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POLITICHE ESTERE COMPARATE PROCACCI

Programma:

Foreign Policy: 1, 8, 9, 11, 14, 16, 23

1 the history and evolution of FP analysis, Hudson

8 implementation and behaviour, Hill

9 the role of media and public opinion, Robinson

11 economic statecraft, Mastanduno

14 the Cuban missile crisis, Allison

16 neoconservative and domestic sources of American …policy, Khong

23 energy and foreign policy, Russian…, Hudfield

Guerrieri democratici: 5,6

Articolo: Risse-Kappen, public opinion, domestic structure and foreign policy Commentato [GC1]:

02.10.2017 Foreign policy, Oxford – diverse

edizioni, poco importa – pochi capitoli

L’analisi di come ciascuno dei soggetti internazionali, governi e stati, decidono la propria politica Guerrieri democratici, 2 capitoli

estera.

Peacekeepers, limitazioni a ingresso cittadini nel proprio paese, quali processi, che si fa, che effetti

ha sul paese? Quali sono i meccanismi che si mettono in moto?

Chi l’ha pensato? Una o più persone, combinazione di attori burocratici, istituzioni. Come si

determina il contenuto della politica estera? Come si arriva e perché si arriva a determinate scelte?

ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE POLITICA ESTERA

Come si arriva a decidere la politica estera di uno stato?

Definizione di politica estera: mattone di base del SI, ciascuno stato proietta la sua scelta nel sistema.

La prospettiva quindi dei singoli attori e di come si rapportano nel SI.

O meglio: “strategia o approccio scelto dal governo nazionale per raggiungere i suoi scopi in rapporto

a entità esterne”.

I soggetti target non sono tenuti a seguire tali decisioni. Quando un governo adotta scelta di politica

estera le indirizza a soggetti esterni alla sua giurisdizione:

- Se ne interessa solo se cambia gli obiettivi

- Non se ne interessa 1

Gli scopi di un governo in politica estera sono una serie di azioni orientate a uno scopo, cioè

presupporre una razionalità intrisa. In questo modo si attribuisce agli attori del SI una razionalità, con

un obiettivo. Questo permette di rendere prevedibile l’azione, gli strumenti quindi dovrebbero essere

adeguati.

Spesso però tutto questo non esiste, non ci sono spesso scopi ragionati. Spesso le scelte sono un

insieme di fatti, scopi, casualità che creano una strategia incoerente. Spesso si tratta di meccanismi

regolari. I sistemi, anche quelli non democratici, sono molto decentralizzati. Le decisioni provengono

da diversi input, locali e internazionali. Il risultato della politica estera è spesso qualcosa di incoerente,

frutto di deconcentramento rispetto al modello ideale, la realtà è altro, serie di input che servono a dar

vita a qualcosa di sensato, ma non succede. Si studia tutto il meccanismo.

Capire le strategie mettendo a confronto il modo in cui diversi attori agiscono.

Conoscendo casi simili si mettono a confronto l’uno con l’altro. Alcuni stati possono avere politica

interna ed esterna o società civili impegnate, meno o più, in politica estera.

Perché un risultato diverso quando le caratteristiche sono simili? Modello opposto (situazione di

partenza), ma di fronte allo stesso problema adottano la stessa posizione, rispetto a qual caso devono

economia…).

avere qualcosa in comune (istituzioni, cultura,

Paesi che hanno un sistema politico presidenziale devono avere similitudini in politica estera (USA,

FR, BR)? Casi in cui questi paesi hanno adottato determinate decisioni e capire se effettivamente

influisce. Tutti fattori che entrano in un input, che fanno fuoriuscire un output si prendono casi,

gruppi di paesi singoli, tutti i paesi, tentando di avere una visione della politica estera.

Per capire l’oggetto di studio, si studia un fatto storico preciso, da cui nasce lo studio comparato della

politica estera.

CRISI DEI MISSILI DI CUBA, OTTOBRE 1962

Kennedy prima di dichiarare al paese l’esistenza di un problema, il fatto che Urss avesse messo in

segreto missili a Cuba, ci pensa, e decide che a un certo punto la questione debba diventare pubblica,

sarebbe meglio gestibile (dicendo ciò che ci interessa dire, se ne rivela una selezione di elementi

costituitivi).

