Estratto del documento

Pianificazione e controllo

Disciplina aziendale che consiste nell’utilizzo sistematico delle informazioni rilevanti, cioè significative allo scopo per specifici utilizzatori, per la formulazione di decisioni e il monitoraggio di attività. Ai fini dell’individuazione dell’informazione rilevante, viene ad assumere importanza l’organizzazione composta da:

  • Competenze ed abilità
  • Ampiezza di responsabilità individuali e di gruppo
  • Livello e estensione delle deleghe d’autorità
  • Assetto di governo (corporate governance)

Attraverso la P&C viene valorizzata l’informazione come risorsa aziendale che contribuisce, orientando le decisioni al perseguimento dell’economicità aziendale.

Livelli di pianificazione e controllo

La composizione dell’organizzazione amministrativa porta a distinguere tre livelli di pianificazione e controllo:

  • Governo e strategia (vertice aziendale): pianificazione strategica
  • Direzione a livelli intermedi (management): controllo direzionale
  • Esecuzione diretta (base operativa): controllo operativo

Sistemi di pianificazione e controllo

I sistemi di pianificazione e controllo si basano su diversi principi:

  • Razionalità: Decisioni razionali; secondo Simon, la razionalità ha dei limiti (incertezza e complessità) che tendono ad aumentare con la proiezione temporale d'osservazione, eliminabili con l’informazione rilevante.
  • Coordinamento: Le decisioni devono essere collettive.
  • Congruenza: Le decisioni strategiche devono essere connesse alle esigenze del soggetto economico (imprenditore).
  • Correttezza: Rispetto delle regole di legalità; concetto legato all’etica d’impresa. Codice Etico obbligatorio per le società quotate (Consob) che favorisce comportamenti virtuosi.

Sistemi P&C decisioni

La pianificazione strategica, il controllo direzionale e i controlli operativi si distinguono per le loro caratteristiche di strutturazione e finalità:

  • Pianificazione strategica: Decisioni non strutturate di cambiamento; decisione di forte cambiamento strategica e sull’aspetto organizzativo, decisione a forte livello di rischio presa dall’imprenditore (general manager).
  • Controllo direzionale: Decisioni tattiche non strutturate di continuità; interventi migliorativi nelle aree funzionali (manager specifico).
  • Controlli operativi: Azioni strutturate; non hanno discrezionalità, sono automatiche e richiedono poca professionalità. Standardizzazione, i controlli operativi garantiscono equità ed efficienza del servizio.

Pianificazione strategica

Complesso di studi volti a selezionare una o più strategie per la ricerca della dominanza competitiva dell’impresa a lungo termine. La strategia complessiva è formata da diverse strategie di livello:

  • Strategie di business: Definizione delle azioni competitive per ciascun business
  • Strategie di aree strategiche d’affari: Combinazioni di business appartenenti ad una certa ASA
  • Strategie aziendali: Rivolte alla definizione dei fini della società (mission)

La strategia aziendale ha subito recentemente l’innesto della qualità totale (Giappone):

  • Orientamento al cliente con la sua massima soddisfazione
  • Just in time: Minimizzare gli sprechi di tempo lungo il ciclo di lavorazione e oneri aggiuntivi di produzione, si tende quindi al miglioramento continuo nel lungo periodo
  • Impiego di tecnologie flessibili robotizzate
  • CIM (Computer Integrated Manufacturing): Integrazione sotto un controllo computerizzato di diverse funzioni come produzione, CAD, CAM, logistica e gestione delle risorse umane
  • Inversione della logica decisionale con avvio dagli ordini della clientela e trasmissione a ritroso mediante processo kanban ai reparti di assemblaggio e produzione
  • Riduzione e possibile eliminazione delle giacenze di magazzino
  • Versatilità delle competenze del personale
  • Approccio per processi: Attività tecnicamente omogenee
  • Fidelizzazione cliente-fornitore per stimolare comportamenti collaborativi
  • Kaizen: Filosofia manageriale tesa ad apportare se pur minimi graduali miglioramenti nel prodotto e nel processo produttivo in genere attraverso creazione di circoli di qualità o miglioramento del processo produttivo (just in time)
  • Catena del valore (Porter): Vantaggio competitivo attraverso la ricerca dei fattori critici di successo scomponendo i vari business in attività primarie e attività di supporto

