Pianificazione e controllo, Lia Dal Cappello
//: contemporaneamente, allo stesso tempo, in parallelo 17/02
CAPITOLO 1 L’ATTIVITA’ DI DIREZIONE E IL SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI
Per far fronte alle diverse necessità del management si usa un SISTEMA INFORMATIVO
AMMINISTRATIVO che si avvale di una specifica strumentazione e di efficaci supporti informatici e
dati per avere un quadro completo utile alla direzione.
Dati: sono i fattori in input del processo elaborativo (monetari o non monetari);
Processo di elaborazione: insieme di strumenti, procedure e risorse informatiche che
servono per trasformare gli input in output;
Informazioni: sono gli output del processo e sono i valori economici organizzati secondo le
necessità del caso che servono a capire e risolvere determinati problemi.
Per fare tutto ciò si devono avere dei criteri di progettazione volti
a esplicitare
Gli scopi per i quali le info economiche vengono richieste dal
o
singolo manager;
Le condizioni di contesto interno ed esterno all’azienda che
o
possono vincolare l’operato degli stessi.
“Dirigere”: quali fattori acquisisco, come li combino, a chi li compro, etc.…?
SCOPI: valutazione delle rimanenze,
• supporto decisionale,
• controllo dell’efficienza operativa.
•
Ogni differente scopo conoscitivo, in stretta aderenza alle esigenza di elaborazione che
discendono dallo scopo stesso, impone di:
adottare una particolare configurazione di costo (parziale o completa),
❖ alimentare il sistema di rilevazioni del costo con valori di natura differente (valori
❖ consuntivi vs valori preventivi),
scegliere tra diverse modalità di rilevazione dei valori (contabile od extra-contabile)
❖
FINALITA’ (es. di supporto decisionale):
*POLITICA DELLA PRODUZIONE (QUALITA’, TIPO, PREZZO)
*MAKE OR BUY
*ABBANDONARE UNA DATA PRODUZIONE
*FISSAZIONE PREZZI DI VENDITA
*LIVELLO MINIMO DI ACCETTAZIONE DI UN ORDINE
*CONVENIENZA AD EFFETTUARE LAVORAZIONI SUCCESSIVE SUI PRODOTTI
*SCELTA DI COMBINAZIONI DI PRODUZIONE IN PRESENZA DI RISORSE SCARSE
*un’impresa significa prendere decisioni di reperimento, allocazione e impiego di risorse (materiali,
immateriali, finanziarie, umane, tecnologie, …);
*per garantire efficacia [centrare l’obiettivo in termini quantitativi e qualitativi] ed efficienza [input
-> processo produttivo -> output] ai processi che connotano la sua combinazione produttiva
generale => scegliere tipologia di operazioni per avere entrambe le caratteristiche.
OUTPUT-> misure fisiche (“standard”) o economiche (introduco il concetto di costo -
> sono efficiente se minimizzo i costi per produrre).
per rappresentare nella realtà le due caratteristiche serve ottenere misure adatte.
➔
INOLTRE, qualunque cosa deve essere MISURABILE all’interno dell’impresa => cosa
importante è scegliere le misure più adatte.
1
Pianificazione e controllo, Lia Dal Cappello
Impresa ha più equilibri -> in pianificazione ci si concentra sull’EQUILIBRIO ECONOMICO
(ricavi/costi) ci concentriamo sul core business perché a noi ORA serve questo e basta.
➔
input output efficacia
efficienza
TRE FASI (E LIVELLI) DELL’ATTIVITA’ DIREZIONALE/CONTROLLO
ORRIZZONTE ATTORI DEL
MOMENTO DEL CONTROLLO TEMPORALE CONTROLLO
PIANIFICAZIONE
STRATEGICA Medio/lungo
Momento dove realizzo Preventivo Vertice aziendale
termine
la mia direzione sta nel
pianificare. Preventivo concomitante Responsabili di vario
CONTROLLO (giorno dopo giorno) Breve/medio livello
DIREZIONALE consuntivo (di anno in termine (//management)
anno)
Concomitante consuntivo
CONTROLLO OPERATIVO Addetti presenti sulla
(vedo che capita qualcosa Breve termine
(è tutti i giorni) linea produttiva
di errato e lo comunico)
NB. Una volta pianificato il piano strategico delle macro-decisioni che si realizzeranno nei
prossimi 3/5 anni non avrò risultati imminenti => si cerca di verificare andamenti tutti i giorni
in quegli anni e correggere prodotto al fine di ottenere un successo attraverso le due “fasi”
successive (controllo direzionale e operativo).
Nessun aspetto è più importante dell’altro, sono tutti alla pari siccome servono tutti insieme
per capire andamento etc.
