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Rifiuto ed omissione di atti d'ufficio art 328 cp

In relazione alle modalità previste nei due comma del art 328cp, mero rifiuto indebito comma 1, comma 2 mancata risposta in relazione al recepimento della lettera scritta di contestazione.

Il bene giuridico tutelato

L'interesse al regolare funzionamento della pubblica amministrazione. Impostazione formalistica mera lesione dell’art 97 c 2 cost - posizione che venne superata con la concezione sostanzialistica con cui si escludevano dalla rilevanza omissioni aventi ad oggetto atti e rapporti interni, limitando la rilevanza ai soli atti inerenti l'attività in concreto della P.A. nei meri rapporti esterni. Quindi il buon andamento della P.A inteso come effettività ed efficienza delle prestazioni e delle prerogative riconosciute ai singoli cittadini dal diritto pubblico.

Il soggetto attivo

Reato proprio essendo necessaria la qualifica di p.u o i.p.s. Comma 1: deve sussistere la volontà di rifiutare la mera realizzazione dell'atto d'ufficio escludendosi la sola omissione, deve trattarsi sempre di una mera situazione di inerzia. Secondo alcune come presupposto ci sarebbe la richiesta verso la P.A. La quale non sarebbe ovviamente necessaria rispetto agli atti necessari ed urgenti, previsti per legge indipendentemente dalla istanza di parte. Quanto detto rileva solo per gli atti esterni e per gli atti interni funzionali alla realizzazione di atti esterni, non gli atti e rapporti circuiti alla mera operatività ed ambito di pertinenza del p.u o del i.p.s. Essi rientrano nelle categorie dell'art 650 cp e devono corrispondere ad aree primarie di interesse generale. Non vige un termine specifico per la realizzazione dell'atto tuttavia esso va ricondotto alla situazione ed agli elementi di contesto che possano rendere l'atto indifferibile o meno, tutto ciò in relazione ad atti che “devono essere compiuti senza ritardo”.

Rifiuto indebito

“Senza giustificato motivo” occorrendo secondo indirizzo prevalente della giurisprudenza e dottrina a verificare che l'atto non contrasti con norme di legge o regolamentari, configurando quindi come una clausola di antigiuridicità speciale. Si parla di una fattispecie a titolo di dolo - art 43c1 cp - ovvero, la consapevolezza del comportamento, della richiesta ricevuta, del tipo di atto da dover adottare e del fatto che agisce contra ius. È configurabile il tentativo pur considerando il reato senza evento.

Comma 2

Fa riferimento ad una clausola di riserva da cui deriva la sua configurazione come fattispecie autonoma rispetto al rifiuto di atti d’ufficio, ciò si veda anche in relazione alla tenuità della pena in considerazione) in relazione alla mancata realizzazione dell'atto oggetto della richiesta del privato, titolare dell'interesse inoltre in inosservanza del termine perentorio (30 g) funzionale all’esposizione delle ragioni a fondamento del diniego. La richiesta può essere esperita da un privato o da un'altra P.A e deve essere diretta al soggetto su cui grava l'obbligo d'adozione dell'atto. Inoltre aspetto fondamentale riguarda la previsione della presentazione delle ragioni di fatto, porta a considerare che se qualora esse venissero espresse andrebbero a giustificare la mancata adozione dell'atto e sacrificio dell'interesse della parte richiedente. “Non configurando la fattispecie in questione”.

L'omissione diventa penalmente rilevante al decorso del termine di 30 giorni, inoltre tale termine si pone quasi come una diffida – messa in mora del pubblico agente. Il dolo di questo comma si palesa a livello della consapevolezza della richiesta dell'interessato, dell'onere di attuazione dell'atto, della mancata espletazioni delle ragioni di fatto. Possibile configurabilità della fattispecie di tentativo.

Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica utilità 331 c.p.

A tutela della regolarità dei servizi e rispetto a possibili attività di interruzione dei medesimi, si tutela sempre l'art 97 comma 2 cost, ai fini di soddisfare i diritti fondamentali della persona. Fattispecie a reato proprio dove il soggetto attivo deve essere l'imprenditore, con propri dipendenti subordinati, che agisca come i.p.s od esercente un servizio di pubblica utilità, se ciò non si verifica possibile responsabilità ai sensi dell'art 340 cp. ovvero quando viene meno la qualifica di imprenditore esercitante attività di pubblico servizio e di pubblica necessità. Fattispecie a dolo generico a livello del mero comportamento e della funzione o qualifica rivestita.