Kennedy ritiene che sia la migliore strategia, anche nel risolvere quel dato problema, attraverso il

discorso a reti unificate, usando il mezzo della comunicazione. Si trattava di rivelare al mondo un

grande segreto e problema. Così facendo poteva pensare di avere un vantaggio tattico. Oggetto del

dibattito pubblico è ciò che lui dice. Una volta che si prende una decisione, viene messa in pratica

con i mezzi che ha. 2

In Urss non c’è nulla di simile, presidente attorniato da giornalisti, fotografi, addetti. Il risultato della

politica estera è frutto delle interazioni fra 2 regimi politici basati su regole diverse, conosciute

(magari relativamente o in astratto).

Dall’interazione che nasce, l’obiettivo è risolvere il problema. Lo studio di questo fatto aiuta in modo

paradigmatico a definire la disciplina.

Si ricostruisce eventualmente nel dettaglio il fatto per capire come si è arrivati fino a lì. Idea del

metodo, descrittivo e comparato.

Si cerca di capire quello che fanno con l’esperienza storica di uno o dell’altro.

Definizione precisa (Hill): “insieme delle politiche e delle relazioni che un attore indipendente della

generica di uno stato, intrattiene con il mondo.”

politica interna,

La politica estera non ha una delimitazione materiale empirica chiara. Il rapporto col mondo avviene

in modo diversi. Gran parte delle organizzazioni internazionali in modo diverso al 1700.

Trattati e accordi bilaterali: discutere su questioni concrete, a livello commerciali.

Le decisioni vengono prese secondo un inter preciso, macchinoso finché il meccanismo decisionale

da una parte parlerà con l’altro. L’integrazione a livello burocratico è estremamente stratificato, si

deve tener conto dei meccanismi internazionali che complicano il processo. Al crescere

dell’integrazione, cresca la sintonia coi meccanismi nazionali, complicando la decisione, che segue

processi specifici (es. soggetti che possono prendere decisioni).

Gli attori indipendente non sono solo governi, ma anche agenzie ONU, ONU, multinazionali, società

finanziarie di dimensioni globali, organizzazione intergovernative o gruppi di partiti.

Es. partito Fratellanza Musulmana, composto da membri a prevalenza religiosa musulmana.

APK: partito di Erdogan

Hamas: partito che controlla Gaza

Morsi: leader del partito + presidente Egitto

In alcuni paesi il movimento è illegale. Ha la sua politica estera, fatta come gruppo, con margine di

autonomia ai rami nazionali.

Es. 2 Vaticano ha la sua politica estera, ma è uno stato (segretario di stato). Pol. est. per quello che

rappresenta come istituzione religiosa.

Non solo gli stati attivano politica, ma anche altri attori indipendenti.

“relazioni con il mondo esterno”: si rivolge a obiettivo esterni non sottoposti a sua giurisdizione,

bisogna costruire un ponte fra questi meccanismi.

Politica estera: spazio intermedio fra interno ed esterno. 3

“insieme delle relazioni”: collettivo, è l’insieme, la totalità, collettività, una gran miriade di cose

diverse tenute insieme in un’unica decisione. Quando si prende una decisione le differenze devono

essere insieme per tirar fuori un unico unitario.

La politica estera o decisione di un paese tenta sempre di dare un indirizzo unitario e sintetico alla

vasta gamma di attori che entrano in gioco (principio o implicazione verso l’altro paese / rapporti

generali con quel paese, gli accordi potrebbero facilitarli).

Insieme di fattori indirizzati a uno scopo; serie di questioni che entrano in gioco e sono collegate;

insieme come sintesi dei vari elementi. Pol. Est.: cerca di avere approccio sintetico verso ciò di cui

tratta.

UNITA’ DI ANALISI: comportamento di politica estera, l’oggetto minimo osservabile, come i vari

elementi si combinano.

= ogni prodotto osservabile della politica estera, azioni, parole, omissioni, usate per influenzare gli

altri nell’ambito della politica estera, gesto, fatto, azione o parole possono avere significato. In un

sistema in sovraccarico di comunicazione, ogni minima azione può avere un effetto politico o

diventare oggetto di politica esterna.

Es. calzini di Trudeau; vita privata del direttore FMI francese con tendenze sessuali strane,

condannato per molestie, se n’è dovuto andare, gli avversari politici infatti ne hanno approfittato).

Qualsiasi tipo di questione può diventare oggetto di politica estera (comportamenti accidentali o

inintenzionali). Ciò dipende anche dalle conseguenze che può avere.

Anche comportamenti di politica estera su determinati soggetti o problemi.

Spesso questo capita con gaffe comunicative (es. dichiarazioni politiche, ma il fatto esiste di per sé e

il comportamento che ne consegue deve essere pensato come atto intenzionale).

