Estratto del documento

PLASTICITÀ

INTRODUZIONE

❖ → →

1665 Hooke (XVII secolo) osservazione del sughero al microscopio tante cellette e piccole

schegge delimitate da una parete sottile e resistente

❖ →

Cellule entità altamente dinamiche dove le pareti rispondono continuamente a stimoli

➢ endogeni

➢ ambientali

 →

biotici altri organismi

 →

abiotici variazione parametri chimico-fisici

PIANTE

❖ organismi eucariotici AUTOTROFI FOTOSINTETICI

❖ scelte evolutive diverse dai Metazoi:

▪ →

fotosintesi no eterotrofia

▪ →

totipotenza cellulare no motilità o poca (diverse da alghe unicellulari

flagellate)

❖ processi di differenziamento e sviluppo si basano sul fatto che cellule restano FISSE imprigionate

nel RETICOLO TRIDIMENSIONALE delle pareti cellulari si riflette all’INTERO ORGANISMO in

una mancata capacità di movimento

❖ le piante hanno sviluppato SOFISTICATI MECCANISMI cellulari MOLECOLARI e SISTEMICI per

percepire e rispondere agli stimoli esterni

 ambientali

 →

patogeni e parassiti meccanismi di difesa

❖ →

aumento di dimensioni fenomeno associato ad un ACCRESCIMENTO delle SINGOLE CELLULE

(diverso dagli animali dove aumento dimensioni dato da proliferazione cellulare) 1

CELLULA VEGETALE

❖ →

dimensioni di circa 100 mm da 10 mm nelle meristematiche ed embrionali ad alcuni cm nei

granuli pollinici

❖ → →

parete cellulare cellulosa, pectine, emicellulose ma può subire modificazioni da lignina e

suberina

❖ →

plasmodesmi canali nella parete cellulare che permettono la comunicazione fra cellule

❖ →

vacuoli cavità endocellulari, avvolti dal tonoplasto che occupano gran parte della cellula e

che svolgono numerose funzioni:

 mantenere il turgore cellulare

 controllo del passaggio di molecole dalla linfa al citosol

 mantenimento del pH ottimale del citosol

 riserva di varie sostanze

❖ →

plastidi, specialmente i cloroplasti grazie alla clorofilla permettono alle cellule vegetali di

produrre monomeri di zucchero e ossigeno, partendo dalla CO e sfruttando l’energia solare

2

(FOTOSINTESI CLOROFILLIANA)

❖ Assenza:

• centrioli

• lisosomi

PARETE CELLULARE

❖ conferisce la forma cellulare

• assunta durante il differenziamento

• dipende in realtà da EQUILIBRIO tra:

 plasticità parete

 →

pressione turgore esercitata dal vacuolo

❖ fino al completamento del differenziamento cellulare e irrigidimento della parete (arresto della

crescita cellulare):

➢ parete limita l’estensione del PROTOPLASMA

➢ protoplasma causa la distensione della PARETE

❖ →

struttura altamente DINAMICA cellula controlla continuamente:

➢ caratteristiche meccaniche

➢ caratteristiche chimiche

➢ caratteristiche funzionali

❖ in diversi organismi, ma composizione chimica e struttura diversa:

➢ quasi tutti PROCARIOTI

➢ tutti FUNGHI 2

➢ numerosi PROTISTI

➢ tutte PIANTE

Parete cellulare procarioti

❖ →

Peptidoglicano (o mureina) glicopeptide formato:

➢ NAG (N-acetilglucosammina)

➢ NAM (acido N-acetilmuramico)

➢ Catena peptidica

 L-Ala

 Acido D-glutammico

 →

aa acido meso-diaminopimelico (Gram-) o L-Lys (Gram+)

