Capitolo 1: Cooperazione internazionale
L’UE nel campo della protezione ambientale ha scelto gli accordi multilaterali mentre gli USA quelli unilaterali. L’UE promuove l’implementazione di protocolli internazionali sull’ambiente mentre gli USA si sono ritirati dagli accordi e hanno preso decisioni a livello nazionale.
Realismo
- Indipendenza stati sovrani
- Natura conflittuale delle relazioni internazionali
- Ricerca della salvaguardia dell’equilibrio del potere o di modificarlo a loro favore
- Stati sovrani sono attori principali delle relazioni internazionali
- Relazioni internazionali prendono forma nella struttura caratterizzata da vincoli che condizionano gli stati nel perseguimento degli interessi nazionali
- Relazioni internazionali caratterizzate da anarchia e mancanza di fiducia tra gli stati a causa della divergenza tra gli interessi
- Stato come egoista razionale
- Presenza di due ostacoli alla cooperazione internazionale:
- Timore che gli alleati violino le regole imposte
- Guadagni che alleati possono trarre dalla cooperazione
- Fattore che determina la risoluzione dei conflitti tra stati sia la capacità materiale cioè economica o militare
Istituzionalismo liberale
- Interdipendenza tra stati e ruolo delle istituzioni internazionali nella strutturazione delle relazioni tra stati
- Riconoscimento dell’importanza della distribuzione del potere tra le istituzioni nazionali e sovranazionali nella politica estera
- Ogni stato mira a difendere interessi nazionali
- Interessi nazionali non coincidono esclusivamente con la sopravvivenza dello stato e i vantaggi ottenuti da uno stato non riflettono necessariamente danni alla sicurezza di altri stati
- Regimi internazionali contribuiscono a governare il sistema internazionale che è conflittuale
- Cooperazione internazionale riduce l’incertezza e la sfiducia nelle relazioni internazionali
- Nell’UE il processo di integrazione ha rafforzato l’interdipendenza tra gli stati con il rafforzamento della sovranità condivisa, favorendo la pratica della cooperazione
- Negli USA la sovranità nazionale è un valore centrale nella definizione della politica estera
- Ambito dell’ambiente è un elemento d’analisi interessante in quanto oltre che un’interdipendenza economica e strategica esiste anche quella ecologica
Approccio della politica interna
- Sottolinea l’importanza degli attori nazionali nelle scelte di politica internazionale
- Politica interna e internazionale sono fortemente interrelate e vanno considerate in maniera congiunta
- Le pressioni sociali sono fondamentali per comprendere i risultati dei negoziati internazionali
- Nel panorama americano le istituzioni interne hanno un ruolo fondamentale nelle dinamiche internazionali
Costruttivismo
- Centralità delle norme e dei valori nella definizione della politica globale
- Considera le istituzioni come cruciali nella definizione della politica
- Fonti principali di potere consistono nell’ideologia, nei valori e nelle rappresentazioni del mondo
- Attori rilevanti nell’elaborazione delle posizioni politiche degli stati sono le reti di esperti, le organizzazioni non governative e i movimenti sociali transnazionali
- Realtà è socialmente costruita e presenta l’ideologia come la principale motivazione all’azione nell’ambito delle relazioni internazionali
- Attori tendono ad assumere nei negoziati internazionali posizioni di policy coerenti con le norme istituzionalizzate all’interno dei loro sistemi politici
Conclusione
Realismo: ipotesi pessimista, struttura internazionale delle relazioni di potere imponga scelte unilaterali da parte degli stati a meno che la collaborazione internazionale non preservi il potere economico.
Istituzionalismo liberale: ipotesi ottimista, indipendenza tra stati incentiva la collaborazione.
Politica interna: relazione tra UE e USA dipende dagli interessi e dalle pressioni che emergono a livello nazionale.
Capitolo 2: Politica ambientale globale
L’ambiente a partire dagli anni 70 è diventato un tema di politica internazionale volto alla creazione di accordi ambientali multilaterali. Tra politica europea e americana sull’ambiente si sono create delle fratture riguardo all’interpretazione dei principi alla base della regolamentazione ambientale globale, sviluppo sostenibile e precauzione.
Regime globale di regolamentazione ambientale
Negli ultimi anni si è andato a creare un regime sovranazionale delle politiche ambientali.
