Politica economica internazionale
Fondamenta del sistema internazionale
L'anarchia, ovvero assenza di un governo internazionale, è un concetto fondamentale per il realismo (il paradigma neorealista è la teoria dominante della disciplina delle relazioni internazionali). L'anarchia è l'elemento fondante del sistema internazionale. Le relazioni tra gli stati sono regolate dall'anarchia. L'anarchia è un criterio per distinguere fra politica interna e internazionale. All'interno degli stati i conflitti tra i cittadini sono regolati dalle leggi (se necessario risolti dai tribunali); invece a livello internazionale manca un'autorità superiore riconosciuta dagli stati. Ne consegue che gli stati devono contare sulla propria forza per garantirsi sicurezza e protezione dei propri interessi.
La sovranità è una qualità giuridica pertinente allo stato, è un concetto che si applica allo stato moderno (nascita stato moderno con la pace di Westphalia, il 1648 segna la fine del paradigma medioevale). La sovranità si esprime attraverso la pienezza dei poteri e l'indipendenza da ogni altro potere applicato sul territorio e su una popolazione. Originalità dell'ordinamento: non deriva la sua validità da alcun altro ordinamento superiore. Il termine indica la posizione di indipendenza nei riguardi di ogni altra persona giuridica esistente al suo esterno e l'assoluta supremazia di fronte alle altre persone, fisiche e giuridiche, che si muovono nel suo ambito territoriale.
L'equilibrio di potenza
Lo stato di natura (condizione pre-statuale) era basato sulla legge del più forte. Con la creazione del Leviatano (attraverso un contratto) non ci si trova più in uno stato di insicurezza. L'equilibrio di potenza a livello internazionale consiste nella distribuzione della potenza tra i vari stati realizzata in modo da non permettere a nessuno di essi di imporre il proprio predominio sugli altri. L'equilibrio di potenza si può ottenere seguendo diverse strade. Es. crescita di potenza: da un lato aumento della forza militare, acquisizione di armamenti in risposta o anticipando le scelte di altri paesi (ogni azione determina una reazione); dall'altro lato creazione di alleanze, che possono essere concluse per aumentare la propria sicurezza, per mettere insieme chi vuole controllare l'altro stato, cercando di influenzare le scelte altrui. Nella teoria contemporanea delle relazioni internazionali l'espressione balance of power è impiegata in due contesti. Per Kennet Waltz (fondatore del neorealismo o realismo strutturale) è l'esito più tipico delle interazioni tra stati che in condizioni di anarchia vogliono evitare di essere sottomessi. La struttura del sistema internazionale vincola le relazioni e i comportamenti degli stati. Per Morgenthau e Bull invece l'equilibrio è legato all'idea di ordine internazionale e dà i suoi risultati migliori solo se la natura anarchica del sistema internazionale è temperata da un ampio riconoscimento di certe regole del gioco accettate da tutti. Non si elimina il conflitto ma lo si contiene in certi limiti.
Sistema politico internazionale
Sistema politico internazionale: questa locuzione si usa per evocare con un altro nome la politica internazionale, ovvero l'insieme delle relazioni degli attori internazionali (in primis gli stati) che agiscono nell'arena internazionale attraverso le proprie politiche estere. Benché la realtà politica internazionale non sia un sistema abbiamo deciso di utilizzare un metodo di analisi che interpreta e organizza la politica internazionale come un sistema in cui vi sia un insieme di vincoli che definisce le modalità della partecipazione delle singole unità alla vita del sistema. Lo definiamo sistema in modo da affrontare lo studio delle relazioni internazionali e interpretarle cercando di organizzare a livello concettuale quelle modalità di comportamento, quei vincoli che definiscono i movimenti delle singole unità che compongono questo sistema. Qual è il principio ordinatore del sistema? Quali sono le regole del gioco?
I mercati
I mercati sono istituzioni che mettono in relazione gli attori, che si distinguono per il ruolo che assumono in una determinata transazione, possono essere consumatori (acquirenti) o venditori di beni e servizi. I ruoli non sono definiti in maniera rigida. I mercati possono essere fisici (mercato locale della frutta e verdura o centri commerciali), o digitali (mercati delle criptovalute o mercato azionario in cui domanda e offerta si possono incontrare a livello globale). Il mercato è quel luogo nel quale prendono forma le decisioni da una parte dei soggetti che acquistano (le famiglie) e dall'altra dei soggetti che producono e vendono (le imprese); da una parte il consumo dall'altra la produzione e la vendita. I mercati possono essere più o meno strutturati.
