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Riassunto Politica dell’ambiente – Soriani

Sviluppo sostenibile

Rapporti economia-ambiente non sempre conflittuali: green economy, crescita

economica (aumento PIL) e riduzione impatto ambientale; strumenti e approcci nuovi

politica ambientale strumenti volontari.

Precedentemente (fino anni 80): relazione conflittuale, si pensava che per forza

economia implicasse danno all'ambiente. giustificazioni: evidenti problemi ambientali

(anni 60-70), critica alla tecnologia (troppo potente, es bomba atomica), capacità

democratica controllo tecnologia molto bassa, critica mentalità razionale e modernista

natura solo come fonte materie prime, somma di risorse, non considerata

complessità e ruolo intrinseco (bellezza, dinamicità); popolarità ecologia, che inizia a

criticare economia.

Momenti chiave:

Silent Spring (Carson): utilizzo chimica in agricoltura (DDT) causa sterilità di

 alcune specie di uccelli, rendendo primavere sempre più silenziose;

Debito tossico, Love Canal: canale tra USA e Canada, proprietà di svariate

 multinazionali, attorno è costruito agglomerato urbano, aziende chiudono

lasciando area molto inquinata, successivamente emergono problemi di salute

(leucemia); inizia quindi periodo di investimenti per disinquinare l'area;

Missioni Apollo (anni 60-70): visione pianeta dallo spazio, diventa evidente

 che viviamo in confini limitati. Economia della navicella spaziale (Boulding):

uso efficiente risorse, riuso e riciclo fondamento ecologia industriale;

contrapposta a economia della frontiera, idea di risorse illimitate; Giornata

della Terra (USA 1970).

Limiti dello sviluppo, ipotesi Club di Roma: limiti fisici crescita economica

 oltre cui non si può andare (in passato economia cresciuta senza considerare

tali limiti) non avverata del tutto: crescita economica e demografica non

arrestata, risorse non esaurite, situazione estrema povertà diminuite. Ciò grazie

a sviluppo tecnologico, efficienza, decoupling (disaccoppiare, produrre stesso

output e minore input, oppure stesso input e maggiore output), energie

alternative. Risorse restano comunque limitate, esaurimento spostato più

avanti.

Anni 90, nuovi limiti dello sviluppo: capacità gestione/assorbimento output,

 effetti ambientali, aumento consumatori (es Cina) serve nuovo modello

ecologico.

Tappe concetto sviluppo sostenibile:

Conferenza ONU Stoccolma, 1972: alcuni problemi (piogge acide,

 inquinamento transfrontaliero) fanno emergere necessità di prestare attenzione

ad ambiente nasce UNEP, programma ambientale nazioni unite;

Rapporto Carter, primi anni 80: IUCN, International Union for the

 Conservation of Nature, previsioni sugli anni 2000, riprese argomentazioni Club

Roma, visione ecologica sostenibilità (mantenere vitalità ecosistema, diversità

genetica);

Rapporto Brundtland, 1987: WCED, World Commission on Environment &

 Development;

Rio 1992;

 Obiettivi del Millennio, ONU 2000 trasformati in SDG, Sustainable

 

Development Goals, NY 2015;

COP21 Parigi 2015.

Rapporto Brundtland: prima definizione sviluppo sostenibile, importante

dimensione sociale sviluppo che soddisfa bisogni attuali senza compromettere

capacità generazioni future di soddisfare i propri. Attenzione a tema equità intra/inter-

generazionale, necessità sviluppo vs risorse naturali limitate, futuro possibile, equo e

durevole. No scenari prefissati, noti a priori (concetto scientifico), ma obiettivo politico,

processo di scelte e decisioni (obiettivo a cui tendere, ammette diverse

interpretazioni); deve essere coerente con bisogni presenti e futuri, limitato in base a

tecnologia, società, ecosistemi, carrying capacity.

Conferenza RIO 1992

3 pilastri sviluppo sostenibile: crescita ed efficienza economica, sociale (equità),

ambiente.

Agende 21: nazionali (prima la Cina) e locali (es Venezia suggestioni sul futuro,

agenda veneziana; cattiva, non considera Porto Marghera).