Le condotte

Esse sono l'interruzione del servizio o la sospensione del lavoro, rilevano solo se funzionali a turbare la regolarità del servizio nel suo insieme. Per pubblico servizio si fa riferimento all'art 358 comma 2 cp, (si ricordi la mancanza di tipicità della stessa) aspetto che presenta un deficit di determinatezza la quale ha trovato una prima tentata sistemazione con la l 1990 n146 (normativa in materia di diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali). Invece per servizio di pubblica necessità va intesa nei sensi dell'art 359 cp. (rimando a privati autorizzati ed a servizi previsti da un apposito atto della PA). Il tentativo è configurabile purché non si porti a compimento la mera interruzione del servizio ricordando che l'atto si realizza quando viene posta in essere l'atto turbativo, prevede inoltre apposite circostanze aggravanti, e può concorrere con l'art 340 cp che si porrà come mera fattispecie residuale.

Il comma 2 prevede una maggiore aggravante a livello della responsabilità dei capi promotori ed organizzatori, reclusione dai tre ai sette anni, in relazione alla mera attuazione degli atti di interruzione in questione.

Tutela penale del sequestro 334-335 cp

Il bene giuridico è il buon andamento della P.A, visto come interesse al mantenimento delle condizioni di realizzabilità dei sequestri mediante procedimento penale o dall’autorità amministrativa. Soggetto attivo: essi sono il proprietario ed il custode – il proprietario può fungere o meno da custode a seconda sussista il mandato dell’autorità amministrativa in questione – secondo concezione civilistica di proprietà. Il presupposto del reato è il sequestro ed oggetto di esso è la cosa sottoposta a sequestro per provvedimento della P.A, o per atti disposti nel corso di un procedimento penale. Rilevano quindi le fattispecie di sequestro conservativo, preventivo o probatorio.

Le condotte

Soppressione (sparizione), distruzione, sottrazione (spostamento ed occultamento), dispersione e deterioramento = mero danneggiamento, fattispecie a dolo specifico nel comma 1 ai fini di favorire il proprietario e nel comma 2-3 a dolo generico. L 'art 335 cp è connotato dal fatto che non deve sussistere nessuna volontà della realizzazione della condotta tipica, essendo a titolo ti colpa – ragione per la quale parliamo di colpa e non di dolo - in capo al soggetto agente, ciò si pone come elemento tipizzante. Il tentativo è ammissibile ed esso si perfeziona al momento in cui si compie l'azione lesiva del vincolo di sequestro, è configurabile l'ipotesi di concorso tra il custode ed il proprietario sancendo tuttavia la responsabilità per il reato più grave ovvero l'art 334 cp, questo si pone come un indirizzo discusso dalla giurisprudenza inoltre si è preferito prevedere che ciascun soggetto risponda per il titolo di reato rispettivamente previsto in base alla qualifica che si trova a investire. Il compimento di più condotte sul medesimo bene da luogo ad un unico reato rileveranno come singole fattispecie punibili se sono lesive di ulteriori vincoli di sequestro. Questo in relazione al fatto commesso da chiunque, commesso dal proprietario a cui le cose sono date in custodia, dal proprietario a cui le cose non siano date in custodia.

Rifiuto o ritardo di obbedienza commesso da un militare o da un agente della forza pubblica 329 cp

Si parla del rifiuto indebito o ritardo nel compimento di un ordine fatta una autorità competente, sempre in relazione alla tutela del buon andamento della P.A, e diversamente dall'art 328 cp questa fattispecie presenta l'elemento specializzante ovvero, la qualifica del soggetto attivo purché risulti la previa richiesta dell'autorità a fondamento della legalità formale dell’atto-presupposto della condotta - in forza del potere conferitogli dalla legge o dai regolamenti. Si parla di un rifiuto espresso o tacito, di forma commissiva od omissiva e deve vigere la rilevanza del ritardo ai fini della sua rilevanza legale. Fattispecie a dolo generico in quanto vige la volontà di esprimere un rifiuto e consapevolezza di violare un dovere connesso al proprio status. Questa prevale sull'art 328 cp escludendo qualsiasi forma di concorso di reati.

