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IL DEBITO PUBBLICO

PROBLEMA MISURAZIONE: L'INFLAZIONE

Tra le molte questioni legate al mismatch D-D-F la meno controversa è la correzione per inflazione

IL DEFICIT DEVE ESSERE MISURATO IN TERMINI REALI NON NOMINALI

Supponiamo che il debito pubblico sia stabile in termini reali ovvero che il bilancio sia in pareggio. In questo caso il debito nominale aumenta allo stesso tasso inflazione cioè:

∆D / D = ππ = tasso inflazioneD = stock debito pubblico

Questo implica che ∆D = πD

Il governo registrando una variazione del debito nominale ∆D riflette l'esistenza di un deficit di bilancio πD.

La maggior parte degli economisti ritiene che il deficit sia così sovrastimato di πD.

PROBLEMA MISURAZIONE: I BENI PATRIMONIALI

Nel misurare il debito pubblico si devono sottrarre le attività alle passività.

Debito come differenza tra la variazione debito e variazione attività patrimoniali.

La procedura che tiene conto tanto delle attività che delle passività → contabilità patrimoniale

Il debito pubblico

Problema misurazione: inflazione

Tra le molte questioni legate alla misura del deficit la meno contoversa è la correzione per inflazione

Il deficit deve essere misurato in termini reali non nominali

Supponiamo che il debito pubblico sia stabile in termini reali ovvero che il bilancio sia in pareggio

In questo caso il debito nominale aumenta allo stesso tasso inflazione cioè

ΔD/D = π

  • π = tasso inflazione
  • D = stock debito pubblico

Questo implica che ΔD = πD

Il governo registrando una variazione del debito nominale ΔD rileverà l'esistenza di un deficit di bilancio πD

La maggior parte degli economisti ritiene che il deficit sia così sovrastimato di πD

Problema misurazione: i beni patrimoniali

Nel misurare il debito pubblico si devono sottrarre le attività alle passività

Debito come differenza tra la variaz. debito e variazione attività patrimoniali

La procedura che tiene conto tanto delle attività che delle passività → contabilità patrimoniale

Problema misurazione 3: Passivita' non contabilizzate

Le pensioni non vengono contabilizzate

Problema misurazione 4: Ciclo economico

Molte nazioni si deteriorano automaticamente in reazione alle fluttuazioni cicliche economiche.

Queste variazioni rendono difficile monitorare i cambiamenti politico fiscali con deficit bilancio.

Alcune nazioni risolvono con

Deficit di bilancio aggiustato ciclo economico

Stimando a quanto ammonterebbero la spesa pubblica e le entrate tributarie se l'economia si trovasse al tasso naturale di disoccupazione e al livello naturale prodotto aggregato.

Interpretazione ricardiana debito pubblico

I consumatori sono previdenti, prendono le decisioni di spesa non soltanto sulle base reddito attuale, ma anche reddito futuro atteso

Equivalenza ricardiana

Il principio generale è che il debito pubblico è concettualmente equivalente a un futuro aumento delle imposte

BILANCIO IN PAREGGIO O OTTIMIZZAZIONE POLITICA FISCALE

LA MAGGIOR PARTE DEGLI ECONOMISTI SI OPPONE ALLA REGOLA COGENTE CHE OBBLIGHI IL GOVERNO AL PAREGGIO DI BILANCIO PUBBLICO

CI SONO 3 RAGIONI PER CUI UNA POLITICA FISCALE OTTIMALE POSSA A VOLTE GIUSTIFICARE DEFICIT O SURPLUS DI BILANCIO PUBBLICO

  1. STABILIZZAZIONE

UN DEFICIT O UN SURPLUS POSSONO CONTRIBUIRE A STABILIZZARE L’ECONOMIA

UN VINCOLO DI BILANCIO IN PAREGGIO ANNULLEREBBE LE OPZIONI DI STABILIZZAZIONE AUTOMATICA IMPLICITE NEL SISTEMA DELLE IMPOSTE E DEI TRASFERIMENTI

