Approcci al capitale sociale
Teorie del capitale sociale
Possiamo identificare vari approcci al capitale sociale:
- Macro: Trae origine dalla teoria funzionalista (Putnam e Fukuyama) e concepisce il capitale sociale come bene collettivo.
- Micro: Deriva dalla teoria della scelta razionale e dello scambio (Bordieu e Coleman) e considera il capitale sociale dal punto di vista individuale.
- Reticolare: (Coleman) Il capitale sociale è definito nella sua funzione ed è una varietà di entità differenti che costituiscono i vari aspetti di una struttura sociale e facilitano le azioni degli individui dentro la struttura stessa.
- Relazionale: (Donati) Il capitale sociale è una qualità delle relazioni sociali che può modificare le relazioni fra democrazia e associazioni.
Capitale sociale in prospettiva relazionale di Ivo Colozzi
Premessa metodologica
Usando l'approccio teorico-metodologico di Donati possiamo analizzare il capitale sociale attraverso quattro tappe:
- Cosa si intende con capitale sociale.
- Vedere, usando lo schema AGIL, quali sono le forme di capitale sociale.
- Verificare quali relazioni vi sono fra queste forme suddette.
- Capire quale sarà il futuro del capitale sociale nella società post-moderna.
La definizione di capitale sociale
Molti autori hanno dato definizioni di capitale sociale. Tra le più importanti ricordiamo:
- Coleman: L'organizzazione sociale costituisce il capitale sociale e permette di raggiungere obiettivi che in sua assenza non potrebbero essere conseguiti.
- Putnam: Per capitale sociale intendiamo la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo civico, elementi che migliorano l'efficienza dell'organizzazione sociale.
- Ostrom: Il capitale sociale è la conoscenza condivisa, gli accordi, le norme, le regole e le aspettative sui tipi di interazione che portano gruppi ad un'attività ricorrente.
- Lil Nan: Il concetto di capitale sociale ha due componenti, cioè rappresenta risorse incorporate in relazioni sociali più che individui, e l'accesso e l'uso di queste risorse poggia sugli attori.
Gli elementi che accomunano le varie definizioni sono: un sentimento di fiducia reciproca fra i componenti di una rete di relazioni, un sentimento di fiducia verso la rete in quanto tale; che porta la rete stessa a migliorare la propria efficienza e ad ottenere risultati che altrimenti non potrebbero essere perseguiti.
Le forme o i tipi di capitale sociale
Secondo lo schema AGIL, utilizzato da Donati, possiamo distinguere quattro tipi di capitale sociale:
- Capitale sociale familiare (famiglia): È presente nelle famiglie nella misura in cui è riscontrabile fra i membri fiducia. Ci saranno atteggiamenti di cooperazione e sostegno reciproci che non richiedono incentivi economici o comandi e costrizioni. La crisi familiare a cui assistiamo potrebbe portare ad una diminuzione non solo del capitale sociale familiare ma dello stock complessivo di capitale sociale circolante nella società.
- Capitale sociale associativo (società civile): Si produce attraverso l'impegno in quei gruppi che la nostra Costituzione chiama formazioni sociali intermedie. Potremmo anche chiamarlo capitale sociale comunitario allargato che si riferisce ad una comunità più larga della propria famiglia. Non sono richiesti incentivi particolari. Secondo Putnam e il suo studio sulla popolazione americana, la TV tende ad occupare sempre più tempo alle persone, tempo che viene tolto alle relazioni con amici, all'impegno associativo e civico.
- Capitale sociale organizzativo (mercato): Si intende sia la fiducia verso i colleghi e la propria impresa (il che è vantaggioso poiché l'azienda può ottenere dai dipendenti impegno e collaborazione avendo minor bisogno di ricorrere ad incentivi economici) sia la fiducia fra vari tipi di imprese/organizzazioni in qualche modo legate fra loro (secondo Porter è positiva poiché facilita l'accesso e la diffusione all'interno della rete delle conoscenze tecniche).
- Capitale sociale generalizzato (Stato): È la fiducia negli altri in generale e nelle istituzioni; se presente permette di evitare il controllo sociale, il numero di apparati repressivi e i costi ad essi connessi. È necessario abbandonare questo eccessivo individualismo, a detta di Tocqueville, che porta a disinteressarsi dei problemi della collettività.
Le ipotesi di relazione fra i quattro tipi di capitale sociale
Secondo alcuni autori il capitale sociale familiare è di tipo bonding (capace di rafforzare i legami ma anche di escludere) e si contrappone al capitale sociale generalizzato di tipo bridging (capace di includere). Dove abbonda il capitale sociale familiare (vedi le regioni del sud Italia) ci sarebbe un capitale sociale generalizzato carente o assente e le istituzioni non riescono a funzionare. La solidarietà interna del gruppo riduce infatti la capacità dei suoi membri a collaborare con gli esterni. Guardando ai distretti industriali italiani vediamo però che vi è una relazione di perfetta continuità e sinergia fra i quattro tipi di capitale sociale; le famiglie cooperano fra loro dando vita ad imprese ed alta è la fiducia e l'impegno verso le istituzioni che ricambiano con livelli di efficienza amministrativa.
Quanto al rapporto fra capitale sociale associativo e quello generalizzato; va detto che il primo può essere di tipo particolaristico ed ispirarsi a norme e valori che confliggono apertamente con quelli legali (pensiamo alle organizzazioni mafiose). Anche qui abbiamo delle eccezioni, ci riferiamo alle organizzazioni di TS, soprattutto quelle di volontariato, in cui l'impegno tende a configurarsi come un fattore di rinforzo del capitale sociale generalizzato.
