Poliarterite nodosa
Poliarterite nodosa è una vasculite che colpisce quasi tutte le arterie di medio calibro, ad eccezione del polmone e della milza. È sistemica, necrotizzante e mediata da immunocomplessi circolanti. Interessa soprattutto i vasi muscolari e colpisce gli uomini nel rapporto di 3:1 rispetto alle donne, intorno ai 40-50 anni. Nel 30% dei casi si è notata una positività per l'HbS Ag, e ha una più elevata incidenza nei paesi dove è endemica l'epatite B.
Caratteristiche della vasculite
È una vasculite sistemica, necrotizzante, panmurale (interessa tutto lo spessore della parete vasale) ma non interessa tutta la circonferenza del vaso, presentando lesioni di tipo segmentario. Per cui, quando si fa una biopsia, sono frequenti i falsi negativi per un errore nel prelievo. Colpisce soprattutto le biforcazioni, dove c'è un flusso più accelerato che, essendo una patologia da immunocomplessi, ne favorisce la deposizione.
Stadi evolutivi delle lesioni
- Necrosi fibrinoide: comincia dalla tonaca media, con coinvolgimento successivo dell'intima e dell'avventizia.
- Infiltrazione di PMN a carico della parete e della regione perivascolare.
- Linfociti e alterazione endoteliale: l'estensione del processo all'endotelio determina anche l'attivazione piastrinica, determinando trombosi.
- Fibrosi.
Conseguenze e manifestazioni
L'esito più probabile è una stenosi, che può causare la formazione di aneurismi. Essendo colpite arterie muscolari, dove c'è il danno, si crea un locus minoris resistentiae che porta allo sfiancamento della parete. Frequente, all'autopsia, è l'aspetto a corona di rosario dei vasi, perché ci sono tratti stenotici seguiti da tratti dilatati a livello dei microaneurismi, che in alcuni casi possono anche rompersi. Ad esempio, possono manifestarsi emorragie sottocapsulari a carico del fegato, per cui il paziente lamenterà dolori all'ipocondrio destro, legati alla rottura di rami intraparenchimali dell'arteria epatica. L'emorragia determina la brusca distensione della capsula di Glisson con forti dolori, a causa della stimolazione dei nocicettori presenti nella capsula.
La stessa cosa può verificarsi a carico del rene. Infatti, oltre alle manifestazioni di tipo generale (febbre, malessere, ecc.), un organo interessato precocemente è il rene, di cui possono essere colpite le arterie renali o i rami intraparenchimali. In questo caso, una delle prime manifestazioni è l'ipertensione arteriosa renovascolare resistente al trattamento, causata dall'attivazione del sistema renina-angiotensina, dovuta alla scarsa perfusione renale. Possono verificarsi alterazioni del sedimento urinario, ma nei pazienti non c'è una glomerulonefrite conclamata.
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