Informazioni economiche consuntive-> si trovano nella rappresentazione della dinamica genarle
dei valori di azienda sintetizzati nel bilancio di esercizio.
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1.b. LA COMPLESSITA’ “ORGANIZZATIVA” E LA COMPLESSITA’ “STRATEGICA” ALLA BASE DELLA
COMPLESSITIA’ “GESTIONALE”
DIREZIONE GENERALE
Obiettivi di investimento
STAFF ACQUISTI STAFF AMMINISTRAZIONE
Obiettivi di spesa Obiettivi di spesa DIVERSI
DIVERSE MERCATI
TECNOLOGIE E BISOGNI
DIVISIONE (C)
DIVISIONE (A) DIVISIONE (B) Obiettivi di profitto
Obiettivi di profitto DIVERSE A.S.A
Obiettivi di profitto DIVERSI
DIREZIONE PRODUZIONE DIREZIONE COMMERICALE PRODOTTI/SERVIZI
Obiettivi costo std Obiettivi di ricavo RESPONSABILE ZONA
RESPONSABILE REPARTO (A) VENDITA (1)
Obiettivi di costo std Obiettivi di ricavo
RESPONSABILE ZONA
VENDITA (2)
Obiettivi di ricavo
RESPONSABILE REPARTO (B)
Obiettivi di costo std DIVERSI
1.c L’ATTIVITA’ DI DIREZIONE DIVERSE MERCATI
1. Pianificazione e programmazione degli obiettivi TECNOLOGIE
aziendali; E BISOGNI
2. Organizzazione delle risorse e delle
responsabilità organizzative;
3. Guida verso la realizzazione dei piani,
programmi e obiettivi;
4. Controllo del grado di conseguimento di piani,
programmi e obiettivi. DIVERSI
PRODOTTI/SERVIZI
Sequenza logica è successiva, ma nella
realtà succede tutto insieme.
=>ciclo di pianificazione e controllo
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IL SISTEMA INFORMATIVO A SUPPORTO IL SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE
DELL’ATTIVITA’ DIREZIONALE
PROCESSI DI ELABORAZIONE E FINALITA’ DEL SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE
FINALITA’ DI CONOSCENZA FINALITA’ DI RESPONSABILIZZAZIONE
*STRUMENTI a supporto della conoscenza: *STRUMENTI a supporto della responsabilizzazione:
-i sistemi di misurazione analitica dei costi -i sistemi di misurazione dei costi a valori preventivi
di tipo tradizionale; (costi standard);
-i sistemi di misurazione analitica dei costi -l’assegnazione degli obiettivi economici
basati sulle attività (ABC); nell’ambito del budget di responsabilità.
*PROCEDURE INFORMATICHE, in relazione *PROCEDURE ORGANIZZATIVE, in relazione a
alle specifiche esigenze conoscitive. specifiche esigenze di responsabilizzazione.
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Pianificazione e controllo, Lia Dal Cappello
CONTABILITA’ GENERALE E CONTABILITA’ DIREZIONALE A CONFRONTO
CONTABILITA GENERALE CONTABILITA DIREZIONALE
Persone esterne che Manager che pianificano e
1. UTENTI prendono decisioni controllano un’organizzazione
finanziarie
2. QUADRO Prospettiva storica Enfasi sul futuro
TEMPORALE
3. VERIFICABILITA’ E Enfasi sulla rilevanza per la
Enfasi sulla verificabilità
RILEVANZA pianificazione e il controllo
4. PRECISIONE E Enfasi sulla precisione Enfasi sulla tempestività
TEMPESTIVITA’ Attenzione è soprattutto Si incentra sui segmenti di
5. OGGETTO sull’intera organizzazione un’organizzazione
Deve rispettare i GAAP e i Non deve rispettare i GAAP né
6. REQUISITI formati prescritti alcun formato prescritto
Anche il concetto di costo è diverso perché ovviamente sto guardando due punti di vista diversi:
in pianificazione è il consumo del fattore che mi dà il costo e non il fatto che l’ho acquistato
come sarebbe in altre discipline. 19/02
IL COSTO DI PRODUZIONE: DEFINIZIONE
Costo di produzione: “Il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi
di produzione economica messi in atto dalle aziende” cit. Ceccherelli
Elemento fondamentale legato ai processi di IMPIEGO dei fattori produttivi acquisiti.
Cfr. slide messa sopra
Esso è differente dal costo d’acquisto (è oggettivo): “la quantità che ha originato in uno scambio
monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione”
cit. Coda Si lega alla misurazione di un risultato che ha per effetto uno scambio. Elemento
fondamentale SCAMBIO. Legato ai ricavi, misura la ricchezza prodotta.
