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SCIENZA ECONOMICA → ECONOMIA POLITICA + POLITICA ECONOMICA (teoria normativa-legislativa)

definita anche come economia positiva mira a definita anche come economia normativa

spiegare e a rappresentare il funzionamento si occupa di individuare gli strumenti con i

del sistema economico considerando un quali gli Stati possono intervenire nel

comportamento razionale dei soggetti economici. settore economico al fine di migliorare

L’economia positiva spiega la realtà economia il benessere collettivo (provvedimenti

cosi come è normativi, politica fiscale e politica monetaria)

Attraverso modelli economici si cerca di individuare in modo analitico e in modo grafico quali possono essere le

variabili necessarie da modificare al fine di ottenere un ottimo sociale, ovvero un equilibrio che sia in grado di

generare un benessere collettivo. I modelli sono dunque formati da variabili endogene (che dipendono da altre

variabili all’interno dello stesso modello) e da variabili esogene che vengono trattate come costanti (es: spesa

pubblica, offerta di moneta). Modificando queste ultime si devono analizzare gli effetti che vengono prodotti su

altre variabili come ad esempio il reddito. Sulla base di queste osservazioni lo Stato andrà quindi ad adottare

adeguati provvedimenti nel caso di necessità

Piramide di Maslow (psicologo statunitense) → ’

MODELLO DI SVILUPPO DELL UOMO CHE

SI FONDA SULLA GERARCHIA DEI BISOGNI

Alla base troviamo i bisogni essenziali per la sopravvivenza mentre salendo verso

l’apice troviamo i bisogni più immateriali legati all’appartenenza, alla stima nella

società e all’autorealizzazione degli individui.

La realizzazione di ogni categoria di bisogni detta lo sviluppo per realizzare i

bisogni successivi.

Gli stadi del benessere possono essere raggiunti con l’intervento dello Stato

nell’economia che ha il compito di intervenire con politiche di welfare al fine di

eliminare le disuguaglianza sociali

→ ’

ECONOMIA DEL BENESSERE È QUELLA DISCIPLINA LEGATA ALL ECONOMIA CHE MIRA AD INDIVIDUARE LE SOLUZIONI

U

MIGLIORI PER RAGGIUNGERE IL BENESSERE COLLETTIVO N BENESSERE INTESO COME UNA SITUAZIONE CHE PONE GLI

, ,

INDIVIDUI IN UNO STATO FISICO MENTALE SOCIALE ED ECONOMICO TALE PER CUI POSSANO ESPRIMERE IL LORO POTENZIALE

NELLA SOCIETÀ

L’economia del benessere trae origine dalla principale opera di Pigou, il quale collegava il benessere sociale con il

reddito nazionale e introduceva la necessità di un adeguata distribuzione delle risorse (politica di equità)

Il Benessere Collettivo è stato sviluppato nei vari secoli con scuole di pensiero diverse e spesso opposte che

si dividevano principalmente in scuole interventiste e scuole liberiste

(mercantilismo) (economia classica +

Secondo gli interventisti era necessario l’intervento dello Stato nell’economia per poter sviluppare e

Smith).

raggiungere l’interesse pubblico, mentre la scuola liberalista affermava il contrario: lo Stato non doveva

intervenire nel settore economico poiché il benessere si raggiungeva con le sole forze di mercato lasciate

libera di svilupparsi. L’intervento dello Stato avrebbe portato a sviluppare gli interessi di minoranze

→ scuola di pensiero sviluppata soprattutto da economisti francesi che influenzò tutto il

MERCANTILISMO

18° secolo secondo cui lo Stato doveva assumere un ruolo attivo soprattutto nel settore industriale e nel

commercio. All’epoca la ricchezza dello Stato era collegata alla quantità di moneta di conseguenza si

sosteneva che per arricchire il Paese e aumentarne la potenza era necessario aumentare le esportazioni

opera verte nuova moneta e contemporaneamente diminuire le importazioni.