Gran parte della scienza economica è dedicata allo studio del modo in cui i mercati e i prezzi determinano che cosa, come e per chi produrre. In un libero mercato gli individui perseguono i propri interessi senza direttive o interferenze imposte da qualche autorità. Il sistema di organizzazione economica può risolvere con efficienza i problemi che riguardano l'allocazione e le modalità di produzione (cosa produrre, in quale quantità, a chi rivolgere la vendita, i mercati hanno la funzione di regolare queste decisioni). In “La ricchezza delle nazioni” (1776) Adam Smith esprime questa intuizione attraverso il concetto della mano invisibile. Ogni singolo individuo è orientato al perseguimento del proprio interesse personale. Attraverso il perseguimento dell'interesse personale degli individui, guidato da una sorta di mano invisibile, si sarebbe raggiunto anche l'interesse collettivo. La mano invisibile è l'azione del libero mercato, che attraverso i prezzi, spinge gli individui (orientati al perseguimento degli interessi privati) a compiere scelte che sono efficienti per la società. Non c'è un'autorità che imponga delle regole, se all'offerta di un certo bene non corrisponde altrettanta domanda di quel bene, il venditore produrrà altri beni richiesti. L'autoregolazione porta a un'allocazione efficiente delle risorse e a una condizione di benessere collettivo, lo stato non interviene nel mercato. Alcuni studiosi ritengono invece che debbano essere introdotte delle regolazioni sul funzionamento del mercato e che si debba intervenire nel caso di fallimenti del mercato.
Scienza economica positiva e normativa
Scienza economica positiva e normativa: la prima offre delle spiegazioni oggettive e scientifiche in merito al funzionamento di un sistema economico. Esempio: aumento del prezzo di un bene in seguito all'introduzione di una tassa. La seconda propone criteri basati su giudizi di valore, valutare gli aspetti negativi e positivi misurabili. Esempio: implicazioni per consumatori e venditori a seguito dell'aumento del prezzo del bene tassato.
Micro e macroeconomia
Micro e macro: la microeconomia propone una trattazione dettagliata delle decisioni o dei comportamenti individuali (non solo come membri di una famiglia, ma anche come membri di un'organizzazione economica) e a livello di famiglie. La microeconomia enfatizza la conoscenza particolareggiata di un singolo mercato. Per scendere nei dettagli del singolo mercato, trascura però le interazioni di un mercato con gli altri mercati. La macroeconomia è lo studio dell'economia intesa come sistema. Studia l'interazione tra le differenti parti dell'economia di un paese: reddito nazionale, consumo, risparmio, occupazione, investimenti, moneta e prezzi. Studio degli effetti di un'imposta sul consumo di automobili: se si afferma che un'imposta sul consumo delle automobili riduce la quantità di equilibrio di quel mercato (microeconomia), si trascura ciò che il Governo potrebbe fare successivamente con il gettito fiscale. Se, grazie all'entrata delle imposte, il debito del Governo potesse ridursi, allora i tassi di interesse scenderebbero e le famiglie ricorrerebbero maggiormente al prestito bancario per l'acquisto di una nuova automobile (macroeconomia). Le considerazioni macroeconomiche non negano quelle della microeconomia (conseguenze nel sistema economico in seguito all'imposizione della tassa, riduzione delle automobili acquistate), ma vanno oltre, ragionando su cosa succede all'aumento delle tasse sul bilancio del Governo. Dal lato dei consumi con una riduzione dei tassi d'interesse le famiglie potrebbe avvicinarsi ai prestiti bancari per acquisire delle nuove automobili con un tasso di interesse più favorevole.
Misurare il sistema economico
Come possiamo misurare la dimensione/il valore di un sistema economico? Il PIL (Prodotto interno lordo) è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un sistema economico in un dato periodo di tempo, solitamente un anno. Prodotto = valore dei prodotti finali. Interno = territorio dell'economia. Lordo = al netto degli ammortamenti. Il PIL misura simultaneamente il reddito totale e la spesa totale, ovvero reddito e spesa dei componenti della società. Ogni transazione che avviene coinvolge da una parte un compratore e dall'altra un venditore, ogni euro che viene speso da un compratore è un euro guadagnato da un venditore. Es. Carlo giardiniere e Camilla proprietaria di casa con giardino. Carlo taglia il prato della casa di Camilla e lei paga questo servizio 100 euro a Carlo. Carlo guadagna 100 euro e Camilla ne spende altrettanti. Questa transazione comporta un contributo in egual misura al reddito e alla spesa dell'economia. Se definiamo quell'economia attraverso quest'unica transazione, il PIL sarebbe uguale a 100. L'anno successivo lo stesso servizio costa 110 euro, Camilla paga 110 euro, il PIL è aumentato. Se Carlo e Camilla si sposano, lei non pagherà più il servizio di lui, il PIL crolla a 0. Gli economisti concludono che il matrimonio non fa bene all'economia. Questa tesi è stata ampiamente criticata.