I delitti del privato contro la pubblica amministrazione

Essi comprendono i delitti di violenza pubblica, i delitti di oltraggio contro l'autorità, la reazione legittima del privato agli atti arbitrari dei pubblici funzionari, 340, 346, 347, 348, 349, 355 – 356, 353-353 bis 354 cp.

  • I delitti di violenza pubblica - 336 cp: Essi sono di minaccia, violenza e resistenza all'autorità, i delitti di violenza pubblica viene ravvisata nel regolare svolgersi dell'attività funzionale dello stato-apparato che rimanda all'art 97 cost. Fattispecie a pulrioffensività in quanto il funzionario pubblico oltre ad essere danneggiato dal reato sarà persona offesa dello stesso, inoltre nel caso di minaccia contro il magistrato la fattispecie rileva ai sensi dell'art 11 c.p.p, rilevando quindi come fattispecie a pericolo concreto. La struttura: i reati di violenza pubblica si connotano per l'impiego di congiunto o alternativo della violenza o della minaccia che rappresentano qualità costitutive o fondanti la tipicità del fatto. Se l'impiego è congiunto costituiscono unica fattispecie di reato purché avvengano nello stesso contesto temporale.

Tali condotte devono essere idonee dal punto di vista materiale secondo un giudizio ex ante e se diretti contro più soggetti passivi vige l'art 81c1cp, aumento sino ad un triplo della pena più grave inoltre rilevano anche le condizioni particolari del soggetto passivo rispetto al suo rapporto e status con l’agente soggetto passivo. Il soggetto: in relazione all'art 336 cp si deve trattare di un p.u, i.p.s o di un soggetto privato che ha proceduto all’arresto, destinatario della violenza o della minaccia siano essi in servizio permanente o temporaneo oppure non, purché il fatto si riferiscano al servizio od ufficio esercitato, da ciò deriva la qualificazione di reato proprio a qualifica differenziale. Inoltre si richiede che l'atto che si costringe a compiere deve rientrare nelle competenze e nell'ufficio del soggetto passivo, restano esclusi dalla categoria dei soggetti passivi rispetto ai soli articoli 336-338cp i corpi giudiziari, amministrativi, le rappresentanze, il presidente della repubblica.

Le condotte materiali

L'art 336 cp configura due fattispecie di reato una inerente ad un facere e l'altra ad un omettere ed inerenti un atto contrario ai propri doveri o un atto dell'ufficio o del servizio comma 2, la costrizione va vista come quella di carattere materiale e psicologico assoluta o relativa, in ossequio a tutte le circostanze del caso, aspetto paradossale è il fatto che l'atto deve essere nel comma 2, nell'esclusivo interesse dell’amministrazione, esercitando a pari modo una influenza così avendo un interesse ai fini della sua realizzazione.

Nel caso dell'art 338 cp la minaccia o la violenza è diretta contro gli organi pubblici impersonalmente considerati, esse devono riflettersi in modo diretto ed immediato sul funzionamento dell'intero organo. Impedimento (ostacolo), turbativa e turbativa decisionale (mera influenza determinante), turbativa organizzata (influenza determinante a livello della mera previsione organizzata della stessa). meri atti ostruenti della volontà pubblica. Concezione simile vista a livello dell'influenza esercitata sulle delibere collegiali di società irroganti servizi pubblici. Il privato può mediante resistenza (opposizione con violenza o minaccia) o per opposizione (condotta attiva ostacolante) ostruire la realizzazione dell'esercizio del operato del agente pubblico purché sussista un nesso tra l'offesa arrecata e le funzioni esercitate dall'agente. Non rileva il tipo di atto o di funzione che si ostacola inoltre è rilevante la c.d. Resistenza meramente passiva od opposizione art 337 cp con cui si disciplina e punisce l'inazione ovvero, una condotta priva d'aggressività di potenzialità intimidatoria, una eccezione a quanto sancito e richiesto per questo tipo di condotte per cui è necessario il carattere comissivo ovvero, l'impiego di energia viva per ostacolare il compimento dell'atto dell'ufficio. In tale prospettiva rileva la fuga solo e quando essa provochi una situazione di pericolo che ostacoli non solo l'esercizio della funzione pubblica ma anche crei una situazione di pericolo per l'incolumità del agente in questione, la sua e quella di terze persone, la violenza e la minaccia rilevano anche nel caso di spintoni e gomitate ma non nel caso di mero atto di disobbedienza o meri casi di resistenza passiva. Tuttavia rileva da un punto di vista penale la violenza impropria (grida, urla, ecc) si pongono come un pericolo reverenziale per l'agente.

