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Lezione del 30 settembre 2015

L'identità risparmio = investimento mi dà la garanzia che un determinato livello di prodotto genera un reddito, il quale genera una domanda ad esso corrispondente.

Determinanti del pieno impiego

Posso quindi disinteressarmi alla domanda e concentrarmi sulla questione dei determinanti del livello del pieno impiego. Alla fine si porta l'attenzione non tanto sul problema del prodotto che può o meno trovare una domanda, ma sul problema dell'individuare il livello di occupazione di pieno impiego, da cosa dipende la posizione della curva della domanda di lavoro, di offerta di lavoro, dei risparmi e degli investimenti. Sono quindi questi i determinanti del reddito di equilibrio.

La dimensione monetaria di questo modello è sostanzialmente un accessorio perché le grandezze reali sono tutte determinate; a questo punto si tratta di inserire una dimensione prezzi nominali, salario nominale, livello di prezzi che è sostanzialmente governata dalla teoria quantitativa della moneta.

Attacco delle teorie della domanda

Dove si concentra l'attacco delle teorie della domanda? Dov'è che le teorie mettono in discussione questo meccanismo per portare avanti una concezione dell'equilibrio macroeconomico ancorata a qualsiasi livello di occupazione e non al pieno impiego?

Quello che non funziona è che la teoria di Keynes non attiene al mercato del lavoro ma alla relazione risparmi investimenti; è una teoria che genera una teoria alternativa dell'equilibrio macroeconomico, perché nella teoria keynesiana il tasso di interesse non è la variabile che mette in equilibrio risparmio e investimento, ma mette in equilibrio domanda e offerta di moneta. Cosa garantisce l'equilibrio tra risparmi e investimenti? Le oscillazioni del reddito. Noi sappiamo che non esiste un'unica scheda del risparmio, ma tante quanti sono i livelli del prodotto.

Teoria keynesiana e legge di Say

Se ci siamo convinti dei motivi per cui nel modello di pieno impiego la variabile chiave per la legge di Say è il tasso di interesse, che assicura che qualunque livello di produzione troverà una domanda corrispondente; allora attaccare la teoria vuol dire porre in discussione la tendenza al pieno impiego del reddito, la tendenza ad individuare un reddito di equilibrio fissato dalle dotazioni (capitale e lavoro). Se non esiste una tendenza al pieno impiego, la domanda da porci è: Cosa determina il reddito di equilibrio?

Analisi della domanda

Si tratta di capovolgere la linea di ragionamento seguita nel pieno impiego: perché abbiamo trovato un reddito di pieno impiego e ci siamo chiesti se vi era la domanda che lo comprava. Qui il problema è diverso, dal momento che il tasso di interesse non rende uguale risparmi e investimento, ma genera equilibrio, bisogna analizzare la domanda.

Poniamo l'attenzione sui determinanti della domanda finale, quindi il punto di partenza è l'analisi della domanda aggregata (domanda dei beni prodotti). Nell'economia più semplice, dove non vi sono rapporti col pubblico e con l'estero, la domanda è data dalla domanda di beni di consumo più domanda di beni di investimento. Il consumo delle famiglie è una funzione del reddito, mentre l'investimento è una funzione di una serie di fattori che hanno un carattere autonomo non dipendente dal livello del tasso di interesse e in misura minore (rispetto alla teoria keynesiana) del tasso di interesse.

Teoria del consumo keynesiana

La teoria del consumo keynesiana stabilisce una relazione tra livello del reddito e livello del consumo, questa è crescente (maggiore è il livello del reddito, maggiore è quello del consumo; ma è crescente ad un livello decrescente la propensione marginale al consumo sarà minore quanto maggiore è il livello del reddito).

Teoria dell'investimento

La teoria dell'investimento afferma che esiste una relazione inversa tra il tasso di interesse e gli investimenti, dal punto di vista teorico è ancorata alla teoria della produttività marginale. Un incremento della produzione generata da un'unità in più, genera un incremento di prodotto via via minore; è necessario che il costo del capitale sia più basso (ci muoviamo ancora nella teoria della distribuzione).

Nello schema di Keynes non esiste un equilibrio di pieno impiego perché quando analizziamo la scelta dell'imprenditore di effettuare un investimento prendiamo in considerazione la profittabilità.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.montalto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Barba Aldo.
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