Politica e sistemi ideologici
Premesse
- Manipolazione -> distorcere info, non racconta verità, nascondono info (Orwell, Hitler, Goebbels)
- Persuasione -> tentativo di convincere, è positivo
- Nel corso partiamo dai romani perché propongono un modello diverso e visto in maniera positiva, propongono un'utopia, capovolgere la società, ma nell'ambito di una pluralità di pensiero
- Giacobinismo: movimento estremista, radicale della rivoluzione francese: i giacobini. Assume un carattere universale, con l’obiettivo di imporre una sola forma di lettura contingente per poi fondare il regno della virtù
- Il modo migliore per arrivare alle persone è sfruttare la quotidianità
- Utopia: 1516 testo “Utopia” di Tommaso Moro (Thomas More): mondo ideale, migliore. Francesco Bacone con “La nuova Atlantide” - 1627. Tommaso Campanella “La città del sole” – 1602
- Figure retoriche: usate senza rendersene conto dai politici, ma anche Hitler e Mussolini, trucchi
Aristofane (440-380 ac)
Fu uno dei principali esponenti greci della commedia antica, è un aristocratico. Il contesto in cui vive è il crollo di Atene: guerra del Peloponneso nel 404 ac tra Atene e Sparta, conclusa con la vittoria di Sparta e i suoi alleati che impongono ad Atene il governo dei 30 tiranni -> Atene da potenza militare diventa prigioniera del regime filo-spartano e Atene non recupererà mai la grandezza precedente.
Aristofane vuole combattere quelli che secondo lui sono i motivi per cui Atene è crollata e vuole far finire le guerre perché vi era una ossessione degli ateniesi di fare la guerra. Ci restano 11 commedie, in cui identifica quelle che sono le cause (pars destruens) del crollo:
- Le nuvole (423 ac): Aristofane fa una critica alla filosofia sofistica (Socrate e sofisti) perché la filosofia è corruttrice del mondo ateniese. Era contrario alle nuove filosofie che rigirano le parole a proprio vantaggio.
- Le vespe (422 ac): prende di mira la passione per i processi che caratterizzava l'Atene dei suoi tempi. Sicofante è una figura che poteva proporre un atto di accusa verso i cittadini, senza nessun controllo, né prove, ma solo perché gli ateniesi volevano processare tutti. Aristofane si scaglia contro il Sicofante. Le giurie popolari (anziani) credevano di “pungere”.
- Le rane (405 ac): commedia che discute sulle proposte politiche ateniesi, siamo durante la guerra del Peloponneso. Trama: Dioniso, Dio della poesia, deve andare nell'Ade e recuperare uno tra Eschilo (cantore degli antichi valori di Atene) o Euripide (aveva dato spazio alle prostitute, ai ladri, non si focalizza sugli Dei, ma sulla povera gente), Dioniso sceglie Eschilo per salvare Atene dal declino. Un’altra fonte di corruzione è il fatto di non richiamarsi più agli antichi valori come faceva Eschilo.
- La pace (421 ac): messa in scena in un clima di speranza e di ottimismo per il futuro, poiché quello stesso anno era stata firmata la pace di Nicia, una tregua 50enne che avrebbe dovuto imprimere una svolta pacifica alla Guerra del Peloponneso, ma che nel giro di pochi anni si sarebbe rivelata illusoria. Elogio della capacità di venire incontro e capire le ragioni dell’altro.
- Lisistrata (411 ac): Lisistrata è una donna, la quale vedendo che gli uomini sono occupati nell’esercito, propone alle altre donne di fare lo sciopero erotico finché gli uomini non firmeranno la pace. Testo che parla di emancipazione femminile e di un mondo alla rovescia dove chi comanda era prima sottomesso con lo scopo di ottenere la pace (donne erano sottomesse nella Grecia del V secolo).
- Gli uccelli (414 ac): è un'utopia: due ateniesi, non contenti dal comportamento dei loro concittadini, decidono di lasciare la città per cercarne un'altra dove poter vivere in pace. Creano un regno tra terra e cielo grazie all'ausilio degli uccelli, ma quando arrivano da Atene un poeta, un indovino, un metone, un ispettore, sicofante, venditore di decreti, nel regno in cui si dice che si vive benissimo, questi sono identificati come nemici perché qualsiasi forma di creazione statale nuova che immagina una società diversa, ha la necessità fisiologica di identificare un nemico che di conseguenza identifichi ciò che io sono veramente, è un nemico oggettivo (es: l’ebreo nemico dei tedeschi). È utilizzato il verbo “dare ascolto” in greco che significa anche “obbedire” e Aristofane ci presenta la tematica che noi ascoltiamo e se siamo convinti obbediamo -> legame tra capacità di convincere e obbedienza.