Documenti di settore: clima, biodiversità, foreste.

CLIMA: convenzione quadro per riduzione CO2 (anche altri gas serra, ma CO2 residuo

maggiore), ratificata da quasi tutti i paesi in 3 anni alla convenzione firma delegato

paese; essa deve essere ratificata da governo/parlamento, disposizione ad

accettarne i vincoli; generica, paesi non hanno obiettivi quantitativi, devono sforzarsi a

ridurre emissioni (mitigazione, non adattamento).

COP3 1997 – PROTOCOLLO DI KYOTO: obiettivi quantitativi e obblighi vincolanti

per alcuni paesi, entra in vigore nel 2005. Doppia condizione del 55%: protocollo

deve essere ratificato da 55% paesi che lo hanno firmato; essi, assieme, devono

rappresentare 55% emissioni globali CO2 al 1990 (paesi importanti, che producono

molto).

Obiettivi PK: entro 2012 riduzione emissioni del 5,2%, rispetto al 1990 (valore molto

inferiore rispetto a 2012); diversi tra paesi principio della responsabilità comune

ma differenziata; tutti paesi responsabili a politiche ambientali, sia poveri paesi che

ricchi, ma questi ultimi devono fare di più; principio storico, più responsabili paesi

ricchi perchè iniziano a inquinare molto prima.

Paesi divisi in due gruppi:

Annex 1 (allegato): ricchi e industrializzati, es Germania, Italia, hanno obblighi

 riduzione;

Non Annex 1: poveri e in via sviluppo, es Cina, India, non hanno obblighi.

Strumenti previsti:

1) ETS, Emission Trading System (mercato artificiale): applicato tra due paesi

Annex 1 (es Germania e Italia); entrambi devono ridurre allo stesso modo emissioni, es

del 10%; nel 2012 si verifica; un paese è stato più bravo rispetto obiettivo, es riduce

del 15%, mentre l’altro di meno, solo 5%; 5% di riduzione in più primo paese si

trasforma in crediti/diritti inquinamento, che altro paese dovrà acquistare per

compensare parte obiettivo non rispettato internalizzazione esternalità.

NB Decidere se e quanto ridurre: confronto curva Costo marginale riduzione

inquinamento (inquinamento-costo riduzione, col tempo ridurre inquinamento

sempre più costoso; dipende da struttura produttiva paese) con curva Prezzo diritti

di inquinamento (in concorrenza perfetta linea retta orizzontale, prezzo costante);

esse si incontrano a punto di equilibrio (E) dove valori sono uguali; a sinistra E (P > C)

meglio innovare, a destra (P < C) meglio continuare ad inquinare e acquistare diritto

inquinamento. Problema: con aumento produzione e maggiori emissioni diritti inq

restano a prezzo fisso ridurre ogni anno stock diritti inq, cosi prezzo per diritto

aumenta e si incentiva innovazione.

2) CDM, Clean Development Mechanism: tra un paese Annex 1 (es Germania) e

uno Non Annex 1 (Cina); impresa tedesca va in Cina, fa investimenti verdi che

riducono emissioni (in Cina) ottenendo crediti detti CER (Certificate Emission

Riduction). Vantaggi Germania: crediti venduti nel mercato (a chi non è riuscito a

rispettare obblighi), beneficio monetario. Vantaggi Cina: importa tecnologia

modificando proprio sistema produttivo. In questo modo imprese occidentali

incentivate a cooperare con Cina per entrare nel suo mercato, numero elevato

consumatori.

PK ha avuto successo? Tecnicamente si: ha avviato prima forma governance

climatica, molti paesi hanno rispettato obiettivi (anche Italia anche se per crisi 2008,

perdita 30% struttura produttiva); risultati però poco importanti, paesi emergenti

(Cina, India) non si sono preoccupati di ridurre emissioni.

COP21 2015 – ACCORDO DI PARIGI: non più differenze tra paesi; tutti paesi

vogliono ridurre emissioni (95% emissioni globali), si arriva già con documenti

approvati da governi (strategia bottom up); anche USA e Cina accettano di entrare in

governance climatica.