NOZIONI DI COSTO nascono perché il costo di produzione si misura in funzione a cosa voglio
calcolare è stimato siccome relativo a un fenomeno => ci sono diversi costi:
➔
Costi elementari o originari -> derivano dalle variazioni nel patrimonio numerario (non devo
➢ analizzare le modalità di consumo di quel fattore produttivo);
Costi di acquisizione dei fattori produttivi -> aggregato di costi elementari in relazione ai
➢ fattori produttivi => concetto che nella realtà non esiste siccome nella realtà
acquista/impiega/utilizza allo stesso tempo;
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Pianificazione e controllo, Lia Dal Cappello
Costi di impiego dei fattori produttivi -> valore delle risorse consumate (ricchezza assorbita)
➢ utilizzando i fattori produttivi;
Costi di produzione -> valore risorse consumate per ottenere una determinata produzione
➢ (beni e servizi) Formula tecnico-produttiva diversa da prodotto a prodotto, ma sempre
➔
uguali per lo stesso prodotto, mi serve come componente per capire il costo di produzione.
Efficienza è data da chi mi fornisce e da come lo faccio efficienza commerciale ed
➔
efficienza tecnica.
Costi elementari Costi di acquisizione fattore Costi impiego fattore produttivo
produttivo
Acquisito in data 3/11 Costo complessivo di Utilizzo MP (scarico magazzino) al
materie prime per 10 mila acquisto MP al 31/12 25 mila 31/12 per 12 mila euro
euro euro
Acquisto in data 6/11 Prodotto X 10 Prodotto K 2
materie prime per 15 mila mila euro mila euro
GLI OGGETTI DI CALCOLO DEL COSTO DI PRODUZIONE
L’oggetto del costo è l’ENTITA’ a cui viene riferito il calcolo del costo: esso può essere costituito da
un’attività produttiva o da un risultato fisico tecnico parziale di un’attività produttiva.
Esempi di oggetti di calcolo del costo di produzione:
OGGETTI FINALI: prodotti o servizi
➢ OGGETTI INTERMEDI O ALTERNATIVI.
➢ Unità produttive: stabilimenti, singoli reparti, etc.
o Funzioni aziendali: intese come coordinazioni di operazioni e processi
o di specie differente che configurano l’attività dell’area commerciale,
amministrativa, generale, etc.
Classi di aree geografiche servite o più in generale particolari
o combinazioni i prodotti, mercati e tecnologie, etc.
GLI OGGETTI DI RILEVAZIONE AZIENDALE
IL CONCETTO DI CONFIGURZIONE DI COSTO
Nb. Nel libro troviamo altre distinzioni di costo che sono le seguenti:
Costo primo: coincide con il valore delle materie prime impiegate per la realizzazione della
- produzione;
costo diretto di trasformazione: coincide con il valore dei fattori diretti di trasformazione
- utilizzati in via esclusiva dal singolo prodotto;
costo diretto di fabbricazione (o di produzione): include gli elementi del costo primo e del
- costo di trasformazione;
costo variabili di produzione: include anche i costi variabili ai precedenti;
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costo pieno di produzione: considera nel calcolo tutti gli elementi prima definiti incluso il
- costo diretto di produzione, quote di costi indiretti fissi di produzione;
costo variabile aziendale: include oltre a quelli detti prima i costi variabili dell’azienda;
- costo pieno aziendale: include la valorizzazione di tutti i fattori produttivi sia quelli diretti
- che indiretti, variabili o fissi, correlati al processo di trasformazione o di
commercializzazione, costi amministrativi o Generali.
Elementi del costo: componenti che concorrono a determinare il costo dell’oggetto di analisi
• (es. costi per materiali, per personale, ammortamenti, etc.)
Configurazione di costo: scelta degli elementi di costo da attribuire all’oggetto (parziale o
• totale) CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
Costi diretti => fattori produttivi direttamente e oggettivamente attribuibili ad uno specifico
o oggetto => NON mi serve un parametro perché è un legame diretto
-> POSSIBILE, OPPORTUNO E CONVENIENTE EFFETURANE L’ASSEGNAZIONE DIRETTAMENTE AI
RISPETTIVI OGGETTIVI DI COSTO (procedimento diretto). => serve un parametro perché devo
capire che relazione ha quindi devo imparare a caprie il parametro, ma se esso è troppo
ipotetico o stimato userò il costo come costo di periodo.
Il calcolo dei costi diretti di un particolare prodotto si concretizza nella valorizzazione dei
consumi di ciascun fattore produttivo diretto impiegato per la sua realizzazione al costo medio
di acquisizione dello stesso.