Lo Stato sarebbe dovuto intervenire nel settore economico per garantire una produzione ed un commercio

efficiente in modo da abbattere la concorrenza con gli altri Paesi e riuscire quindi ad esportare più beni

possibili al fine di incrementare la quantità di moneta, ovvero la ricchezza del Paese.

Principali economisti del mercantilismo erano: Boden, Colbert (ministro delle finanze del Re luigi 14°) e Giovanni

Botero → sviluppa il proprio pensiero economico basandosi sulla rivoluzione

SCUOLA ECONOMICA CLASSICA

industriale e sul capitalismo abbandonando l’intervento dello Stato sostenuto precedentemente dai

mercantilisti

La scuola economica classica ritiene che una società e uno Stato possano evolversi solo quando ogni

persona indipendentemente la sua classe sociale è libera di farsi condurre dal proprio interesse individuale.

Su tale filone prese particolare importanza Adam Smith

La scuola economica classica si ispira ai principi dell’illuminismo relativi a:

- valore delle merci è basato sulla quantità di lavoro utilizzato per produrle.

(il valore delle merci viene calcolato sulla base della quantità di lavoro impiegato per la loro realizzazione)

- differenza tra prezzo naturale e prezzo di mercato

(prezzo al quale la merce viene poi venduta) (prezzo

del bene derivante dall’incontro tra domanda e offerta)

- curva di offerta elastica. Se il prezzo varia di poco l’offerta aumenta notevolmente

→ si pone in antitesi con il mercantilismo chiedendosi se effettivamente il Governo mira al

ADAM SMITH

benessere collettivo o se cerca di sviluppare gli interessi di una minoranza di individui.

Smith osservava come in alcuni casi i Governi seguivano politiche per aumentare il benessere pubblico mentre in

altri casi notava come il Governo mirava al proprio interesse a all’interesse di una stretta minoranza.

S , ’ ,

MITH CONSIDERATO DA MOLTI COME IL FONDATORE DELL ECONOMIA MODERNA SOSTENEVA COME IL BENESSERE COLLETTIVO

POTEVA ESSERE RAGGIUNTO SOLO SE L ECONOMIA FOSSE LIBERA DI AGIRE ATTRAVERSO I PROPRIO MECCANISMI SENZA

’ S , ,

L INTERVENTO DELLO TATO IL QUALE AVREBBE DOVUTO INTERVENIRE IN ALTRI SETTORI COME LA DIFESA NAZIONALE LA

.

GIUSTIZIA O NELLA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE MA NON NEL SETTORE ECONOMICO

Mano Invisibile di Smith = celebre espressione riferita al pensiero di Adam Smith secondo cui ogni individuo

perseguendo i proprio interessi porta allo stesso tempo al raggiungimento del benessere sociale.

L’economia è spinta da una Mano Invisibile che riesce a produrre il miglior benessere collettivo solo se gli

individui sono liberi di perseguire i propri interessi senza l’intervento dello Stato che molte volte mira al

benessere di una piccola minoranza

Infatti considerando come gli individui razionali acquistino prodotti omogenei al prezzo più basso possiamo affermare

che le imprese abbasseranno il prezzo al fine di vendere il loro prodotto. Si crea un meccanismo di concorrenza che

permette ai consumatori di acquistare il bene ad un prezzo più basso (= benessere collettivo)

S (= ).

MITH SOSTENITORE DEL LIBERALISMO ECONOMICO LAISSEZ FAIRE

+ ’ ’

MERCANTILISTI SOSTENGONO SVILUPPO ECONOMICO BENESSERE COLLETTIVO SOLO CON L AZIONE DELL UOMO DI GOVERNO

S , , ’

MITH IN ANTITESI SOSTIENE INVECE COME LO STATO NON DEVE INTERVENIRE NELL ECONOMIA ED IL BENESSERE COLLETTIVO SI

’ .

RAGGIUNGE SOLO CON L INIZIATIVA INDIVIDUALE GLI INDIVIDUI MIRANDO AL PROPRIO PROFITTO PORTANO A CREARE UN

.

