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Politica agraria

Appunti completi per l'esame di politica agraria. Spiegazione della storia della PAC, i due pilastri del PSR, la qualità, il biologico ed i prodotti di montagna. Appunti esaustivi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Finco dell’università degli Studi del Politecnico delle Marche - Univpm. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Politica agraria docente Prof. A. Finco

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ESTRATTO DOCUMENTO

6 punti chiave

Disaccoppiamento totale: per azienda agli agricoltori dell'UE, indipendente dalla

produzione sulla base del modello storico.

Condizionalità ecologica Modulazione: il pagamento sarà condizionato al rispetto delle

norme in materia di salvaguardia ambientale, sicurezza alimentare, sanità animale e

vegetale e protezione degli animali, come pure all'obbligo di mantenere la terra in

buone condizioni agronomiche ed ecologiche;

◦ Incremento del 2° pilastro della PAC (sviluppo rurale): riduzione dei pagamenti diretti

alle grandi aziende allo scopo di finanziare la nuova politica di sviluppo rurale;

Disciplina finanziaria: inteso ad impedire che venga superato il bilancio agricolo fissato

fino al 2013;

Riforme di alcune Ocm (latte, riso, foraggi essiccati, tabacco, vino, zucchero,

ortofrutta):

◦ riduzione asimmetrica dei prezzi nel settore lattiero-caseario;

◦ gli incrementi mensili nel settore dei cereali saranno dimezzati, ma sarà mantenuto

l'attuale prezzo d'intervento;

◦ riforme nei comparti riso, frumento duro, frutta a guscio, patate da fecola e foraggi

essiccati.

Il regime di PU: cosa prevede la riforma

 Il regime unico di pagamento prevede di far confluire in un unico pagamento la

maggior parte degli aiuti diretti che un agricoltore riceve

 Beneficiari: coloro che hanno ricevuto aiuti diretti a titolo di almeno uno dei regimi

individuati nel periodo storico di riferimento (2000-2002)

 Per ciascuno Stato membro è fissato un tetto massimo all’ammontare di aiuti

(massimale nazionale)

Ogni diritto all’aiuto abbinato ad un ettaro ammissibile conferisce il diritto al

pagamento dell’importo fissato

Ettari ammissibili: Qualunque superficie agricola dell’azienda investita a colture

annuali o a pascolo permanente, escluse quelle destinate a colture permanenti,

colture forestali o a usi non agricoli

Sintesi

 La riforma della PAC del 2003 ha introdotto un nuovo sistema di pagamenti diretti,

denominato pagamento unico, in cui gli aiuti non sono più legati alla produzione

(disaccoppiamento).

 Nel 2005 o nel 2006 la maggior parte degli aiuti ai vari settori è stata trasferita dalle

organizzazioni comuni di mercato (OCM) al nuovo sistema dei pagamenti diretti. Il più

importante di questi pagamenti diretti è il regime di pagamento unico (RPU).

 La riforma tende a ridimensionare i finanziamenti della politica di mercato in favore

della politica di sviluppo rurale (secondo pilastro).

 L’attenzione verso l’ambiente e un’agricoltura sostenibile diventa prioritaria con

l’enunciazione del principio della condizionalità che è uno dei primi articoli del

regolamento.

Condizionalità

L’agricoltore beneficia di pagamenti diretti se si impegna a rispettare determinate

norme in:

◦ materia di sanità pubblica,

◦ salute delle piante e degli animali,

◦ ambiente e benessere degli animali

◦ e a mantenere le proprie terre in buone condizioni agronomiche ed ambientali.

Nel caso in cui l’agricoltore non ottemperi a tali requisiti, i pagamenti diretti a cui

avrebbe diritto per l’anno in cui si è verificata la non conformità saranno ridotti, o

addirittura del tutto soppressi.

Approfondimento sugli stabilizzatori di bilancio (vedi slide stampate)

La PAC 2014-2020: I PILASTRO

I PILASTRO

• Reg. 1307/2013 PAGAMENTI DIRETTI

• Reg. 1308/2013 ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI (OCM)

Reg. 1307/2013 PAGAMENTI DIRETTI

Le scelte dell’Italia – I Pilastro (1)

La nuova PAC abbandona gradualmente i titoli storici (CONVERGENZA) per arrivare ad

un valore uniforme dei titoli a livello nazionale (REGIONALIZZAZIONE)

CONVERGENZAINTERNA: MODELLO IRLANDESE (o convergenza parziale al 2019):

