Politica economica
I principali rapporti tra micro e macro
Si distingue l'economia positiva, la quale spiega il funzionamento del sistema economico (economia politica), dall'economia normativa, che esprime consigli, suggerimenti e norme di condotta dei poteri politici (politica economica). Secondo alcuni, la nascita di quest'ultima deriva dalla pubblicazione di Adam Smith "La ricchezza delle nazioni" del 1776, che rappresenterebbe la prima trattazione scientifica dei problemi economici.
La politica economica riguarda il processo di formazione tramite le letture mercantilistiche che sostengono che il surplus della bilancia commerciale è un indice di benessere economico, ma in realtà non è così, perché il continuo avanzo non può essere mantenuto e quindi si genera l’inflazione. Adam Smith sosteneva che esiste un ordine naturale che genera i massimi benefici mentre le istituzioni umane sono per natura imperfette. Ogni individuo è spinto da una mano invisibile a promuovere un fine non previsto dalle istituzioni (interesse della collettività) e se ogni individuo opera per massimizzare il suo utile personale si realizza il bene comune; tuttavia, è importante ricordare che l'imprenditore e il lavoratore non sono sullo stesso piano, in quanto tale situazione favorisce gli interessi solo per la borghesia industriale nascente.
Nel 1936 ci fu Keynes, il quale studiò The General Theory of Employment, Interest and Money fornendo risposte teoriche e pratiche alla grande depressione sostenendo parte della domanda integrata per rilanciare la produzione e la crescita economica, ma la viscosità dei prezzi, salari e il lento automatismo porta comunque a una recessione, dove la merce è invenduta, si realizzano disinvestimenti e aumenta la disoccupazione. L'opera keynesiana dominò a lungo, ma negli anni '50 il 90% degli economisti americani iniziano a discostarsi per sviluppare filoni di ricerca più autonomi, così nasce il modello IS-LM, il quale è un ibrido tra il pensiero keynesiano e la teoria dei monetaristi.
Analizzando la nuova economia del benessere, i suoi principi motivano il ruolo dello Stato nell'economia, passando dal principio del Laissez Faire (la mano invisibile di Adam Smith) a nuove teorie che prevedono l'intervento statale, dove in Italia la costituzione fa più volte riferimento alla presenza necessaria dello Stato nell’economia.
- Articolo 42: esprime e identifica il carattere misto del sistema economico.
- Articolo 43: prevede la possibilità di un ruolo pubblico diretto nella produzione.
- Articolo 23: pone un limite al potere impositivo.
- Articolo 53: definisce le caratteristiche generali del sistema tributario.
Quindi, l'intervento statale è necessario a causa dei fallimenti avvenuti in passato nel mercato, dove Richard Musgrave ha definito le funzioni dello Stato, il quale si forma da tre branche economiche:
- Stabilizzazione: per garantire la piena occupazione e i prezzi stabili;
- Allocazione: come le risorse vengono ripartite;
- Distribuzione o redistribuzione: come i beni vengono distribuiti tra la collettività.
La teoria della politica economica si basa sulla nozione di "modelli di politica economica" e alla sua base c'è il modello dell'economia politica, la quale è un complesso di attinenze causali espresse di solito con equazioni che rappresentano l'andamento del sistema economico a livello macroeconomico (aggregato) e microeconomico (disaggregato).
- La branca positiva, l'economia politica, studia i fenomeni economici così come sono, utilizzando il principio dell'Equilibrio Economico Generale, il quale indaga le ragioni di un fenomeno sociale, individua le regole che spiegano i fenomeni e i comportamenti sociali studiando in che modo agiscono i policy maker sulla realtà: “studio di quello che è”;
- La branca economica, la politica economica, studia gli strumenti che influenzano i fenomeni analizzando l’Economia del Benessere, la quale studia il processo delle scelte pubbliche sia ad un solo paese sia confrontando più paesi: "studio di ciò che dovrebbe essere”.
La grande frontiera dell'utilità
Nella situazione di concorrenza perfetta le tre condizioni di efficienza sono soddisfatte, ciò rende impossibile migliorare il benessere di un individuo senza diminuire quello degli altri. Le posizioni Pareto-efficienti hanno insieme infinito e infinite allocazioni. I punti all’interno di “e” non soddisfano una o più condizioni di efficienza. Nei punti “b” e “c” si trovano i punti di ottimo paretiano. I punti che si trovano al di fuori della frontiera esprimono livelli di benessere di altri individui ma che non sono raggiungibili con le tecniche e risorse a disposizione.
La curva è utile a capire quali sono i punti di First Best ma non indica quale punto consente una situazione di ottimo sociale dove si massimizza il benessere, la quale viene analizzata dalla funzione del benessere sociale, la quale ipotizza che la collettività sia formata solo da due individui ottenendo W=W(U1;U2). Per questa costruzione si seguono diversi punti:
- Non si tiene conto del contesto istituzionale;
- Si possono definire condizioni per il raggiungimento del livello massimo di benessere per la collettività;
- Si considera il punto di vista individualista;
- Il benessere degli individui (W) dipende dalla quantità di beni/servizi.
La curva di indifferenza sociale
Essa individua quali sono le combinazioni di beni il cui consumo fornisce lo stesso livello di utilità. Le curve I1, I2, I3 sono le curve di indifferenza sociale. Nel punto A il gruppo 1 sta meglio che nel punto B, mentre nel punto B il gruppo 2 sta meglio che nel punto A. Nella curva I3 si ha un livello di benessere sociale più elevato, così sarà socialmente preferito al punto B.
Teoremi dell'economia del benessere
Primo teorema: se tutti hanno funzioni di utilità monotoniche e se (x,p) è un equilibrio competitivo, x sarà posta nel nucleo e quindi sarà pareto efficiente. Nel sistema dei prezzi gli individui sono mossi da spinte egoistiche per massimizzare il benessere individuale e quindi porta l’economia in una condizione ottimale, per questo la teoria della mano...