 D-Ala

❖ Gram - • reazione negativa con CRISTAL VIOLETTO

• sottile strato di peptidoglicano

• →

strato esterno (outer membrane) LPS e proteine

❖ Gram + • reazione positiva

• aspetto uniforme

• spesso strato di peptidoglicano associato a:

 acidi teicoici

 acidi teicuronici

Parete cellulare funghi →

Costituita soprattutto da CHITINA polisaccaride con residui N-acetilglucosammina

Troviamo la chitina anche nell’esoscheletro degli artropodi

PARETE CELLULARE PIANTE

❖ spessore 0,1 - 100 mm -D-glucosio

❖ → →

componente principale: cellulosa polimero lineare da residui di [(1 4)-D-

GLUCANO]

❖ pH 4-6

❖ 3 strati:

• parete primaria

▪ 0,1 - 1 mm

▪ in tutte le cellule

▪ depositata da cellule in accrescimento, molto plastica

▪ contiene il protoplasto vivo

▪ →

molto idratata flessibile ed estensibile 3

▪ 35% pectine, 25% emicellulose, 25% cellulosa, 1-8% proteine

▪ due diversi tipi:

 →

sottile e pochi strati cellule meristematiche e parenchimatiche

 → →

spessa e tanti strati cellule collenchima ed epidermiche

troviamo in questi tipi anche molecole IMPERMEABILIZZANTI

IDROFOBICHE

• parete secondaria

▪ →

solo alcuni tipi cellulari sughero, xilema e sclerenchima

▪ deposta

 →

al termine ESPANSIONE bloccare accrescimento

 all’interno della parete primaria (tra la primaria e la membrana)

▪ ulteriormente suddivisa in 3 strati:

 →

S1 esterno

 →

S2 mediano

 →

S3 interno

▪ ricca di CELLULOSA e LIGNINA + suberina, cutina e cere

▪ le microfibrille di cellulosa hanno un orientamento diverso nei diversi

→ →

strati conferiscono una struttura lamellare RESISTENZA

▪ povera di emicellulose e pectine

▪ priva di proteine, sia enzimatiche sia strutturali

▪ supporto e impermeabilizzazione

▪ una spessa parete può occludere completamente il protoplasto

▪ →

lignificazione rende gli scambi di soluti difficoltosi alcune cellule

svolgono la loro funzione da morte:

 tracheidi

 trachee

• lamella mediana

▪ strato sottile di circa 30 nm

▪ origina da piastra cellulare

▪ in tutte le cellule

▪ →

strato più esterno unisce cellule adiacenti (ADESIONE CELL-CELL)

▪ suddivisibile in due zone:

 →

zona appressata tra due cellule ricca di PECTINE METILATE

 →

zone di giunzione tra più cellule si formano spazi intercellulari e

predominano PECTINE NON-METILATE

▪ nelle cellule con parete secondaria, la lamella risulta incrostata da lignina

e tende a scomparire

❖ può essere rimossa con:

▪ cellulasi

▪ pectinasi

▪ emicellulasi 4

❖ composizione:

• polisaccaridi

▪ cellulosa

▪ emicellulose

▪ pectine

• componente proteica

▪ →

alcune con funzione strutturale rafforzamento e assistenza al corretto

montaggio

▪ altre con funzione enzimatica

❖ Architettura

• FASE MICROFIBRILLARE

 CELLULOSA

 immersa nella matrice

• FASE DI MATRICE

 H O

2

 →

Polisaccaridi PECTINE ed EMICELLULOSE

 Proteine (strutturali ed enzimatiche)

 →

Composti fenolici LIGNINA

❖ Funzioni

• forma e supporto

• resistenza meccanica

• →

creazione P turgore circa 0,2 MPa

• barriera patogeni

• segnalazione

Componente polisaccaridica

❖ Fase microfibrillare:

 CELLULOSA

 -glucosio (1 → →

unità di legati da legami 4) formazione di

catene in realtà unità base sono dimeri di CELLOBIOSIO ripetuti

ed uniti da legami H

 catene adiacenti legate da legami H

 → → →

unità di glucosio unità di cellobiosio microfibrilla (10nm)

macrofibrilla (50 nm)

