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L'economia del turismo

È quella branca dell’economia politica che ha per oggetto di studio il complesso di attività economiche che derivano dall’attività del turista. Il fenomeno turistico nasce nella località di residenza del turista, nel momento in cui egli programma il proprio viaggio e la propria spesa. Il progetto si realizza con il viaggio di trasferimento in una località turistica, dove egli effettuerà una spesa, manifestando una domanda di beni e di servizi.

Il turista quindi lascia una traccia della sua vacanza individuando una serie di problemi economici oggetto dell’economia del turismo:

  • L’analisi economica degli spazi turistici
  • I problemi economici degli investimenti in strutture che compongono l’offerta turistica e di investimento in infrastrutture pubbliche che compongono una destinazione turistica
  • L’organizzazione economica del mercato dei viaggi
  • L’analisi della spesa del turista come consumatore
  • Gli effetti di economia internazionale

Ma l’aumento del reddito pro-capite, la conquista di maggior tempo libero, lo sviluppo del Welfare State, l’estrema eterogeneità e pluralità dell’esperienza turistica rendono sempre più ardua l’identificazione qualitativa e quantitativa del fenomeno turistico. Il semplice modello “partenza-viaggio-soggiorno” non è più valido, poichè esistono difficoltà per:

  • Identificare la relazione turismo-soggiorno: il turista non necessariamente soggiorna
  • Identificare la relazione turismo-viaggio: chi viaggia può non esservi spinto da interessi turistici e, inoltre, il turismo viaggio non sempre significa “viaggio”, poiché quest’ultimo dev’essere inteso nel suo aspetto più generale di spostamento dai luoghi abituali, che si realizza non necessariamente con un movimento nello spazio, ma con un coinvolgimento psicologico e sociologico
  • Definire a priori gli spazi turistici: essi non sono più definibili semplicemente come luogo di grande attrazione naturale, artistica, culturale o storica, ma come “offerta di territorio”, cosicché qualsiasi territorio può divenire destinazione turistica, nel momento in cui la domanda potenziale si traduce in domanda pagante

L’economia del turismo affonda le sue radici storiche nell’economics of outdoor recreation, che fornisce un primo modello identificatore dei momenti costitutivi della vacanza e ideatore dell’immagine del turista, la quale ruota attorno a cinque momenti:

  • Decisione e pianificazione dell’attività ricreativa
  • Anticipazione del viaggio di andata e trasferimento nel sito prescelto
  • Fruizione dell’attività ricreativa, esperienza che può comprendere anche quei viaggi minori che si collocano nell’ambito dell’attività stessa
  • Viaggio di ritorno, fase inversa alla fase del viaggio di andata, con diversa predisposizione psicologica poiché si pone alla fine del viaggio
  • Momento di richiamo alla memoria dell’esperienza vissuta e terminata

Quest’ultimo elemento è ciò che effettivamente rimane al turista dell’utilità del consumo e che viene trasmesso ad altre persone.

I modelli dell'economia del turismo

Per rispondere alle questioni e alla complessità dei fenomeni oggetto di analisi, vengono adottati dei modelli, cioè degli schemi interpretativi della complessità del reale. Il modello di Leiper (1990) riassume le azioni dei turisti, la localizzazione delle attività produttive, il deplacement comune ad ogni viaggio...

I tre elementi fondamentali del modello sono:

  • Il turista, agente principale del sistema turistico
  • Lo spazio diviso da Leiper in ulteriori tre elementi geografici:
    • La regione di origine del viaggiatore, ovvero il mercato che genera il turismo e da cui nasce lo stimolo che motiva il viaggio
    • La regione di destinazione del turista, ovvero il “fine preciso” del turismo e in cui si avverte il suo pieno impatto
    • La regione di transito, ovvero il percorso spazio-temporale di viaggio del turista per raggiungere la destinazione finale
  • L’industria turistica, complesso di attività imprenditoriali e organizzative coinvolte nella produzione dei servizi turistici

Si tratta di un modello flessibile e in grado di incorporare ogni forma di turismo e che evidenzia come tutti gli elementi sono in relazione tra loro e interagiscono come parti di un unico sistema. Dunque:

“Il turismo è un sistema complesso in cui interagiscono:

  • Il turista, che esercita sul mercato una domanda di esperienze turistiche
  • Le imprese, che producono beni e servizi destinati a soddisfarne la domanda
  • Il sistema politico amministrativo, che può influire sullo sviluppo e sull’organizzazione della domanda e dell’offerta
  • La comunità ospitante, inclusa la parte non direttamente coinvolta nel turismo

La definizione di turismo/turista

“Dizionario enciclopedico italiano definisce turismo l’attività del viaggiare e del compiere gite, escursioni con mezzi meccanici, in bicicletta, a piedi, per diletto e istruzione, oltre che come esercizio fisico”. Questa definizione consente di poter identificare tre elementi costitutivi del turismo:

  • Lo spostamento dell’individuo sul territorio (spazio)
  • La durata dello spostamento stesso (tempo)
  • Il motivo che lo ha determinato (motivazione)

Definizioni “storiche”:

  • “S’intende per turismo l’insieme di tutte le attività, principalmente di natura economica, che hanno direttamente a che fare con l’ingresso, il soggiorno e il movimento di stranieri (ospiti non indigeni) verso l’interno e verso l’esterno di un Paese, una città, una regione” (Von Schullard, 1910)
  • “E’ considerato turista un soggetto che trascorre un periodo di almeno 24 ore in un paese diverso da quello abituale di residenza” (Lega delle Nazioni, 1937). Questa definizione, però, esclude ogni riferimento alla motivazione del viaggio.
  • “Si definisce visitatore una persona che viaggia in un paese diverso da quello in cui ha abituale residenza, per qualunque ragione diversa da quella di un lavoro pagato” (International Union of Official Travel Organization, 1968).
  • “Le attività delle persone che viaggiano verso, e si trovano in, luoghi diversi dal proprio ambiente abituale, per un periodo complessivo non superiore ad un anno consecutivo a scopo di svago, affari o per motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerata all’interno dell’ambiente visitato” = definizione universalmente accettata (WTO e UNSTAT, 1994)

I criteri fondamentali per definire il turismo sono allora:

  • Lo spostamento al di fuori del luogo di residenza
  • La permanenza nel luogo visitato inferiore ad una specifica durata
  • Lo scopo del viaggio

Definizioni “olistiche”, che sottolineano la totalità dei fenomeni connessi agli spostamenti turistici:

  • “Sono turismo tutte le relazioni e i fenomeni legati al soggiorno di stranieri in una località in cui essi non esercitano un’importante, permanente o temporanea, attività remunerata” (Burkart e Medlik, 1974)
  • “Il turismo ha come oggetto di studio sia l’uomo lontano dal suo habitat usuale, sia l’industria che soddisfa i suoi bisogni, sia gli effetti da entrambi prodotti sull’ambiente socio-culturale, economico e fisico della comunità d’accoglienza” (Jafari, 1977)
  • “Il turismo include ogni attività connessa al temporaneo movimento di breve periodo di persone verso destinazioni al di fuori del luogo dove normalmente vivono o lavorano, e di tutte le attività durante il tempo di soggiorno in questa nuova destinazione” (British Tourism Society, 1979)

Queste definizioni, di conseguenza, conferiscono all’economia del turismo una connotazione fortemente interdisciplinare con un oggetto di studio che richiede la collaborazione di molteplici studiosi di scienze sociali e naturali: essa deve, quindi, per comprendere il turismo, aprirsi alla collaborazione con altre discipline. In questo modo il turismo si presenta come lo spaccato di una società, coinvolgendone tutti gli aspetti sociali.

Tassonomia del turismo

1. Classificazione secondo lo spostamento:

  • Turismo in uscita (outbound tourism) effettuato dai residenti di un Paese verso il resto del mondo
  • Turismo in entrata (inbound tourism) effettuato dai non residenti all’interno di un Paese
  • Turismo domestico (domestic tourism) effettuato all’interno di un Paese dai residenti del Paese stesso

2. Classificazione secondo la motivazione del viaggio:

  • Motivazioni di piacere: tempo libero e svago con spese a carico del visitatore
  • Motivazioni professionali: lavoro e professioni, con spese a carico di imprese o enti
  • Altre motivazioni: studio, salute, pellegrinaggi religiosi