• SM stabilisce il valore unitario iniziale al 2015 e gli step annuali di convergenza ma

non stabilisce il valore unitario finale (al 2019 gli agricoltori non avranno un valore

uniforme dei titoli ma avranno livelli il più possibile omogenei)

• i titoli di ogni agricoltore non potranno diminuire di oltre il 30% rispetto al valore

unitario iniziale

• nel 2019 nessun titolo avrà un valore unitario inferiore al 60% del valore medio

nazionale/regionale

REGIONALIZZAZIONE: Italia REGIONE UNICA

• Si applica al pagamento di base (valore uniforme per ettaro per tutti gli agricoltori,

pari alla media dei pagamenti diretti a livello nazionale)

Le scelte dell’Italia – I Pilastro

DEGRESSIVITÀ: riduzione obbligatoria dei pagamenti diretti che ogni agricoltore

riceve pari al 50% se pagamento di base > 150.000 €

CAPPING: fissa un tetto all’importo del pagamento di base che ogni agricoltore riceve

se questo è pari a 500.000 € (l’ammontare dei fondi cosi risparmiati viene trasferito da

ciascuno Stato Membro alla dotazione per lo sviluppo rurale)

NO FLESSIBILITÀ (trasferimento 15% tra I e II pilastro)

REQUISITI MINIMI (o soglie minime) non si erogano pagamenti inferiori a:

• 250 € (nel 2015-2016)

• 300 € (dal 2017)

Per poter beneficiare dei pagamenti diretti occorre condurre un’attività agricola

minima sui propri terreni ovvero essere un AGRICOLTORE ATTIVO

Applicazione AGRICOLTORE ATTIVO se:

escluso dalla lista nera: aeroporti, servizi ferroviari, impianti idrici, servizi immobiliari,

terreni sportivi, aree ricreative permanenti, banche e società finanziarie e immobiliari,

assicurazioni, pubbliche amministrazioni

l’importo dei pagamenti diretti ricevuti nell’anno precedente è:

• < 5000 €/anno di aiuti (se ubicato in montagna o zone svantaggiate)

• < 1250€/anno di aiuti (nelle altre zone)

dimostra:

• iscrizione Inps come Iap (Imprenditore agricolo professionale) o Cd (coltivatore

diretto)

• titolare di partita Iva agricola (e, dal 2016 ,di dichiarazione annuale Iva)

PAGAMENTO DI BASE

• aiuto comune a tutti gli agricoltori se rispettano il greening

• n. titoli = n. ettari ammissibili (superfici ammissibili: seminativi; colture permanenti

legnose; prati e pascoli permanenti)

Solo chi ottiene il pagamento di base può accedere alle altre tipologie di pagamento

(fatta eccezione per il pagamento accoppiato che è svincolato dagli altri pagamenti)

I titoli storici scadono il 31 dicembre 2014 e i nuovi saranno validi dal 1 gennaio 2015

NUOVI TITOLI

Il valore unitario iniziale dei nuovi titoli 2015 è calcolato sulla base:

 sia del numero degli ettari ammissibili (superficie utilizzata per attività agricola) nel

2015

 sia dei pagamenti percepiti dall’agricoltore nel 2014 (non dei titoli detenuti al

15.5.2014)

GREENING

Prevede il rispetto di 3 pratiche benefiche per il clima e l’ambiente:

 DIVERSIFICAZIONE COLTURALE (Art.44 Reg. UE 1307/2013)

• se superficie < 10 ettari  no obbligo di diversificazione

• se superficie compresa tra 10 e 30 ettari  2 colture

• se superfici > 30 ettari  3 colture n.b. colture sommerse (riso) esentate

 AREE D'INTERESSE ECOLOGICO (EFA - Ecological Focus Area (Art. 46 del Reg. UE

1307/2013))

• obbligatorie se superfici > 15 ettari

• esenzione per colture permanenti e aziende biologiche (green by definition) o se

75% SAU colture sommerse, o destinata a pascolo, a foraggere o leguminose

n.b. soglia EFA dal 5% al 7% nel 2017 (previa decisione CE)

 MANTENIMENTO PRATI-PASCOLI (Art. 45 del Reg. UE 1307/2013))