Progettazione strategica

Rapporto tra strategia e struttura aziendale:

  • Integrazione orizzontale: Raggruppamento di organizzazioni che operano nello stesso mercato o in mercati adiacenti al fine di espandere la propria quota di mercato a danno dei concorrenti. Consente di beneficiare di economie di scala ovvero riduzione dei costi unitari di produzione a seguito della crescita dimensionale dell’impresa. La struttura organizzativa più idonea è quella a succursali per l’integrazione orizzontale.
  • Integrazione verticale: Processo che consente all’impresa di assumere il controllo di una fase di produzione (a monte) o distribuzione (a valle) nel contesto in cui opera. Ha come conseguenza principale un aumento del valore aggiunto ottenuto dall’impresa. Altri vantaggi sono le economie d’integrazione che riducono i costi di transazione e economie di qualità riducendo i costi per i difetti interni nei processi di approvvigionamento e di distribuzione ed esterni percepiti dalla clientela.
  • Strategie di diversificazione: L’azienda si de-specializza rinunciando alle economie di scala e perseguendo invece le economie di scopo attraverso l’unione di attività dissimili non correlate tecnicamente. Si ha una maggiore efficienza utilizzando risorse di tipo immateriali come il marchio, know-how, capacità organizzativa. Se però la diversificazione è non correlata si generano diseconomie di scopo tra le quali rientra la maggiore complessità organizzativa. Struttura multi-divisionale accompagna i processi di crescita per diversificazione decentrando il potere dal general manager al manager specifico.

Formulazione delle strategie

  1. Definizione della mission aziendale: Definizione dei macro-obiettivi aziendali a 3 anni, la mission si ispira all’oggetto sociale e allo statuto. Comprende la descrizione delle attività e le aspirazioni dell’azienda, può essere una riconferma della precedente oppure anche diversa.
  2. Analisi dello scenario: L'azienda come sistema aperto deve essere multidimensionale studiando le caratteristiche dell’ambiente in cui opera (extra-aziendali), può essere arricchita da consulenze interne o esterne.
  3. SWOT Analisi: Analisi delle minacce ed opportunità e punti di forza e debolezza dell’impresa attraverso un’autodiagnosi mettendosi in termini comparativi con i concorrenti.
  4. Analisi risorse interne: Orientamento strategico di fondo ovvero sistema di valori e condizioni condivisi all’interno dell’azienda.
  5. Gap Analisi: Divario fra le risorse valutazione quali-quantitativa del fabbisogno necessario per attrezzare l’azienda affinché possa risultare competitiva con eventuale formulazione di alternative strategiche.
  6. Selezione strategie: Analisi degli obiettivi finali ed intermedi.
  7. Piano strategico: Documento sistematico d’analisi, esplicitazione e valutazione analitica delle strategie selezionate.

L’implementazione delle strategie richiede un controllo strategico che ha come compito quello di assicurare il perseguimento degli obiettivi e dei contenuti formulati nel piano strategico e di provvedere a revisioni del piano stesso a fine periodo. Il piano strategico è quindi un elemento flessibile soggetto a modifiche e integrazioni. Diventa quindi fondamentale il controllo dell’avanzamento attraverso obiettivi intermedi per giungere poi all’obiettivo finale.

Controllo direzionale

Attività svolta dalla direzione aziendale per assicurare, attraverso l’utilizzo di informazioni rilevanti, l’efficienza ed efficacia integrando competenze professionali. A supporto delle decisioni manageriali si propone il controllo direzionale, che permette di sviluppare decisioni orientate all’economicità aziendale. È uno strumento di responsabilizzazione formale di autocontrollo da parte del management.

Efficienza (input): Capacità di utilizzare i fattori produttivi in una combinazione che permetta di sostenere il minimo costo o sopportare il minore impiego di beni a parità di output.

Efficacia (output): Qualità

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Pianificazione e controllo - Appunti Pag. 1 Pianificazione e controllo - Appunti Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pianificazione e controllo - Appunti Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paolo.imola93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pianificazione e controllo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bastia Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community