Costi indiretti => fattori produttivi che devono essere attribuiti ai singoli oggetti attraverso una
o base di ripartizione
-> NON POSSIBILE, NON OPPORTUNO E NON CONVENIENTE EFFETURANE DIRETTAMENTE
L’ASSEGNAZIONE AI RISPETTIVI OGGETTIVI DI COSTO (procedimento indiretto)
Il costo di questi fattori produttivi può essere riferito al prodotto solo dopo aver identificato
un fattore di collegamento che esprime il nesso di causalità che lega il costo della struttura
comune a + prodotti ai singoli prodotti.
ESEMPIO
Centro di costo: Attività lucidatura Prodotto: vite in
reparto fresatura acciaio
Costo MOD Diretto Diretto Diretto
Ammortamenti Diretto Diretto Indiretto
macchinari
Stipendio responsabile Diretto Indiretto Indiretto
di reparto
Affitto stabilimento Indiretto Indiretto Indiretto
Costi Fissi -> valori espressivi di un fattore produttivo il cui
o
consumo complessivo non varia al variare volume di produzione
Fanno riferimento all’unità del prodotto
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Costi Variabili -> valori espressivi di un fattore produttivo il
o
cui consumo complessivo varia in misura proporzionale al variare
del volume di produzione.
a. V. Lineare: costo variabile è unitario e ha un valore costante
b. V. Crescente: consumi complessivi di un dato produttivo variano
in misura + che proporzionale alla variazione dei volumi
generando un innalzamento del costo variabile unitario
c. V. Decrescente: i costi totali variano in misura – che
proporzionale -> contrazione del costo variabile unitario.
SI DA’ PER SCONTATO CHE: tutti i costi diritti sono anche variabili
LE CONFIGURAZIONI DI COSTO: COSTO
DIRETTO/PIENO
costi per materie
prime, componenti
COSTO PRIMO
Costi per
manodopera diretta Costi diretti di
Costi per servizi trasformazione
industriali diretti
COSTO DIRETTO DI PRODUZIONE
Ammorta produttivi
Manodopera
indiretta
Utenze strutture Quota costi indiretti
produttive (energia, di produzione
…)
Manutenzione,
materiali di consumo
COSTO PIENO DI PRODUZIONE
Costi indiretti
commerciali Quota costi indiretti
Costi indiretti non di produzione
amministrativi e
generali
COSTO PIENO AZIENDALE
-> posso distinguere la parte complessiva –
costi diretti
A cosa mi serve? In una situazione di pareggio, produrre di più mi fa guadagnare?
Dipende: se ho costi variabili aumentano ricavi ma aumentano anche i costi (ho il forno pieno
• e devo comprarne un nuovo per produrre di più)
Se invece se posso ampliare la capacità produttiva aumento i ricavi ma non i costi
• fissi (ad es. ho ancora spazio in forno e metto dentro un altro pandoro, tanto il forno
andrebbe lo stesso) ALTRE CLASSIFICAZIONI DI COSTI
COSTI FISSI SPECIFICI E COSTI COMUNI servono per classificare la famiglia (oggetto più ampio)
di prodotto. Mi servono quando devo calcolare i costi di un insieme di prodotti e quando
devo valutare convenienza se produrre io o dare a terzi. Essendo essi costi di struttura sono fissi
e QUINDI noti in origine solo nel loro valore complessivo.
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Costi specifici -> costi riferiti a fattori produttivi i cui processi di impiego/utilizzo possono
o attribuirsi in via esclusiva all’oggetto di calcolo preso in considerazione
Costi comuni -> costi riferiti a fattori produttivi in cui processi di impiego/utilizzo, in ragione delle
o scelte di assetto e di organizzazione del sistema aziendale, non
possono attribuirsi in via esclusiva all’oggetto di calcolo preso in
considerazione.
Fattori produttivi utilizzati in modo discrezionale per
ottenimento contemporaneo o alternativo di più prodotti
≠ è Costo congiunto -> processi produttivi tecnicamente congiunti. Non
posso utilizzare la capacità produttiva in maniera discrezionale.
Nei costi indiretti troviamo due sotto classifiche che sono riconducibili a 2
fenomeni particolari che sono:
1. la comunanza: quando un fattore produttivo viene utilizzato in modo discrezionale per
l’ottenimento con temporaneo o alternativo di + prodotti. processo indiretto per capire
➔
come allocare ai fattori il costo comune sostenuto per la totalità dei prodotti sui singoli output
ottenuti sottendo così le diverse quote.
2. la congiunzione tecnica dei fattori produttivi: quando un fattore produttivo vincola, con le sue
caratteristiche tecniche, a quantità e il mix degli output ottenibili processo indiretto per il
➔
calcolo delle quote unitarie di costo.
La prossima distinzione serve per affrontare i processi di valutazione delle rimanenze di prodotti
finiti o semilavorati.
COSTI Di Prodotto: costi allocati ai prodotti, con vari procedimenti a seconda della
o configurazione di costo prescelta =>
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