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Percezione, ragionamento e concetto

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Esame di Filosofia del linguaggio docente Prof. G. Lo Feudo

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1-FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO

LA REALTÀ COME TRADUZIONE. PERCEZIONE E SENSO DELLE COSE.

L’obiettivo di tentare di considerare in chiave traduttiva i processi cognitivi, vale a dire

quei processi alla base del funzionamento della mente umana attraverso cui l’uomo

conosce il mondo esterno (percezione, intuizione, consapevolezza, memoria,

attenzione, etc.) che gli consentono di concettualizzare e comunicare la realtà della

quale è parte, implica la necessità di ritenere essa stessa una macrostruttura

semiotica, la cui comprensione è intesa come frutto di un originario meccanismo,

appunto, traduttivo.

Si affronterà in primo luogo la PERCEZIONE e come essa costituisce la fonte delle

informazioni che la mente manipola e assimila; successivamente verrà preso in

considerazione il RAGIONAMENTO e i PROCEDIMENTI che consentono il passaggio dal

“concreto oggettivo”, rilevato sotto forma di stimolo fenomenico, alla cognizione,

prima concettuale e poi semantica.

La PERCEZIONE opera la sintesi dei dati sensoriali ed ha due modalità d’azione

- La prima consiste negli effetti immediati provocati da un fenomeno nel momento in

cui i recettori sensoriali entrano a contatto con esso

-la seconda intesa come trasformazione dei dati sensoriali in giudizi percettivi.

Ogni oggetto percepito viene innanzitutto inglobato in una categoria e poi è

organizzato sotto forma di concetto e comunicato mediante l’attribuzione di uno

specifico significato.

Grazie alla percezione la mente elabora i dati fenomenici recepiti e tenta di ricostruire

il referente dal quale essi sono scaturiti.

MODO IN CUI LA REALTÀ APPRODA ALLA MENTE DELL’INDIVIDUO:

Kant nella Critica della Ragion Pura affrontò l’analisi della conoscenza intesa come

sintesi di materia (intesa come molteplicità delle impressioni sensibili che provengono

dall’esperienza- secondo il pensiero empirista la scienza produce giudizi sintetici

aposteriori, basati sull’esperienza che amplia il sapere, il difetto è che non è

universale) e forma (modalità fisse attraverso cui la mente ordina queste impressioni-

secondo il pensiero razionalista la scienza produce giudizi analitici apriori, vale a dire

che non hanno bisogno dell’esperienza (tautologia), il pregio è che è valido per tutti e

non può essere smentito, il difetto è che non estende il sapere), arrivando al giudizio

sintetico apriori.

È esclusa quindi l’immediata corrispondenza dei concetti ad una realtà oggettuale

preesistente e al contrario è l’oggetto ad adeguarsi alla mente, assegnando così

centralità al soggetto nel processo conoscitivo. Essa filtra attivamente i dati empirici

attraverso forme che sono innate e che sono comuni a ogni soggetto pensante. Le

forme essendo apriori rispetto all’esperienza hanno una validità inesauribile e vengono

applicate da tutti alla stessa maniera; così dato che i soggetti razionali condividono le

medesime funzioni conoscitive, il pensiero risulta universale e necessario. Ciò è

denominata rivoluzione copernicana: Copernico ricerca la spiegazione dei movimenti

osservabili in cielo non negli oggetti celesti, ma nel fatto che è l’osservatore a

muoversi insieme alla terra; analogamente Kant sostiene che conosciamo gli oggetti

non per come sono in sé, ma secondo le modalità previste dalle nostre facoltà.

Questa impostazione della conoscenza ha introdotto la distinzione tra fenomeno e

cosa in sé.

Il fenomeno è la realtà che ci appare tramite le forme apriori ed è l’unica cosa che

l’uomo può conoscere, ciò che vede e non è illusorio in quanto è un oggetto reale

anche se esclusivamente in relazione al soggetto conoscente.


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AUTORE

kiara.cz

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kiara.cz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Lo Feudo Giorgio.

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