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Polarimetria chimica Appunti scolastici Premium

Appunti di chimica analitica sulla polarimetria chimica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Caboni dell’università degli Studi di Cagliari - Unica, Facoltà di Farmacia, Corso di laurea in tossicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Chimica analitica docente Prof. P. Caboni

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rotazione può essere misurato utilizzando il prisma analizzatore. Le posizioni relative

tra i due prismi infatti determinano l’intensità del fascio luminoso percepita

dall’osservatore che può essere di: ±

- Luminosità massima, quando l’angolo fra di essi è di 0° 180 °. In questo caso i

due prismi si dicono paralleli e il fascio uscente dal polarizzatore attraversa

integralmente l’analizzatore. ±

-Luminosità nulla, quando l’ angolo fra di essi è di 90° 180 °.In questo caso i due

prismi si dicono incrociati e il fascio uscente dal polarizzatore non passa dall’

analizzatore.

-Luminosità intermedie, per tutte le altre angolazioni.

Se siamo in condizioni di luminosità nulla, introducendo una sostanza otticamente

±α ≠180°

attiva che ruota il piano di polarizzazione di un angolo (± dipende dal fatto

che la sostaza sia destrogira o levogira), avremo un passaggio di luce

±α

dall’analizzatore. Ruotando quest’ultimo di un angolo ritorneremo in condizione

di luminosità nulla, riuscendo così a determinare il potere rotatorio della sostanza in

esame. α

Il potere rotatorio di una sostanza otticamente attiva, ovvero l’angolo con cui il

piano di polarizzazione viene ruotato, dipende dalla lunghezza del cammino della

luce attraverso la soluzione “l” (per questioni statistiche), dalla densità del corpo e

T

dal potere rotatorio specifico [a] del corpo stesso, secondo la relazione :

λ

α T

= [a] l d

λ

il potere rotatorio specifico dipendente dalla lunghezza d’onda e dalla temperatura.

Per una soluzione si ha quindi che :

T

[a] = (α / l c)* 100

λ

dove c è la concentrazione espressa in gr/100 ml di soluzione. Questa relazione, che

lega il potere rotatorio linearmente alla concentrazione, fissati i parametri

sperimentali, ci permette di seguire la cinetica della reazione.

L’ attività ottica di una sostanza è determinata dalla chiralità delle molecole che la

costituiscono. Una molecola chirale, ovvero non sovrapponibile alla sua immagine

speculare, è capace di ruotare il piano di polarizzazione della luce che la colpisce in

una sola direzione e quindi statisticamente questo effetto è rilevabile. Per molecole

achirali, in cui la polarizzazione avviene in modo speculare, questo effetto non è

rilevabile in quanto statisticamente gli effetti si elidono.

3 β-D-fruttofuranosil-α-D-glucopiranoside,

L’attività ottica del saccarosio o

disaccaride con [α] +66°, deriva dall’idrolisi del legame glicosidico per dare

D

glucosio [α] +52°, e fruttosio [α] -92° che complessivamente rendono la miscela

D D

levogira. Questo fenomeno è noto come inversione del saccarosio.

STRUMENTAZIONE E PROCEDIMENTO

strumentazione:

- polarimetro e tubo polarimetrico

- termostato

- cronometro

- vetreria

- soluzioni:

a- saccarosio

b- H SO 1 N ( normex)

2 4

Procedimento:

in 2 palloncini da 100 ml pongo 25 ml di H SO 1N e in altri due 50 ml di H SO 1N.

2 4 2 4

Porto a volume con la soluzione 0,204M di saccarosio, facendo partire il cronometro

al termine di questa operazione (solo per due palloncini contenenti differenti quantità

α.

di acido). Queste due soluzioni servono per la misura di Riempiamo due tubi

α

polarimetrici con le due soluzioni differenti misurando la variazione di ogni 10

minuti per un’ora; (le misure sulle due soluzioni sono state fatte, per motivi pratici,

α

con uno sfasamento di 5 minuti). Le misure di vengono fatte sulle soluzioni (a T

ambiente) prelevate dagli altri due palloncini, contenenti differenti quantità di acido,

preventivamente termostatate alla temperatura di circa 70-80 °C per un tempo pari a

α

quello della cinetica seguita (quindi un’ora circa). Prima di ogni lettura di l’

analizzatore deve essere posto in uno stato di penombra.

CALCOLI E RISULTATI

Nella nostra esperienza abbiamo rilevato i seguenti dati:

α = -2.85°

∞ (0.5N)

α = -2.32°

∞ (0.25N)

α = 8.1°

0 ( )

α α

− ∞

0

ln

l’equazione (3) ci permette di calcolare k riportando su un grafico (che

( )

1 α α

− ∞

per comodità indicheremo con R) contro t.

α

I valori di misurati sono riportati nelle tabelle che seguono.

t

Come si può vedere dai grafici, entrambe le curve sono pressochè rettilinee e con un

coefficiente di regressione lineare molto vicino ad 1. Questa è la conferma del fatto

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in tossicologia
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberta.piras.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica analitica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Caboni Pierluigi.

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