3. Classificazione secondo la durata:

  • Visitatore escursionista: la visita dura meno di 24 ore o non comporta il pernottamento nella destinazione turistica
  • Visitatore turista: la visita dura più di 24 ore:
    • Turismo di vacanza: almeno 4 notti
    • Turismo di breve vacanza: 1-3 notti

4. Classificazione secondo le variabili socio-economiche (età, sesso, occupazione)

5. Classificazione secondo la natura del viaggio (stagione, mezzo di trasporto, distanza)

6. Classificazione secondo la tipologia delle spese sostenute (alloggio, cibi, trasporto)

7. Classificazione secondo il tipo di alloggio (ostelli, campeggi, alberghi)

Eterogeneità e pluralità del prodotto turistico

Secondo Attilio Giardini: “La spesa turistica è costituita da una pluralità di beni sostanzialmente eterogenei sul piano merceologico-produttivo e accomunati solo dal tipo di bisogno soddisfatto o meglio dalla circostanza di essere acquistati durante o per le vacanze: trasporto, pernottamento, ristorazione, servizi ausiliari di spiaggia e di risalita, divertimenti e, infine, acquisti di beni presso la distribuzione commerciale del luogo di vacanza (shopping)”.

Prodotto turistico = paniere di differenti beni e servizi domandati dal visitatore durante l’esperienza della sua vacanza, legati dal comune scopo della vacanza. Tali prodotti sono:

  • I trasporti
  • L’alloggio e la ristorazione
  • Le attività
  • Lo shopping

“Di questo paniere, la natura, i panorami importanti, le spiagge, le montagne, i monumenti storici, i villaggi pittoreschi, costituiscono gli input primari del prodotto turistico”. Il prodotto turistico, come paniere, può essere studiato rispetto a due dimensioni:

  • L’eterogeneità: lista di merci diverse che lo compongono. Il prodotto turistico si presenta come una lista di prodotti eterogenei
  • La pluralità: diversità delle liste che connotano varie forme di turismo. Le diverse tipologie di vacanza possono essere riassunte con il termine di turismi

Queste due dimensioni (prodotti eterogenei e pluralità di turismi) conducono all’utilizzo di una matrice per identificare il prodotto turistico, costruita tenendo conto di:

  • L’unità di misura dei beni e servizi della vacanza: un giorno di vacanza
  • L’eterogeneità dei prodotti è introdotta nella matrice nel senso delle colonne, dove Xj (j = 1, 2, 3…n) indica le diverse merci (componenti)
  • La pluralità dei turismi è data nel senso delle righe, dove Ti (i = 1, 2 , 3…m) indica i vari tipi di turismo considerati

La matrice ottenuta allora sarà = [xij], dove [xij] rappresenta la quantità di prodotto, bene o servizio, di tipo j presente nel paniere del turismo i, in un giorno di vacanza. Questa matrice, ovviamente, assume sempre una dimensione storica, poiché le tipologie turistiche mutano nel tempo; inoltre, fa riferimento esclusivo alla componente standard del prodotto, non agli elementi soggettivi della vacanza, come gli acquisti occasionali.

Le tracce del turista

Le tecniche tradizionalmente usate per la rilevazione delle tracce più evidenti lasciate dal turista, ovvero delle statistiche del turismo sono:

  • Le indagini presso gli intermediari turistici
  • Le indagini presso le strutture ricettive
  • Le indagini presso le famiglie
  • Le indagini presso le frontiere

Le vie di misurazioni possono essere:

  • Per quanto riguarda i turisti internazionali:
    • Il passaggio di frontiera (per rilevare il numero di turisti in entrata e uscita)
    • La domanda di valuta nazionale registrata dalle banche (per rilevare la spesa)
  • Sia per quanto riguarda i turisti nazionali che internazionali, le tracce più evidenti sono lasciate al momento della domanda di alloggio per il soggiorno, traccia che però esclude gli escursionisti e la domanda soddisfatta con alloggi privati in proprietà
  • Gli indicatori indiretti, tramite variabili proxy (approssimate), quando le tracce sono imprecise e fuorvianti

Per meglio distinguere il turista dal non-turista, possono essere introdotte delle convenzioni che rendano più operativa la funzione di turista, convenzioni diverse per:

  • Il visitatore internazionale: lo è chiunque visiti un Paese diverso da quello di residenza abituale e vi rimanga per almeno 24 ore (o una notte).

