse la popolazione degli Unni, guidati da Attila che unì delle tribù con il progetto di conquistare il territorio dell’Europa centrale e occidentale. Gli Ostrogoti divennero dunque vassalli degli Unni e furono trascinati verso Occidente. Alla morte di Attila, attorno alla metà del V sec. a.C., gli Ostrogoti occuparono la zona dell’Attuale Ungheria, a confine tra Impero d’Occidente e d’Oriente. Ebbero dunque un contatto ravvicinato con la zona orientale dell’Impero Romano, venendo utilizzati anche come forza militare.

Nel 476 d.C. Odoacre depose l’Imperatore Romano, limitandosi ad assumere il governo dell’Italia, eliminando la figura di Imperatore d’Occidente. L’Imperatore d’Oriente lasciò governare Odoacre in Italia per circa 15 anni, per poi far valere la pretesa di unico imperatore rimasto, dando l’incarico di riconquistare l’Italia agli Ostrogoti, in particolare a Teodorico, che si presentò con l’esercito e tutta la sua tribù, composta da 50mila persone. Riuscirono ad occupare gran parte dell’Italia e anziché restituirla all’imperato d’Oriente, la tennero per loro.

Teodorico occupando l’Italia si era trovato dinnanzi a due problemi: gli Ostrogoti erano numericamente inferiori alla popolazione italiana e in più vi erano numerose differenze di lingua, cultura, religione, diritto. La prima mossa di Teodorico fu quella di dividere i compiti, lasciando l’attività militare agli Ostrogoti e quella amministrativa e culturale all’élite latina. Ogni popolazione doveva seguire il proprio diritto, dando vita ad una società multiculturale, che per un certo periodo funzionò, ma alla fine vi furono diversi scontri.

Alla morte di Teodorico, l’erede era suo nipote, posto sotto la tutela della madre, figlia di Teodorico. Il ragazzo morì e sua madre si proclamò regina degli Ostrogoti di Italia, associando al trono un cugino che la fece assassinare, si proclamò re per poi morire poco dopo. Il nuovo sovrano fu fatto assassinare da una congiura. Il nuovo re apparteneva alla classe militare. Sessant’anni dopo l’imperatore d’Oriente, Giustiniano, lanciò una campagna di riconquista dell’Italia. Il conflitto durerà 18 anni, noto come guerra Greco-Gotica, che vedrà la sconfitta dei Goti e il controllo, puramente nominale, delle coste da parte dell’Impero orientale.

I Visigoti rimangono invece più ad occidente, nella zona dell’attuale Ungheria. Visigoti probabilmente significa “I Goti Nobili”. Intorno al III sec. a.C. la zona dell’Europa sud orientale è occupata dai Goti della Scandinavia. I Visigoti erano vicini ai confini dell’Impero Romano ed entrarono in contatto con i Romani, ricevendo la qualifica di popoli federati insieme ad un territorio all’interno dell’Impero in cambio del fornimento di prestazioni militari. Questo portò i Visigoti a scontrarsi con l’Imperatore ad Adrianopoli in una battaglia che gli risultò vincente. Nella seconda metà del IV sec. d.C. migrarono di nuovo per dirigersi in Italia, dove nel 410 d.C. saccheggiarono Roma. Dopo, i Visigoti proseguirono verso sud e cercarono di spostarsi verso l’Africa settentrionale, non riuscendoci, poiché il loro capo morì improvvisamente. Dopo ciò, cambiarono direzione per dirigersi nella Francia meridionale e Penisola Iberica, dove fondarono i due regni di Tolosa. Il primo terminerà con la sconfitta ad opera dei Franchi; il secondo terminerà a causa di una serie di contese dinastiche.

I Visigoti sono la prima popolazione germanica, in ordine cronologico, a convertirsi al Cristianesimo, che poiché era una religione del libro, portò i Visigoti ad adottare una cultura scritta, a differenza di quella germanica che era orale. Nella Bulgheria settentrionale era stanziato un piccolo gruppo guidato da un capo politico e spirituale chiamato Wulfila, (311-381) figlio di padre visigoto e madre greca. Ebbe modo di studiare per poi a Costantinopoli intraprendere la carriera ecclesiastica, aderendo al Cristianesimo Ariano, un’interpretazione particolare della religione cristiana per cui all’interno della trinità, il padre e il figlio non sono un’unica persona dotata della stessa sostanza, ma due persone con una sostanza simile ma non identica. Nel IV a.C. un concilio rigettò questa interpretazione, considerandola eretica. I Visigoti avevano già aderito ad essa, grazie all’opera di Wulfila, fautore di una traduzione scritta della Bibbia in visigoto.

