Il piede nello spazio: biomeccanica, podomeccanica e antigravità
Premessa
Il piede è un organo propriocettivo. Infatti, prima di essere motorio è un organo di senso, ed è grazie alla capacità sensoriale, che riconosciamo un terreno scosceso o pianeggiante. Da ciò possiamo dedurre che il piede non è una base rigida limitata al solo sostegno stabile del corpo ma si è evoluto divenendo meccanismo elicoidale dinamico, coinvolgente nella deambulazione tutti i segmenti corporei. Il piede è "l’organo del senso antigravitario", è responsabile del mantenimento del corpo in stazione eretta, ma anche del contrasto alla forza di gravità grazie alla quale è possibile la locomozione bipodale. Inoltre interviene nei meccanismi che regolano il controllo della postura, anche attraverso l’azione muscolare.
L’uomo deambulante è una vera macchina fisica e biologica che ottiene la massima efficienza ad un minimo costo. Questa presentazione prende in considerazione proprio questi molteplici aspetti, cercando di suscitare in chi leggerà, nella modestia di questo studio, quanto più interesse e curiosità possibile per la comprensione della complessità dei meccanismi podalici. Preziosa è stata la consultazione scientifica del testo “Il piede dell’uomo” dell’illustre Prof. Raffaele Paparella-Treccia, profondo conoscitore della fisiopatologia degli organi di movimento, che insieme al contributo scientifico di numerosi studiosi, ha redatto e pubblicato un’opera che possiamo considerare uno dei testi fondamentali per lo studio della biomeccanica e della podomeccanica.
Il piede nello spazio: introduzione
“Il piede è una struttura ‘spaziale’ atta ad assorbire e smistare le forze relativamente agli infiniti piani dello spazio” (Paparella-Treccia). Con l’assunzione della stazione eretta e l’adozione della locomozione bipodale, si è reso indispensabile, per l’uomo, il “controllo” della gravità, che diventa un importante fattore di instabilità se riflettiamo sull’altezza del baricentro corporeo e sull’esigua superficie di appoggio. Il piede è così chiamato ad intervenire nel “controllo” assumendone il comando diventando il protagonista nella stazione eretta e nella locomozione.
Il piede quindi è un diaframma interposto tra forze esterne (ambientali) e interne (muscolari), che in esso si incontrano, si contrastano e infine si fondono per l’affermazione della condizione di equilibrio. L’analisi della struttura del piede, va quindi inserita in un’indagine che lo inserisca nel contesto delle forze che lo sollecitano nell’arco della funzione nella qualità di struttura stabilizzante e nell’azione di mediazione tra le forze opposte.
Il dispositivo centrale predisposto al controllo della gravità è il complesso articolare peri-astragalico, risultato delle seguenti componenti:
- Articolazione tibio-peroneo-astragalica
- Articolazione sotto-astragalica posteriore (astragalo-calcaneare)
- Articolazione sotto-astragalica anteriore (astragalo-scafoidea)
- Articolazione medio-tarsica o di Chopart (astragalo-scafoidea + calcaneo cuboidea)
Il complesso articolare peri-astragalico interessa ampiamente lo spazio. Attraverso di esso e sotto l’effetto gravitario si attua il trasferimento sui diversi piani delle forze e dei moti. Le forze interne ed esterne vengono smistate nei vari piani nel rispetto delle esigenze necessarie attimo per attimo.
Il piede organo di senso antigravitario
Volendo fare un cenno sulla neurofisiologia antigravitaria dobbiamo distinguere il piede come “organo di senso” e “organo di moto”. Come già detto nell’introduzione possiamo considerare il piede un “diaframma” di contatto con la superficie su cui poggia, dalla quale assorbe informazioni che hanno direzione centripeta. Con la superficie di appoggio la struttura podalica mantiene un colloquio continuo comunicando le risposte elaborate dal sistema nervoso.
Fra le tante varietà di espressione dell’attività sensoriale relativa all’acquisizione delle informazioni, quella che coinvolge particolarmente la ricezione in sede podalica è la sensibilità cinestesica, che relaziona il corpo e le sue parti con lo spazio in cui si muove. Questa parte dell’atto motorio sorge dagli stimoli esterni che penetrano attraverso i recettori del senso cinestesico, fra questi oltre che ai recettori cutanei e articolari, ci sono i fusi muscolari. In questo senso i sensori sparsi nei muscoli del piede sono costituiti prevalentemente da fibre rosse, lente, destinate al controllo della gravità. Questi muscoli, perché inseriti in un sistema di controllo vengono qualificati come “cibernetici”.
Il senso cinestesico
- Ha per oggetto la determinazione della posizione dei segmenti corporei, così come della misura, estensione e durata dei loro movimenti, delle caratteristiche dei movimenti del corpo nella sua totalità.
- È il “senso gravitario” per eccellenza, dato che gli stimoli relativi sono costituiti dalle tensioni, compressioni e forze gravitarie, oltre che dai movimenti dei segmenti corporei e dalla contrazione muscolare.
Il piede organo di moto
Il piede preso ad esame come organo di moto, può essere considerato come la risultante delle forze applicate nella condizione “sotto carico” dovute alle sollecitazioni dei segmenti soprapodalici dell’arto e in contrasto con la reazione al suolo. Tali condizioni inducono il piede all’assunzione di una condizione motoria autoctona di tipo tonico, rispondendo i muscoli podalici alla stimolazione ambientale.
Il piede, nel controllo neuro-muscolare dell’ambiente appare più complesso quale “organo di senso” che quale “organo di moto”. Questa affermazione può essere chiarita pensando alle manifestazioni antigravitarie del piede che contrasta l’aggressione ambiente nelle sue varie forme di concerto con la monotonia della risposta motoria espressa univocamente dalla modulazione dell’avvolgimento ad elica retroavampodalico. La diversità di estensione delle corrispondenti aree corticali dell’encefalo dedicate all’espletamento delle due diverse funzioni del piede può esserne una suggestiva conferma.
Il piede è nel contempo porta di ingresso di stimoli del senso gravitario e dispositivo per la formulazione della risposta motoria” (Paparella-Treccia).
Biomeccanica e podomeccanica
Introduzione
Il piede è una struttura spaziale che distribuisce nello spazio le forze che lo investono, nel corso della funzione antigravitaria. Le forze in causa sono interne ed esterne e il “controllo” che ne regola il contrasto realizza la condizione di equilibrio. Questa condizione va considerata sia in riferimento alla meccanica del corpo...
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