Obiettivo: mantenere aumento temperatura globale sotto limite 2°C rispetto media

1800 (1° già consumato) non vincolante, paesi non obbligati; viceversa USA non

avrebbero mai accettato accordo vincolante, perché non vedono utilità accordi

internazionali e puntano molto su tecnologia, già all’avanguardia, paese “verde” (ETS

esiste da molto in California). Parte vincolante riguarda serie procedure volte a

monitorare processo.

Progetti più ambiziosi di altri (UE, USA); Cina si prefigge obbligo di anticipare picco

emissioni al 2030, previsto precedentemente nel 2050 (se non si sforzasse).

BIODIVERSITÀ: in evidenza servizi ecosistemici, regolare diritti paesi sul loro

patrimonio biodiversità genetica (flora, fauna); brevettare soluzioni green per

produrre profitti, ricchezza economica antitesi biodiversità genetica - capacità

scientifica e tecnologica; paesi più ricchi di diversità non hanno tecnologia per

sfruttarla, viceversa grandi multinazionali di paesi sviluppati hanno capacità di

brevettare ma non hanno sostanze. Non si è arrivati a intesa.

FORESTE: si chiede a paesi emergenti (es Brasile) di non realizzare progetti dannosi

per biodiversità (strade, ferrovie, dighe deforestazione in Amazzonia), ma essi si

oppongono, non si arriva ad intesa.

Relazione sviluppo-crescita:

Paesi poveri: favorire crescita economica socialmente equa (combattere fame

 nel mondo) e rispettosa degli ecosistemi diritto allo sviluppo;

Paesi emergenti e in via di sviluppo: controllare crescita popolazione ed

 economia, rispettando capacità portante pianeta;

Paesi avanzati: ristrutturazione ecologica produzione e consumi.

Necessaria azione diplomatica, contrazione e convergenza: paesi ricchi devono

ridurre impatti attraverso determinati strumenti, mentre poveri continueranno fino a

raggiungere livello ottimale, fino a convergenza dopo una decina di anni. Ruolo

essenziale di innovazione tecnologica, cooperazione internazionale, approcci

volontari.

Sviluppo sostenibile: concetto molto sfumato e ambiguo, difficoltà implementazione

(traduzione in politiche chiare), ma non esclude crescita economica. Ossimoro?

Termini molto contrastanti:

Sviluppo: processo lineare senza fine, positivo e unidirezionale, veloce;

 Sostenibile: limitatezza risorse, prospettiva di lunga durata (tempi della

 natura).

Principi importanti dichiarazione Rio, ambiente e sviluppo:

Equità tra popoli e intergenerazionale: garantire terra abitabile per tutti,

 comprese future generazioni;

Integrazione ambiente in politiche di sviluppo: deve entrare

 trasversalmente in tutte politiche settoriali inizialmente favorita max

produzione (chi produceva tanto e quindi inquinava aveva sussidi); anni 80,

iniziano politiche di salvaguardia qualità (es delle acque), ma separate; oggi dati

sussidi in base a qualità ambientale;

Responsabilità comune ma differenziata (vedi sopra);

 Scambio di know how (saper fare);

 Partecipazione: coinvolgimento stakeholders (portatori di interesse) in scelte

 di politica ambientale;

Trasparenza: evitare corruzione, impedimenti, scarsa chiarezza;

 Precauzione: faccio qualcosa solo se si è sicuri di non aver effetti negativi (es

 dibattito OGM, difficile arrivare ad accordo);

Chi inquina paga: internalizzazione esternalità, chi produce danno ambientale

 paga; difficile dare valore economico a danno ecologico; casi complessi, es

inquinamento transfrontaliero (es Danubio, attraversa molti paesi, di chi è

colpa?).

Due visioni sostenibilità; importante principio sostituibilità tra capitale naturale e

umano (CN e CU).