BENESSERE COLLETTIVO LO STATO AVREBBE DOVUTO SOLO CREARE UN QUADRO ISTITUZIONALE

Ricardo, come Smith, sosteneva l’operato positivo delle forza di mercato ed il non intervento dello Stato nella vita

economica. Entrambi miravano al libero scambio non solo nel territorio naz ma anche nel mercato internazionale

ECONOMIA MARXIANA → era contro le idee liberaliste di Smith e sosteneva come il benessere collettivo

poteva essere raggiunto solo con il controllo da parte dello Stato dei fattori produttivi.

- lo Stato doveva controllare tutto il settore economico

- abolire la proprietà privata (principale presupposto del liberalismo economico)

-fattori produttivi, come industrie, doveva essere nelle mani dello Stato che stabiliva la produzione e la

distribuzione delle ricchezze

L’economia marxista fu sviluppata da Karl Marx e da Friedrich Engels in netta opposizione con l’economia

classica nata dalla rivoluzione industriale e nettamente a favore del liberalismo economico

Marx nella sua principale opera economica Il Capitale era in netta opposizione con Adam Smith. Riteneva

necessario abolire la proprietà privata ed auspicava un ruolo centrale nell’economia per lo Stato con il

Controllo della produzione. Smith sosteneva il contrario e affermava il liberalismo economico

Importante separate marxismo economico dal marxismo politico (lotta di classe rivoluzione contro borghesia)

Idee di protezionismo → In opposizione alle idee di liberismo avanzate da Smith ed altri economisti vi

erano altri autori che sostenevano la necessità del protezionismo, ovvero di politiche statali che mirano a

proteggere il mercato nazionale aumentando i dazi doganali per limitare il mercato con l’estero.

Secondo questi principi lo Stato doveva cercare di produrre tutto ciò di avesse bisogno ed evitare il

commercio estero perché esso avrebbe causato rivalità tra i Paesi

→ economista liberale introdusse il concetto di giustizia distributiva la quale era

JOHN STUART MILL

necessaria per stabilire un benessere sociale ed eliminare le grandi differenze di posizione, di ricchezza tra i

cittadini di uno Stato.

Come Smith, sosteneva che le sole forze di mercato erano in grado di portare ad un punto di benessere per

i soggetti economici considerati, ma tale benessere era sicuramente influenzato dalle posizioni iniziali. Era

necessario l’intervento dello Stato per ridurre le disuguaglianze iniziali tra i cittadini e permettere loro di

partire da una stessa posizione non solo sul livello economico ma anche sull’istruzione e sul livello sociale.

Mill andava così a sostenere un importante intervento dello Stato nel settore sociale per raggiungere

l’uguaglianza delle opportunità dei cittadini

M ’ S

ILL SOSTENEVA COME IL LAISSEZ FAIRE DOVEVA ESSERE INTEGRATO DALL INTERVENTO DELLO TATO CON LA FINALITÀ DI

( )

PORTARE I CITTADINI SULLO STESSO PIANO DI PARTENZA POLITICHE DI ADEGUATA DISTRIBUZIONE DELLE RICCHEZZE IN MODO

CHE LE FORZE DI MERCATO AVREBBERO POI PORTATO AD UN BENESSERE MAGGIORE DEI SOGGETTI COINVOLTI E AL TEMPO

STESSO ANCHE AD UN BENESSERE SOCIALE CARATTERIZZATO DA UNA ADEGUATA DISTRIBUZIONE DELLE RICCHEZZE

→ pone delle basi relative all’Economia del Benessere, ovvero ai possibili interventi

UTILITARISMO INGLESE

posto dallo Stato per poter aumentare il benessere collettivo

3 ’

PRINCIPI DELL UTILITARISMO

- Utilità dei beni può essere misurata mediante un valore cardinale da parte del consumatore

- conseguenzialismo: il valore di una azione è valutata dai suoi risultai e non dalle procedure

- benessere collettivo = somma del benessere degli individui espresso mediate valori cardinali

B (principale utilitarista) → afferma come lo scopo del Governo deve essere la massima felicità dei

ENTHAM

propri cittadini. Ogni cittadino è capace di assegnare un valore cardinale a ciascun bene.