EFA – Aree di Interesse ecologico

a) terreni lasciati a riposo; (b) terrazze; (c) elementi del paesaggio, compresi gli

elementi adiacenti ai seminativi aziendali; (d) fasce tampone, comprese le fasce

tampone occupate da prati permanenti, a condizione che queste siano distinte dalla

superficie agricola ammissibile adiacente; (e) ettari agroforestali che ricevono o hanno

ricevuto sostegno da sviluppo rurale; (f) fasce di ettari ammissibili lungo le zone

periferiche delle foreste; (g) superfici con bosco ceduo a rotazione rapida, senza

impiego di concime minerale e/o prodotti fitosanitari; (h) superfici oggetto di

imboschimento secondo le norme dello sviluppo rurale; (i) superfici con colture

intercalari o copertura verde ottenuta mediante l’impianto o la germinazione di

sementi (aree soggette a fattori di ponderazione); (j) superfici con colture

azotofissatrici.

GIOVANI AGRICOLTORI

 per max i primi 5 anni d'insediamento

 azienda condotta da un agricoltore fino a 40 anni di età che si insedia per la prima

volta in azienda come capoazienda

PICCOLI AGRICOLTORI

 Pagamento annuale forfettario volontario per piccole aziende: 1.250 €/azienda

nell’anno in cui si fa domanda

 È sostitutivo degli altri pagamenti

 Vantaggi:

• esenzione da greening

• domanda di accesso semplificata

 Occorre presentare 2 domande:

• Domanda unica entro il 15 maggio di ogni anno

• Domanda aggiuntiva entro il 15 settembre di ogni anno

AIUTI ACCOPPIATI

 Sono aiuti facoltativi legati alla produzione (rese, capi, superficie)

 Sostegno alle produzioni in difficoltà (mantenimento livelli di produzione correnti) ma

importanti sotto il punto di vista economico, ambientale e sociale

L’aiuto concesso per:

• sostenere la fornitura di materia prima per l’industria di trasformazione locale

• evitare il rischio di abbandono

• compensare eventuali perturbazioni di mercato

La nuova POLITICA DI SVILUPPO RURALE

In linea con gli obiettivi STRATEGIA EUROPA 2020:

• CRESCITA ECONOMICA UE INTELLIGENTE

• CRESCITA ECONOMICA UE SOSTENIBILE

• CRESCITA ECONOMICA UE INCLUSIVA

3 OBIETTIVI STRATEGICI a lungo termine per l’UE, periodo 2014-2020

• COMPETITIVITÀ AGRICOLTURA (PRODUZIONE ALIMENTARE EFFICIENTE)

• GESTIONE SOSTENIBILE RISORSE NATURALI EAZIONE PER IL CLIMA

• SVILUPPO TERRITORIALE EQUILIBRATO ZONE RURALI

Il FINANZIAMENTO del II pilastro

Sostegno FEASR + altri fondi UE (FESR, FSE, FC, FEAMP)

SVILUPPO RURALE = POLITICA DI COESIONE TERRITORIALE, FINANZIATA ATTRAVERSO I

FONDI STRUTTURALI:

• allineati attraverso un Quadro Strategico Comune (QSN) e un Accordo di Partenariato

• suddivisi in più Programmi Operativi – PO (nazionale e/o regionali) di durata

settennale (finora solo programmi regionali per FEASR).

II pilastro 2014-2020 in Italia:

• 21 PSR regionali (cfr. Conferenza Stato-Regioni il 16 gennaio 2014)

• 4 programmi nazionali (prevedono un intervento Statale, essendo relativi a

tematiche complesse):

- gestione del rischio

- biodiversità animale/vegetale

- piano irriguo

- Rete Rurale Nazionale (RRN)

TOTALE RISORSE SVILUPPO RURALE: 10,4 Mld € (circa 1,4 Mld €/anno) VS 8,9 Mld €

della programmazione 2007-2013

ARCHITETTURA della Politica di Sviluppo Rurale 2014-2020

 SOPPRESSIONE ASSI: sostituiti da 6 PRIORITÀ che traducono i 3 obiettivi strategici

dell’UE

 Le 6 priorità sono articolate in 18 FOCUS AREA (o aree di intervento)

 Ogni focus area è un sottoinsieme di MISURE (passano da 39 a 20, non sono più

raggruppate rigidamente ex-ante in 4 assi)  6 SOTTOPROGRAMMI TEMATICI

 Ogni misura per molteplici priorità (pianificazione finanziaria PSR rimane per

misura)

Le 6 PRIORITÀ

1. Promuovere il trasferimento di conoscenze nel settore agricolo e forestale e nelle

zone rurali (PRIORITÀ ORIZZONTALE)