QUANDO L’ECONOMIA ENTRA IN RECESSIONE, LE IMPOSTE DIMINUISCONO E I TRASFERIMENTI AUMENTANO AUTOMATICAMENTE

QUESTI AUTOMATISMI STABILIZZANO L’ECONOMIA MA SPINGONO IL BILANCIO PUBBLICO VERSO IL DEFICIT

UN VINCOLO STRINGENTE AL PAREGGIO DEL BILANCIO PUBBLICO IN UN CASO DEL GENERE IMPORREBBE AL GOVERNO DI AUMENTARE LE IMPOSTE E RIDURRE LA SPESA

MA QUESTI PROVVEDIMENTI DEPRIMEREBBERO ULTERIORMENTE LA DOMANDA AGGREGATA

2) PEREQUAZIONE FISCALE

  • DEFICIT E SURPLUS POSSONO ESSERE UTILIZZATI PER CORREGGERE DISTORSIONI DEGLI INCENTIVI PROVOCATE DAL SISTEMA FISCALE
  • ALIQUOTE FISCALI ELEVATE SONO UN COSTO PER LA SOCIETA' → SCORAGGIANO ATTIVITA' ECONOMICA
  • PER MANTENERE LE ALIQUOTE INALTERATE IN ANNI DI RECESSIONE O DI SPESA ELEVATA, UN BILANCIO PUBBLICO IN DEFICIT È NECESSARIO

3) RIDISTRIBUZIONE INTERGENERAZIONALE

  • IL DEFICIT DI BILANCIO PUÒ ESSERE UTILIZZATO PER TRASLARE IL CARICO FISCALE DALLE GENERAZIONI ATTUALI A QUELLE FUTURE

GLI EFFETTI SULLA POLITICA MONETARIA

Uno dei modi che lo Stato ha per finanziare il debito pubblico è stampare moneta, il che aumenta l'inflazione. La tipica causa dei fenomeni di iperinflazione è una politica fiscale che si affida ad un'imposta di inflazione per finanziare la spesa pubbica.

Inoltre alcuni economisti ipotizzano che un elevato indebitamento dello Stato possa incoraggiare il governo a creare inflazione.

Poiché la maggior parte del debito pubblico è specificato in termini nominali il valore reale del debito diminuisce se aumenta il livello dei prezzi.

Un alto livello di indebitamento potrebbe incoraggiare il governo a stampare moneta, provocando aumento dei prezzi e riducendo il valore reale del debito.

LA DIMENSIONE INTERNAZIONALE

Il debito pubblico può condizionare il ruolo di un paese nell'economia mondiale.

SOSTENIBILITÀ FISCALE, DEFICIT DI BILANCIO

RAPPORTO DEBITO / PIL

UN SISTEMA ECONOMICO È "IMMORTALE" NON C'È

ALCUNA RAGIONE PER LA QUALE DEVE RIMBORSARE

INTERAMENTE IL SUO DEBITO

CIÒ CHE È INVECE IMPORTANTE PER UN SISTEMA

ECONOMICO È LA SOSTENIBILITÀ FISCALE

LA CAPACITÀ DELLO STATO DI ONORARE IL DEBITO

AFFINCHÉ QUESTO SI VERIFICHI È NECESSARIO CHE IL RAPPORTO

TRA IL DEBITO PUBBLICO E IL PIL RIMANGA COSTANTE

A UN CERTO LIVELLO

IL DEBITO PUBBLICO E IL PIL DEVONO CRESCERE ALLO STESSO

TASSO

Se il valore del debito pubblico è D, la variazione di D

può essere scritta come segue:

ΔD = iD + G - T con i(G - T)