PIL= P x Q Se aumenta il PIL le ragioni possono essere fondamentalmente due. L'aumento del PIL può essere originato dall'aumento della produzione di beni e servizi, le quantità di prodotti finali realizzati in quel sistema economico in un determinato periodo. Bisogna considerare anche i prezzi. L'aumento del PIL può anche avere origine da un aumento dei prezzi. Per poter misurare in maniera più oggettiva e utile l'andamento dell'economia nel tempo occorre depurare i dati dagli effetti che derivano necessariamente dall'aumento dei prezzi. L'inflazione consiste nell'aumento dei prezzi. Isolando l'effetto dei prezzi si ottiene la variabile del PIL reale. Considerando gli effetti dei prezzi allora la variabile è il PIL nominale. Se per calcolare il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un anno si utilizzano i prezzi di mercato in vigore, prezzi correnti, si ottiene il PIL nominale. Se vogliamo capire cosa sia realmente successo in un'economia, come è cambiata nel tempo la quantità di beni e servizi finali prodotti, occorre imporre che i prezzi siano sempre gli stessi nel corso del tempo. Il valore del PIL calcolato a prezzi costanti è il PIL reale. Così facendo la variazione del valore dei beni e servizi finali prodotti è esclusivamente definita da variazioni delle quantità prodotte. Questa operazione è importante perché ci permette di capire meglio cosa stia succedendo all'economia. Per poter ottenere un PIL reale bisogna calcolarlo con prezzi costanti e non correnti (riferiti all'anno in corso). Es. numerico di un'economia nella quale si producono unicamente due beni: pizzette e panini.
| Anno | Prezzo pizzette (€) | Quantità pizzette | Prezzo panini (€) | Quantità panini |
|---|---|---|---|---|
| 2019 | 1 | 100 | 2 | 50 |
| 2020 | 2 | 150 | 3 | 100 |
| 2021 | 3 | 200 | 4 | 150 |
PIL NOMINALE 2019 = 200 PIL NOMINALE 2020 = 600 PIL NOMINALE 2021 = 1200 PIL REALE 2019 = 200 PIL REALE 2020 = 350 PIL REALE 2021 = 500 2019 = ANNO BASE. PIL NOMINALE e PIL REALE del 2019 coincidono. Il PIL REALE indica esattamente l'andamento dell'economia.
PIL e benessere economico
Misurando il reddito totale di un'economia il PIL misura il benessere economico di quel paese. Il PIL riflette il valore di cose tangibili (anche i servizi). Esistono cose che contribuiscono alla qualità della vita e al benessere ma che sfuggono al PIL (non sono espresse direttamente nel PIL). Es. l'inquinamento, la qualità di un servizio sanitario, la qualità dell'istruzione. In realtà possiamo riflettere che un PIL elevato aiuta effettivamente a innalzare la qualità della vita di un paese. Paesi con redditi più elevati possono permettersi un'assistenza sanitaria adeguata e così vale per l'istruzione ecc. Il PIL non è una misura perfetta del benessere economico e non comprende alcune delle cose che contribuiscono alla qualità della vita. Il PIL non ci dice nulla sulla distribuzione del reddito. Es. un paese con una popolazione di 100 abitanti e ciascuno di loro guadagna 50.000 €, il PIL è 50 milioni, ma possiamo avere un paese con la stessa popolazione e lo stesso PIL nel quale 10 abitanti guadagnano 500.000 € e i restanti 90 muoiono di fame. I dati statistici quello del PIL e del PIL pro capite sono identici ma le due situazioni sono molto diverse, stesso valore ma enorme differenza per il benessere della popolazione tra il primo e il secondo caso. La distribuzione del reddito non è omogenea nel secondo caso.