2. Potenziare la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle

aziende agricole

3. Incentivare l’organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel

settore agricolo

4. Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalla

silvicoltura

5. Incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse

emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale

6. Promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico

nelle zone rurali

Le 18 FOCUS AREA

1)

• Stimolare l’innovazione e la base di conoscenze nelle aree rurali

• Rinsaldare i nessi tra agricoltura e silvicoltura da un lato e ricerca e innovazione

dall’altro

• Incoraggiare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e la formazione

professionale nel settore agricolo e forestale

2)

• Incoraggiare la ristrutturazione delle aziende agricole con problemi strutturali e la

diversificazione

• Favorire il ricambio generazionale in agricoltura

3)

• Migliorare l’integrazione di filiera attraverso la promozione della qualità dei mercati

locali, delle filiere corte, delle associazioni di produttori e delle organizzazioni

interprofessionali

• Sostegno alla gestione dei rischi aziendali

4)

• Tutela della biodiversità

• Gestione delle risorse idriche

• Gestione del suolo

5)

• Utilizzo efficiente della risorsa idrica nel settore agricolo

• Utilizzo efficiente delle risorse energetiche

• Favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di energie rinnovabili, sottoprodotti, scarti

e residui, ecc.

• Riduzione delle emissioni di metano e di protossido di azoto

• Promozione del sequestro di carbonio nel settore agricolo e forestale

6)

• Diversificazione delle attività agricole, la creazione di piccole imprese e di

occupazione

• Promuovere azioni di sviluppo locale

• Promuovere l’accessibilità, l’uso e la qualità delle tecnologie di informazione e

comunicazione

Le MISURE

1. Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione (art. 14) 2. Servizi di

consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole

(art. 15) 3. Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (art. 16) 4.

Investimenti in immobilizzazioni materiali (art. 17) 5. Ripristino del potenziale

produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e

introduzione di adeguate misure di prevenzione (art. 18) 6. Sviluppo delle

aziende agricole e delle imprese (art.19) 7. Servizi di base e rinnovamento dei

villaggi nelle zone rurali (art. 20) 8. Investimenti nello sviluppo delle aree

forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste (art. 21) 9.

Costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori (art. 27) 10.

Pagamenti agro-ambientali (art. 28) 11. Agricoltura biologica (art. 29) 12.

Indennità natura 2000 e indennità connesse alla direttiva quadro sull’acqua (art.

30) 13. Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli

specifici (art. 31) 14. Benessere degli animali (art. 33) 15. Servizi silvo-

ambientali e climatici salvaguardia delle foreste (art. 34) 16. Cooperazione (art.

35) 17. Gestione del rischio (art. 36) 18. Sostegno al LEADER per lo sviluppo

locale di tipo partecipativo (CLLD) (art. 42) 19. PEI (art.55)

La SFIDA della nuova PAC

PRODURRE DI PIÙ ATTRAVERSO UN USO MAGGIORMENTE EFFICIENTE DELLE

RISORSE NATURALI

• < PESO R&S NELL’AGROALIMENTARE

• < PESO RICERCA PRIVATA RUOLO

CENTRALE DELL’INNOVAZ-

• > DOMANDA DI INNOVAZIONE = ZIONE

NELLA NUOVA PAC

(performance ambientali; innovazione strutture produttive;

organizzazione filiera; produttività e qualità alimenti)

L’INNOVAZIONE nella nuova PAC

• Rilancio ricerca attraverso strategia dell’integrazione:

COLLABORAZIONE UNIVERSITÀ-AZIENDE

• PEI-Agri Partenariato Europeo dell’Innovazione (PEI) in materia di produttività e

sostenibilità dell'agricoltura

logica di rete 1 per ogni SM Gruppi Operativi (GO): imprese, sistema della

ricerca (Università, enti di ricerca privati) , ONG, sistema della consulenza

introduzione operativa delle innovazioni tecnico-scientifiche nel sistema

produttivo attraverso iniziative di CLUSTER Progettazione bottom-up •

Innovation broker

Possibile obiettivo PEI e GO: integrazione catena di approvvigionamento

(innovazione gestionale) per rafforzare ruolo agricoltori attraverso FILIERE CORTE

CONFERMATO l’approccio LEADER (artt. 42, 43, 44)

Nella nuova programmazione, il LEADER è:

• integrato con il Community-led local development (CLLD)

• possibile richiesta di anticipo del finanziamento (al max 50%)

