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PIL

È spesso considerato la misura più affidabile dell'andamento di un sistema economico. Esso misura il flusso di moneta di un sistema economico. Esistono due modi per calcolare il PIL: come reddito totale derivante dalla produzione di un bene (pari alla somma di salari e profitti), o come spesa totale per l'acquisto del bene. Dato che non tutti i beni e servizi hanno uguale valore, l'indicatore scelto è il prezzo di mercato. Il PIL è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti nell'ambito di un sistema economico in un dato periodo di tempo. L'obiettivo del PIL è riassumere in un unico numero il valore monetario dell'attività economica in un dato periodo di tempo.

Deflatore del PIL

È il rapporto tra PIL nominale e PIL reale. Rappresenta un indicatore dell'andamento del livello generale dei prezzi in un sistema economico. Rappresenta oltremodo il prezzo relativo di un dato bene in un anno rispetto al prezzo dell'anno base di riferimento. Dunque il PIL nominale misura il valore monetario corrente della produzione aggregata, il PIL reale misura il valore della produzione aggregata a prezzi costanti. Il deflatore del PIL misura il prezzo della produzione aggregata in rapporto ai prezzi dell'anno base.

Differenze tra IPC e deflatore del PIL

Le differenze fondamentali sono: il deflatore del PIL misura il livello dei prezzi di tutti i beni e servizi prodotti nel sistema economico, mentre l'IPC misura il livello dei prezzi di tutti i beni e servizi acquistati dai consumatori; il deflatore del PIL comprende solo beni e servizi prodotti all'interno dei confini nazionali, quindi i beni importati non fanno parte del PIL; il deflatore del PIL assegna pesi variabili ai prezzi di beni differenti, mentre l'IPC assegna un peso fisso. Da qui, chiamiamo indice di Laspeyres un indice dei prezzi calcolato su un paniere fisso e indice di Paasche un indice dei prezzi calcolato su un paniere variabile di beni.

Propensione marginale al consumo (PMC)

È la variazione del livello di consumo che si verifica a fronte di un aumento unitario del reddito disponibile; rappresenta la pendenza positiva della funzione di spesa programmata.

Spiazzamento

Quando un aumento della spesa pubblica provoca un aumento del tasso di interesse e una consequenziale diminuzione della spesa per l'investimento, si dice che la spesa pubblica ha un effetto di spiazzamento sull'investimento.

La moneta: Funzione e definizione

Si definisce moneta lo stock di valori immediatamente disponibile per le transazioni. La moneta ha tre funzioni: riserva di valore, unità di conto, mezzo di scambio. Come riserva di valore esprime la facoltà della moneta di trasferire potere d'acquisto dal presente al futuro. In quanto unità di conto, la moneta rappresenta l'unità di misura con cui si esprimono i prezzi e si rilevano i debiti. Come mezzo di scambio la moneta rappresenta il mezzo per acquistare beni e servizi. La facilità con cui la moneta può essere convertita è detta liquidità. La moneta delle economie moderne è definita priva di valore intrinseco ed è detta moneta a corso legale perché stabilita da un decreto del legislatore.

Teorie della domanda

La moneta o comunque la sua disponibilità all'interno di un sistema economico è definita offerta di moneta ed è controllata dallo Stato che la delega alla banca centrale. Ci sono teorie che enfatizzano il suo ruolo come riserva di valore (teorie delle scelte di portafoglio), secondo la quale gli individui detengono moneta al fine di effettuare transazioni per cui la funzione di domanda è in funzione del rendimento atteso delle obbligazioni, delle azioni, della ricchezza reale e del tasso di inflazione atteso. E teorie che enfatizzano il suo ruolo come mezzo di scambio (teorie transazionali) secondo cui il costo di detenere moneta è la sua scarsa remunerazione mentre il suo beneficio è inerente alla sua comodità per effettuare transazioni. L'analisi di tali costi e benefici è affidata al modello di Baumol-Tobin che afferma che il beneficio è la comodità e che il costo di tale comodità riguarda l'interesse che gli individui avrebbero avuto se avessero lasciato il denaro in un deposito a risparmio remunerato; ancora tale modello afferma che la domanda di moneta è correlata direttamente con la spesa e inversamente con il tasso di interesse.

Banca centrale

Nelle economie avanzate la banca centrale è un'istituzione alla quale viene delegata la gestione della politica monetaria. La banca centrale dei paesi dell'area dell'euro è la Banca centrale europea (BCE); nel Regno Unito è la Bank of England; negli Stati Uniti la Federal Reserve. Le decisioni della banca centrale riguardo all'offerta di moneta vengono prese di solito da un comitato, nella BCE tale comitato è chiamato Consiglio direttivo.

Motivi speculativi della moneta

I soggetti possiedono mezzi di liquidità anche per il compimento di operazioni speculative, e i due possibili impieghi della ricchezza sono la detenzione di moneta legale e l'acquisto di titoli obbligazionari. La quantità di moneta tenuta a scopo speculativo (L) varia inversamente al variare del saggio di interesse (I). Infatti, se i tassi sono elevati, saranno massicci gli investimenti obbligazionari (e scarsa la liquidità); se i tassi sono bassi, i soggetti preferiranno tenere la moneta in forma liquida. Poiché il rendimento delle obbligazioni è fisso, quando il loro valore di borsa aumenta, il loro saggio di rendimento (ossia il tasso di interesse effettivo) diminuisce e viceversa.