LA VARIAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO È PARI

ALLA SOMMA DEGLI INTERESSI CORRISPOTI SUL DEBITO

E DELLA DIFFERENZA TRA SPESA PUBBLICA E ENTRATE

QUINDI IL DEFICIT DI BILANCIO TOTALE È

PARI AGLI INTERESSI SU DEBITO PIÙ LA PARTE DI

SPESA PUBBLICA ECCEDENTE LE ENTRATE FISCALI

LA DIFFERENZA TRA SPESA PUBBLICA E ENTRATE

FISCALI È IL DISAVANZO PRIMARIO

IL DISAVANZO TOTALE È UGUALE AL DISAVANZO PRIMARIO + INTERESSI SUL DEBITO

se ΔD = B la crescita del debito nominale è data da ΔD/D = B/D

Affinché il debito sia sostenibile il rapporto tra debito nominale e PIL nominale D/Y deve restare costante intorno a un valore di lungo periodo.

Ma se D/Y è costante, numeratore e denominatore crescono allo stesso tasso.

Un rapporto debito/PIL di equilibrio costante nel tempo è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Una economia può avere un rapporto debito/PIL costante, ma tale rapporto potrebbe essere talmente elevato che nell'evenienza di un forte shock lo Stato potrebbe improvvisamente trovarsi nella condizione di non poter estinguere il debito.

Per tale ragione è necessario fissare il rapporto debito/PIL a un livello prudenziale. Questo permette poi di determinare il livello di disavanzo appropriato ad quale mirare.

SUPPONIAMO CHE SIA CONSIDERATO PROBABILMENTE UN RAPPORTO

DEBITO/PIL PARI A d

DATO QUESTO VALORE POSSIAMO RISOLVERE L'EQUAZIONE PER IL

LIVELLO DEL DISAVANZO DI BILANCIO CHE PERMETTE DI RAGGIUNGERE

L'EQUILIBRIO DI LUNGO PERIODO DAI TASSI CRESCITA DEL

PIL E INFLAZIONE

B - (x + π) d

___ - = ___________

Y    d

(D - πi)

D___ = 1 (1)

_____

Y( g + π) Y   D B__ (1

___ = ___ –

YY (α+π)

PER UN DATO RAPPORTO DEBITO/PIL = d

IL DISAVANZO TOTALE PUÒ ESSERE PIÙ ELEVATO IN

CORRISPONDENZA DI TASSI DI CRESCITA DEL PIL NOMINA

PIÙ ELEVATI

I QUALI TENDONO A FAR AUMENTARE IL VALORE

DEL DENOMINATORE RAPPORTO DEBITO/PIL,

E DI CONSEGUENZA PERMETTONO DI ACCUMULARE UN

MAGGIOR DEBITO PER UN DATO LIVELLO DEL RAPPORTO

DEBITO/PIL

POSSIAMO INTERPRETARE LA SOSTENIBILITA' FISCALE INTERMINI DI DISAVANZO PRIMARIO (G - T)

RISCRIVENDO L'EQUAZIONE DELLA SOSTENIBILITA' FISCALEUSANDO LA DEFINIZIONE DEL DISAVANZO TOTALE

B = iD + G - T

iD + G - T = (x + π) DY Y

RIORDINANDO

G - T = (x + π - i) DY Y

MA (g + π - i) = g - r → DOVE r E' IL TASSO DI INTERESSE REALE

PER CUI G - T = (g - r)DY Y

G - T = (g - r) d - QUESTA EQUAZIONE ESPRIME LAY CONDIZIONE DI SOSTENIBILITA' FISCALEIN TERMINI DI DISAVANZO PRIMARIO

AFFINCHE' SI ABBIA UNA CONDIZIONE DI SOSTENIBILITA'FISCALE, IL DISAVANZO PRIMARIO ESPRESSO IN PROPORZIONEDEL PIL DEVE ESSERE UGUALE ALLA DIFFERENZATRA LA CRESCITA DEL TASSO DEL PIL (g) E IL TASSO DIINTERESSE REALE MOLTIPLICATA PER IL RAPPORTODEBITO/PIL DI EQUILIBRIO