• previsto un Kit di avviamento LEADER per progetti pilota su piccola scala

• finanziato anche con risorse provenienti dai fondi strutturali (FESR, FSE e FEAMP)

I SOTTOPROGRAMMI TEMATICI

1. Giovani agricoltori 2. Piccole aziende agricole 3. Zone montane 4. Filiere corte 5.

Donne nelle zone rurali 6. Mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento

ad essi nonché la biodiversità

FILIERA CORTA: filiera di approvvigionamento formata da un numero limitato di

operatori economici che si impegnano a promuovere la cooperazione, lo sviluppo

economico locale e stretti rapporti socio-territoriali tra produttori, trasformatori e

consumatori (titolo1, capo 1, articolo 2 – definizioni)

LA QUALITA’

la qualità può essere definita…..

“L’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che

conferiscono ad esso la capacità di soddisfare le esigenze, espresse o implicite, di una

potenziale utenza”.

I tre pilastri della politica UE per la qualità

1) Legislazione di base per la produzione Requisiti minimi di produzione (igiene,

sicurezza alimentare, benessere degli animali, ecc.); Norme di commercializzazione

(definizione del prodotto, norme e standard di produzione, classificazione in categorie

di qualità, requisiti per l’etichettatura).

2) Sistemi di qualità Europei Pacchetto qualità Reg.UE 1151/20122 Europei

Pacchetto qualità Reg.UE 1151/20122

Indicazioni geografiche di origine (DOP e IGP) Specificità tradizionali garantite

(STG), Prodotti biologici – Reg. 834/2007 e s.m. Indicazione di prodotto di montagna

3) Sistemi volontari di certificazione Sistemi di certificazione volontaria della qualità

dei prodotti agricoli e alimentari

Serie di regolamenti comunitari con funzione coattiva e pertanto non possono essere

derogati volti a garantire la sicurezza igienico sanitaria a tutela del consumatore

europeo e documenti ufficiali:

Libro bianco sulla sicurezza alimentare (12 gennaio 2000) e libro verde (tutela

ambientale2008); COM 148 del 2012)

Reg.(CE) 178/2002

Pacchetto igiene: Reg.(CE): 852/2004 – 853/2004 – 854/2004 – 882/2004 -2073/2005

PACCHETTO QUALITA’ REG .UE 1151/2012

E’ IL NUOVO REGOLAMENTO SUI REGIMI DI QUALITA’ DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI.

Modifica i precedenti regolamenti sulle denominazioni di origine e introduce altre

importanti novità di seguito sintetizzate:

-indicazioni in etichetta (art. 12): viene espressamente previsto che possano figurare

in etichetta sia rappresentazione grafiche della zona di origine, sia testi o simboli che

si riferiscono allo Stato membro e/o alle regioni all’interno delle quali è situata la zona

di produzione delle Dop/Igp; -marchi d’area (art. 12): viene espressamente previsto

che possano essere utilizzati in etichetta i marchi collettivi geografici insieme alle

denominazioni di origine protette e alle indicazioni geografiche protette; -prodotto di

montagna (art. 28); tra i termini facoltativi di qualità viene introdotto direttamente nel

regolamento il termine “prodotto di montagna” (per indicare un prodotto ottenuto con

materia prima e/o mangimi per animali provenienti essenzialmente da aree di

montagna ed il cui processo di trasformazione avviene nelle aree di montagna)

NUOVO PACCHETTO QUALITA’

-prodotto delle isole (art. 29b) : La materia prima deve provenire dalle isole e per i

prodotti trasformati, se la lavorazione è sostanziale per determinarne le

caratteristiche, deve avvenire nelle isole. -modifica della disciplina delle Stg (Titolo III):

-termini facoltativi di qualità: con l’obiettivo di facilitare la comunicazione per

consentire ai produttori di comunicare il valore aggiunto di un determinato prodotto

sono introdotti i termini facoltativi di qualità, diversi dai termini riservati facoltativi che

rimangono disciplinati all’interno dell’OCM unica (es. olio estratto a freddo).

Le denominazioni di origine

Regolamenti comunitari e nazionali che tutelano le produzioni di determinate aree

geografiche, o ottenute nel rispetto di tradizionali tecniche di produzione e/o

utilizzando materie prime tradizionali:

I sistemi di qualità agricoli e alimentari sono descritti dal Regolamento (UE) n. 1151

del 21 novembre 2012, dal Regolamento delegato (UE) n. 664 del 18 dicembre 2013 e

dal Regolamento di esecuzione (UE) n. 668 del 13 giugno 2014 :

• La Denominazione di origine protetta (DOP) garantisce al consumatore che tutte le

materie prime utilizzate provengano da una determinata area geografica, in cui

avvengono tutte le fasi della lavorazione descritte in dettaglio da un disciplinare. L

´ambiente geografico comprende fattori naturali ed umani per ottenere un prodotto

inimitabile al di fuori della zona di origine.