- Le donne al parlamento (391 ac): utopia, le donne decidono di tentare di convincere gli uomini a dar loro il controllo di Atene, perché in grado di governare meglio di loro, che stanno invece portando la città alla rovina e una volta al potere stabiliscono la comunanza di tutto e questo riguarda anche i rapporti sessuali (chiunque andava con chiunque) -> squilibri. Si impone una sorta di comunismo integrale. Qualsiasi volontà di cambiare il mondo porta lo stesso delle difficoltà con conclusioni paradossali. È facile far diventare un’Utopia una Distopia, a seconda di come si interpreta.
Aristofane critica Platone e l’opera “Repubblica”, si domanda se si può parlare di comunismo platonico? Aristofane ritiene che questo comunismo, ovvero che tutti siano uguali, sia una lezione simile a quella di Euripide, secondo Aristofane il governo deve essere il migliore, Aristofane è un aristocratico e critica Platone perché il governo non può essere in mano alla masse, ma in mano ai migliori e a chi è istruito.
Aristofane, mettendo in scena le commedie, raggiunge le parti più umili della popolazione e quindi non c’era bisogno che loro sapessero scrivere o leggere ed evidenzia i difetti della società Ateniese.
Lisia (445-380 ac)
È stato un oratore ateniese che scrive nello stesso contesto storico (guerra del Peloponneso) di Aristofane. Parliamo di lui perché interpretava la quotidianità, usava un greco del suo tempo corrente. È un oratore che svolge la funzione di logografo -> oratore che, dietro pagamento, componeva orazioni giudiziarie per conto di altri, in quanto la procedura greca esigeva che accusatori e imputati difendessero da sé le proprie ragioni, infatti nell’antica Atene non esistevano gli avvocati, ma bisognava difendersi da soli, ma la maggior parte della popolazione era analfabeta e pagava dei logografi che scrivevano il discorso della difesa, ovvero i più grandi oratori della grecia, quindi sono discorsi per il popolo e Lisia era il più bravo.
Sono pervenute 34 orazioni circa: Lisia scrive alcune orazioni per cittadini che si dovevano difendere dalle accuse del tribunale perché non erano degni di assurgere a una carica pubblica -> docimasia è una procedura l'esame dei requisiti richiesti per il godimento di alcuni diritti e l'esercizio di determinati uffici; qualsiasi cittadino era sottoposto a un tribunale, infatti ad Atene il cittadino deve essere onesto prima di assumere una carica, non interessava la sua preparazione, ma doveva essere perfetto (procedura riscoperta nel 1793, usata anche per i giudici della corte suprema degli USA).
Linguaggio usato da Lisia: La purezza attica e la semplicità di Lisia si concretano nell’uso corretto e appropriato di ogni parola secondo l’uso del suo tempo e nell’evitare termini arcaici o composti di stile elevato. I concetti sono espressi con parole comuni con un lessico di estrema precisione, che accoppia alla semplicità la massima chiarezza, accentuata anche dal parco uso del linguaggio figurato: le figure che ricorrono più spesso sono quelle che possono presentarsi spontaneamente anche nel parlato quotidiano: l’iperbole, la metafora, qualche prosopopea, mentre le altre si incontrano solo occasionalmente.
Le orazioni di Lisia si occuperanno principalmente della docimasia e poi ci sono altre tre:
- Per l’uccisione di Eratostene: marito che aveva scoperto la moglie in un atteggiamento non consono e si era fatto giustizia da solo uccidendo l’amante -> questa cosa era concessa ad Atene, ma doveva dimostrare che non fosse premeditato, ma fosse sorpreso di aver scoperto il tradimento, INFATTI l’accusato non poteva far finta di non aver ucciso l’amante della moglie. Ed era legittimato l’imputato perché le leggi lo consentivano: “la ricompensa che le leggi prescrivono” (cit. Lisia) -> questa affermazione ha un impatto diverso, utilizza un linguaggio diverso presentando un evento drammatico. Doveva raccontare episodi drammatici in modo che l’interlocutore non venga turbato (il tribunale), con un linguaggio diverso (ad es nel nazismo “la soluzione finale” è ≠ dallo “lo sterminio degli ebrei”, la soluzione finale poteva essere qualsiasi cosa, più generale) -> QUINDI quando una cosa non è gradita, si cerca di addolcire la pillola; usato anche dai politici.
