L’analisi delle politiche pubbliche (policy science) non è di facile definizione, in quando combina diversi contributi disciplinari, tra i quali la
scienza dell’amministrazione, la sociologia, la scienza politica ma anche perché contiene tutte le dimensioni dell’analisi
e la giurisprudenza etc.,
politica convenzionale, cioè i gruppi, i partiti politici, le istituzioni e le ideologie e culture politiche.
Fin dalle origini supponeva una linea di demarcazione molto chiara e individuabile tra la sfera della politica e la sfera
dell’amministrazione, quindi la politicamomento di produzione delle decisioni, metodi e istituzioni per la loro formulazione;
l’amministrazionecompito azioni concrete finalizzate al conseguimento dell’obiettivo fissato dalla
di eseguire la decisione, quindi attuare le
decisione. dove la politica stabilisce “che fare” e l’amministrazione si impegna a raggiungere gli scopi
Prospettiva che ricalca la visione di Weber,
indicatole. (Compara infatti lo sviluppo statale tedesco con quello inglese, mentre in Inghilterra il Parlamento e il Cabinet sono fortemente
integrati e formano personalmente la classe politica nazionale, in Germania il reclutamento della classe politica di governo non segue il canale
parlamentare in quanto l’esecutivo non è integrato nell’area parlamentare e gode della tutela monarchica.)
Successivamente, moltiplicandosi gli ambiti decisionali i rapporti tra politica e amministrazione son diventati meno univoci.
A questo proposito il COSTITUZIONALISMO METODOLOGICO, che è un approccio che privilegia la ricostruzione degli aspetti
procedurali e formali di un processo decisionale, riconduce le politiche pubbliche alle prescrizioni giuridiche e alle procedure razionali-legali.
un “servo-meccanismo”
Quindi la Pubblica Amministrazione è vista come azionato dalla politica per conseguire i suoi obiettivi.
Anche se già la Scienza dell’Amministrazione ha sottolineato come talvolta il collegamento tra la politica e l’amministrazione non sia così
scontato, infatti può succedere che l’amministrazione fallisca nel raggiungimento degli obiettivi oppure cambiarli; quindi non si può considerare
un apparato neutro di attuazione delle decisioni pubbliche.
Un primo elemento caratterizzante dell’approccio dell’Analisi delle Politiche Pubbliche è quindi l’attenzione rivolta al
dell’altra
rapporto problematico tra decisioni formali da un parte(Governo-Parlamento) e attuatori della decisione (Pubblica
Amministrazione-Agenzie).
Lo studio dei nessi tra Pubblica Amministrazione e politica diviene quindi il compito principale in contrapposizione al
Costituzionalismo Metodologico.
L’analisi delle P.P. sposta quindi l’attenzione dallo (l’aspetto giuridico) al processo
studio della decisione nel suo aspetto formale
politico nel suo svolgimento completo, guardando sia all’atto formale (com’è sorto il problema e quali attori si sono attivati) che a
valle dello stesso (finalità son state raggiunte e chi vi ha concorso).
Dal punto di vista delle Analisi delle P.P. l’elemento normativo è uno dei molteplici vincoli/opportunità a disposizione degli attori coinvolti nel
tra le due facce della dimensione giuridica dell’agire:
processo decisionale e a questo proposito risulta utile la distinzione posta da HART
un “non fare”, quindi un vincolo posto all’agire individuale.
- Norme primarie = riconducibili ai divieti che sanciscono di “fare”
- Norme secondarie = conferiscono diritti, cioè offrono una opportunità qualcosa.
CICLO DELLA POLITICA PUBBLICA
L’Analisi delle P.P. nasce all’interno della scienza politica e della scienza dell’amministrazione ma si differenzia da queste perché invece che
s’interessa ai prodotti del potere politico
limitarsi allo studio delle dinamiche del potere (chi comanda) o alle sue modalità (come si comanda)
(cosa si comanda), occupandosi degli impatti che questi hanno sia sulle dinamiche che sulle modalità di esercizio del potere.
Se intendiamo tutto ciò comeproblema di policy, definito come domanda sociale relativa a un bisogno o opportunità insoddisfatta di un
intervento pubblico che o è stata ignorata o non sufficientemente trattata, si scorgono 3 elementi basilari di ogni ciclo di politica pubblica:
- La domanda sociale
La presenza di un’aspettativa o di un’esigenza insoddisfatta
-
- Un intervento pubblico
Il ciclo di politica quindi si arricchisce di una moltitudine di variabili che costituiscono gli oggetti dell’analisi delle politiche pubbliche.
