Approccio alle linfoadenomegalie
I linfonodi sono strutture altamente organizzate, ove le cellule del sistema immunitario (linfociti, cellule presentanti l’antigene), riconoscendo e processando gli antigeni, innescano la risposta immunitaria che ci permette di proteggerci da tutto ciò che non viene riconosciuto come proprio (non self).
Sebbene un aumento delle dimensioni di un linfonodo rispetto alla norma possa essere la spia di patologie di tipo proliferativo, bisogna considerare che, in età pediatrica, non sempre il riscontro di adenomegalia è associato a una condizione neoplastica e che, al contrario, la maggior parte delle patologie che determinano un ingrandimento delle dimensioni linfonodali, è di tipo benigno.
Caratteristiche e significato dei linfonodi
Mentre fisiologicamente, alla nascita e durante l’epoca neonatale, i linfonodi sono talmente piccoli da poter non essere palpabili, successivamente, in età pediatrica, è molto frequente palpare linfonodi, assolutamente privi di carattere patologico a livello delle stazioni linfonodali superficiali, cervicali, ascellari e inguinali.
Rivestono, invece, sicuro significato patologico e meritano attenta valutazione diagnostica i linfonodi palpabili a livello delle regioni sovraclaveare, poplitea, epitrocleare e preauricolare, così come solleverà allarme il rilievo, mediante esami strumentali, di adenopatie in sede mediastinica.
Valutazione obiettiva e anamnesi
La valutazione di un linfonodo dal punto di vista obiettivo, non può prescindere da un’accurata anamnesi, volta a valutare la modalità di insorgenza dell’adenomegalia e i sintomi ad essa associati. Di importante utilità è considerare se il bambino ha avuto contatti continuativi con animali, in particolare cani o gatti, fonte di malattie trasmissibili (quale quella sostenuta da Bartonella henselae) che si manifestano con adenomegalia.
All’esame obiettivo bisognerà valutare le caratteristiche del linfonodo e, in particolare:
- Forma (ovalare o tondeggiante)
- Consistenza (la normale consistenza del linfonodo è teso-elastica)
- Dolorabilità alla palpazione
- Mobilità rispetto ai piani superficiali e profondi
- Segni di flogosi sovrastanti
- Tendenza alla colliquazione
- Eventuale presenza di linfoadenomegalia in altre sedi
- Presenza di epatosplenomegalia o di altri segni che possano utilmente indirizzare verso un sospetto diagnostico
Bisognerà, inoltre, cercare di distinguere mediante la palpazione, se il linfonodo è unico oppure è presente un pacchetto linfonodale.
Inquadramento dell'adenomegalia
Un corretto inquadramento dell’adenomegalia, non può prescindere dalla conoscenza dei distretti di drenaggio dei singoli linfonodi (vedi Tabella 1), al fine di valutare l’eventuale presenza di un processo patologico.
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