L’ ( )

UTILITÀ È MISURABILE PRINCIPIO CARDINALE ATTRAVERSO UN VALORE CHE OGNI CITTADINO ASSEGNA AD UN BENE

B C .

ENESSERE DELLA OLLETTIVITÀ CORRISPONDE ALLA SOMMA DELLE UTILITÀ CHE CIASCUN INDIVIDUO TRAE DAI PROPRI BENI

( → 800

DOTTRINA NEOCLASSICA O MARGINALISTA FINE 800 INIZIO 900) COME LA TEORIA CLASSICA DI INIZIO

CONTINUA A SOSTENERE IL LIBERALISMO ECONOMICO AFFERMANDO COME L EQUILIBRIO PUÒ ESSERE RAGGIUNTO CON LE SOLE

. .

FORZE DI MERCATO LO STATO NON DEVE PERCIÒ INTERVENIRE

’ ’

TUTTAVIA LA TEORIA NEOCLASSICA PONE L ATTENZIONE SULL UTILITÀ MARGINALE E AFFERMA COME IL VALORE DEI BENI NON

( ). ’

PUÒ ESSERE ESPRESSO MEDIANTE UN VALORE CARDINALE UTILITARISMO L UTILITÀ DEI BENI PUÒ ESSERE ESPRESSA

.

ATTRAVERSO DELLE PREFERENZE IL BENE MAGGIORMENTE PREFERITO DAL CONSUMATORE SARÀ QUELLO CHE GLI ATTRIBUISCE

. .

ANCHE MAGGIOR SODDISFAZIONE LE PREFERENZE SONO ELEMENTI SOGGETTIVI

Il valore dei bene è stabilito in base all’utilità che il consumatore trae dal loro utilizzo (consumo). Tale utilità è

decrescente poiché il consumatore trae maggior utilità (o soddisfazione) dalle prime unità consumate piuttosto che

dalle ultime, le quali possono portare anche al fastidio.

Nel corso del tempo il valore dei beni si è trasformato passando da un valore basato sulla quantità di lavoro (economia

marxista) ad un valore basato invece sul grado di utilità percepito dal consumatore (teoria marginalista)

Il bene con valore maggiore è quello che garantisce maggior utilità al consumatore, ovvero che gli dà la maggior

soddisfazione rispetto agli altri.

Utilità totale = soddisfazione totale che ogni bene attribuisce al consumatore dopo il suo utilizzo completo

Utilità marginale = funzione decrescente perché la maggior utilità o soddisfazione di un intero bene viene

data al consumo delle sue prime unità. Le unità successive danno minor soddisfazione e le ultime possono

dare addirittura fastidio

PRINCIPALI AUTORI DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE → WALRAS + PARETO + PIGOU + MARSHALL + EDGEWORTH

Leon Walras → principale economista marginalista, fu il primo a teorizzare la Teoria dell’Equilibrio

Economico Generale, attraverso studi basati su leggi matematiche.

Walras aveva percepito come il punto di equilibrio generale si raggiungeva solo se tutti i soggetti economici

avevano raggiunto la loro posizione migliore. Non vi era nessuna situazione tale per cui un soggetto poteva

aumentare la sua soddisfazione senza recare danno ad altri soggetti

Alfredo Pareto → sviluppa le idee di Walras e sostiene la necessità di abbandonare il metodo dell’utilità

cardinale avanzata da Bentham, con la quale il benessere collettivo poteva essere calcolato come la somma

delle utilità di ciascun individuo.

Secondo Pareto l’utilità non è una grandezza misurabile, ma è una grandezza soggettiva che può essere

espressa mediate delle preferenze.

