Politica dell'ambiente
I capitolo
Differenza tra spazio, natura e ambiente
- Spazio: campo disponibile per gli oggetti della realtà.
- Natura: insieme dei caratteri di uno spazio incontaminato perché ancora non modificata dall’uomo.
- Ambiente: spazio circostante considerato con le sue caratteristiche naturali ed umanizzate.
All’inizio c'era lo spazio con la natura al suo interno, poi con l’arrivo dell’uomo vi è la nascita dell’ambiente.
Due visioni del rapporto tra uomo e ambiente: uomo elemento passivo e uomo elemento attivo. Evoluzione del pensiero lenta. (Luciene Fabvre) (Lusen Fevr)
II capitolo
Ingresso nel XXI secolo preoccupazione per la salute della terra: previsione di una terra sovrappopolata piena di rifiuti e circondata da una cappa di nube velenosa.
Visione tendenzialmente catastrofica, ma i problemi vi sono ugualmente.
- Maggiori problemi: sovrappopolamento, riduzione delle risorse, morte di ecosistemi, desertificazione, deforestazione, inquinamento, aumento del divario tra ricchi e poveri e della forbice tra nord e sud, aumento nella produzione di rifiuti e minori riserve di acqua.
Dal 1972 al 1994 sono state le otto conferenze per cercare di risolvere questi problemi, in Cile a Santiago, Rio de Janeiro, Città del Messico, Stoccolma, Bucarest, Il Cairo, New York.
L’allarme sull’esauribilità delle risorse nacque dal rapporto effettuato dal MIT al Club di Roma. I ricercatori analizzarono 5 variabili della crescita economica del pianeta: la popolazione, la produzione di alimenti, l’inquinamento, l’industrializzazione, lo sfruttamento delle risorse naturali.
Da questo rapporto arrivarono due conclusioni: 1) se si continua su questa linea si arriverà al declino del livello di popolazione e del sistema industriale. 2) C'è una sola linea che bisogna perseguire per poter avere la stabilità sul nostro pianeta, cioè soddisfare i bisogni di ogni essere umano.
Il rapporto del MIT prefigurava una società stazionaria (crescita zero), questo scatenò dei dibattiti, perché si dava lo stesso significato sia alla crescita che allo sviluppo.
Crescita = ha il valore quantitativo; sviluppo = ha anche carattere qualitativo.
Si divise la definizione di sviluppo in sostenibile e compatibile. Accordo tra coloro che sostenevano i limiti dello sviluppo e quelli che sostenevano lo sviluppo senza limiti nel 1987.
Sviluppo sostenibile: sviluppo che verte a soddisfare i bisogni del presente senza compromettere i bisogni delle generazioni future. (Brundtland)
Degrado: perdita di valore del capitale naturale e dei relativi servizi da esso creati causati dalla riduzione della capacità assimilativa e reintegrativa del pianeta. Causa del degrado è la non consapevolezza dell’importanza del calcolo del Vet (valore economico totale delle risorse del pianeta).
VET = il vet è uno strumento che ci rende in grado di determinare il valore economico delle risorse naturali, deriva dalla somma di valori d’uso (valore effettivo d’uso) e valori di non uso (valore d’opzione e valore d’esistenza).
- Valore effettivo d’uso: si ricava dagli usi diretti ed indiretti delle risorse.
- Valore d’opzione: valore legato al desiderio di avere la disponibilità di una certa risorsa.
- Valore d’esistenza: legato alla volontà di volere preservare una certa risorsa naturale.
Impronta ecologica: calcolata da Wackernagel e presentata durante una conferenza a Rio. Calcolo del consumo di 52 nazioni con l'80% di popolazione dell’intero pianeta e l’entità che il consumo avrebbe se le nazioni consumassero solo le proprie risorse e non anche quelle delle altre nazioni.
Grazie a questa impronta è stato possibile determinare il deficit ecologico della terra ed è stato affermato che l’intera umanità utilizza risorse e servizi in quantità maggiore rispetto alle reali possibilità della terra.
Impronta ecologica dell’Italia: 4.5 ettari pro capite; 1.4 ettari disponibili; 3.5 ettari di deficit ecologico.
Con questi dati si evince che la crescita economica mondiale sia stata effettuata a discapito del capitale naturale pensando che esso fosse illimitato. (1944 terra traboccante all’infinito di risorse naturali). Rapporto del MIT fu un aiuto per capire l’errore che si era fatto fino ad ora e che molte risorse erano state sprecate. (acqua)
Inquinamento: forma principale di degrado perché è l’alterazione delle componenti naturali di aria, suolo e acqua. Consapevolezza avuta di recente. Fine degli anni 90 si aggiunsero l’inquinamento luminoso ed elettromagnetico.