• L´ Indicazione geografica protetta (IGP) è meno vincolante della Dop, è sufficiente

infatti che solo una parte della materia prima o alcune fasi della lavorazione si

svolgano in un´area geografica delimitata. Da questo legame territoriale dipendono

però una o più specifiche caratteristiche di qualità che determinano la fama del

prodotto. Anche in questo caso deve essere rispettato un disciplinare di produzione.

• La Specialità tradizionale garantita (STG) riguarda i prodotti che rispettano una

ricetta tradizionale tipica. E’ il metodo di produzione, e non la zona di origine, che

contraddistingue il prodotto. Per utilizzare il marchio STG è sufficiente rispettare il

disciplinare e che il luogo di produzione e l´origine delle materie prime siano all

´interno dell´Unione Europea.

L’Autorità competente è il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il

quale, prima di procedere all’inoltro della richiesta in Commissione Europea, richiede il

parere alla Regione competente per territorio.

DOP

Il nome di una Regione, di un luogo determinato che serve a designare un prodotto

agricolo o alimentare:  la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute

essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico;

PRODUZIONE TRASFORMAZIONE ELABORAZIONE

 

TUTTE LE FASI DEL CICLO PRODUTTI SONO IN UN’AREA GEOGRAFICA LIMITATA

Per beneficiare di una DOP:

 Conformità ad un disciplinare di produzione

 Organismo di controllo verifica il rispetto delle regole produttive

IGP

Il nome di una regione, di un luogo determinato che serve a designare un prodotto

agricolo o alimentare: ◦ del quale una determinata qualità, la reputazione o altre

caratteristiche possono essere attribuite a tale origine geografica

PRODUZIONE TRASFORMAZIONE ELABORAZIONE

 

Almeno una fase del ciclo produttivo è in un’area geografica determinata

Per beneficiare di una IGP:

 Conformità ad un disciplinare di produzione

 Organismo di controllo verifica il rispetto delle regole produttive

STG

Non si riferisce all’origine territoriale, ma a un metodo o ingredienti tradizionali che

esistano sul mercato da almeno una generazione umana, cioè almeno 25 anni. Es. una

ricetta. Differenze IGP-DOP

1. Il marchio IGP, come la DOP, identifica il prodotto con il territorio, ma per l’IGP il

legame con il territorio è più blando.

2. L’IGP è un marchio attribuito a prodotti originari di uno specifico ambito territoriale,

ma per il quale, a differenza della DOP, è sufficiente che un solo ingrediente provenga

dall'area geografica determinata, o che una sola fase del processo di lavorazione

avvenga in essa.

2. Per le DOP ha importanza fondamentale l’origine della materia prima, mentre

per le IGP non è richiesta necessariamente la produzione in loco della materia

prima, ma viene riconosciuto, in particolare, il valore della componente umana,

della tradizione e della evoluzione dei processi che consentono la produzione di

un alimento.

DOP-IGP IN ITALIA- PRODUZIONE

Il fatturato della produzione certificata registra un graduale aumento nel tempo, ma

poche produzioni contribuiscono alla sua formazione.

227 prodotti tra Dop e Igp in Italia, leader in Europa

DOP-IGP IN ITALIA-CONSUMO

Il consumo interno è stagnante:

 Negli ultimi anni, la dinamica dei consumi di DOP-IGP appare sostanzialmente stabile

(peggiore rispetto al totale agro-alimentare);

 Molti segmenti DOP-IGP registrano performance deludenti rispetto agli omologhi

convenzionali;

 Gli effetti della crisi sul mercato interno deprimono i prodotti più costosi, come quelli

a D.O., spostando le scelte dei consumatori sui corrispondenti prodotti convenzionali.

La difficoltà è legata alla crisi o al posizionamento?

Per poter presentare la domanda di registrazione allo stato membro sul cui territorio è

situata l’area geografica in oggetto, è necessario il disciplinare di produzione.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze agrarie e del territorio
SSD:
Docente: Finco Adele
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Politica agraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Finco Adele.

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