POLITICA ECONOMICA (II PARZIALE)
Prezzi e coordinamento dei mercati [equilibrio]
Le forme di rigidità dei prezzi
In una economia in cui le imprese esercitano un potere sui prezzi diventa cruciale analizzare il
processo attraverso cui esse formulano e modificano il prezzo di mercato. mark-‐up
à
La
rigidità dei prezzi rappresenta una caratteristica centrale delle moderne economie di
mercato. Essa riguarda questi due aspetti principali:
Legati alla
periodicità di aggiornamento dei listini prezzi. Ogni aggiornamento
• comporta dei costi in somma fissa, chiamati (in analogia con i ristoranti) costi di
menù. Quindi:
costi di menù rigidità nominale dei prezzi di listino. Le imprese,
à
per recuperare flessibilità nel breve periodo possono applicare degli
sconti.
Il ritardo e la
lentezza di adeguamento dei prezzi alle condizioni di mercato = rigidità
• reali. prezzo relativo (o reale): l’impresa sceglie quel prezzo che massimizza i
à
suoi profitti, dato il prezzo atteso delle altre. Le decisioni di prezzo, quindi, sono
influenzate da considerazioni strategiche sul possibile comportamento delle altre
imprese.
La mancanza di coordinamento del mercato
Problema di coordinamento:
Dal Prof.:
COORDINAMENTO
VOLONTARIO
INVOLONTARIO (accordo diretto)
(mano invisibile, la
quale spinge
l’individuo a fare
l’interesse collettivo,
perseguendo il suo
self-‐interest [Adam NORME SOCIALI e
Smith]) ISTITUZIONI
1
Segnale informativo del prezzo di mercato inadeguato in mercati in cui esistono:
+
Aspettative* e costi di ricerca & numero di soggetti
concorrenza monopolistica che partecipano allo scambio* (esternalità positiva)
e rigidità dei prezzi à
processi cumulativi (se l’altro entra nel mercato, entro
anche io)
molteplici equilibri Pareto efficienti, ordinabili
tra loro. Esiste un equilibrio Pareto-‐efficiente
migliore di tutti gli altri, che può essere quindi
un obiettivo di politica economica
Consideriamo ora un’isola dove gli abitanti si nutrono esclusivamente di noci di cocco.
L’equilibrio dipende dal clima delle * aspettative dell’economia: in un’isola di ottimisti tutti si
arrampicheranno sulle palme e di conseguenza gli scambi e il consumo saranno elevati; al
contrario in un’isola di pessimisti pochi si arrampicheranno sugli alberi e perciò scambi e
consumo saranno bassi.
-‐ Per ciascun individuo l’utilità netta che deriva dalla raccolta di noci di cocco deriva da:
, = y − ()
dove p (+) [ 0 ≤ ≤ 1] = % di persone che decidono di raccogliere noci di cocco, unico bene
dell’economia cui prezzo è pari ad 1; y (+) = numero di noci di cocco consumate;
e 0 ≤ ≤ 1 = costo opportunità della raccolta di noci di cocco.
-‐ Supponiamo che gli individui pensino di NON poter influenzare il livello di
partecipazione p, che considerano come un parametro dato e scelgono y in modo tale
da massimizzare la funzione di utilità:
∗ ∗
, = − () = ′( )
à
∗
con
′( ) funzione crescente e convessa. La convessità della funzione implica che:
∗∗ ! ∗∗ ∗ ∗ ∗∗ ∗
= > = ′( ) >
à
vi sono perciò due equilibri, uno corrispondente a ad un “p“ basso ed uno ad un “p” alto.
2
Ip: tutti gli individui hanno la stessa funzione di costo due possibili stati
à
• dell’economia:
1) Nessuno raccoglie, cioè p=0. La funzione di utilità è
0, = − è
massima in corrispondenza di y=0 e, dunque, nessuno raccoglierà noci di
cocco.
2) Nel secondo caso gli individui pensano che p sia positivo (p>0) e, perciò,
vorranno tutti raccogliere delle noci di cocco, vedendo che gli altri lo fanno.