PIL pro capite e distribuzione del reddito
Per misurare il benessere di una persona “media” si calcola il PIL procapite. Il PIL procapite è il quoziente tra il PIL totale e la popolazione. Esso mostra la quota del PIL per ogni individuo. Questa misura fornisce informazioni utili per una comparazione a livello internazionale tra paesi. Il PIL procapite è il reddito medio del cittadino in quel paese, misura il benessere di una persona media, considerando popolazione attiva e non attiva. A parità di PIL reale, tanto maggiore è la popolazione tanto minore è la quantità di beni e servizi disponibile per ogni individuo (si pensi alla Cina). Tanto più cambia la distribuzione del reddito all'interno del paese, tanto meno affidabile è il dato del PIL pro-capite. Per capire meglio la distribuzione del reddito all'interno di un paese (il livello di disuguaglianza) si può utilizzare il coefficiente di Gini dato statistico che può essere utilizzato nella comparazione internazionale tra i paesi. PIL procapite in Italia (2020): 31.676,20 USD (espresso in dollari americani).
PIL e PNL
PIL e PNL: Se al PIL sottraiamo i redditi di persone non residenti ma che operano temporaneamente all'interno del paese (es. dipendenti di una filiale estera di una multinazionale) e aggiungiamo poi i redditi pagati all'estero ai nostri residenti otteniamo il Prodotto nazionale lordo (PNL). PNL = PIL + redditi esteri di residenti – redditi interni di non residenti. Differenza tra i due approcci: barriera del territorio e criterio della nazionalità. Ci sono tra le economie dati diversi tra PIL e PNL? Per i paesi occidentali con economie sviluppate non ci aspettiamo grandi differenze tra PIL e PNL. Mentre ci aspettiamo che ci siano differenze significative per molti paesi in via di sviluppo (PVS), con PNL maggiore del PIL. Esempi di paesi in cui il PNL è maggiore del PIL: Marocco, Filippine (caso particolare frutto di una politica economica del paese). L'acronimo OPW (overseas Filipino workers) riflette la politica economica delle Filippine durante la dittatura di Marcos. Il paese si trovava a fronteggiare una crisi economica importante caratterizzata da un eccesso di offerta di lavoro rispetto alla domanda, quindi un alto livello di disoccupazione. Negli anni 60-70 il governo filippino cercò di instaurare degli accordi con paesi in altre aree nel mondo (soprattutto in Medio Oriente) che avevano un andamento in crescita dell'economia del lavoro e che avevano bisogno di manodopera. L'idea era quella di esportare la manodopera e i prodotti filippini, il primo elemento di questa politica economica ebbe successo poiché negli altri paesi c'era un eccesso di domanda di lavoro rispetto all'offerta di lavoro; tuttavia i filippini non furono in grado di promuovere l'esportazione dei loro prodotti (questo è dovuto alla qualità dei prodotti). Gli esempi contrari, PIL maggiore del PNL, rappresentano quei paesi che sono riusciti ad attrarre maggiori investimenti esteri rispetto a quelli che hanno realizzato, es. Irlanda. In un'economia chiusa PIL = PNL. Per molti paesi in via di sviluppo (PVS) una differenza importante tra PIL e PNL è data dalle rimesse degli emigranti che compaiono solamente nel PNL. Le rimesse rappresentano quella parte del reddito dei lavoratori stranieri trasferita dal paese in cui lavorano al paese d'origine. Si tratta di flussi monetari (in entrata e in uscita) tracciabili attraverso circuiti internazionali di money transfert. In alcuni casi ci sono dei canali informali che vengono utilizzati, anche se è meglio disincentivarli perché è più utile un tracciamento di questi flussi. Questa dimensione dei flussi monetari è significativa in alcuni paesi soggetti a forti migrazioni, es. emigrazioni interne in Italia. In quei paesi nei quali c'è una parte significativa della popolazione attiva che lavora all'estero, un esempio sono le Filippine, ci aspettiamo che il PNL sia più alto del PIL.
Il valore del PIL come misura del benessere economico diventa molto utile quando si realizza una comparazione a livello internazionale. Comparando il PIL pro capite emergono le differenze tra i paesi, quelli cosiddetti ricchi e quelli poveri. Per poter comparare i differenti PIL occorre trasformarli scegliendo una valuta comune. Siccome è espresso in moneta locale, il confronto tra i dati dei diversi paesi può essere fatto solo utilizzando una valuta comune, storicamente è stato scelto il dollaro americano.
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