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Programma – Parte Prima: Politica economica

>Le 3 impostazioni per studiare la Politica economica:

- Economia positiva: evitare la politica, osservare dall'alto eetti decisioni pubbliche stessi metodi economia

politica (standard) es - diminuire disuguaglianza alzando salario minimo

- Economia normativa: cosigliere su finalità dichiarate, economista consigliere del principe si basa su

economia positiva ma richiede strumenti addizionali: metrica (in economia del benessere, surplus)

- Political economy: spiegare comportamento politici (endogenizzare) vincoli e processi di decisione

democratici (con lenti economia) critica: Dani Rodrik Esempio: governo sceglie sulla base di sua costituency

sindacati, imprenditori, classi sociali.

Il principe (il politico)

> secondo varie scuole di pensiero:

- Approccio tradizionale: Principe (policy maker) dittatore onnipotente, onnisciente e benevolo

- Second best: Principe non è aatto onnipotente

- Asimmetrie informative: non è onnisciente (new)

- Political economy: non è nemmeno benevolo

Obiettivi della Politica economica

> :

- Piena occupazione

- Stabilità dei prezzi

- Miglioramento tenore di vita

- Crescita del PIL

- Ripartizione equa del reddito

- Equilibrio bilancio pubblico

- Equilibrio bilancia dei pagamenti

Strumenti

> Politica economica:

- Tradizionali (Macro): politica di bilancio (scale) politica monetaria

- Più generali Regolamentazione Politiche per la concorrenza Politiche industriali Produzione di beni e servizi

Negoziazione con altri paesi

- Ancora più generale riforme strutturali (modicare istituzioni)

Philips

>Curva di : relazione empirica negativa fra disoccupazione → tasso crescita salari (inazione)

come spiegare concettualmente questa relazione? Meccanismo principale quando ci si avvicina a piena

occupazione sindacati chiedono aumenti salariali

- Anni 70: Crescita simultanea di inazione e disoccupazione crisi curva Phillips Milton

Friedman: tasso naturale di disoccupazione: disoccupazione minima compatibile con inazione costante ciò

che conta sono le aspettative di inazione

Risposta: riforme strutturali

>Motivazioni intervento:

1.Allocazione risorse:

modicare quantità e qualità fattori della produzione, fornire beni pubblici (R&S, difesa,...), correggere esternalità

(istruzione, ambiente...).

Punto di partenza: 1° teorema economia del benessere ∗ ∗ ∗

- In Equilibrio concorrenziale: consumatori e imprese price takers p tale che D(p ) = S(p )

- L’esternalità: Eetto (positivo o negativo) di decisione economica (produzione, consumo o altro) su persone

non coinvolte in transazione di mercato

- se valgono queste ipotesi (consumatori e imprese razionali no esternalità mercati completi informazione

perfetta) ogni equilibrio concorrenziale è anche (Pareto) efficiente

- Asimmetrie informative: chi vende ha più info di chi compra selezione avversa chi assicura non osserva

assicurato azzardo morale. Caratteristiche nascoste o azioni nascoste. X regolamentazione:

obbligare/favorire diusione informazioni (es. mercati nanziari)

2.Stabilizzazione macroeconomica :

arontare shock esogeni obiettivi: stabilità prezzi e pieno impiego

➢ Perché intervenire? Motivazioni restano quelle Keynes: 1 investimenti privati guidati da animal spirit 2

rigidità mercato del lavoro disoccupazione

3.Redistribuzione

➢ Perché intervenire? Tradizionalmente: pareto e-cienza non dice nulla su distribuzione. per trade off

efficienza-equità ⇒

Oggi diverse ragioni per cui ↓ disuguaglianza ↑ e-cienza (no trade off) :

(consumi instabilità mercato del credito sistema politico)

> Perché si hanno controversie nella politica economica?

