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selezione dei governanti e sulle politiche che verranno messe in atto; partecipazioni non elettorali o anomale

(dimostrazioni violente, scioperi)). Soglie istituzionali oltre le quali si esercita la partecipazione politica (legittimazione;

incorporazione; rappresentanza; potere esecutivo) processi di mobilitazione sociale (spostamenti dalla campagna alla

città; spostamenti da settore agricolo al settore industriale/terziario; aumento della popolazione; crescita

dell'alfabetizzazione, maggiore esposizione ai mezzi di comunicazione di massa; struttura delle opportunità politiche);

partecipazione politica (spontanea, autonoma, nasce dai cittadini stessi) mobilitazione politica (indotta, promossa dai

detentori del potere politico; mobilitazione primaria (rottura dei vecchi schemi di comportamento) mobilitazione

secondaria (rilancio dell'attività di gruppi già mobilitati in seguito diventati passivi) smobilitazione (opporsi alla

mobilitazione per ristabilire lo stato precedente)). Fattori di politicizzazione delle domande e dei bisogni sociali

(precedenti esperienze di partecipazione; repressione da parte dei detentori del potere politico; conseguenze della

partecipazione politica. La partecipazione elettorale

È la più diffusa modalità di partecipazione politica, può costituire momento culminante o iniziale di altre attività di

partecipazione; il diritto di voto (dipende dalle caratteristiche di ogni sistema politico; orientamenti psicologici e

componenti ambientali (avere informazioni, essere convinti di cambiare le cose, senso di efficacia); e variabili che

rendono interessati alla politica (status socio economico (in più avvantaggiati votano; persone vicine al centro come

vertice della stratificazione sociale) coscienza di classe; organizzazioni (superano le diseguaglianze di status); variabili

personali (interesse, informazione) variabili di gruppo (comunità stabile, presenza di partiti che promuovono la coscienza

di classe); tali caratteristiche si fondono con l'individui raggiungono l'inserimento nella vita sociale e lavorativa. Tale modello

spiega chi vota ma non perché vota: modello del volontariato civico (propensione all'impegno derivato da norme

sociali (senso civico); struttura di reclutamento dove l'impegno trova un suo sbocco gratificante (chiese, partiti, sindacati,

volontariato)); accresciuta partecipazione potenziale di giovani e donne, in forme nuove. Modalità di partecipazione

(votare tentare di convincere a votare, portare un distintivo, offerte di denaro un partito, diventare iscritto attivo, diventare

candidato, occupare cariche pubbliche) partecipazione non convenzionale (boicottare, non pagare le tasse, occupare

edifici, bloccare il traffico) tipi di partecipanti (inattivi, conformisti, riformisti, attivisti, contestatore); motivazione

strumentale (perseguimento di un obiettivo specifico) motivazione espressiva (riaffermazione dell'appartenenza a una

classe sociale o gruppo etnico); free riders, costi e successi; presupposti alla partecipazione politica (motivazioni dei

singoli; natura e importanza dei benefici e incentivi); cicli di coinvolgimento nella partecipazione politica (ricerca della

felicità e conseguente delusione; tematica degli incentivi (selettivi per mobilitare in maniera differenziata iscritti

differenziati; incentivi materiali (ricompense tangibili), di solidarietà (senso di identità e prestigio che ne deriva), orientata

allo scopo (elementi ideali come il conseguimento di obiettivi elevati, supremazia di una razza). tipi di militanza nei partiti

(partito ideale; partito progetto; partito strumento); fenomeni che possono portare a tendenze oligarchiche (formazione

di una leadership, di una burocrazia, centralizzazione dell'autorità, rigidità ideologica, diminuzione per i membri di esercitare

influenza si processi di decisione); modi con cui le persone possono influenzare le scelte dell'organizzazione

(protesta, defezione, lealtà). Gruppi e movimenti

I gruppi e la loro competizione sono essenziali per il manifestarsi e di trasformarsi nelle democrazie; l'affiliazione alle

organizzazioni permettono incontro e interazione con altri individui di diverse provenienza e status (cross cutting

membership) permettendo il venir meno di tensioni pericolose dell'ordine sociale; articolazione dell'interesse

(articolazione anomica (gli interessi sono relativamente nuovi, non si dispone di canali attraverso cui manifestare, i

detentori del potere hanno trascurato le preferenze; si ricorre a dimostrazioni e i tumulti), articolazione non associativa

(religione, affiliazione etnica, possono consolidarsi e costituire basi nell'articolazione dell'interesse), articolazione

associativa (struttura finalizzata a valorizzare le preferenze degli iscritti che ne fanno parte liberamente (associazioni

culturali o sindacati), articolazione istituzionale (vi si appartiene entrando a far parte dell'istituzione)).