LATO DELL’INPUT
Individui e gruppi presentano domande di policy, accompagnate da sostengo o promesse di sostegno. Il loro compito principale quindi è
l’enunciazione del problema di policy, funzione che viene denominata= articolazione della domanda.
Partiti politici raccolgono le domande agendo come un filtro, cioè riducendole, questa funzione viene definita = aggregazione delle domande;
questi inoltre possono collegarsi in modo attivo ai gruppi e agli individui che hanno posto la domanda per ottenerne il sostegno in cambio della
canalizzazione della domanda.
– unzioni di input nell’approccio struttural-funzionale:
Almond Powell
- Reclutamento politico, capacità del sistema di generare e rigenerare la sua classe di governo e amministrativa.
- Socializzazione politica, modo in cui gli atteggiamenti della cultura politica di una società sono plasmati, sostenuti o modificati.
- Comunicazione politica, capacità del sistema di veicolare il senso delle sue azioni e diffonderne la conoscenza.
- Articolazione degli interessi, svolta dai gruppi e individui che avanzano domande per favorire la continuazione o cambiamento di certe
politiche. d’azione.
- Aggregazione degli interessi, svolta dai partiti politici che accorpano e filtrano le domande inserendole nei loro programmi
la fase della conversione dell’input, cioè danno una veste prescrittiva alla
Con le istituzioni politiche e agenzie (Governo, Parlamento) avviene
domanda sociale e s’incaricano di formulare un output decisionale.
LATO DELL’OUPUT
le agenzie d’implementazione che mettono in atto i contenuti della decisione e ne analizzano l’impatto e i
Qui intervengono e di valutazione
risultati conseguiti.
I gruppi rilevanti nella formulazione di un problema di policy possono essere scomposti secondo Almond e Powell:
= presuppongono una membership e un’organizzazione, hanno un’attività permanente, infatti sono visibili, strutturati e
- Associativi
organizzati. Ex sindacati, associazioni.
- Istituzionali = composti da individui che svolgono attività o fanno parte di una istituzione sociale o politica riconosciuta. Ex
magistratura, università, esercito.
- Non associativi = anche questi gruppi non hanno una membership definita e una struttura organizzativa, anche se possono mobilitarsi
in vista di interessi o valori condivisi e attivarsi nel momento in cui questi sono minacciati.
Anomici = sono gruppi che non seguono linee d’azione o mobilitazioni prevedibili, infatti possono irrompere nella scena con
- comportamenti ribelli o violenti. La loro caratteristica principale è quindi quella di una mobilitazione rapida e spontanea rispetto a una
questione.
IL FEEDBACK
Gli output retroagiscono nell’ambiente entro il quale si trova il sistema politico e questa retroazione=feedback, stimola nuove domande dei
gruppi e determina flussi mutevoli di sostegno nei riguardi del sistema politico stesso.
Easton: il sostengo politico può essere:
- Specifico = riferito a attori o ruoli politici definiti rispetto a decisioni particolari.
- Diffuso = riferito al sistema politico nel suo complesso.
L’INPUT DI DOMANDA E LA CONVERSIONE QUINDI IN UN UOTPUT NON ESAURISCONO IL CICLO O IL PROCESSO
POLITICO.
IL
2 POLICY ORIENTATION
Una politica pubblica = policy è quindi collegata a una domanda sociale che spinge a una risposta autoritativa da valutare nelle sue
fase di implementazione l’allocazione delle risorse
conseguenze; nella trasforma una politica con dei obiettivi in un programma,
coinvolgendo agenzie e amministrazioni che devono ottenere dei risultati congrui agli obiettivi.
i risultati raggiunti a seguito dell’azione implementativa vengono confrontati con gli obiettivi fissati dalla
Infine nella fase di valutazione,
politica.
le agenzie e l’amministrazione non
Di conseguenza appare evidente come siano per niente neutri nel processo decisionale, anzi; e
come le politiche pubbliche non possano essere prese singolarmente in quanto ciascuna innesca un proprio ciclo di domande e riposte
politiche(politica dei trasporti).