❖ Microfibrilla:

 20-40 catene con legami H

 diverse zone

▪ amorfe

 meno compatta

 si posiziona alle estremità

 più sensibile alle cellulasi

▪ cristalline

 →

più compatte difesa ed esclusione H O

2 5

 si posizionano centralmente

 inaccessibili a cellulasi

❖ Fase matriciale:

 ricca di H O

2

 costituita da polisaccaridi appartenenti ai gruppi delle:

 emicellulose

 pectine

 in piccole quantità anche proteine strutturali

 classificazione polisaccaridi di matrice NO CHIMICA ma in base alla MODALITÀ di

ESTRAZIONE

 emicellulose con trattamenti fortemente caustici della parete

priva di pectine→ soluzione ALCALINA (2-4 M NaOH)

 2+

pectine con agenti chelanti dello ione Ca oppure con

H O/soluzione acida CALDA

2

PECTINE

❖ →

conferiscono plasticità alla parete essendo più solubili in H O sono in grado di formare GEL

2

(anche dopo essere stati estratti)

❖ costituiscono circa il 35% della parete primaria di dicotiledoni e monocotiledoni (non

commelinoidi)

❖ →

impiego nell’industria ALIMENTARE e COSMETICA marmellate, gelatine e rossetti

❖ polisaccaridi

 abbondanti nelle ZONE ADESIONE a livello della lamella mediana

 →

ricchi in ACIDO GALATTURONICO (GalA) 70% pectine da GalA

 struttura complessa e ramificata

❖ principali zuccheri formanti le pectine:

 →

acido galatturonico zucchero acido

 →

ramnosio zucchero neutro

 →

galattosio zucchero neutro

 →

arabinosio zucchero neutro

❖ troviamo tra le pectine:

▪ OMOGALATTURONANO (detto anche acido poligalatturonico)

(1

▪ →

catena lineare di acido galatturonico 4)

▪ →

polimero acido per la presenza di gruppi COOH sul C6 solitamente →

metilato (quando sintetizzato), ovvero legame estere tra i due gruppi

PECTINA METILESTERASI taglia il legame e ora il gruppo COOH può

2+ 2+

mediare i LEGAMI CROCIATI complessandosi con ioni Ca o Mg

formando gli EGG BOXES 6

▪ gli egg boxes conferiscono alla parete una consistenza GELATINOSA con

funzione:

 lubrificante

 →

adesione cellulare comunicazione

▪ RAMNOGALATTURONANO I

▪ catena principale lineare di acido galatturonico intervallata da residui di L-

ramnosio

(2 (4

▪ → →

legami 1) e legami 1)

▪ RAMNOGALATTURONANO II

▪ struttura molto complessa

▪ catena base di acido poli-galatturonico e almeno 10 zuccheri diversi come

ramificazioni

▪ essendo altamente ramificato permette la formazione di PORI

▪ capacità di DIMERIZZARE grazie alla formazione di un ESTERE con il

BORATO (in corrispondenza di un APIOSIO) rigidità parete

▪ ARABINANO

▪ → →

scheletro residui di arabinosio (1 5)

▪ → →

ramificazioni residui di arabinosio (1 3)

▪ ARABINOGALATTANO

▪ → →

scheletro residui di galattosio (1 4)

▪ →

ramificazioni residui di arabinosio

▪ XILOGALATTURONANO

▪ acido galatturonico e ramificazioni di xilano

EMICELLULOSE

❖ →

gruppo eterogeneo di polisaccaridi fortemente legati alla cellulosa mediante legami H su

microfibrille neosintetizzate (amorfe) permettono COLLEGAMENTI CROCIATI tra fibrille di

cellulosa

❖ FORZA PORTANTE della parete

conferiscono la

❖ biosintesi nel Golgi

❖ molecole ramificate:

