Platone
Vita
428 a.C. - 348 a.C.
Vive ad Atene e proviene da una famiglia aristocratica. Atene in quell’epoca era considerata una delle città democratiche più importanti della Grecia, anche se con la sconfitta nella guerra del Peloponneso perderà la sua supremazia diventando una città decadente.
Platone fu allievo di Socrate, il quale venne condannato a morte da Atene con voto democratico; a partire da questo fatto Platone maturò avversione nei confronti della democrazia di Atene e del regime democratico in quanto tale.
Platone non si occuperà attivamente di politica in Grecia ma tenterà invece di realizzare il suo sogno di città ideale a Siracusa, nella Magna Grecia. Nel 387 fonda ad Atene una sua scuola chiamata Accademia dove esercita il suo magistero per 20 anni.
Pensiero
La sua filosofia si fonda sulla dottrina delle idee, cioè divide la realtà in due mondi ben distinti:
- L’iperuranio dove hanno sede le idee perfette ed incorruttibili
- Il mondo reale/sensibile dove si trova la corruzione
Pensiero politico
Secondo Platone, a dover governare non è l’aristocrazia ma l’aristocrazia del sapere, ovvero dei filosofi, in quanto detengono l’episteme (conoscenza) che serve a governare la massa.
Opere
Le opere di Platone sono scritte in forma di dialogo dialettico confutatorio; questo metodo era utilizzato anche dai Sofisti. Platone sostiene che i Sofisti utilizzassero il dialogo per uno scopo differente dal suo; essi volevano solo convincere le persone mentre Platone e Socrate lo utilizzavano non per persuadere ma per raggiungere la verità.
L’opera più importante è La Repubblica e ha come tema principale la giustizia. Il dialogo inizia con Socrate che cerca di ribaltare la tesi di Trasimaco sostenendo che la vera scienza viene esercitata nell’interesse di coloro nei confronti dei quali è esercitata e paragona la scienza politica all’arte medica: deve fare l’interesse di coloro ai quali è diretta. Lo scopo è dimostrare che esiste una giustizia oggettiva che coincide con il bene della polis.
Struttura dello Stato ideale
Nei libri 2 e 3 Platone delinea quali sono i tratti distintivi dello Stato ideale e per spiegarli fa ricorso al mito della nascita degli uomini dalla Terra, distinguendo tre gruppi:
- Aurea
- Argentea
- Bronzea
Questi tre gruppi, denominate “anime”, corrispondono a tre classi:
- Aurea: classe dei filosofi
- Argentea: classe dei guerrieri
- Bronzea: classe degli artigiani/contadini/operatori economici
Nel 5 libro Platone specifica le caratteristiche delle classi sociali e scrive che: la classe dei filosofi e dei guerrieri deve vivere in regime di assenza di proprietà privata o di comunanza dei beni. Abolisce dunque la proprietà privata e la famiglia per le due classi dominanti perché devono dedicarsi completamente alla cura dello stato della polis. La terza classe invece viene liberata da questo comunismo in quanto per Platone deve possedere beni materiali e deve avere anche la famiglia perché tutto ciò è funzionale al tipo di ruolo che ciascuna classe svolge.
Virtù delle classi
Nel 4 libro descrive le virtù proprie di ciascuna classe:
- Filosofi = sophia (saggezza)
- Guerrieri = andreia (coraggio)
- Operatori economici = temperanza; in questa classe la razionalità è meno presente perché è una classe preda delle passioni, devono quindi saper temperare, cioè dominare i loro istinti.
Mito della biga alata
La biga guidata dall’auriga deve raggiungere l’iperuranio. La biga è trainata da due cavalli, uno nero ed uno bianco che la trainano in direzioni opposte. L’auriga ha il compito di indirizzarla. Il cavallo bianco tende verso l’iperuranio mentre quello nero verso il mondo dei sensi.
In termini politici, il mito indica la divisione in tre classi dello Stato:
- Auriga - razionale - filosofi
- Cavallo Bianco - irascibile, coraggioso - guerrieri
- Cavallo Nero - concupiscibile - operatori economici
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