Deforestazione: foresta, complesso di piante, animali e micro-organismi. Essa difende il suolo, è una barriera frangivento e una barriera sonora. Alimentano i cicli di carbonio e di ossigeno. Esse hanno valore d’uso e valore di non uso elevato e quindi un vet elevato, ma tuttavia c'è una continua deforestazione.
Le soluzioni per i vari fenomeni di degrado si trovano nelle stesse cause, ma fino a quando si penserà che il degrado sia necessario affinché avvenga lo sviluppo economico allora non sarà possibile risolverli, e quando si capirà ciò si dovrà affrontare l’eccessiva onerosità del programma. Il compito spetta alle autorità politiche internazionali, compito di creare degli sviluppi che siano sostenibili a livelli globali.
Disastri naturali: calamitosi se si registrano in un ambiente umanizzato, altrimenti rimangono semplici fenomeni naturali privi di conseguenze per l’uomo. Quindi disastri naturali se avvengono in un ambiente umanizzato.
L’importanza si concentra lungo l’asse previsione-prevenzione-informazione-formazione. Bisogna distinguere infatti i casi in cui il fenomeno avvenga in un luogo nel quale esistano delle precauzioni o invece avvenga in un luogo dove non esistono precauzioni a riguardo.
Dagli anni 80 il rischio dei mutamenti climatici è collegato ai disastri naturali.
Distinzione tra cambiamento cosciente, inconsapevole e incosciente del clima
Cosciente: Interventi effettuati dall’uomo al fine di apportare modifiche consapevoli al tempo atmosferico. Difficoltà: scarsa comprensione dei fenomeni e l’impossibilità di effettuare esperimenti. (Tentativi: grotte antigrandine per l’agricoltura russa, italiana, francese e americana; operazione Popey durante la guerra in Vietnam cercare di creare piogge per rallentare le operazioni di rifornimento, realizzata dagli USA)
Inconsapevoli: modifiche generate in modo indiretto e non voluto dalle attività umane. (Caso Sahel, in cui si nota come l’intervento umano possa indirettamente causare modifiche climatiche: la siccità avvenuta a causa dell’eccessivo sfruttamento in epoca coloniale, è stata aggravata dal cattivo uso delle risorse da parte degli abitanti che impauriti dall’avanzamento del deserto si è spostata verso l’equatore causando una forte pressione sulla vegetazione non ancora raggiunta dalla siccità provocando così un indebolimento del suolo. In più riducendo la vegetazione c'è stato una diminuzione di quelle particelle che creano le piogge, e quindi una reazione a catena)
Incoscienti: modifiche causate da un comportamento dell’uomo completamente incosciente e sconsiderato. (Esempio: effetto serra artificiale. Differente da quello creato efficacemente dalla natura in modo da mantenere costanti le temperature perché altrimenti sarebbero decisamente basse)
Effetto serra: esso è causato dalla presenza eccessiva dei cosiddetti gas serra (anidride carbonica, metano e vapore acqueo) i quali mantengono la temperatura terrestre alta. Essi hanno due principali compiti: 1) filtrano le radiazioni provenienti dal sole; 2) ostacolano l’uscita delle variazioni infrarosse. I gas serra infatti tendono a non disperdere tutti i raggi del sole i quali tendono a rimbalzare sulla terra e a finire nell’atmosfera portando così nuovo calore.
Il principale nemico da combattere sono le emissioni di anidride carbonica, infatti la maggior parte di queste provengono dalla combustione del carbone, petrolio e metano. Con l’industrializzazione è aumentato. La CO2 ha durata di 100 anni. Le reazioni dell’ambiente sono discontinue e irreversibili e si notano soprattutto con l’accentuazione di fenomeni naturali disastrosi come uragani, tempeste e inondazioni. Non si può dire con certezza quali possono essere le conseguenze per il pianeta, un motivo in più per affrontare con urgenza il problema dell’effetto serra.
Buco dell’ozono: causato dalla diminuzione ogni anno della concentrazione dell’ozono stratosferico situata in prossimità dell’Antartide a causa di variazioni naturali, durante la primavera dell’emisfero australe, per poi tornare al suo livello iniziale. Questo continua diminuzione ha fatto parlare fin dagli anni 70 di buco dell’ozono. Necessità per far fronte a questo problema: drastica riduzione dell’impiego di clorofluorocarburi (CFC) oltre che una minor produzione di anidride carbonica.