Con l’affermazione che la prospettiva in cui muove l’intero approccio è l’esatto opposto della prospettiva tipica della scienza politica
LOWI
in quanto sono le politiche (policies) che determinano la politica (politics), implica uno spostamento dalle dinamiche elementari della
politica(lotta al potere) ai suoi prodotti.
Concezione che si era già manifestata con
che tentò di spostare l’attenzione dal “chi” della politica al “cosa”. Infatti fino ad allora la scienza politica era improntata su
LASWELL
autori come Mosca, Pareto e Michels che avevano diffuso una visione della politica e società improntata su relazioni verticali e asimmetriche tra
l’elite del potere e l’elite sociale. Mentre Laswell distinguendo tra INFLUENZA(che dipende dai valori di ciascun individuo ed è tanto
uno specifico esercizio d’influenza in quanto modifica la condotta altrui ed è una
maggiore quanto è la quota dei valori posseduti) e POTERE(è
relazione triadica tra 2 individui e rispetto a una specifica sfera del potere, cioè un ambito specifico d’azione), nella prospettiva del potere allarga
la sua riflessione anche a fenomeni apparentemente collaterali al potere, come l’impiego delle risorse sociali o l’uso di simboli politici.
Indirizzandosi quindi al “cosa” della politica.
forniscono prima classificazione dell’output sistemico, distinguendo tra output:
ALMOND E POWELL una
- Estrattivi = il sistema politico tramite questi estrae risorse tramite la tassazione per funzionare e mantenersi.
- Redistributivi = modo in cui le risorse estratte vengono impiegate e rimesse in circolo nel sistema.
- Regolativi = attraverso i quali il sistema politico regola le condotte dei suoi membri e definisce i criteri di selezione dei
comportamenti.
Simbolici = valori tendenti a riaffermare l’identità della comunità entro un sistema
- politico.
Rivolgere l’attenzione ai contenuti della decisione politica implica la fondazione di un nuovo orientamento della scienza politica,il
POLICY ORIENTATION, un orientamento orientato cioè alle policies, definizione data la prima volta da LASWELL.
- Mondializzazione della politica; Laswell osserva come la politica attuale si sia mondializzata, cioè le decisioni delle singole classi
politiche nazionali s’influenzano reciprocamente determinando effetti inattesi su vasta scala. Con la conseguenza diretta di produrre
insicurezza e incertezza negli individui, consapevoli che le decisioni avendo questo effetto non possono esser prese in totale
isolamento. È qui appunto la necessità della scienza delle politiche di adottare una prospettiva mondiale.
- Big government; afferma inoltre che anche nelle arene domestiche le funzioni e gli ambiti decisionali dei governi nazionali sono
cresciuti, infatti verso la fine del 19esimo e 20esimo secolo si son sempre più sviluppate nuove attività collegate all’erogazione di
diritti sociali. Si moltiplicano quindi così le politiche pubbliche erogate dai governi nazionali, che a loro volta accrescono i loro
apparati con ramificazioni e stratificazioni, facendo così della pubblica amministrazione il fulcro dell’azione dei governi
contemporanei. nell’epoca
Per questi due motivi, Laswell sostiene che le decisioni prese dai governanti devono essere verificate scientificamente in quanto
contemporanea delle relazioni mondiali vi è un ‘interdipendenza per la quale ciò che accade o è deciso in America influisce su ciò che accade o è
deciso in Europa e viceversa;
e che la situazione attuale dovrebbe far riflettere su come ciascuna decisione politica possa produrre effetti sul singolo individuo della comunità.
di aver sostenuto la centralità della decisione nell’analisi politica = policy, termine che rinvia a:
Laswell ha quindi il merito risponda alla domanda “che fare” individuando gli obiettivi da
- Una dimensione prescrittiva o direttiva che dato un problema
perseguire.
- Una dimensione dinamico processuale che dati gli obiettivi conduca gli attori a seguire una logica di consequenzialità.
Assunta questa prospettiva si avverte quindi l’esigenza di subordinare la selezione degli obiettivi a una valutazione dei loro costi,
sostenibilità e conseguenze. Esigenza che ha sviluppato negli ultimi anni lo sviluppo di agenzie di consulenza private e pubbliche e
l’affermazione dell’esperto di politiche pubbliche.