È probabile che conoscessero una scrittura runica, ma non avevano un sistema di scrittura che mettesse per iscritto testi lunghi. Dunque Wulfila decise di creare un nuovo alfabeto, usando sia greco che latino, usando segni grafici maiuscoli greci e latini onciali (caratterizzati da lettere curve). Ciò che contraddistingue la scrittura maiuscola e minuscola è il fatto che nella prima le lettere sono comprese all’interno dello spazio di scrittura, invece nel secondo caso alcune lettere possono andare al di sopra o al di sotto dello spazio di scrittura. Le lettere minuscole sono comprese entro uno spazio quadri-lineare di scrittura.

È probabile che abbia usato un paio di lettere ispirate alla scrittura runica. Il dialetto visigoto è la prima lingua germanica ad essere messa per iscritto in un documento ampio, sebbene ciò che ne rimanga sia una piccola parte. Grazie alla sua opera, il cristianesimo ariano interessò anche altri popoli, come Ostrogoti e Vandali. I Visigoti ariani ebbero problemi con la popolazione cattolica del regno di Tolosa, scusa per far intervenire i Franchi, che erano cattolici. A Toledo i Visigoti ebbero delle dispute con la Chiesa Cattolica spagnola, tanto che la famiglia reale nel 589 d.C. decise di convertirsi dall’arianesimo al cattolicesimo.

Le lingue di queste popolazioni, Visigoti e Ostrogoti, si sono mantenute fino a che essi ebbero potere politico, successivamente nel momento in cui lo persero, queste minoranze etniche e linguistiche si assimilarono. Le lingue si estinsero intorno al VII sec.

I Vandali si suppone che provenissero dalla Scandinavia. Sono Germani Orientali, da nord si spostano verso sud-est, non allontanandosi molto dalle loro sedi originali, arrivando a stanziarsi nella zona delle sorgenti dell’Over. Anche loro sono presi dall’onda d’urto delle popolazioni asiatiche. Si diedero dunque al vagabondaggio, arrivando in Spagna, dove rimasero per un ventennio. Successivamente, nel 429 d.C. a causa di una serie di difficoltà politiche tra il governatore dell’Africa proconsolare e l’imperatore, i Vandali vennero chiamati per un eventuale evento militare che in realtà non si verificò. Ad ogni modo conquistarono questo territorio, creando un regno vandalico d’Africa, con capitale Cartagine. I Vandali sono i primi Germani a sviluppare l’arte della navigazione.

Nel corso del loro regno, della durata di 100 anni, conquistarono Sardegna, Corsica, Sicilia, spingendosi fino alla Grecia. Le loro spedizioni divennero così famose tra gli altri Germani che il Mediterraneo venne chiamato “Mare dei Vandali”. Inoltre saccheggiarono Roma nel 455 d.C., dopo i Visigoti, arrivando via mare. I Vandali discriminarono le popolazioni cattoliche. La parola vandalo è probabile che derivi dalla radice germanica che significa “vagare, girare”. La fine del regno vandalico fu ad opera dell’Imperatore Giustiniano.

I Burgundi si dice che siano originari dell’isola danese di Bornholm. Si spostarono verso sud-est, per poi spingersi verso Occidente, fino alle rive del Reno e all’inizio del V sec. fondarono uno Stato, distrutto poi dagli Unni. Occuparono poi la zona della Burgundia, per circa un sec. Nel 534 furono occupati dai Franchi. A differenza dei Goti, in particolare Visigoti, e dei Vandali, dei Burgundi abbiamo poco perché non hanno mai lasciato testimonianze scritte della loro lingua. Hanno utilizzato fin da subito il latino e ciò che resta della loro lingua sono singole parole all’interno di testi latini o greci, che non ci consentono di ricostruirne la fisionomia.

Dei Gepidi si hanno poche testimonianze. Si tratta di una popolazione che troviamo tra V e VI sec. a.C. nell’Europa centro-orientale, Polonia meridionale, Ungheria, e Slovacchia. Per un certo periodo sono vicini di casa dei Longobardi, per poi assimilarsi con essi. Gli Avari li faranno disperdere ancora di più.

Germani occidentali

Germani occidentali sono un gruppo più complesso, suddiviso in sottogruppi che prendono il nome dalla zona precisa in cui si spostano. Vi sono tre sottogruppi individuati in base alle aree di stanziamento:

  • Germani del Reno-Weser, stanziati a est del Reno e a ovest della Weser. Occuparono la zona del medio e basso Reno.

La tribù più importante di questi Germani è quella dei Franchi e in particolare i Franchi Salii, stanziati più a nord nella zona del basso Reno. Vi è poi un’altra tribù, meno influente, dei Franchi Ripuari, coloro che erano stanziati nella zona del medio Reno. I Franchi, intorno al IV sec. d.C. oltrepassano il Reno e nel corso del V sec. occupano una grande parte della Gallia settentrionale, territorio dell’Impero Romano. L’abilità dei Franchi consisteva nell’occupare un territorio con una popolazione numericamente superiore. Una volta entrati a farne parte, non potevano competere con la storia culturale della popolazione gallo-latina, molto più avanti per scienza, tecnica, conoscenze amministrative. I Franchi erano stati più o meno nomadi e dunque si resero conto di dover attingere dalle conoscenze del gruppo dominato, non solo per il livello di civiltà e sviluppo della popolazione, ma anche dal punto di vista religioso.