I cambiamenti a cui stiamo assistendo che riguardano la nostra società porteranno ad un aumento o ad una diminuzione dei quattro tipi di capitale sociale? L'eventuale riduzione o scomparsa è un problema per la tenuta della società? Non è ovviamente possibile predire il futuro; nel dibattito internazionale su questi punti sono emerse tre posizioni, una favorevole a politiche pubbliche di sostegno al capitale sociale e due contrarie. Contrari sono sia i neo-marxisti (temono che l'uso del concetto di capitale sociale serva in realtà a ridurre le spese di welfare e gli interventi volti a ridurre le disuguaglianze) che i neo-liberisti (ritengono che l'intervento pubblico limiti la libertà di azione degli individui). La posizione favorevole si rifà alla sussidiarietà per cui le politiche pubbliche vengono impostate come interventi che non riguardano gli individui ma le loro relazioni e valorizzano la logica dello sviluppo dal basso e lo orientano al collegamento.
Capitale sociale e società civile: reti e strategie di prossimità di Paola Di Nicola
Capitale sociale: una dimensione relazionale
Putnam considera il capitale sociale una risorsa collettiva mentre Bordieu inserisce il capitale sociale fra le proprietà strettamente individuali; Coleman infine considera il capitale sociale come una funzione della struttura delle relazioni sociali. Due sono gli elementi che accomunano le definizioni dei tre autori: il capitale sociale è un bene relazionale e il fatto che il concetto inizia a prendere corpo quando rischio, incertezza e vulnerabilità delineano la cornice al cui interno inscrivere le nuove dinamiche sociali. Alla società gerarchicamente costruita oggi si contrappone una società come rete. Tramonta il concetto di conformità al ruolo ed emerge quello di strategia di rete. Si radicalizzano i processi di individualizzazione e si indebolisce la partecipazione sociale e politica; al concetto di cittadinanza attiva si sostituisce il concetto di consumatore eterodiretto. Si opera una netta separazione tra capitale sociale macro (associazionismo, impegno civico, fiducia istituzionale) e capitale sociale micro dato dalle relazioni interpersonali.
Capitale sociale, società civile e associazionismo
In Italia vi è un acceso dibattito teso a verificare il nesso fra associazionismo e fiducia nelle istituzioni democratiche. I risultati non sono congruenti: in Italia, a differenza di quanto ipotizzato da Putnam, sono più le associazioni di bonding a favorire livelli più elevati di fiducia interpersonale e istituzionale. Nel nostro Paese, ad eccezione di coloro che partecipano attivamente alla vita religiosa, vi è un basso livello di fiducia verso le istituzioni democratiche (partiti, parlamento, governo). Non sembra esservi nessuna correlazione fra associazionismo volontario e fiducia nelle istituzioni politiche. Il capitale sociale viene quindi scomposto in alcune unità costitutive: relazioni interpersonali primarie, relazioni di connessioni secondarie e relazioni di fiducia e affidamento. Se il capitale sociale si misura a partire dal tasso di associazionismo, l'Italia è uno dei paesi con più basso capitale sociale; gli studi degli anni '90 registrano una certa stabilità che però è il risultato di due processi che hanno operato in direzioni opposte: più partecipazione ad associazioni di volontariato e meno impegno nei partiti politici e nei sindacati.
Relazioni di interdipendenza tra capitale primario, associativo e generalizzato: una ricerca a Verona
Rammentiamo infine un'importante ricerca svolta a Verona nell'ambito di un progetto (coordinato da Donati) sulla valorizzazione del capitale sociale. Lo studio ha usato come campione una quota di iscritti ad associazioni di varia natura messi a confronto con un gruppo di controllo di non associati e di studenti universitari. Il capitale sociale è stato scomposto in tre dimensioni: primario, secondario e generalizzato. Dai risultati è emerso che i tre tipi di capitale sociale oltre che ad essere diversamente distribuiti tra i vari gruppi sociali, tendono per molti aspetti a polarizzarsi. Le tre forme di capitale sociale non si alimentano reciprocamente; dal punto di vista soggettivo le ter forme suddette possono essere compresenti ma non si può sostenere che una forma sia condizione necessaria per le altre. I dati hanno anche visto una netta cesura fra capitale sociale primario e generalizzato dimostrando quindi che la fiducia verso un singolo non si può automaticamente trasformare in fiducia interpersonale e istituzionale. L'elemento che segna il passaggio e che lega il capitale sociale primario a quello generalizzato sembra essere la partecipazione attiva alla vita associativa specie alle associazioni assistenziali, socio-sanitarie e ricreative. I risultati della ricerca suggeriscono che le tre forme di capitale sociale esercitano un ruolo differenziato ai fini della transizione dal micro al macro.
Capitale sociale e legalità debole di Antonio La Spina
Definizioni in letteratura
Possiamo distinguere fra capitale sociale come bene pubblico e capitale sociale come bene particolaristico. Bordieu descrive il capitale sociale come l'insieme delle connessioni, con altri attori sociali, che l'individuo possiede il quale è legato alla classe sociale a cui appartiene. Il proprietario di capitale sociale può anche essere un gruppo, pensiamo alla famiglia che ac...
-
Riassunto esame Politica Sociale, prof. Bartholini, libro consigliato Manuale di Politica Sociale, Borgaza, Fazzi
-
Riassunto esame sociologia dell'istruzione, prof. Paola Di Nicola, libro consigliato Scuola e capitale sociale
-
Riassunto esame Metodologia della ricerca sociale, prof. Pellegrini, libro consigliato Introduzione alla ricerca po…
-
Riassunto esame comunicazione advocacy e consumo responsabile, prof. Binotto, libro consigliato Partecipazione poli…