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Podologia

Funzioni del piede

Il piede a volte è sia organo di senso che organo di moto. Il piede come organo di senso attraverso le sue 2 ossa arriva al suolo completamente rilasciato assumendo la forma del terreno e trasmettendo al SNC e facendo assumere costantemente un assetto antigravitazionale (x non cadere), dopo si irrigidisce e diventa una leva rigida diventando organo di moto.

Le dita del piede non hanno nome a parte il primo cioè l’alluce, le altre si chiamano attraverso numeri: 2°, 3°, 4°, 5°.

Il movimento del piede è ad elica (si avvolge e svolge), il piede è costantemente ad angolo retto ed è diretto sempre all’orizzonte.

Anatomia del piede

Il piede è formato da 26 ossa diviso in retro piede (tarso), metapiede (metatarso), avampiede (dita).

  • Calcagno
  • Astragalo o talo
  • Scafoide o navicolare
  • Retro piede ossa brevi
  • Tre cuneiformi
  • Cuboide
  • 1°, 2°, 3°, 4°, 5° metatarso metapiede ossa lunghe

L’avampiede è formato da 3 ossa che compongono le dita, tranne nell’alluce che ne ha 2 (falange, falangina e falangetta o falange prossimale, mediale e distale), l’alluce ha solo la prossimale e la distale (ossa lunghe).

Il tarso può essere diviso in 2 parti: tarso posteriore e tarso anteriore. Un osso lungo si caratterizza per un corpo, una base e una testa.

Sotto la testa del 1° metatarso ci sono 2 sesamoidi (non vengono riconosciuti come ossa), sono importanti per l’equilibrio del corpo.

Sostentaculum tali: sporgenza del calcagno che sostiene l’astragalo

Stiloide del 5° metatarso (tuberostà) serve per non far ruotare troppo il piede all’esterno.

Una foto o un’immagine si dice mediale se si vede per primo l’alluce. Una foto o un’immagine si dice laterale se per primo si vede il 5° dito.

Quando si parla di gamba si intende la parte che parte dal ginocchio in giù e comprende tibia e perone, se invece si parla di coscia si intende la parte femorale.

Le articolazioni

Le articolazioni sono un sistema di congiunzione di 2 o più segmenti scheletrici. Ce ne sono diverse nel piede:

  • Articolazioni mediotarsica di Chopart
  • Articolazioni tarso-metatarsee di Lysfranc
  • Articolazione sottotalare
  • Articolazioni intertarsee (collegano tra di loro le 5 ossa del tarso)
  • Articolazioni intermetatarsali (collegano anche le dita)

Le articolazioni possono essere divise in:

  • Sinartrosi: non permettono nessun movimento, dette anche fisse o immobili (ossa del cranio)
  • Anfiartrosi: permettono movimenti limitati chiamate anche sinfisi (vertebre)
  • Diartrosi: permettono ampi movimenti, hanno specifiche particolarità e sono raggruppate in classi: artroide, trocleari, enartrosi, condiloidee, a perno, a sella.

Artroide: superfici articolari piatte, slittano tra di loro (vertebre).

Trocleari: permettono il movimento su un solo asse che si trova in linea con le ossa che lo articolano.

Enartrosi: tipiche delle giunture degli arti, consentono i più liberi movimenti in tutte le direzioni.

Condiloidee: tra le articolazioni minori, permettono qualche movimento laterale.

A perno: consentono solo i movimenti di rotazione.

A sella: ha una superficie convessa e una concava, permette movimenti abbastanza liberi ma simili a quelli della troclea.

Muscoli

A seconda della funzione si possono dividere in muscoli estensori e flessori: piegano e distendono gli arti e le dita. Adduttori e abduttori: movimenti laterali.

I muscoli dorsali del piede sono rivestiti superiormente dalla fascia dorsale del piede.

I muscoli plantari del piede sono ricoperti dall’aponeurosi (è di protezione) plantare che si estende al di sotto del tessuto sottocutaneo e fa parte anch’essa della fascia comune.

L’aponeurosi è divisa in mediale (quella del 1° dito), laterale (del 5° dito), intermedia (le altre 3 dita).