Clodoveo, re dei Franchi, si convertì immediatamente al Cristianesimo nel 496 d.C. Il regno dei Franchi diventò la realtà politica più salda nel periodo in cui l’Impero Romano d’Occidente venne meno e la maggior parte dei suoi territori venne invasa e il regno degli Ostrogoti e dei Vandali vennero riconquistati. Il regno dei Visigoti della Francia meridionale durò poco per colpa dei Franchi. I Visigoti della zona di Tolosa avevano avuto dei problemi a livello religioso, poiché la confessione prevalente era quella cattolica. Ad ogni modo, questa differenza di confessioni, diventò un pretesto per far sì che la popolazione gallo-latina del sud chiese l’intervento dei Franchi nei confronti dei Visigoti.

I Franchi inglobarono anche il regno dei Burgundi, prevalendo su tutta la Gallia. Il regno franco dal V/VI sec. d.C. rappresentò una delle realtà politiche più forti e significative nei territori anticamente appartenenti all’Impero Romano d’occidente. I Franchi parlavano un dialetto germanico occidentale chiamato francone occidentale, non utilizzato per le testimonianze scritte perché usarono fin da subito il latino. Ciò che rimane del loro dialetto sono parole singole, nomi di luogo e di persona presenti addirittura nel francese contemporaneo. Non vi è dunque un intero testo scritto in Francone occidentale. Si suppone che non si sia estinto subito, ma forse intorno al IX sec.; si ipotizza che Carlo Magno ai suoi tempi parlasse ancora questo dialetto e che gli aristocratici abbiano continuato a parlarlo fino alla metà del X sec.

Importanza e ascesa del regno franco

Il regno dei Franchi assunse maggiore importanza dall’inizio dell’VIII sec., quando salì al potere la famiglia di Carlo Magno, che era di origine nobile, proveniente dalla località di Herstal, nell’attuale Belgio. I membri, a partire dall’inizio dell’VIII sec., diventarono i maggiordomi di palazzo, coloro che gestivano tutte le attività amministrative e militari. La carica diventò ereditaria e la famiglia iniziò la sua ascesa con Pipino, abile politico, amministratore militare, il cui figlio Carlo Martello fu fautore di una grande impresa militare con cui un esercito da lui guidato bloccò un contingente militare arabo con l’intenzione di ampliare i possedimenti del califfato arabo spagnolo.

Il successore di Carlo Martello fu Pipino il Breve, vero fondatore della casa di Herstal, il quale decise di fare un colpo di stato, inviando il suo re, Childerico III, in convento, per liberarsene, pur non commettendo regicidio. (Nell’Impero d’Oriente quando un aspirante imperatore voleva liberarsi di un suo nemico, lo faceva accecare così da non macchiarsi di regicidio, perché una persona con una forte disabilità non era in grado di regnare).

Il colpo di stato di Pipino che avvenne nei primi anni 50 dell’VIII sec. non creò alcun cambiamento politico e amministrativo ma fece nascere il problema della legittimità. Pipino si pose il problema di come legittimare il regno e la sua dinastia, optando alla fine per un accordo con il papa Stefano II, stipulando il Patto di Quierzy. La Chiesa riconobbe Pipino, e successori, quale legittimo re dei Franchi, in cambio dell’aiuto militare contro i Longobardi, nel caso in cui avessero minacciato la parte di territorio intorno a Roma.

Pipino aveva due figli maschi, il maggiore era Carlo Magno, nato nel 742-814. Alla morte del padre si divisero il regno, a Carlo Magno andò la parte settentrionale, e a Carlo Manno quella meridionale; nel giro di pochi anni si arrivò ad uno scontro, mentre il minore morì in circostanze non chiare. Intorno al 772 Carlo Magno era ormai padrone di tutto il territorio dei Franchi e intraprese, portando avanti il volere paterno, un progetto di espansione territoriale che prevedeva un’organizzazione politica, amministrativa e culturale. Partì da una serie di campagne militari, la prima delle quali riguardò la zona dei Tirenei. Nel 774 d.C. utilizzerà il pretesto dell’aiuto al papa nei confronti dei Longobardi, invadendo l’Italia e conquistandone la parte centro-settentrionale. Dopo questa conquista sarà chiamato Rex Francorum. L’altra spinta espansionistica si diresse a est del Reno.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher morreale.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Di Clemente Valeria.
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