Modalità di azione: pressione (gruppo di pressione (lobby) il vantaggio iniziale deriva dalla maggiore concorrenza con le

norme culturali generale della società) rapporti tra i gruppi e la cultura politica del sistema (armonia, crescita

dell'accettabilità dei valori rispetto alle domande dei gruppi, negoziazione da parte delle norme culturali, promozione di

fronte a indifferenza o tendenze culturali, conflitto tra i valori culturali e i gruppi); ogni gruppo tenta di utilizzare al meglio le

risorse più accessibili (numero degli iscritti (può essere fatto valere direttamente o indirettamente; sindacati),

rappresentatività (importante rispetto all'opinione pubblica), risorse finanziarie , conoscenze utilizzabili, collocazione

nell'attività sociale (controllori di volo paralizzano il traffico aereo) e i canali di pressione sul potere politico più adatti anche

rispetto all'opinione pubblica); reazione neoconservatrice (complessità delle democrazie ostacolo al conseguimento del

bene comune per soddisfare interessi particolari; secondo Olson è necessario spezzare la rigidità sociale di dividere le

coalizioni distributive troppo ampie. Neo corporativismo (i sindacati più accentrati accettano più facilmente accordi neo

corporativi decisi dai dirigenti)

Movimenti collettivi: fenomeni collettivi di gruppo (i partecipanti sperimentano variazioni in se stessi e nel proprio modo

di rapportarsi gli altri); quattro tesi: Smelser (movimenti collettivi conseguenza di tensioni e disfunzioni sociale; partecipanti

devianti devono essere sottoposti a maggiore controllo sociale) Alberoni (stato nascente (si interrompono le forme di vita

quotidiana e si entra in un nuovo stato; alla sua morte si ritorna alla vita quotidiana ma trasformata; i soggetti coinvolti dal

processo di rottura sono membri delle classi minacciate e delle classi in ascesa deluse nei riguardi dell'ordine in cui

avevano creduto; distinguere tra chi dà inizio il movimento e chi si avvantaggia del risultato) Touraine (principio di identità

(l'attore definisce se stesso e si caratterizza in un conflitto che lo contrappone agli altri) opposizione (il conflitto fa sorgere

l'avversario) totalità; un movimento sociale non è espressione di contraddizione ma fa scoppiare un conflitto con cui

trasforma la società in cui è nato) Tilly (squilibrio nella distribuzione del potere; dal contatto tra i gruppi si sviluppano

interessi; organizzazione ossia consapevolezza dell'appartenenza a un identità comune consente la mobilitazione delle

risorse; poi si passa all'azione collettiva per perseguire i fini comuni).

Tipi di movimenti (rivendicativi (imporre mutamenti nelle norme) politici (incidere sulle modalità di accesso ai canali di

partecipazione politica) di classe (sconvolgere i rapporti di classe); i movimenti si possono trasformare).

Il le dimensioni dell'ambiente politico e le sue modalità di funzionamento incoraggiano o scoraggiano il coinvolgimento in

azioni collettive; teoria delle aspettative crescenti.

Il rendimento della partecipazione politica (alcuni, insoddisfatti, rientrano nella sfera del privato; per molti questa fase

viene superata per un nuovo ciclo di coinvolgimento; influenza dei cittadini (solo i più attivi influiscono sulle decisioni, la

selezione del leader rifletterà le esigenze di quel dato gruppo; organizzazioni si preoccupano di mobilitare individui di status

inferiore, tuttavia la mobilitazione può essere pilotata da coloro che controllano l'organizzazione); ricettività dei leader

(maggiore dove sia più alto livello di partecipazione politica, in tal caso è rivolta anche ai cittadini meno attivi che in tal caso

fungono da free riders). Elezioni e i sistemi elettorali

Elezioni libere (competitive, scadenze prestabilite, significative) e non libere; modo democratico (universale, libero,

uguale, diretto, segreto, significativo); elementi da regolamentare delle campagne elettorali (denaro a disposizione di

candidati ai partiti, quantità è modalità di accesso alla propaganda televisiva (par condicio)); astensionismo (governanti

poco rappresentativi, emarginazione delle preferenze).