 XILOGLUCANO

 parete primaria dicotiledoni

 (1

→ →

scheletro 4)-D-glucano

 →

ramificazioni xilosio su C6 7

 GLUCURONOARABINOXILANO (GAX)

 parete primaria e secondaria monocotiledoni

 (1

→ →

scheletro 4)-D-xilano

 →

ramificazioni acido glucuronico e arabinosio

 GLUCOMANNANI

 piccole tracce

 alternanza di glucosio e mannosio

PROTEINE STRUTTURALI

❖ componente polisaccaridica predominante, infatti altamente glicosilate (glicoproteine)

❖ tra le più importanti HRGP (estensine)

❖ loro distribuzione non è omogenea ma dipende da:

 specie

 tipologia cellulare

 stadio di sviluppo

❖ →

ramificazioni grossi polisaccaridi

❖ estratte e purificate solo se ritrovate nella via di segnalazione altrimenti una volta raggiunta la

parete polimerizzano e reagiscono con altri componenti diventando INSOLUBILI e NON

ESTRAIBILI

❖ 4 gruppi

• HRGP (HyPro Rich Glyco Proteins)

• appartengono a questo la famiglia delle ESTENSINE

• motivo conservato

• limitazione estensione cellulare e resistenza patogeni

• PRP (Proline Rich Proteins)

• →

GRP (Glycine Rich Proteins) risposta ferite

• →

AGP (Arabino Galattan Proteins) per differenziamento e adesione cellulare

❖ le HRGP, PRP e GRP hanno una struttura primaria altamente ripetuta che consente la

formazione di strutture:

• a bastoncino (HRGP e PRP)

• a piastra (GRP)

❖ generalmente rivolti nella FACCIA ESTERNA della membrana

❖ espressione tessuto-specifica

❖ possono avere anche un ruolo come MOLECOLE SEGNALE nei processi di sviluppo 8

PROTEINE ENZIMATICHE

numerose funzioni:

difesa CHITINASI

idrolitici CELLULASI, PECTINASI

cross-linkers XET (xiloglucano endotransglucosidasi per assemblaggio XILOGLUCANO della

parete)

ACQUA

❖ può arrivare fino al 60% del peso della parete primaria

❖ funzioni strutturali

➢ legandosi con le pectine per formare gel e formando legami H con gli altri

polimeri della parete

➢ formare legami H con altri polimeri della parete

- 2+

N.B. Anche alcuni ioni, come il borato (B ) e il Ca , sono strutturalmente importanti andando a

formare legami di una certa rigidità tra polimeri pectici.

FENOLI

❖ si infiltrano negli spazi tra le miofibrille di cellulosa che si legano in modo crociato

❖ appartengono alla classe dei FENILPROPANOIDI

❖ costituenti base della LIGNINA (lignoli)

➢ esclusiva della parete secondaria

➢ →

fino al 20-30% in peso tra i polimeri nella pianta secondo polimero più

abbondante dopo la cellulosa

➢ →

conferisce compattezza e idrofobicità parete IMPERMEABILE e

RESISTENTE alla compressione (eliminazione di H O)

2

➢ comparve nel DEVONIANO circa 400 mln di anni fa, permettendo ai vegetali

di conquistare l’ambiente terrestre

➢ polimero di natura fenolica

➢ si forma da accoppiamento ossidativo di 3 MONOLIGNOLI (sintetizzati nel

citoplasma a partire dagli aa aromatici fenilalanina e, nelle graminacee,

anche dalla tirosina):

 alcol p-cumarilico (H)