EQUILIBRIO PARETO – EFFICIENTE (

SI HA QUANDO I MECCANISMI DI MERCATO IN CONCORRENZA PERFETTA E SENZA

) PORTANO A QUELL ALLOCAZIONE FINALE CHE DIA LA MAGGIOR SODDISFAZIONE POSSIBILE A TUTTI I SOGGETTI

ESTERNALITÀ . N

CONSIDERATI ON VI È ALTRA ALLOCAZIONE FINALE CHE DIA UN MAGGIOR BENESSERE AD UN SOGGETTO SENZA PENALIZZARE

.

UN ALTRO INDIVIDUO

Equilibrio Paretiano è subordinato alle allocazioni iniziali, ovvero dipende dalla dotazioni inziali dei soggetti.

Per questo motivo l’equilibrio paretiano può non rappresentare un punto di benessere sociale poiché

potrebbe dare una quantità di beni molto più favorevoli ad un consumatore piuttosto che ad un altro. In

questo caso è necessario un intervento dello Stato che ridistribuisca in modo adeguato le ricchezze iniziali

(allocazione iniziale).

Curva dei contratti = insieme di tutti i punti Pereto Efficienti che si ottengono con le sole forze di mercato a

partire da allocazioni iniziali diversi, purché il mercato sia in concorrenza perfetta

L’ Equilibrio Paretiano viene spesso spiegato in un’economia di puro scambio tra 2 consumatori i quali scambieranno i

beni fino a raggiungere l’allocazione finale tale per cui entrambi hanno raggiunto la massima soddisfazione

Allocazione: indica la ripartizione dei beni tra i diversi soggetti economici

Alfred Marshall → pone attenzione all’equilibrio parziale, inteso come il punto d’incontro tra la domanda e

l’offerta, e all’equilibrio generale inteso invece come un equilibrio macroeconomico che tiene in

considerazione più mercati.

Definisce concetti relativi al surplus del consumatore e del produttore.

Pigou → AFFERMAVA COME IL BENESSERE COLLETTIVO FOSSE LEGATO AL REDDITO NAZIONALE MA ALLO STESSO TEMPO ANCHE

ALLA SUA CORRETTA DISTRIBUZIONE TRA I CITTADINI

Benessere collettivo raggiunto mediante incremento del reddito nazionale + criterio di equità

Era necessario adottare provvedimenti in grado di incrementare il reddito nazionale e provvedimenti che

garantiscano la giusta distribuzione delle ricchezze tra la società. Se le ricchezze sono concentrate in una

minoranza, anche aumentando il reddito nazionale, non si raggiunge il benessere collettivo

1942 Piano Beveridge → considerato il padre del Welfare State mirava a dare ai cittadini un livello minimo di

sussistenza garantito dallo Stato. Piano presentato al governo inglese per la protezione sociale

Teorema dell’impossibilita di Arrow = nella realtà non esiste nessuna scelta sociale che riesca a soddisfare l’interesse

dell’intera collettività, vi saranno degli individui che saranno contrario alla scelta sociale. Es. elezioni politiche

Teoria di Sen: Impossibilità dell’equilibrio paretiano nel liberismo: non è possibile l’equilibrio paretiano con una

politica di liberalismo.

Funzione dei diritti di Nozick: esattezza del risultato solo se non vengono infranti regole e diritti.

Secondo Nozick non è importante massimizzare il benessere, l’importante è non infrangere diritti e garantire la libertà

MODELLO KEYNESIANO

Nel corso degli anni ‘20 e ‘30 del 900 Keynes sviluppa la sua teoria in contrasto con le idee neoclassiche o

marginaliste sviluppate precedentemente verso la fine dell’800 e primi del 900.

L –

E TEORIE NEOCLASSICHE MODELLO DI LUNGO PERIODO

- no intervento dello Stato poiché le sole forze di mercato sarebbero bastate per raggiungere l’equilibrio

macroeconomico = un equilibrio presente in tutti i mercati (mercato del lavoro, dei beni e della moneta)

- consideravano un mercato in concorrenza perfetta + prodotto aggregato non dipendeva dalla

domanda aggregata come invece sostenuto da Keynes + mercato lavoro in equilibrio con piena occupazion

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DottSimone91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Sbiroli Rosalba.
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