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• Riconoscimento della loro peculiarità e della necessità di una loro tutela

• Affermazione del loro diritto all’autodeterminazione

La Convenzione n°169 dell’OIL ha rappresentato, prima dell’adozione della Dichiarazione sui

diritti degli indigeni, il punto più avanzato del diritto internazionale sul tema dei popoli

indigeni. Estremamente significativa è, per tale convenzione, la necessità di adottare nuovi

standard internazionali che rimuovano il precedente approccio assimilazionista, al fine di

riconoscere le aspirazioni dei popoli indigeni ad esercitare il controllo sulle proprie istituzioni

e la propria identità, nel quadro dello Stato in cui vivono.

La Convenzione si pone 5 obbiettivi generali:

a) Garantire la vita e la sicurezza degli indigeni

b) Abolire ogni discriminazione fra gli indigeni e gli altri cittadini di un determinato stato

c) Colmare il gap fra gli indigeni e gli altri cittadini

d) Promuovere la partecipazione degli indigeni in particolare nei provvedimenti che li

riguardano in modo diretto

e) Salvaguardare le istituzioni indigene, nonché i loro sistemi culturali e religiosi

La seconda parte della Convenzione è dedicata al tema della terra e stabilisce un generale

divieto di allontanare i popoli indigeni dalle terre che occupano. Qualora sia considerato

necessario un trasferimento, come misura eccezionale, si richiede il consenso dei popoli

interessati e deve essere garantito il diritto a ritornare non appena cessino i motivi del

trasferimento.

Parallelamente agli sviluppi normativi in campo internazionale, i popoli indigeni hanno

trovato spazio nelle conferenze globali delle nazioni unite su una serie di temi di interesse

generale per la comunità internazionale.

UNCED

La Dichiarazione sui popoli indigeni adottata dall’assemblea generale nel 2007 rappresenta,

almeno per il momento, il punto culminante dell’elaborazione in materia. La dichiarazione è

stata approvata con quattro voti contrari (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Stati Uniti).

Anche gli Stati che non vivono in modo diretto il problema hanno dunque tenuto ad esprimere

il loro voto favorevole, nella convinzione che il trattamento degli indigeni e la protezione dei

loro diritti costituiscano una questione di principio. Ma è stato soprattutto determinante il

ruolo degli Stati che hanno un’ampia presenza di popoli indigeni, in particolare quelli latino

americani. Il fulcro principale della Dichiarazione è il diritto di autodeterminazione che viene

accompagnato dal rispetto degli altri diritti attribuiti ai popoli indigeni, come pure dagli

obblighi incombenti sugli Stati o altri soggetti.

Nonostante la dichiarazione non ha di per sé forza vincolante, almeno due fattori concorrono

a conferirne un sostanziale valore normativo:

• L’autorevolezza che è stata attribuita alla stessa dal voto favorevole della grande

maggioranza della comunità internazionale

• L’impegno assunto dagli stati che l’hanno approvata di assumersi gli obblighi e

garantire i diritti in esse sanciti

Attuando la dichiarazione nei rispettivi ordinamenti, gli Stati contribuiscono alla nascita di

vere e proprie norme consuetudinarie relative al trattamento dei popoli indigeni e ai diritti

che questi ultimi possono vantare nei confronti degli Stati e degli altri soggetti del diritto

internazionale.

I POPOLI INDIGENI E L’AMERICA LATINA

All’approvazione della Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni si accompagna nell’aria

regionale latinoamericana lo sviluppo di una prassi statale di grande interesse. Assistiamo

oggi in quella che viene chiamata Amerindia a una stagione caratterizzata per un verso dal

recupero dell’identità originaria e dall’altro del rigetto delle pratiche espropriative, sia dal

punto di vista ideale che da quello materiale, per lungo tempo imposte alle popolazioni

indigene. I popoli indigeni infatti possono dare un importante contributo all’integrazione

regionale per almeno tre motivi:

Perché portatori di una cultura, e quindi di un elemento importante di identità che

a) ritroviamo alle origini di tutti gli stati della regione

b) Perché varie etnie indigene esistono a cavallo delle frontiere e rappresentano quindi

un importante fattore di congiunzione

c) Perché attingendo alla cosmo visione dei popoli indigeni questi paesi

sperimenterebbero nuovi modelli di integrazione.

L’Organizzazione degli Stati Americani OSA è un organismo regionale delle Nazioni Unite

fondato nel 1948 che ha come obiettivi fondamentali raggiungere un ordine di pace e

giustizia, promuovere la solidarietà tra gli stati membri e rafforzarne la collaborazione.

L’OSA ha incaricato un gruppo di lavoro di elaborare la Dichiarazione interamericana dei

diritti dei popoli indigeni. Il testo è ancora in corso di negoziazione, ma possono darsene

alcune anticipazioni:

• Si riconosce la personalità giuridica dei popoli indigeni e se ne rispettano le forme di

organizzazione. A tal riguardo gli Stati riconoscono le forme indigene di famiglia, in

particolare la famiglia estesa, così come le sue forme di unione matrimoniale e di

discendenza.Inoltre si impone ai tribunali competenti di prendere in considerazione il

diritto indigeno per determinare l’interesse del minore.

• Viene stabilito il divieto di ricerche e sperimentazioni biologiche e mediche che

abbiano per oggetto gli indigeni

• Viene affermato il diritto alla partecipazione piena ed effettiva nella programmazione e

applicazione di strumenti in materia ambientale. Degno di nota è il diritto dei popoli

indigeni di creare proprie aree protette

• Vengono stabiliti il diritto all’autonomia e all’autogoverno

• Si afferma l’impossibilità di sottoporre a sequestro o confisca terre occupate

storicamente dai popoli indigeni. Inoltre si stabilisce l’obbligo degli Stati di attuare

procedimenti partecipativi in caso di sfruttamento di risorse situate nei territori

indigeni, con il diritto di questi ultimi di partecipare ai benefici ed essere indennizzati

per i danni che ne derivano

• Viene affermato il diritto dei popoli indigeni di determinare liberamente il proprio

sviluppo politico economico e sociale, in conformità alla propria cosmovisione

• In caso di conflitti armati si prevede il rispetto delle istituzioni per il mantenimento

della pace e della sicurezza dei popoli indigeni, e allo stesso tempo gli Stati sono tenuti

a proteggerli in tempo di guerra

La lotta di resistenza ha dato importanti frutti anche sul piano giuridico interno, con

l’affermarsi del principio di autodeterminazione dei popoli. A tale criterio di si ispira lo sforzo

di vari Paesi latinoamericani di permettere alle popolazioni indigene di recuperare la loro

parte di identità, inserendo nelle carte costituzionali delle norme dedicate ad esse.

Possiamo prendere in considerazione tre Costituzioni appartenenti a Bolivia, Ecuador e

Venezuela.

La situazione dove è maggiormente presente la componente indigena è evidentemente quella

boliviana che pone l’enfasi sul carattere plurinazionale dello Stato sin dai primi articoli. Il


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della politica
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Governance Internazionale della Cooperazione allo sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cadin Raffaele.

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