Elezioni (procedure istituzionalizzate per la scelta di rappresentanti selezionati tra alcuni o tutti i membri riconosciuti di una

organizzazione) elezione delle cariche monocratiche (capi degli esecutivi; diretta o indiretta; maggioranza assoluta;

ballottaggio fra due candidati; altre formule per eleggere cariche monocratiche)

sistemi elettorali (maggioritari a un turno in collegi uninominali (plurality); maggioritari a doppio turno in collegi uninominali

(majority); rappresentanza proporzionale)

Sistemi maggioritari a turno unico (numero dei candidati che si presentano dipende dal numero dei partiti e dalla

strutturazione del sistema partitico; con molti candidati la vittoria avviene con percentuali relativamente basse di voti; di fatto

in ciascun collegio si sviluppa una competizione bipolare con due candidati in grado di conquistare il seggio; sistema

bipartitico e minoranze; partito con maggioranza dei seggi forma di governo e leader diventa primo ministro).

Sistemi maggioritari a doppio turno (primo turno vince chi ha la maggioranza assoluta, se non raggiunga secondo turno

in cui vince chi ottiene più voti; doppio turno aperto (ammissione di tutti i candidati del primo turno o anche di nuovi; poi

diventerebbe plurality ma più strategico (votare meglio, rinunciare per favorire la formazione di alleanza di governo) e

doppio turno chiuso (ammissione al secondo turno dei primi due candidati (ballottaggio); obbliga i partiti a stringere

alleanze preventive; penalizza partiti piccoli e che non trovano alleati; funziona bene per le cariche monocratiche mentre

è troppo costrittivo in caso di assemblea rappresentativa; soglia elevata per l'accesso al secondo turno (contenere

frammentazione, incentivare coalizioni di partiti) desistenza (un candidato piazzato rinuncia al secondo turno per favorire la

convergenza dei voti sul candidato che ha maggiore possibilità di vincere); critiche (una coalizione puo conquistare una

maggioranza schiacciante con una quota di voti parecchio inferiore a 50%); criteri alternativi (consentire l'accesso

secondo turno ai primi tre candidati oppure a coloro in grado di superare una soglia alta; sistemi elettorali misti (sindaci

italiani)).

Sistemi di rappresentanza proporzionale (strumenti per ridurre la frammentazione (dimensione delle circoscrizioni

(numero dei seggi che si attribuiscono in quella circoscrizione e non il numero degli elettori; sono grandi quelle che leggono

più di 15 rappresentanti piccole quelle meno di dieci; circoscrizioni grandi in assoluto occupano l'intero territorio nazionale;

più grande è la circoscrizione più facile sarà per i partiti piccoli conquistare seggi; recupero dei voti non utilizzati) clausole

di accesso a distribuzione dei seggi (soglie di esclusione (fissate in termini percentuali); numero dei parlamentari da

eleggere (minore il numero dei parlamentari minore è la proporzionalità e viceversa; un partito piccolo è poco

rappresentativo, un parlamento grande è poco funzionale); formule di traduzione dei voti in seggi (Sainte League

modificata; Hondt; Hare)

Meriti e demeriti dei sistemi proporzionali (la proporzionale frammenta il sistema dei partiti; consente di fotografare la

configurazione di un sistema partitico e quindi il multipartitismo dove già esiste; consente e facilita le scissioni; i sistemi

proporzionali sono generalmente associate a sistemi multipartitici) sistemi misti (Ungheria, Giappone, Nuova Zelanda,

Italia (per tre quarti maggioritario a turno unico in collegi uninominali, per un quadro proporzionale; per la camera (2 voti,

uno per il candidato nel collegio uninominale l'altro per la lista di partito) per il senato (voto unico e recupero proporzionale

su base regionale di voti che non hanno già portato all'elezione dei senatori)

Partiti e sistemi di partito


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione internazionale e sviluppo
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Triulzi Alessio.

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