Emerge poi l’interesse di istituire un metodo per lo studio scientifico del processo decisionale che consenta d’individuare gli attori
coinvolti, le logiche gli ambiti e così via. come un accostamento dell’analisi delle decisioni pubbliche che privilegia tanto il
Laswell concepisce quindi il POLICY ORIENTATION
momento della ricerca scientifica e conoscitiva del processo decisionale(momento empirico-descrittivo, dove per la descrizione della policy si
dovrò ricorrere ai metodi tradizionali delle scienze sociali e della psicologia come le interviste, questionari etc.), quanto uno strumento per
l’analisi delle finalità dell’azione del decisore(momento cioè si fa una prescrizione del contenuto della policy, e qui l’analisi
prescrittivo, della
l’intelligence needs, cioè il bisogno d’informazione. Il momento prescrittivo risponde più alla preoccupazione
politica è finalizzata a soddisfare
di Laswell del fatto che le decisioni prese dai decisori che agiscono in contesti di forte interdipendenza, hanno un impatto anche su coloro che
non fanno parte del loro stesso ambiente domestico).
IL POLICY ORIENTATION SPOSTA QUINDI L’ATTENZIONE DEGLI STUDIOSI NELLA DIREZIONE DEI
PRODOTTI DEL PROCESSO POLITICO = LE POLITICHE PUBBLICHE, E VERSO LO STUDIO DEL PROCESSO IN
QUANTO TALE.
MODELLI
3 DI DECISIONE
Si cerca di individuare le scansioni del processo individuale, e a questo proposito SIMON ritiene che la decisione è un processo che a livello
individuale è scomponibile in 3 stadi:
L’attivazione dell’attenzione spinge l’individuo a selezionare gli oggetti verso i quali agire. L’attenzione individuale può essere
1. da sollecitazioni ambientali o dalle interazioni dell’individuo con gli
svegliata da diversi fattori, da un meccanismo stimolo-risposta,
altri. È quindi la premessa per qualsiasi tipo di azione.
L’individuo può ora cimentarsi
2. nella progettazione della decisione, durante la quale fa una serie di valutazioni per individuare la
condotta ottimale da tenere per il conseguimento degli oggetti verso i quali aveva rivolto la sua attenzione.
3. Si apre ora la fase della scelta tra le alternative scartando le condotte ritenute inefficaci.
Limitischema poco applicabile al contesto della decisione politica in quanto qui la scelta raramente è individuale, le soluzioni non
raggiungono risultati ottimali e la scansione è molto meno lineare di quanto sembra. cioè occuparsi direttamente dei contenuti dell’azione
LASWEELsostiene che le scienze sociali dovrebbero diventare delle policy sciences,
politica e della decisione politica. Attraverso l’influenza e il potere gli individui cercano di mantenere e conseguire “valori di deferenza e
benessere” che ritengono importanti. Infatti ritiene che = riguardi le progettazioni individuali rispetto all’insieme di valori
la policy
fondamentali, mentre il policy process= pone gli individui in interazione reciproca con le loro domande e le aspettative rispetto ai valori
fondamentali.
Giunge così ad individuare 7 categorie di analisi funzionale nelle quali risulta scomponibile il processo individuale:
prima
1. Informazione fase che richiama gli intelligence needs del politico, cioè la necessità di informazioni e quadri interpretativi per
prendere una decisione.
qui
2. Iniziativa gli individui tentano di esercitare reciprocamente potere e influenza. Infatti per Laswell il potere è un caso particolare
dell’influenza e quest’ultima consiste nel provocare effetti nelle policy di altre persone o gruppi. Qui si nota la differenza tra lo
psicologo che è prevalentemente interessato agli stati della mente dell’individuo nel processo di policy e il politologo che invece si
varie linee di condotta nell’interazione.
occupa delle in il problema del “ che fare”, infatti la prescrizione indica in politica una serie di
3. Prescrizione questa fase si affronta direttamente
condotte che ci si impegna a tenere perciò che una certa policy abbia successo.
fase
4. Invocazion
-
Riassunto esame Analisi delle Politiche Pubbliche, prof. Lewanski, libro consigliato Politiche Sociali, Ferrera - c…
-
Riassunto esame Analisi delle politiche pubbliche, Prof. Ravazzi Stefania, libro consigliato Le politiche sociali, …
-
Riassunto esame Analisi delle politiche pubbliche, Prof. Chiarini Rosalba, libro consigliato Le politiche pubbliche…
-
Riassunto esame Analisi delle politiche pubbliche, prof. Lewanski, libro consigliato Come studiare le politiche pub…