I muscoli dorsali sono:

  • Estensore breve dell’alluce
  • Estensore breve delle dita (di solito si trovano scritti sotto il nome di un unico muscolo il pedidio)

I muscoli plantari sono divisi in 3 zone:

  • Zona mediale (muscoli dell’alluce): adduttore, abduttore, flessore breve
  • Zona laterale (muscoli del 5° dito): abduttore, opponente, flessore breve
  • Zona intermedia (muscoli dita): flessore breve, quadrato della pianta, lombricali (4), interossei (dorsali 4, plantari 3)

Muscoli anteriori della gamba

Dal muscolo femorale che si inserisce dentro il ginocchio da cui si forma il muscolo tibiale (anteriore e posteriore). Da dietro il ginocchio si formano: il muscolo estensore lungo delle dita e dell’alluce, il peroneo lungo, breve e terzo.

Muscoli posteriori della gamba

Ci sono il muscolo soleo e il gastrocnemio che insieme formano il tendine d’Achille.

Movimenti dei muscoli

Ora descriviamo i movimenti che producono i muscoli della gamba e del piede.

Muscolo estensore lungo dell’alluce permette:

  • Flessione dorsale del piede
  • Sollevamento mediale
  • Rotazione interna
  • Flessione dell’alluce

Muscolo estensore lungo delle dita:

  • Flessione dorsale del piede
  • Sollevamento laterale
  • Rotazione esterna
  • Flessione delle dita

Muscolo flessore breve delle dita:

  • Estensione della pianta del piede
  • Estensione delle dita

Muscolo flessore lungo dell’alluce:

  • Estensione plantare del piede
  • Sollevamento mediale
  • Estensione plantare dell’alluce

Muscolo flessore lungo delle dita:

  • Estensione plantare del piede
  • Sollevamento mediale
  • Estensione plantare delle dita

Muscolo gastrocnemio o gemelli:

  • Sollevamento laterale
  • Flessione dorsale delle dita

Muscolo estensore breve delle dita:

  • Sollevamento laterale
  • Flessione dorsale delle dita

Muscolo peroneo anteriore:

  • Flessione dorsale
  • Sollevamento laterale
  • Rotazione esterna

Muscolo peroneo breve:

  • Estensione plantare
  • Sollevamento laterale
  • Rotazione esterna

Muscolo peroneo lungo:

  • Estensione plantare
  • Sollevamento laterale
  • Rotazione esterna

Muscolo plantare gracile:

  • Estensione plantare
  • Flessore della gamba
  • Rotazione interna della gamba

Muscolo soleo:

  • Estensione plantare del piede

Muscolo tibiale anteriore:

  • Flessione
  • Sollevamento mediale
  • Rotazione interna

Muscolo tibiale posteriore:

  • Estensione
  • Sollevamento mediale
  • Rotazione interna

Sistema circolatorio del piede

Arterie

Il tronco da cui originano le arterie che irrorano il piede è la poplitea, diretta continuazione dell’arteria femorale il suo ramo anteriore di biforcazione è l’arteria tibiale anteriore da cui origina l’arteria dorsale del piede o arteria pedidia, la branca posteriore di biforcazione è l’arteria plantare mediale e l’arteria plantare laterale.

L’arteria pedidia deriva dalla tibiale anteriore, poi diventa dorsale che si curva e si sfiocca in arterie digitali.

Vene

Le vene del piede si dividono in profonde o sottofasciali, superficiali o sottocutanee. La vena safena (piccola e grande) è una vena che supporta il lavoro della vena femorale, è solo superficiale. Le vene sono il doppio delle arterie.

Leggi che inquadrano la figura del podologo

Dal punto di vista burocratico la professione del podologo è descritta nel decreto legge del 14 settembre 1994, N 6661.

  1. È individuata la figura professionale del podologo con il seguente profilo: il podologo è l'operatore sanitario che in possesso del diploma universitario abilitante, tratta direttamente, nel rispetto della normativa vigente, dopo esame obiettivo del piede, con metodi incruenti, ortesici e idromassoterapici, le callosità, le unghie ipertrofiche, deformi e incarnite, nonché il piede doloroso.
  2. Il podologo, su prescrizione medica, previene e svolge la medicazione delle ulcerazioni delle verruche del piede e comunque assiste, anche ai fini dell'educazione sanitaria, i soggetti portatori di malattie a rischio.
  3. Il podologo individua e segnala al medico le sospette condizioni patologiche che richiedono un approfondimento diagnostico o un intervento terapeutico.
  4. Il podologo svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale.

Vista la nota in data 13 settembre 1994 con cui lo schema di regolamento è stato trasmesso, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, al Presidente del Consiglio dei Ministri; Adotta il seguente regolamento:

  1. Il diploma universitario di podologo, conseguito ai sensi dell'art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (2), e successive modificazioni, abilita all'esercizio della professione.
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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher serpodo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Rasoni Giuseppe.
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