Offerta di moneta e le sue determinanti

L'offerta di moneta non è determinata solo dalla politica della banca centrale ma anche dal comportamento dei nuclei familiari e delle banche. L'offerta di moneta comprende il circolante e i depositi a vista, per cui M = C + D. In un'economia a sistema bancario a riserva totale, un euro depositato in banca riduce il circolante di un euro ma aumenta i depositi a vista di un euro, sicché l'offerta di moneta rimane invariata. Con un sistema bancario a riserva frazionaria, il sistema bancario crea moneta poiché la banca ha la possibilità di prendere parte dei depositi per concedere prestiti, mentre il restante viene trattenuto a riserva. In tal modo, concedendo prestiti, la banca aumenta l'offerta di moneta equivalente al prestito concesso.

Determinanti dell'offerta di moneta

  • Base monetaria B: è la quantità di denaro detenuta dal pubblico sotto forma di circolante C e dalle banche come riserve R, ed è controllata dalla banca centrale.
  • Rapporto riserve/depositi rr: è la quota di depositi bancari che le banche trattengono a riserva, ed è determinato dalle politiche interne delle banche e dalle leggi del settore bancario.
  • Rapporto circolante/depositi cr: è la quantità di circolante che gli individui detengono in misura percentuale dei loro depositi a vista D.

Mettendo a rapporto l'offerta di moneta e la base monetaria (M/B= C+D/C+R), e effettuando alcune sostituzioni avremo che M = (cr+1/cr+rr) x B. La parentesi viene definito moltiplicatore monetario indicato con la lettera m. Possiamo quindi affermare che l'offerta di moneta dipenda dalle variabili esogene B, cr, rr e che ogni euro di base monetaria genera m euro di offerta di moneta. M = m x B.

Moltiplicatore della moneta

L'offerta di moneta è proporzionale alla base monetaria: il fattore di proporzionalità (cr+1)/(cr+rr) viene abitualmente identificato dalla lettera m detto moltiplicatore della moneta. Dunque M = m x B dove ogni euro di base monetaria genera m euro di offerta di moneta.

Gli strumenti della BC per controllare l'offerta di moneta

La BC può esercitare soltanto un controllo indiretto sull'offerta di moneta attraverso la variazione della base monetaria o del rapporto riserve/depositi. La banca centrale ha a disposizione 3 strumenti di politica monetaria:

  • Le operazioni di mercato aperto: acquistando titoli obbligazionari dai consumatori e in tal modo aumentando l'offerta di moneta creandola, o vendendo titoli ed obbligazioni nel mercato azionario provocando una contrazione dell'offerta di moneta.
  • Tasso di rifinanziamento: la banca centrale determina il tasso al quale concedere finanziamento alle banche commerciali nel breve periodo. Così facendo, la banca centrale concede un prestito nel quale i titoli o attività finanziarie non monetarie vengono ceduti dalle banche commerciali a garanzia del prestito stesso. La banca commerciale si impegna formalmente a riacquistare le attività cedute alla BC (accordi di riacquisto), e la differenza tra il prezzo pagato dalla banca centrale e quello pagato, in seguito, per le stesse attività dalla banca commerciale, espressa in forma percentuale annualizzata, è detto appunto tasso di rifinanziamento.
  • Obblighi di riserva: la quantità minima di riserve che le banche commerciali devono detenere in rapporto ai depositi (quota percentuale dei depositi che la Banca Centrale impone alle banche ordinarie di trattenere come riserva). Gli obblighi di riserva determinano la quantità di moneta che il sistema bancario può creare con ogni euro di depositi raccolto. A titolo di esempio, se gli obblighi di riserva aumentano, le banche commerciali devono detenere una maggiore quantità di riserve, e devono quindi ridurre la quantità di finanziamenti che possono concedere per ogni euro di depositi; di conseguenza il rapporto riserve/depositi aumentano, il valore del moltiplicatore monetario diminuisce e l'offerta di moneta si contrae. Le banche centrali tendono a ricorrere a tale variazione molto sporadicamente. La BCE, ad esempio, applica tale obbligo al valore medio delle riserve in un dato periodo di tempo e non al valore puntuale in ogni istante di tempo, utilizzandolo non come vero e proprio strumento di politica monetaria ma più per mantenere la stabilità nel mercato monetario.

Operazioni di mercato aperto

Tra gli strumenti a disposizione della Banca centrale Europea per modificare l'offerta di moneta ci sono le operazioni di mercato aperto; con queste la BCE può variare la quantità di moneta che circola sul sistema economico acquistando o vendendo titoli obbligazionari. Se vuole aumentare la quantità di moneta può creare circolante acquistando titoli pubblici nel mercato obbligazionario; viceversa, se vuole ridurre l'offerta di moneta, può vendere titoli obbligazionari al pubblico nel mercato obbligazionario e conseguenzialmente ridurre la quantità di circolante detenuta dal pubblico.

Domanda di moneta

Secondo la teoria quantitativa di moneta, la domanda di moneta può essere rappresentata come segue: (M/P)d = Ky dove k (=1/V) è una costante che misura la quantità di moneta che gli individui desiderano detenere per ogni unità di reddito (se k è elevato la velocità di circolazione della moneta è bassa, poiché gli individui desiderano detenere moneta, di conseguenza, se k è basso V è alto). Essa è un'equazione che spiega come si determina la quantità di saldi monetari reali che gli individui desiderano detenere. Tale domanda di moneta è fondata sull'ipotesi che la domanda di saldi monetari reali dipenda dal tasso di interesse e dal reddito: (M/P)d = L(i,Y).

Teoria quantitativa della moneta

Gli individui necessitano di moneta allo scopo di acquistare beni e servizi; la quantità è strettamente correlata alle somme che vengono scambiate: MxV=PxT. T= numero delle volte che un bene viene scambiato in un anno. P= prezzo medio. M= quantità della moneta. V= velocità delle transazioni. La teoria quantitativa della moneta afferma che la banca centrale, controllando l'offerta di moneta, ha il controllo assoluto del tasso di inflazione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ciro191 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof De Siano Rita.
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