Concetto di violenza

Esso va inteso come qualsiasi mezzo fisico funzionale alla coartazione dell'altrui volere e non necessariamente riconducibile ad un atto di lesione materiale o fisica in quanto essa corrisponde ad ogni energia fisica adoperata dal soggetto sul pubblico ufficiale che può riguardare la c.d violenza impropria – nessun contatto fisico o la violenza su di sé. La minaccia invece deve essere intesa come la prospettazione di un danno ingiusto la cui verificazione dipende dalla volontà dell'agente di porre in essere un dato comportamento da cui dipende la realizzazione della minaccia, inoltre essa è funzionale a contrarre la volontà altrui, ad essa va collegata la questione del abuso del diritto - art 336c 3 cp - da parte di un soggetto legittimato a ciò purché con esso si voglia perseguire un risultato contrario al diritto, come nel caso di atti di autolesionistici purché sussista un vincolo ed idoneità tra della minaccia in questione e la realizzazione dello scopo che essa si prefissa.

Elemento soggettivo

Si parla di una fattispecie a dolo specifico concorrente e non esclusivo, rispetto ad altre finalità o scopi, o a consumazione anticipata, ai primi casi va ricondotto gli art 336 a 338 cp. Configura il tentativo purché in nessun modo la minaccia pervenga a conoscenza del destinatario come nel caso del tentativo imperfetto, escluso però per la sola minaccia orale, è applicabile l'art 65c3cp così come la normativa in materia di concorso di persone ex art 110 cp, come nel caso del concorso materiale o morale nella forma dell'istigazione e del rafforzamento dell'altrui proposito criminale. Inoltre tali delitti di violenza, resistenza o minaccia pubblica costituiscono casi di reati eventualmente complessi secondo un rapporto di specialità assorbendo ex art 15 la fattispecie dell'art 581 – 612 – 610 cp (minaccia, violenza privata e lesioni) sono invece esclusi le contravvenzioni, il delitto di favoreggiamento personale, i delitti di oltraggio individuale o collettivo ad un pubblico ufficiale od a un magistrato, lesioni personali volontarie le fattispecie di omicidio, le quali concorrono con le fattispecie in questione dell'art 336-338 cp.

Le circostanze aggravanti

Individuate nell'art 339 cp fanno riferimento ai casi in cui oltre alla violenza e minaccia rilevi la maggiore pericolosità dell'azione criminosa, i mezzi usati, il contesto dell'azione ed il numero dei concorrenti, in relazione all'art 59c3cp e art 118cp (p personalistico), inoltre se sussistono ulteriori circostanze aggravanti rispetto a questa in questione si provvede ad un unico aumento di pena fino ad un terzo, 81c1cp. L'uso delle armi a fini intimidatori deve essere posta in un rapporto di strumentalità rispetto alla violenza o minaccia in questione, rileva anche quando se pur il porto delle armi sia legalmente giustificato esso rilevi penalmente in quanto utilizzati a fini di violenza o di minaccia. La persona travisata va intesa come mero occultamento dell'identità del soggetto che pone in essere tale comportamento di minaccia o violenza nel caso di “di più persone riunite” si fa riferimento al fatto che si vuole garantire una maggiore tutela della vittima quando sia aggredita dall'agire congiunto e sinergico di più persone – situazione analoga di “stato di minorata difesa” avviene nel caso di ricorso a forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte, inoltre non è necessario che le persone agiscano previo concerto ovvero, senza necessaria premeditazione. Le aggravanti speciali del comma 2 esse concorrono con le aggravanti del primo comma in modo tale che si deve applicare l'art 63, c3, c.p supposte con cui si prevede un aumento di pena pari ad un terzo in misura indipendente da quella ordinaria. Il comma 3 si pone come una circostanza aggravante ad effetto speciale, aggravante della fattispecie semplice e non si pone quindi come fattispecie autonoma. Essa fa riferimento alle cosiddette armi improprie le quali devono essere funzionali a creare un pericolo per concreto per le persone ovvero devono essere espressione del p di necessaria offensività.

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andresito di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Penale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Catenacci Mauro.
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