- Degrado ambientale: danni prodotti all’ambiente non sono circoscrivibili entro confini nazionali e quindi gli interventi di un singolo governo sono insufficienti per arrivare ad una soluzione duratura.
- Cambiamenti sulla scena delle relazioni internazionali: ciò che ha facilitato questo processo è il proliferare di organizzazioni e trattati internazionali come l’ONU che pur non avendo competenze in questo ambito se ne è spesso occupata.
- Interdipendenza economica tra stati: ha contribuito a rendere la questione della limitazione dell’impatto ambientale dei processi produttivi un problema di scala internazionale.
ONU e Organizzazione Mondiale del Commercio si sono particolarmente interessate a questi temi ma tutt’ora persistono limiti alla costruzione di un regime internazionale per l’ambiente registrando un deficit di implementazione del diritto ambientale internazionale, molte politiche infatti sono ancora in mano ai singoli stati.
Regime di regolamentazione ambientale dopo la guerra fredda
Negli anni 90 sono stati firmati i principali accordi internazionali facendo sì che l’ambiente diventasse un tema centrale anche nelle relazioni transatlantiche. La fine della guerra fredda segnò un periodo di svolta in questo senso, l’alleanza tra USA e UE si allentò portando a visioni diverse tra i due. Emersero poi delle formazioni ad hoc di stati nazionali che intendono impegnarsi per il perseguimento di obiettivi comuni. Si è rafforzato il potere decisionale delle organizzazioni internazionali e sovranazionali. La Convenzione quadro sul cambiamento climatico e la Convenzione sulla diversità biologica dell’ONU hanno posto le basi per sviluppi successivi della politica ambientale internazionale. Il protocollo di Kyoto e di Cartagena costituiscono gli accordi più rilevanti sulle politiche ambientali.
La modalità principale della politica internazionale diventa in quegli anni la negoziazione finalizzata alla produzione di decisioni vincolanti a livello internazionale. La governance globale dell’ambiente costituisce una sfida allo stato nazionale in quanto pone l’esigenza di cooperazione e di adattamento reciproco aumentando la dipendenza tra gli stati. Negli anni 90 è anche aumentata l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema dell’ambiente. Il moltiplicarsi dei negoziati internazionali ha attivato con intensità crescente anche le rivendicazioni di movimenti sociali, che hanno indirizzato le proprie richieste ai governi riuniti nei summit internazionali. Il dialogo tra USA e UE si è intensificato facendo al contempo emergere posizioni divergenti in merito.
Organizzazioni internazionali e l’ambiente
ONU, OMC e OCSE sono le organizzazioni internazionali maggiormente coinvolte nella costruzione di un regime di politica ambientale. Istituiscono programmi di politica ambientale e organizzano convenzioni internazionali sul tema dell’ambiente. Esiste poi la Commissione del Codex Alimentarius che attiva azioni di incoraggiamento per i commercianti di prodotti alimentari affinché adottino pratiche etiche volontarie di protezione della sicurezza dei consumatori e la promozione di pratiche giuste nel mercato alimentare.
L’ONU è stata fondata nel 1945 e conta 191 membri tra cui paesi industrializzati e in via di sviluppo. L’OMC è composta da 148 membri e impone regole ambientali, sulla salute e sulla sicurezza alimentare ed è stata istituita per sviluppare una politica a favore di un mercato libero da restrizioni e al contempo vincoli di mercato. Nell’OMC vengono poi risolte le dispute commerciali che sorgono nell’ambito delle limitazioni al libero mercato e riguardano anche questioni di protezione dei consumatori e dell’ambiente. Anche l’OCSE si occupa di questioni di protezione ambientale con lo scopo di favorire la buona governance nell’arena internazionale. Produce strumenti, decisioni e raccomandazioni per promuovere le regole del gioco alla base di accordi multilaterali. L’appartenenza di uno stato all’OCSE costituisce più che altro una garanzia di competenza e affidabilità.
Principi della politica ambientale globale
Principi fondamentali della politica ambientale globale sono quello dello sviluppo sostenibile e della precauzione. L’obiettivo è quello di soddisfare i bisogni fondamentali della società più povere assicurando contemporaneamente la conservazione delle risorse ambientali. Negli anni 80 questo principio è diventato poi quello di riferimento nel dibattito internazionale sulla protezione ambientale. I problemi ambientali più difficili da risolvere sono la povertà economica del Sud del mondo e i modelli non sostenibili di consumo e di protezione dei paesi ricchi.
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