- Per l’invalido: ha percepito dei soldi che non gli spettava, finto invalido e accusato, MA duplica accusa anche per il fatto che nella sua bottega si radunano persone poco raccomandabili, malfamate -> richiama qualcosa della quotidianità, Lisia dice che questo è un costume utilizzato da tutti gli ateniesi il fatto che tutti si riuniscono nelle botteghe e quindi è meno deprecabile, anche se il comportamento è negativo, ma se praticato da tutti è passabile, è comune. QUINDI l’invalido non si difende contro l’accusa che si tratti di persone poco raccomandabili, ma fa leva soltanto sulla diffusione di quella abitudine. Lisia qui ricorre al precetto retorico secondo il quale, dovendo ammettere qualcosa, è opportuno sottolineare che si tratta di un comportamento comune (es oggi un cittadino riceve reddito di cittadinanza quando non gli spetta).
-
Contro Simone: Lisia deve scrive un’orazione per un signore che aveva acquistato un giovane (un efebo) per la sua completa disposizione, ma questo non era un problema ad Atene. Questo giovane fugge con un altro, il signore bastona questo adulto, altro suo rivale, e quindi deve difendersi. Come la gente e i suoi amici avrebbero preso la sua relazione amorosa? L’imputato si vergognava di cosa avrebbero pensato gli altri, i suoi colleghi e amici; non voleva che scoprissero della sua relazione e non si preoccupa di aver bastonato l’adulto (ancora oggi l’omosessualità è punita o comunque vista in maniera negativa in molti paesi). Questo episodio, dimostra che, sebbene l’omosessualità fosse tollerata al punto di poter regolarmente acquistare uno schiavo per i propri bisogni sessuali, agli occhi della società rimaneva una cosa da fare e non dire. L’omosessualità ha sempre causato dibattiti e prese di posizione intransigenti:
- Per la chiesa cattolica: nel “Levitico” (libro della Bibbia) disprezza l’omosessualità, è un abominio
- Per i nazisti: gli omosessuali venivano assegnati, nei campi, con un triangolo rosa e diventavano Kapò e quindi traditori dei loro stessi compagni
- Anno 2000 in una sentenza della corte suprema -> associazione di Boyscout vs Robert Dale, quest’ultimo chiede di fare l’istruttore dei boyscout, ma è omosessuale dichiarato e l’associazione dei boyscout americana non accetta la sua candidatura. I giudici della corte suprema sono 9 e hanno dato ragione all’associazione (5 vs 4) non rispettando la libertà di Robert; la corte ha stabilito che l'opposizione all'omosessualità fa parte del "messaggio espressivo" dell’associazione e che consentire agli omosessuali, come leader adulti, interferirebbe con quel messaggio. Successivamente, l’associazione ha revocato il divieto di scout gay e leader gay nel 2013 e nel 2015. Quindi chi ha un’associazione può perseguire i fini che vogliono e non accettare chi non vogliono.
Quindi tutto questo per dire che le figure retoriche che usa Lisia hanno attraversato i secoli per poi essere usate dai nazisti, ad esempio, per cercare di giustificare il massacro degli Ebrei.
Demostene ed Eschine
Furono due oratori ateniesi che si confrontarono in un tribunale tra 340-330 ac ad Atene, li divideva un giudizio diverso per Filippo di Macedonia:
- Demostene era anti-macedone e Filippo era un nemico
- Eschine faceva parte del partito filo-macedone che sostenevano Filippo
Nelle loro orazioni si difendono e scrivono per se stessi:
Eschine scrive orazione contro Ctesifonte -> Ctesifonte aveva proposto una corona per Demostene quindi un grande riconoscimento in Grecia per grandi doti strategiche. Eschine sostiene che Demostene non ha nessun diritto di ricevere la corona per due motivi giuridici e uno etico:
- Non ha dato conto delle spese sostenute quando era comandante militare
- Aveva ricevuto la corona in un teatro (divertimento), questo era intollerabile per la democrazia ateniese
- Demostene non era cittadino meritevole
Eschine chiede al tribunale ateniese che venga ritirata la corona.
Demostene si deve difendere e risponde con l’orazione per la corona -> dove si autoproclama e scrive i motivi per cui deve ricevere la corona, scrive anche cose negative verso Eschine e lo attacca. Eschine perse e fu cacciato da Atene perché Demostene era più bravo, ma come fa?