 →

alcol coniferilico (G) abbondante nelle gimnosperme

 →

alcol sinapilico (S) abbondante nelle angiosperme

BIOGENESI PARETE

I componenti della parete possono venire sintetizzati direttamente sul posto, come la cellulosa,

oppure nel citoplasma (RE e apparato del Golgi) per essere poi secreti nello spazio extracellulare e

correttamente assemblati assieme agli altri componenti della parete. 9

❖ Cellulosa

▪ mediante utilizzo di enzimi (glicosil-transferasi) che aggiungono ad una catena

polimerica in allungamento un residuo glicosidico proveniente da uno zucchero-

nucleotide attivato

▪ a livello della membrana plasmatica, nel COMPLESSO della ROSETTA

➢ complesso multi-enzimatico intrinseco di 6 subunità disposte in modo

circolare

➢ diametro di 25-30 nm

➢ ciascuna subunità da 6 proteine note come CELLULOSA SINTASI (CESA)

 su microtubuli corticali

 continuo movimento

 mutazione fra2 altera la disposizione microtubuli e questo si

riflette nella disposizione alterata delle microfibrille dello strato

interno della parete

 appartenenti al gruppo GLICOSILTRANSFERASI

 3 diverse proteina CESA per ogni subunità (3x2=6)

➢ in Arabidopsis le 6 proteine CESA sono codificate da 3 geni

 →

parete primaria CESA 1, 3 e 6

 →

parete secondaria CESA 4, 7 e 8

N.B. microtubuli osservati con microscopio confocale mentre le microfibrille di cellulosa con il

microscopio elettronico a scansione

▪ → →

da ogni CESA viene sintetizzato un POLIGLUCANO [catena b(1 4)-D-glucano] questi

poliglucani si associano agli altri per formare la MICROFIBRILLA. Le microfibrille di

cellulosa sono deposte in modo ordinato e non casuale

❖ Pectine ed emicellulose

▪ biosintesi nel Golgi (lato luminale)

▪ da specifiche glicosil-transferasi intrinseche o associate alla membrana

▪ ci sono anche molte metiltransferasi e acetiltransferasi

▪ una volta sintetizzati i polimeri raggiungono la parete mediante il TRASPORTO

VESCICOLARE

▪ →

cis-trans pectine

▪ →

trans emicellulose

❖ Proteine di parete (strutturali o enzimatiche)

▪ inizia nel citosol

▪ →

sono dotate di peptide N-terminale segnale per procedere nella via di secrezione

→ →

(reticolo maturazione Golgi secrete grazie al trasporto vescicolare) 10

Assemblaggio componenti parete

Si ipotizzano due meccanismi:

• →

autoassemblaggio dipende esclusivamente dalle proprietà intrinseche dei vari polimeri

(ad esempio le emicellulose tendono a legarsi spontaneamente alle fibrille di cellulosa, così

come le pectine tendono a formare gel)

• assemblaggio mediato da enzimi

Proprietà chimico-fisiche parete

Diversa composizione chimica della parete conferisce ad essa diverse proprietà fisiche e chimiche:

❖ RESISTENZA

➢ alla trazione

➢ alla compressione

▪ conferita da:

➢ LIGNINA

 resistenza per le sue caratteristiche strutturali

 riduce plasticità occupando il posto dell’H2O

➢ CELLULOSA

 dà il suo massimo contributo quando la forza applicata è nella

stessa direzione delle microfibrille

❖ PLASTICITÀ

▪ →

conferita dalla componente PECTICA formano gel e assecondano protoplasto nella

crescita

▪ controllata da proteine specifiche

▪ espansine

▪ XET

▪ →

rimodellano legami tra i polimeri della matrice conferendo alla cellula

la capacità di CAMBIARE FORMA

▪ H O

2  abbondante in pareti plastiche

 scarsa in pareti rigide

❖ ELASTICITÀ

▪ →

conferita dalla componente FIBRILLA

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 48
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 1 Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 48.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Plasticità cellulare (prima parte) Pag. 46
1 su 48
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/11 Biologia molecolare

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kejsi.dervishi.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Plasticità cellulare e dinamiche del differenziamento nelle piante e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pasqua Gabriella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community