Pol. Est.: segue complessi meccanismi, ma ogni fatto lo può diventare.

CARATTERISTICHE DELL’ANALISI DI POLITICA ESTERA.

- Below nation state level (actor specific information): p.to di vista del singolo attore I uno

stato, quello che da dentro condiziona la percezione di un paese. Livello di analisi è il singolo

attore e tutto ciò di cui fa parte (es. partiti).

- Actor specific theory (conoscenza più ampia su un certo tipo di attori con caratteristiche

comuni che possono avere comportamenti simili), es. forte settore industriale volto alle

esportazioni, possono avere caratteristiche simili in politica estera (massima ambizione

raggiungibile) rif. a pace democratica e generalizzazione, studio comparato statistico: p.

dem. Ricorrono meno alla guerra o a scontri di qualsiasi tipo che coinvolgano lo strumento

militare. 4

Politica estera: delimitata (strumento militare on usato vs. altre democrazie) sufficiente che un attore

rientri in quella categoria per far riferimento all’azione di politica estera. Spesso però questi requisiti

sono semplicistici, pensati in modo astratto risetto ad alcuni fattori.

Es. studi americani: la posizione di una persona a seconda dell’effetto dotazione (endowment effect).

Se ce l’hai o non ce l’hai cambia il modo di percepire le cos. Se una cosa l’hai già, il perderla viene

percepito peggio rispetto a una mancata acquisizione.

La distorsione psicologica è fondamentale, perché fa saltare la proprietà transitiva o i calcoli razionali

teorici.

Dipende dalle scelte che vengono date, una scelta aggiuntiva che viene data, cambiamenti esterni.

Posizione che cambia rispetto a un evento che è sempre quello.

Posizione di partenza del soggetto ha un impatto notevole in politica estera (distorsioni percettive).

Es. rapporto e interpretazioni Usa-Urss nella GF, se escludiamo lo studio la distorsione è normale.

- Personalità e orientamento dei leader, che possono avere una loro personalità in senso

psicologico, orientando le scelte in un certo modo. –

Leader politico diffidente sarà portato a prendere determinate decisioni non corrette paradosso del

dittatore, per mantenere il potere elimina ogni forma di dissenso od opposizione, e non ha più metro

di giudizio per capire cosa succede.

C’è controllo o dissenso nascosto? Porta a ossessione che aumenta in un circolo.

- Dinamiche dei piccoli gruppi: non la personalità del leader, né il rapporto speciale che si crea

in un piccolo gruppo di politici che affrontano insieme la politica, sviluppando il loro modo

di vedere le cose. Questo non esiste fuori dal gruppo. A seconda della dinamica interna cambia

quella esterna o la percezione. Es. gruppo politico con proprie idee che riesce in un qualche

modo a prendere il potere: rivoluzione russa 1917, Lenin e bolscevichi, che nel giro di 10 anni

prendessero il potere era abbastanza lontano dall’essere creduto realtà.

Lenin dalla Svizzera torna a S. Pietroburgo, facendo così peggiora la situazione ma arrivando

al potere e portandolo a una serie di decisioni sfavorevoli alla Germania.

La mentalità del piccolo gruppo sfocia in rivolta. C’è alta competitività in una struttura interna

altamente disciplinata.

Es. neoconservatori in Usa, che hanno influenzato la politica estera degli ultimi 15 anni

- Processi organizzativi e politica burocratica: fattori di politica estera possono anche essere

meccanismi burocratici (in alcuni casi è più utile cercare il meccanismo piuttosto che gli

interessi).

Una decisione politica sfavorisce e favorisce l’uno verso l’altro. Talvolta però c’è un processo

organizzativo da seguire, impersonale, più che scelte e calcoli espliciti. 5

- Cultura di politica estera; un certo sapere, stile o approccio alla politica estera che si instaura

in un certo paese o gruppo… es. FR: diplomazia raffinata e organizzata, che non rompe le

regole conosciute / Kissinger: la Russia e i suoi diplomatici hanno come tecnica la mossa del

cavallo, a L, nelle situazioni decisive, cioè o andare dritto fino in fondo o fare un passetto e

poi agire a un tratto (finta).

Tutte situazioni di crisi risolte con questa tattica, approccio tipico.

Es. tattica del pazzo (rif Usa), spaventare molto, ma fare cose incoerenti di proposito, con

molto rumore. La tattica mira all’imprevedibilità e al lasciarsi libera qualsiasi opzione.