Demostene utilizza un artifizio retorico che verrà utilizzato da Quintiliano: non è colpa sua se l’ha ricevuta e soprattutto se l’ha ricevuta in teatro. L’artifizio retorico è che usa la parte indifendibile delle accuse in mezzo al suo discorso -> argomentazione debole in mezzo: si inizia forte e si finisce forte! (come i dittatori: come loro si presentano, non lo fanno perché hanno studiato, ma perché ormai il modo di presentarsi è entrato nel modo di parlare comune -> inquinamento della lingua).
Sono due orazioni sullo stesso processo e sappiamo come va a finire (cosa rara) e nonostante Eschine avesse ragione, vince Demostene perché i giudici vengono conquistati da come Demostene si presenta e si difende.
Se la comunicazione può essere paragonata ad un mare cristallino, vi possono essere coloro che la inquinano gettando petrolio (es: nazisti, isis) e chi smuove la sabbia per alterare momentaneamente la sua cristallinità (es: Alice nel paese delle meraviglie, il cappellaio matto…).
Orazioni e retorica
A seguito degli esempi di orazioni che vogliono ribaltare un giudizio “smuovendo la sabbia”:
- Encomio di Elena (380 ac) di Gorgia -> Elena di Troia era la traditrice per eccellenza. Gorgia vuole elogiare colei che ha rappresentato nell’antichità la guerra tra achei e troiani. Gorgia fa un discorso sulla parola che è distruttiva (es nel nazismo, l’ebreo era nemico oggettivo).
- Elogio di Busiride di Policrate -> Busiride, sovrano egizio che era antropofago (mangiava gli stranieri) e Policrate fa un elogio di Busiride e mette in evidenza il fatto che se Busiride poteva mangiare uomini senza essere punito, allora era protetto dagli dei, come una specie di semidio e quindi per questo deve essere elogiato, Policrate usa modalità retoriche antiche. Vs. Busiride di Isocrate elogia Busiride, ma usa modalità retoriche moderne: l’Egitto è avanzato culturalmente grazie a Busiride e questa è vera propaganda di massa, ha migliorato la condizione collettiva vs quello che ha scritto Policrate è difficile che si possa pensare che Busiride fosse semidio perché ha protezione degli dei -> deve fare qualcosa di più moderno.
- Elogio della negligenza di Cornelio Frontone -> oratore deve diffidare dagli stereotipi, es: un uomo negligente e disordinato è più facile da ingannare e quindi inferiore vs uno preciso è più difficile da ingannare. Gli stereotipi bisogna usarli in maniera cosciente e stare attenti a non essere ingannati.
- Elogio della mosca di Luciano -> la volpe e il pavone nelle fiabe e favole non abdicano mai dal loro ruolo (es: furbo come una volpe o pavoneggiarsi come un pavone, questi termini usati ancora oggi e derivano da Fedro ad es). La mosca invece è oziosa e scioperata fruisce delle fatiche altrui, ma è furba. Qua si vuole mettere in evidenza che la mosca non lavora, ma è furba. Dichiara anche che “la mosca all’oscuro non fa niente” fa tutto alla luce del sole -> questo è ciò che si verificherà durante il Nazismo: nel ’33-’34 nessuno si sarebbe immaginato quello che poi sarebbe successo, ma era già tutto scritto e dichiarato, davanti agli occhi di tutti.
- Elogio della chioma di Dione di Prusa -> elogio sui capelli fluenti, si pensa che chi ha i capelli ha qualcosa di più superiore ed essere migliore.
- Elogio della calvizie di Sinesio -> Sinesio era calvo e afferma che Omero fu il primo a elogiare i capelli fluenti di Achille, Menelao, Ettore, Ulisse. Afferma che Dione (anche lui aveva citato Omero) non ha citato, nel suo elogio, il verso per intero di Omero, ma ne ha estrapolato dal contesto quello che ha detto Omero -> Achille a causa dei suoi fluenti capelli, fu preso dai capelli e ucciso in questo modo, quindi avere i capelli era negativo. Quindi dimenticare di citare un verso per intero può falsare quello che è il significato completo di quello che si voleva dire, ed è quello che fa Dione prendendo il verso di Omero ma non lo cita per intero. Il concetto di estrapolazione dal contesto verrà poi ripreso da Gustave Le Bon.
Favole vs fiabe
| Favola | Fiaba |
|---|---|
| Breve | Più lunga |
| Ha una tradizione scritta. Esopo e Fedro | Ha una tradizione orale. Nel corso del tempo |
| Quasi inossidabile | Si modifica: cambiando personaggi, finale e argomenti |
| Copiate o stessi argomenti -> morale | Un regime che tenta di modificare qualcosa del passato vuol dire che ha giraggiunt |
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