G - T/Y = (g - n) d

  1. SUPPONIAMO CHE g = n,

    IN ULTIMA ISTANZA G - T = 0

    IL CHE IMPLICA CHE LA SOSTENIBILITA' FISCALE

    DEVE ESSERE IN PAREGGIO NEL BILANCIO PRIMARIO

  2. g < n , IN ULTIMA ISTANZA G - T < 0

    LA SOSTENIBILITA' FISCALE IMPONE AL GOVERNO

    DI GENERARE UN AVANZO PRIMARIO (G < T)

  3. G > n, G - T > 0.

    LA SOSTENIBILITA' FISCALE PUO' ESSERE

    MANTENUTA ANCHE CON UN DISAVANZO NEL

    BILANCIO

Teoria delle aree valutarie ottimali

  • Area valutaria: area geografica nell'ambito della quale circola ed è accettata una unica moneta

Benefici moneta unica

Uno dei benefici diretti è la

  1. Riduzione dei costi di transazione associati agli scambi commerciali tra i paesi della stessa area valutaria

naturalmente

il settore bancario perde le commissioni sui cambi

ma la diminuzione dei costi di transazioni sulle valute rappresenta un beneficio netto

infatti

le commissioni sulle transazioni valutarie costituiscono una perdita secca nel senso che le imprese pagano le commissioni senza riceverne alcunché in cambio

la commissione europea stima che tali benefici siano in un ordine compreso tra 0.25% e 0.50% PIL dell'area euro

non si tratta di guadagno realizzabile in un singolo anno ma di un beneficio che si accumula anno dopo anno

2) RIDUZIONE DISCRIMINAZIONE DI PREZZO

SE I BENI HANNO PREZZI ESPRESSI NELLA

STESSA MONETA È PIÙ DIFFICILE PRATICARE

PREZZI DIVERSI IN PAESI DIVERSI

GLI INDIVIDUI ACQUISTEREBBERO I BENI DOVE SONO

MENO COSTOSI (FACENDONE AUMENTARE I PREZZI

IN QUELLA ZONA) E RIDURREBBERO LA DOMANDA DI

BENI DOVE SONO PIÙ COSTOSI (FACENDO DIMINUIRE I

PREZZI)

IN GENERALE QUESTO NON È ACCADUTO NELL' UEM

3) RIDUZIONE VARIABILITÀ TASSO DI CAMBIO

E DIMINUIZIONE INCERTEZZA CHE DERIVA

DALL' ADOZIONE MONETA UNICA

I COSTI MONETA UNICA

UN PAESE CHE ADERISCE A UNA UNIONE MONETARIA RINUNCIA ALLA POSSIBILITÀ DI DETERMINARE LA PROPRIA POLITICA MONETARIA E DI SFRUTTARE LE VARIAZIONI DEL VALORE ESTERNO DELLA MONETA PER GLI AGGIUSTAMENTI MACROECONOMICI ATTRAVERSO FLESSIBILITÀ TASSO DI CAMBIO

ESEMPIO

I BENI PRODOTTI IN FRANCIA DIVENTANO MENO APPETIBILI DI QUEGLI PRODOTTI IN GERMANIA

FRANCIA

QUESTO SPOSTA LA DOMANDA AGGREGATA VERSO SX. IN FRANCIA, I PUNTI DI EQUILIBRIO SAR&AGRAVE; IN CORRISPONDENZA DI UN REDDITO PIÙ BASSO

CONSIDERANDO CHE PRIMA QUESTO SHOCK L'ECONOMIA ERA A UN LIVELLO NATURALE

ECONOMIA IN RECESSIONE

GERMANIA

IN GERMANIA LA CURVA DA SI SPOSTA VERSO DX. AVREMO UN PUNTO DI EQUILIBRIO CORRISPONDENTE A UN REDDITO PIÙ ALTO

PRIMA LIVELLO NATURALE

ECONOMIA IN ESPANSIONE

POSSIAMO ESPRIMERE ATTRAVERSO L'EQUAZIONE

y=ȳ+α(P-Pe)

LIVELLO ATTESO PREZZI

LIVELLO NATURALE

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliapaolo.murgia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Lodde Sergio.
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