I parametri identificativi sono:

  • Attraversamento della frontiera
  • Tempo minimo di permanenza
  • Motivi di svago, di affari, di salute (esclusi i motivi di lavoro retribuito, studio o emigrazione)

Si distinguono da egli:

  • L’escursionista internazionale viaggia per gli stessi motivi del turista ma per meno di 24 ore
  • Il viaggiatore di transito attraversa il Paese senza fermarsi, indipendentemente dal tempo ivi trascorso, oppure viaggia attraverso un Paese in meno di 24 ore facendo brevi soste a scopo non turistico

Dal 1963, l’escursionista internazionale e il viaggiatore di transito sono compresi nella definizione di visitatore internazionale. Più precisamente, sono visitatori internazionali:

  • I membri degli equipaggi di aerei o navi che fanno scalo in un Paese
  • I viaggiatori per affari o commercio (ma per meno di un anno)
  • I dipendenti di organismi internazionali (ONU)
  • I residenti all’estero che ritornano temporaneamente nella propria nazione

Gli escursionisti, a loro volta, si distinguono in:

  • Giornalieri, che arrivano in un Paese e ripartono lo stesso giorno
  • Passeggeri delle crociere, se tornano a dormire a bordo
  • I membri degli equipaggi, se tornano a dormire a bordo

Sono invece esclusi, poiché inclusi nella definizione di migratori internazionali:

  • Chi entra in un Paese per un periodo superiore ad un anno
  • Chi è in cerca di un lavoro nel Paese di destinazione e i suoi familiari
  • I diplomatici o i membri delle forze armate, con i loro subalterni e familiari
  • I rifugiati
  • I nomadi
  • I lavoratori frontalieri
  • I viaggiatori in transito in zone di porto franco purché da lì non escano

Il visitatore domestico lo è chiunque risieda in un Paese e si sposti in un luogo del Paese stesso, ma diverso di quello di residenza abituale, per un periodo non superiore a 6 mesi e per qualsiasi motivo, eccetto l’esercizio di un’attività remunerata nella località visitata (WTO, 1991). Questa forma di turismo raramente comporta complicazioni di valuta, di visto d’ingresso o di lingua.

Si distinguono:

  • Il turista domestico, che trascorre 24 ore (o una notte), ma meno di 6 mesi, nel luogo di destinazione
  • L’escursionista domestico, che vi trascorre meno di 24 ore

Le grandezze fondamentali

Esse, nel turismo, si ricavano con riferimento al movimento del turista, movimento distinto:

  • Secondo provenienza (la residenza del turista)
  • Secondo destinazione (la meta del viaggio)

La tavola della mobilità, allora, presenterà colonne di provenienza e righe di destinazione:

  • Turismo domestico: dalla nazione verso la nazione
  • Turismo in entrata: dall’estero verso la nazione
  • Turismo in uscita: dalla nazione verso l’estero
  • Turismo di transito: dall’estero verso l’estero

Sommando i vari flussi, otterremo:

  • Domestico + in uscita = turismo nazionale
  • Domestico + in entrata = turismo interno
  • In entrata + in uscita = turismo internazionale

Le grandezze che misurano il fenomeno della mobilità saranno:

  • Gli arrivi: numero di visitatori che raggiungono una destinazione indipendentemente dal tempo che vi rimarranno
  • Le presenze: notti trascorse dal turista in una destinazione

Queste grandezze sono sempre riferite ad un certo intervallo di tempo e ad una certa regione turistica:

  • La permanenza media (d), definita come il valore medio delle notti trascorse dai turisti in una località (r) in un dato periodo, sarà data dal rapporto tra presenze e arrivi: d = P/A dove P = d * A
  • Per l’escursionismo, dato che il viaggiatore arriva ma non alloggia, si avrà: A > 0 e P = 0, quindi d = P/A = 0
  • L’indice di saturazione (S) della località di destinazione, definito come il rapporto tra il numero di presenze e la popolazione locale, sarà dato da: S = P/L, dove: P = d * A
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher M.Ivana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Parisi Palma.
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