- Opposizione interna, spaccatura che può avere un certo peso sulle decisioni di politica estera

(es. Usa, ministro degli esteri e dibattito senato)

- Attributi nazionali (geografici per esempio, tipo di sistema), effetti di sistema Commentato [GC2]:

09.10.2017 Foreign policy: 1° capitolo

introduttivo, cap. crisi missili Cuba

Caso Crisi missili di Cuba: 16-28 ottobre 1962 JFK library

Perché si parla di questo episodio? Caso di studio che aiuta ad apprendere un modo di studiare la

politica estera da applicare ad altri determinati casi, concetti e tecniche di analisi.

Estrarre modelli generali di studio della politica estera, a partire dall’esperienza dei casi studio.

Ci sono alcune caratteristiche dell’evento che sono uniche, ritagliate appositamente per permettere lo

sviluppo di un determinato tipo tecnico di politica estera:

1. Episodio ristretto nel tempo, si svolge in 13 giorni (normalmente i fatti sociali hanno una

durata cospicua, in termini di anni; spesso nemmeno si sa con precisione quando finisce il

dato evento/fatto es. rivoluzione francese, mancanza di termini naturali, ambito di relatività

e complessità). Ha un chiarissimo inizio e una chiarissima fine definiti e riconosciuti da tutti.

La politica estera è normalmente la scelta, la decisione, normalmente ha una durata molto più

lunga. La politica normalmente prende un margine di tempo largo.

In questo caso abbiamo un caso circoscritto, essenziale, che si avvicina all’idea di decisione

in politica estera.

per minuto, in questo episodio storico c’è una quantità e un’attendibilità, una

2. Studio minuto

verifica dell’autenticità e del valore di contenuto delle informazioni che è irripetibile. Le

discussioni del governo americano avvenute vengono trascritte o registrate. Quando il

governo Usa viene a scoprire dei missili di Cuba, la risposta sono una serie di discussioni che

riguardano agenda politica, manifestazioni da reprimere, di cui si ha un’informazione ora per

sedi ufficiali dell’esecutivo

ora. Le riunioni e le comunicazioni che avvengono in determinate 6

vengono registrate, Kennedy inoltre aveva adottato un sistema ancora più capillare di

registrazioni (telefonate, ambienti dove si tengono riunioni) + documentazione fotografica.

Si possiede parola per parola il percorso decisionale, come si formano le domande, i dubbi, le

convinzioni, le preoccupazioni degli attori politici che devono prendere la decisione. La

documentazione che si ha è irripetibile, è difficile avere tale livello di informazioni su

per loro natura sono molto opache). Quindi l’attendibilità,

decisioni politiche (che

completezza fra politica e mondo esterno è sottoponibile a dubbio serio, ma non qui. In molti

casi invece bisogna ricostruire dalle diverse fonti per capire che cosa è accaduto e il perché di

determinate decisioni.

3. Questo avviene solo dal lato americano, dal lato sovietico rimane la difficoltà di accedere a

documenti che riportino la decisione politica e il suo processo formativo. Ci si attiene a

ricostruzioni, analisi, persone che hanno partecipato al processo. Diversi attori sovietici hanno

scritto libri o rilasciato interviste, che divergono, per cui è difficile capire chi dice la verità,

che interpreta correttamente, chi magari tende a escludere le proprie responsabilità o evitando

determinati episodi politici fondamentali.

Fino al 18 ottobre 1962 Kennedy preferisce attacco aereo a Cuba che distrugga basi missilistiche, poi

il 19 ottobre cambia idea, la questione si evolve. Per la maggior parte della crisi la notizia rimane

segreta e la telefonata fra Kennedy e Eisenhower fa capire il passaggio a dichiarazione alla

popolazione.

Ragione politica, l’episodio avviene nel 1962, 17 anni dopo la fine della IIGM, in piena GF,

4. in una condizione priva di precedenti perché c’è un sistema internazionale bipolare

estremizzato e a confrontarsi sono appunto i due attori principali del SI: USA e URSS. Il SB

basato sulla deterrenza nucleare è messo alla prova da questo evento. Lo scontro fra le due

potenze viene visto in uno spazio di tempo particolarmente concentrato, in pochissimo tempo

si percepisce l’essenza della GF.

5. Confronto fra due modi di agire in politica estera, 2 processi decisionali che interagiscono,

ma che rappresentano due sistemi politici diversi. Un caso utile per studiare il processo

decisionale di PE di una democrazia e di un paese comunista.

Il caso ha alto valore teorico, studiato anche nei dettagli te

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politiche estere comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Procacci Stefano.
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