- Diverse preferenze su distribuzione

- Diverso peso nel trade oequità-e-cienza

- Diversa importanza futuro

- Diversa ducia su buon funzionamento mercati

- Incertezza su eetti politiche

>Limiti della Politica Economica ( conoscenza, modelli, fiducia,

informazione, benevolenza)

1. CONOSCENZA: incertezza (6= rischio) + forma funzionale modelli. Conoscenza imperfetta Spesso si ipotizza

che governi conoscano: preferenze agenti struttura economia. Nella realtà: parametri

modelli incerti (sia per politici sia per economisti) decisioni basate su stime medie (non

distribuzione) a volte, distribuzione non nota (e asimmetrica o con code grosse) se

irreversibilità meglio aspettare (principio precauzione). ⇒

2. MODELLI: Modelli problematici non solo per forma H. Anni 70: stagazione critiche ai fondamenti

ipotesi di aspettative razionali agenti conoscono modello e conoscono statistica oggi dubbi

su tale ipotesi, ma punto di riferimento critica di Lucas ingenuo fare previsioni su eetti

politiche basandosi solo su dati storici in particolare, cittadini reagiscono a politiche

Conseguenze per politica economica cambiamento modelli macroeconometrici meccanici

3. FIDUCIA: Mancanza di credibilità es: se aspettative inazione 2%, governo si propone obiettivo 4% così

salari reali diminuiscono e aumenta occupazione Problema? i cittadini non sono scemi

Azzardo morale se politiche assicurano contro rischi cambia comportamento cittadini es:

salvataggio banche Incoerenza intertemporale politiche ottime ex ante non sono sempre

ottime ex post es: scorciatoie inazionistiche

Conseguenze per P.E. - Annunciare in anticipo obiettivi... es: tasso di inazione o rapporto

decit PIL ... in modo da acquisire credibilità

4. INFORMAZIONE: Informazione asimmetrica non tutti hanno le stesse info e qualcuno le può usare in modo

strategico Esempio: modello Principale-Agente

Conseguenza per P.E.: regolazione monopolio naturale possibile soluzione: remunerare in

funzione performance

5. BENEVOLENZA: Perché politici non servono bene comune? Pressioni interessi costituiti cattura del

regolatore. Devono essere rieletti - trade ofra obiettivi ciclo politico - Conitti di interesse.

Eterogeneità elettorato.

SOLUZIONI: - Soluzione 1: delega ad agenzie indipendenti Banca d'Italia, Consob,... Non sempre

soluzione migliore (poco democratica e conitti fra organismi)... ... ma percorribile quando:

materia tecnica preferenze stabili e performance facilmente misurabile relazione decisioni ed

eetti di-cilmente osservabili scelte a rischio incoerenza temporale assenza trade oimportanti

sensibilità a interessi particolari limitate implicazioni distributive implicazioni

intergenerazionali

- Soluzione 2: regole All'inizio, politica monetaria obiettivi di inazione In seguito, politica di

bilancio Patto di stabilità e crescita Fiscal compact Problema: nel breve periodo regole

rigidità soprattutto dopo la crisi, più essibilità

>INTERDIPENDENZA:

Nazioni sempre meno indipendenti per politica economica

.Perché necessario coordinamento? beni pubblici mondiali ambiente, clima, risorse naturali, stabilità nanziaria

esternalità internazionali tassi di interesse USA ha eetti su altri paesi interazioni strategiche

Limiti coordinamento: governi possono non rispettare patti (tradire) 2 coordinamento può diventare collusione (su

cattivepolitiche) 3 coordinamento parziale può essere peggio di assenza coordinamento

- Anni Novanta e Duemila accordi di commercio regionali

Obiettivi: libero scambio libertà e protezione investimenti libertà di circolazione persone politica monetaria

comune

- Dopo crisi, periodo di incertezza e arretramento, Come governare economia globalizzata senza governo

mondiale? IL TRILEMMA DI RODRIK* vedi pag. rodrik

>TEORIA SCELTA SOCIALE

passare da: molte preferenze individuali a una preferenza collettiva, Molto simile a problema sistema elettorale. Ci

sono sistemi elettorali migliori? Cosa signica migliori?

- Insieme di alternative, risultati o candidati

- Agenti hanno preferenze

- Obiettivi: 1 ricavare funzioni di scelta e benessere sociali da preferenze agenti a prefere

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DebCasse121 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Labini Sylos.
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