PESSIMISTICA – SOSTENIBILITÀ FORTE: CU e CN sostituibili solo in parte, stiamo

raggiungendo livello critico risorse. Nostro sistema valori inadatto strutturalmente,

bisogna cambiarlo attraverso strategie di conservazione: consumare meno, equità,

precauzione, ecocentrismo invece di antropocentrismo, società ricche devono liberare

risorse per quelle povere. Versioni radicali: decrescita felice, stato stazionario, critica

società dei consumi MAUSS, movimento anti-utilitarista nelle scienze sociali,

formato da economisti e sociologi (tra cui Latouche): società contemporanea

organizzata su valori vecchi (competizione, lavoro come fine e non come mezzo,

concorrenza fra sistemi, razionalità economica egoistica), servono approcci più

collaborativi, curare bene comune. Saggio sul dono (Mauss, antropologo): nostro

modo di pensare è stesso di 200 anni fa e non ci consentirà di continuare; società dei

naufraghi, società di oggi crea falliti, destinati a naufragare. Anni 90: questione

ecologica come prova necessità cambiare valori e stile vita.

OTTIMISTICA – SOSTENIBILITÀ DEBOLE: società industriali responsabili problemi

locali e globali ma hanno tutti i mezzi per risolverli, senza modificare sistema valori:

scienza, tecnologia, mercato (contare i danni e internalizzare esternalità, dare

valore economico ad ambiente) come chiave sviluppo futuro ispirazione a nostro

concetto green economy.

Obiettivi sviluppo sostenibile (SD Goals)

2015: scadenza Obiettivi del Millennio (2000); essi sono riaggiornati ponendo

maggiore attenzione a dinamiche ambientali e tema cambiamenti climatici; 17

obiettivi generali, circa 300 sotto-obiettivi. Integrazione con politiche dello stato: in

Italia DEF, documento programmazione economica e finanziaria, pubblicato ogni

anno, considera principalmente ridistribuzione reddito, ma anche qualità e speranza di

vita. SDG più importanti in chiave ambientale:

Gestione integrata acqua (sanità pubblica);

 Sistemi energetici, transizione verso energie rinnovabili;

 Innovazione e sviluppo industriale (Industria 4.0);

 Città resilienti, capaci di affrontare sfide ambientali;

 Modelli sostenibili produzione e consumo, economia circolare;

 Combattere cambiamento climatico;

 Conservazione mare e oceani, costituiscono risorsa alimentare, mineraria,

 energetica; "isole" di plastica, zone ad elevata concentrazione formate da

correnti oceaniche;

Uso sostenibile ecosistema terreste, protezione biodiversità;

 Governance, partnership tra popoli e tra governo e privato.

Caratteristiche:

1. Universalità: coinvolti tutti settori;

2. Integrazione: vanno perseguiti assieme, non isolarne solo alcuni;

3. Natura trasformativa: cambiano società ed economia, rivoluzionari.

Green economy - Modernizzazione ecologica

Riferimento a visione ottimistica sostenibilità. 2 principi fondamentali:

1. Crescita economica e protezione ambientale possono andare di pari passo;

ciò implica regolamentazioni/vincoli, che stimolano efficienza ed innovazione

tecnologica;

2. Motore benessere economico e sociale (e cambiamento) è dinamismo

dell’imprenditore.

Win-win solutions

Soluzioni economiche, tecnologiche e organizzative che producono benefici

 economici e ambientali; ruolo essenziale clean technologies (paesi nord UE,

Germania);

Integrazione tra politiche governative: differenza tra integrazione debole,

 coordinamento che produce cambiamento culturale ma non delle strutture

istituzionali, e integrazione forte, creazione nuove strutture istituzionali;

Misure alternative e innovative per cambiare comportamenti: dare valore

 economico (VET), chiedere prezzo per rendere esplicita disponibilità a pagare,

contabilizzare attraverso nuovi indicatori, incentivare e scoraggiare (incentivi e

tasse).

Soluzioni proposte a livello europeo attraverso Libri bianchi, il primo di Delors, 1993.

Linee ispiratrici 5° Piano di azione ambientale (1993-2000):

Abolire logica comando e controllo (porre limiti/standard, controllare che

 siano rispettati, sanzionare) puntando su condivisione responsabilità e

dialogo/collaborazione tra imprese, potenziali partner politica ambientale.

Problematiche standard: difficile applicazione e controllo; diff

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher brixen96@hotmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Soriani Stefano.
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