à p=1. La funzione di utilità 1, = − () è massima in 1= c’(y) .
Ip2: nell’economia (sull’isola) esistono solo 2 individui, i quali devono decidere
• quante noci di cocco raccogliere in funzione delle aspettative che formulano sul
comportamento dell’altro. Abbiamo perciò due funzioni di risposta ottima,
rispettivamente dell’individuo 1 e 2, al comportamento dell’altro.
In questo caso abbiamo 3 possibili
equilibri: “basso” (A), “medio” (B),
“alto” (C). Essi sono ordinabili in
senso paretiano: C domina B, che
domina A. L’importante
qualificazione espressa
dall’inclinazione positiva della
“funzione di risposta ottima” :
ciascuno individuo accresce il
suo sforzo solo se si aspetta che
l’altro faccia altrettanto. =
“complementarietà strategica”
3
La mancanza di coordinamento in un modello keynesiano: prezzi rigidi
Il problema può essere rappresentato sotto forma di un gioco di coordinamento.
Supponiamo di avere due imprese: una (A) produce elettrodomestici, l’altra (B) prese
elettrice. Ecco la matrice dei payoffs:
In questo caso vi sono due
equilibri, (A1,B1) e (A2,B2),
ma il primo è più efficiente
del secondo. Compito della
politica è influenzare il
sistema di payoffs, e quindi
di incentivi, in modo da
favorire l’emergere dell’equilibrio efficiente.
Il mancato coordinamento comporta una perdita per entrambe le imprese, per cui notiamo
però
payoffs asimmetrici. L’impresa A, nel caso scegliesse la presa europea e B la presa
contraria (americana), avrebbe una perdita ingente rispetto al contrario. Perciò A potrebbe
direttamente scegliere quella europea poiché, in caso di scelta per l’americana da parte di B,
avrebbe una perdita minore= si protegge in condizioni di incertezza.
Problema macroeconomico di coordinamento disequilibrio keynesiano: generale
à
eccesso di offerta nel mercato dei beni e nel mercato del lavoro = le imprese sarebbero disposte
a vendere una maggiore quantità di beni e ad assumere più lavoratori, ma non possono
realizzare i loro piani perché esiste disoccupazione e i lavoratori non hanno sufficiente reddito
disponibile eccesso di offerta sul mercato dei beni.
à
L’analisi del comportamento delle imprese e dei loro payoffs è necessario introdurre i concetti
di:
1. Complementarietà strategica: forma di interazione strategica tale per cui la migliore
risposta di ogni agente è quella di “aumentare” il livello della propria strategia solo se
anche tutti gli altri lo fanno. (eg. Il lavoratore decide di lavorare meglio, quando così
fanno gli altri) = il beneficio dipende dal “miglioramento” di una sua strategia, quando
così fanno anche gli altri.
2. Lo “spillover”: effetto positivo sul payoff di un soggetto che deriva da una strategia
migliore degli altri agenti. Si tratta cioè di una esternalità positiva = l’agente riceve
beneficio indipendentemente dalla sua strategia prescelta.
In una economia decentrata, in presenza di molte imprese, l’ipotesi di
complementarietà strategica può consentire di fornire una ragionevole previsione
dell’equilibrio. Tuttavia l’elevata incertezza circa il comportamento delle altre
imprese, l’esito più probabile è la rigidità dei prezzi, anche se in termini di profitti
questo è il meno efficiente.
4
Il problema di coordinamento in una economia decentrata
Un elemento caratterizzante dell’impianto teorico keynesiano è la possibilità che il
meccanismo di mercato non sia in grado di spingere l’economia fuori dalla fase recessiva: è
possibile che l’economia rimanga bloccata in un equilibrio di sotto-‐occupazione,
ovviamente inefficiente.
Eg. Trappola della liquidità: la banca centrale non ha più spazio per la “prima mossa” a
vantaggio dell’economia emettendo moneta = tagliando i tassi, poiché essi sono già a zero e
non possono essere negativi.
In equilibrio di sotto-‐occupazione la “prima mossa” può altresì venire da:
Un aumento esogeno della do
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.