3o anno, II semestre
FILOLOGIA GERMANICA
prof. Maria Adele Cipolla
a.a. 2012/2013
Martina Sgorlon
3o anno, II semestre
FILOLOGIA
GERMANICA
prof. Maria Adele Cipolla
a.a. 2012/2013
Martina Sgorlon
I'm unable to transcribe text from that image as it contains only a blank page. If you have an image with text, please provide that for transcription.INTRODUZIONE
La filologia germanica è la scienza che studia ed inter-preta le testimonianze scritte di quelle civiltà che hanno avuto comuni origini nel mondo germanico antico e che tali origini riflettono nella loro successiva evoluzione.
Si compone di linguistica storica diacronica (storia delle lingue in senso cronologico) e critica testuale (studio delle modalità di fissazione e possibilità di recupero dei testi). La linguistica storica studia le lingue a ritroso.
In filologia non si parla di "autori", ma di "emittenti".
Nel Romanticismo (fine '700 - inizio '800) ci si accorge di affinità sistematiche tra varie lingue europee ed extraeuropee. Gli studi proseguirono con il neogromma-tici nel periodo positivista (metà '800 - primo '900). Importante fu l'intervento di un console britannico a Calcutta che si accorge di somiglianze linguistiche tra inglese e indiano antico (sanscrito) viene definita una parentela tra le lingue, creando così varie famiglie linguistiche ➔ FAMIGLIA INDOEUROPEA (macrofamiglia dall'Atlantico al nord dell'India).
Alle lingue indoeuropee appartengono: le lingue baltiche, quelle slave, celtiche, germaniche, quelle antiche della penisola italiana, del subcontinente indoario, il greco e quello dell'Iran antico (persia e anaestico).
L'interesse per le antichità germaniche nasce con l'Umanesimo e la Riforma, quando gli umanisti tedeschi approfondirono le loro origini attraverso testi antichi. Tra gli umanisti moderni si ricorda Jacob Grimm (primo '800) che raccolse le tradizio-ni orali (favolore) e con il "deutsche Gramm" propone la prima esposizione scientifica dei fenomeni linguistici gramma-tici.
ideali comuni a tutte le tradizioni germaniche → rivalutazione
delle nazionalità.
I GERMANI
I Germani sono una famiglia etnico-linguistica risultata dell’indoeuropeizzazione del sud della Scandinavia e della Danimarca, da parte di genti provenienti dall’Europa centrale (3000-2500 a.C.) e settentrionale (Nordischer Kreis).
Il popolo germanico si basa su una società agricola, creatrice di monumeti megalitici, in continua espansione territoriale dal II millennio a.C., entrando in contatto con molti popoli e culture (baltica, slava, celtica, italica).
Il nome “Germani” deriva dal latino “ghermanì” (=ghez, o forse celtico, termine usato per definire un popolo barbaro (= balbuziente), la cultura latina è etnocentrica.
La loro considerazione come unità etnica a se stante ed una definizione del loro territorio appaiono per la prima volta nel “De bello gallico” di Cesare, attraverso un quadro etnico-geografico condizionato da interessi politico-militari, e quindi un scarso interesse su usi e costumi, non si fa accenno alla lingua. L’etnocentrismo tende ad identificare la loro divinità con quelle romane. (Interpretatio romana, 55 a.C.) rimangono semi-intelatrati solo i nomi.
“Bonum maxime mercium colunt”.
Dopo le campagne di conquista rumentarono le occasioni di contatto con i popoli al di là del Reno (confine tra Gallia romanizzata e “Germania”), i germani entrano nell’esercito come mercenari o schiavi, oppure commerciano (pellicce) con i romani, col II secolo.
Alla fine del II sec. ebbe luogo il primo grande scontro latino/germanico, CIMBRI e TEUTONI superarono il Reno ed invasero la Gallia. Dopo aver sconfitto due volte.
I germani vivevano sul mare del nord, Danimarca, sconfiggendo i celti, intorno al 550 a.C. raggiunsero il Reno ai confini romani.
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prime notizie Ⓛ IV sec.
Pitea parla dei teutoni.
romani si diressero in Italia, ma vennero sconfitti dall'esercito del console Mario nel 102 a Aque Sextiae e nel 103 a Vercelli.
Nel 58 a.C. Cesare intraprese la conquista delle Gallie scontrandosi con gli svevi di Ariovisto. I germani scompaiono momentaneamente dallo toni romane e migrano in massa verso le zone marginali dell'impero.
Successive a Cesare sono le testimonianze di Plinio il Vecchio, che conosceva direttamente la Germania militando nell'esercito romano e che nel suo "Naturalis Historia" evidenzia alcuni passi riguardanti i territori germani.
E' soprattutto in Tacito che appare la consapevolezza nelle popolazioni germaniche (occidentali) di costituire un'unita in senso etnico e, in parte, politico. > "Germania", 98 d.C., primo trattato di etnografia su questi popoli, scritto percepiti a causa dei problemi che queste popolazioni creavano al confine al di C che legioni del
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Filologia germanica
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Popoli e Lingua, Filologia Germanica
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Filologia germanica - Introduzione