Bodin e la teoria della sovranità
Bodin non è un aristotelico. Bodin è chiamato il teorico della sovranità. Infatti, per lui la sovranità è il potere supremo al di sopra del quale non vi è nessun altro potere. Dove c'è la sovranità, c'è lo Stato. Bodin afferma che per sovranità si intende quel potere assoluto e perpetuo che è proprio dello Stato.
Il concetto di sovranità secondo Bodin
Per Bodin, un potere non è perpetuo quando è assegnato a una persona o a un corpo per un periodo determinato. Per assoluto si intende che il potere sovrano, per essere tale, deve essere legibus solutus, quindi sciolto dall'obbligo di obbedire alle leggi positive date dai suoi predecessori. Contrariamente a quello che di solito si crede, per potere assoluto non si intende potere illimitato. Vuol dire semplicemente che il sovrano, essendo il detentore del potere di fare le leggi, non è sottoposto a queste leggi perché non è possibile comandare a se stessi.
- Come tutti gli esseri umani, il sovrano è sottoposto alle leggi che non dipendono dalla volontà degli uomini, quindi alle leggi naturali e Divine.
- Altri limiti al potere sovrano sono dati dalle leggi fondamentali dello Stato, ad esempio le leggi costituzionali in una monarchia che stabiliscono la successione al trono.
- Un ulteriore limite al potere del sovrano è dato dalle leggi che regolano i rapporti privati tra i sudditi, in primis i rapporti di proprietà. Infatti, il re non può impossessarsi della proprietà altrui e disporne senza il consenso del proprietario.
Distinzione tra titolarità ed esercizio della sovranità
Bodin distingue la titolarità della sovranità dal suo esercizio. Per Bodin, le forme di Stato sono tre: monarchia, aristocrazia e democrazia. Egli afferma che le forme sono soltanto tre perché non distingue quelle buone da quelle cattive, ed anche perché secondo lui non esiste la settima forma di governo, cioè il governo misto.
Secondo Bodin, se si dovessero distinguere le forme buone da quelle cattive in base a pregi e difetti, il numero di costituzioni diverrebbe infinito. Anche se successivamente lo stesso Bodin, contraddicendosi, reintrodurrà la distinzione tra buon governo e mal governo.
Critica del governo misto
Per quanto riguarda il governo misto, secondo Bodin, monarchia, aristocrazia e democrazia uniti insieme non danno nient'altro che una democrazia. La sovranità è indivisibile, quindi non si riesce neanche a immaginare come le tre forme di Stato potrebbero stare insieme. Inoltre, la prima prerogativa della sovranità è quella di dare le leggi ai sudditi, ma a questo punto ci si chiede dove sono i sudditi che obbediscono se anche si ha lo stesso potere di fare le leggi.
- O il popolo non ha il potere di fare le leggi e allora lo Stato non è misto, ma sarà aristocratico o monarchico.
- Oppure il potere di fare le leggi appartiene al popolo, quindi lo Stato è democratico.
La sovranità è dunque perpetua, assoluta e indivisibile. Il sovrano o ha tutto il potere o non ne ha nessuno. Quando il potere è diviso, perde la sua stabilità. Proprio per questo Bodin critica lo Stato misto. Quindi, Bodin critica lo Stato misto per la sua instabilità, a differenza dei suoi predecessori che lo elogiavano per la stabilità.
A questo punto si potrebbe obiettare affermando che gli stati antichi e moderni considerati misti sono durati più a lungo degli altri. Ma Bodin afferma che gli stati che antichi e moderni hanno considerato misti, in realtà non sono misti perché una delle parti prevale sempre sulle altre e se così non fosse stato ci sarebbe stato un conflitto distruttivo.
La distinzione tra titolo ed esercizio della sovranità
Il riconoscimento che vi sono stati composti rientra attraverso la distinzione tra titolarità della sovranità ed esercizio della stessa. La titolarità può appartenere a un monarca quando lo Stato è monarchico. L'esercizio della sovranità può essere affidato dal re a un'assemblea aristocratica o popolare senza per questo essere uno stato misto (Stato monarchico-aristocratico o monarchico-democratico).
Il regime può essere monarchico ma con governo democratico se il principe permette a tutti di partecipare al governo. Può essere sempre monarchico ma con governo aristocratico se il principe concede il potere solo ai nobili. Al tempo stesso, anche un’aristocrazia può essere al governo democratico o a governo aristocratico. Analogamente, anche una democrazia può essere a governo aristocratico o al governo democratico.
Le costituzioni possibili
A questo punto le costituzioni sembrerebbero essere sei, ma in realtà se ne aggiungono altre tre: la monarchia al governo monarchico, l'aristocrazia ha governo monarchico e la democrazia al governo monarchico. Quindi, le costituzioni possibili sono nove.
La distinzione tra stato e governo sarà ripresa da Rousseau con la differenza che per Rousseau la sovranità risiede unicamente nel popolo, e quindi esiste una sola forma di Stato, quello fondato sulla sovranità popolare, detta Repubblica. A sua volta, la Repubblica può essere governata in tre modi diversi e quindi può essere monarchica, aristocratica o democratica.
Confronto con Rousseau
Nonostante la scelta politica di Rousseau sia opposta rispetto a quella di Bodin, perché identifica la sovranità con quella popolare, Bodin ritiene che la sovranità possa risiedere tanto nel popolo quanto nel principe, quanto nella classe degli ottimati. Anche per Rousseau uno dei caratteri della sovranità è l'indivisibilità; infatti, la sovranità o è unica o non è.
Rousseau critica coloro che dividono la sovranità e, dopo che l'hanno divisa, vogliono comporla ad unità, paragonandoli ai giapponesi che squartano un bambino, lo gettano in aria e poi lo fanno ricadere vivo e unito. A differenza di Bodin, Rousseau non rifiuta la categoria del governo misto perché la interpreta come una divisione non dello Stato, ma come divisione del governo. Infatti, secondo Rousseau non esistono governi semplici.
Il richiamo a Rousseau permette di chiarire l'innovazione di Bodin. I teorici del governo misto sostenevano la divisione del potere sovrano in diverse parti limitate.