Protocollo di Kyoto: firmato nel 1995 ma entrato in vigore nel 2005 per tagliare le emissioni dei gas responsabili dei principali stravolgimenti climatici. Per i paesi più industrializzati c'è l’obbligo di riduzione di questi di almeno il 5% dal 2008 al 2012. Devono anche predisporre progetti per la protezione di boschi e foreste ed esportare tecnologie pulite ai paesi in via di sviluppo guadagnando carbon credits. In più ogni paese dovrà fare una stima delle proprie emissioni e dovrà essere creato un sistema globale per compensarle.
Area a rischio: varie definizioni ma tutte si basano su due concetti fondamentali: alterazioni ambientali causate da azioni umane; insieme di caratteristiche naturali predisponenti.
Previsione: obiettivo delle comunità scientifiche quelle di creare strumenti e procedure di previsione per poter avere una serena convivenza col rischio.
Prevenzione: Ogni evento potenzialmente calamitoso da delle avvisaglie che si deve essere in grado di comprendere in tempo. Informare la popolazione sulla consistenza di un rischio e di come comportarsi nel caso in cui avvenga è il compito principale della politica dell’ambiente. L’organizzazione della protezione civile è importante ma il loro intervento sarà effettuato solo dopo un certo numero di ore, in quel lasso di tempo la popolazione deve essere in grado di autogestirsi e l’informazione è fondamentale affinché avvenga questo al meglio.
III capitolo
Qualità dello sviluppo: 1968 all’università di Berkley il movimento giovanile di contestazione getta le basi del dibattito sulla qualità dello sviluppo. Il mondo politico inizia ad interessarsi alla salvaguardia dell’ambiente. 1970 anno della salvaguardia della natura; Giornata della terra.
1972 Stoccolma, contrapposizione tra paesi ricchi e poveri.
Stoccolma 1972: i paesi poveri temevano che la salvaguardia per la natura portasse ad un ulteriore ritardo del loro sviluppo; i paesi ricchi riconoscevano come indispensabile un intervento mirato alla salvaguardia delle risorse naturali. Alla fine conciliabilità sviluppo con salvaguardia.
Stoccolma 1972: secondo tema che causò contrapposizione, aumento vertiginoso della popolazione: gli USA credevano che l’aumento della popolazione nel terzo mondo avesse causato una diminuzione delle risorse naturali; i paesi poveri ritenevano che invece era causato da un prolungato utilizzo errato da parte dei paesi ricchi.
Agli inizi degli anni 70: viene smentita l’equazione sviluppo economico = degrado ambientale; la differenza tra crescita e sviluppo divenne chiara a tutti e non solo agli studiosi; si iniziò a puntare sulle industrie del disinquinamento; tra i ceti sociali più abbienti si diffusero stili di vita basati sulle cose buone di una volta.
Distacco nord e sud: causato dal differente livello di sviluppo tra paesi ricchi e poveri. Si è creato un nord e sud economico, con i confini definiti dal numero di popolazione e la quantità di risorse economiche.
- Nord: elevato livello di sviluppo e anche degrado ambientale che anche se elevato viene riconosciuto e combattuto dalle politiche locali e nazionali.
- Sud: meno sviluppati ma non per questo con meno degrado ambientale.
Produrre e svilupparsi in modo pulito porta costi maggiori, i maggiori costi li hanno avuti quelli del nord. Il nord sta “aiutando” il sud trasferendo le lavorazioni di base che sono le massime produttrici di inquinamento. Il degrado costa pure tanto quanto risanare, quindi risanare porta sia benefici per il vantaggio economico avuto dall’intervento, sia un minore costo di degrado.
Affinché vi sia uno sviluppo sostenibile si devono mettere in discussione tutte le politiche economiche. Riconversione e ristrutturazione gestita dalla politica dell’ambiente. La convenienza della disinquinare ha aperto le strade al business ecologico, consistente in un insieme di azioni e interventi soprattutto nelle industrie per poter abbassare i costi con l’introduzione di strumenti che rispettino l’ambiente.
Tasse verdi: incentivi a non inquinare. Altri meccanismi di incentivo che comunque sono tenuti in disparte sono i pannelli solari, riciclaggio, che portano agli stessi risultati solo con il rispetto dell’ambiente. Questi incentivi devono essere fatti in modo da portare a non inquinare più altrimenti verrebbero visti come una sorta di pubblica tangente. Chi inquina paga e smette di inquinare.
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