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Riassunto esame Pedagogia Sperimentale e Valutazione Scolastica, prof. Olmetti, libro consigliato Il Metodo Osservativo nei Contesti Formativi di Peja Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Pedagogia Sperimentale e Valutazione Scolastica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Metodo Osservativo nei Contesti Formativi di Peja. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il continuum dell’osservazione, l’osservazione sistematica e le sue caratteristiche, il modello dello sviluppo umano – l’approccio... Vedi di più

Esame di Pedagogia sperimentale e valutazione scolastica docente Prof. D. Olmetti Peja

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Grado di strutturazione della situazione: osservazione naturalistica e osservazione

in condizioni controllate.

Il modello dello sviluppo umano – l’approccio ecologico.

L’ambiente ecologico è confezionato secondo un principio di insiemi che stanno l’uno

dentro l’altro. BRONFENBRENNER afferma, a proposito dell’ecologia dello sviluppo

umano, che il contesto è concepito come un insieme di strutture incluse l’una nell’altra,

simili a una serie di bambole russe.

Al livello più interno c’è il microsistema, che comprende l’individuo in via di sviluppo. Gli

elementi che caratterizzano questo sistema sono l’insieme di attività, ruoli e relazioni

interpersonali di cui l’individuo ha esperienza in un determinato contesto.

In un secondo livello c’è il contesto meso (mesosistema), è un sistema di microsistemi che

comprende le interrelazioni tra due o più situazioni ambientali alle quali un individuo

partecipa attivamente.

In un terzo livello c’è l’esosistema, che si riferisce a una o più situazioni in cui l’individuo

non è partecipante attivo.

Infine c’è il macrosistema, che racchiude tutti gli altri sistemi ed è caratterizzato

dall’insieme delle ideologie politiche e sociali che determinano l’organizzazione della

società o della cultura di cui un individuo fa parte.

Nei contesti micro e meso l’individuo è coinvolto direttamente influendo con il suo

sviluppo.

Nei contesti eso e macro l’individuo non è partecipante attivo.

Nel contesto eso il bambino subisce l’influenza esterna (non è direttamente coinvolto).

Nel contesto macro il bambino è influenzato dal contesto (religioso, politico ecc.).

Transizione ecologica: accezione utilizzata da BRONFENBRENNER e indica il

passaggio del soggetto da una situazione a un’altra, oppure da un cambiamento di ruolo o da

entrambi gli elementi. La transizione ecologica si verifica ogni volta che i soggetti entrano

in contatto con nuovi ambienti, nuovi ruoli, nuovi rapporti.

Il piano di osservazione

Esistono molte definizioni di osservazione, quella proposta da WEICK individua alcuni

tratti salienti:

- Selezione: comprende la scelta del problema da indagare, la situazione in cui

osservare, lo spaccato di realtà da focalizzare all’interno della situazione, la

combinazione di strumenti per immagazzinare e registrare il segmento di realtà da

studiare, i soggetti da osservare, i metodi di raccolta.

- Provocazione: si fa riferimento a quei cambiamenti improvvisi dei comportamenti

dei soggetti osservati, che vengono messi in atto nel naturale svolgimento dei fatti e

servono a incrementare la chiarezza dei risultati.

- Registrazione: riguarda l’annotazione grezza degli eventi.

- Codifica: è una semplificazione delle registrazioni, mediante l’apporto di strumenti

come i sistemi di stima, i sistemi di categorie o l’annotazione delle frequenze.

Set: Weick si riferisce all’insieme di misure che gli studi osservativi dovrebbero usare in

situazioni differenti. Può essere inteso anche nel senso di differenti raggruppamenti di

comportamenti o situazioni che possono produrre diversi risultati.

In situ: indica l’accorgimento ecologico usato per ottenere dati in situazione naturale.

Finalità empiriche: i diversi scopi verso cui può essere indirizzata l’osservazione.

La sistematicità è garantita da:

- L’utilizzazione di strumenti calibrati per focalizzare l’oggetto o la situazione;

- La determinazione delle condizioni;

- L’intenzionalità nell’azione in quanto rapportata a obiettivi previsti;

- La selezione di procedure ripetibili.

Si può parlare anche di scientificità quando l’osservazione permette la comunicabilità e la

ripetibilità dei dati, mediante il controllo di quegli aspetti che potrebbero ridurre il valore

della ricerca.

Soggettività e oggettività

Alcuni studiosi affermano che l’osservatore influisce in maniera minima sulla situazione;

altri sono di parere opposto e sostengono la tesi secondo la quale la presenza

dell’osservatore provoca delle modifiche sostanziali nella situazione. La KOHN,

analizzando la situazione che si crea con la presenza dell’osservatore, afferma che il

rapporto tra questi e l’osservato provoca una perturbazione reciproca. L’osservatore occupa

un posto di potere e ha un ruolo prevalente sul campo.

Si può affermare che il problema della soggettività permane: non può essere

completamente neutralizzata anche nelle procedure più rigorose e controllate. Un aspetto

importante relativo alla neutralità dell’osservazione è quello del linguaggio utilizzato. Per

rispettare l’obiettività si deve evitare l’uso di commenti, di valutazioni e di parole ambigue

che possono essere interpretate. Questa procedura viene chiamata a debole inferenza.

All’opposto si colloca la procedura definita a forte inferenza, la quale implica

l’attribuzione di significati ai fatti sottoposti a indagine.

L’oggetto dell’osservazione

POSTIC e DE KETELE distinguono diverse modalità di approccio:

- L’osservazione attributiva, quando l’osservazione è concentrata sulla constatazione

della presenza/assenza dell’oggetto indagato, sulla presenza/assenza di una

determinata caratteristica dell’oggetto (attributo), sulla presenza/assenza di

un’azione sull’oggetto stesso (predicato).

- L’osservazione narrativa, quando l’attenzione dell’operatore è centrata sullo

svolgimento delle azioni, sulla successione degli stati fisici o affettivi che

accompagnano tale svolgimento.

- L’osservazione allospettiva, quando esiste una distinzione fisica fra osservatore e

osservato. L’osservatore si limita a condurre l’osservazione.

- L’osservazione introspettiva, quando il soggetto e l’oggetto dell’indagine

coincidono.

Le funzioni dell’osservazione

In questo paragrafo ci poniamo l’obiettivo di analizzare perché si osserva. Esistono alcune

funzioni attribuibili alla pratica osservativa:

- La funzione descrittiva, si osserva per descrivere i fenomeni (descrizione accurata

dei fatti, rilevazione degli aspetti qualitativi e quantitativi dei fenomeni, delle

situazioni, dei comportamenti e degli eventi);

- La funzione formativa, si osserva per agire, per cambiare o perfezionare (permette

di raccogliere i dati, di formulare ipotesi e constatare le informazioni sulla situazione

presa in esame, in modo da consentire un intervento intenzionale per agire sulla

situazione e migliorarla);

- La funzione valutativa, si osserva per orientare la presa di decisioni;

- La funzione euristica, si osserva per far emergere la formulazione di ipotesi (le

ipotesi saranno sottoposte a verifica per confermare o falsificare la validità

scientifica);

- La funzione verifica, si osserva per misurare variabili manipolate (si attiva al

momento di controllare le ipotesi precedentemente espresse dal ricercatore).

CAPITOLO II – Forme e tipi di osservazione

Luogo, tempo e metodo

DE LANDSHEERE classifica l’osservazione in base al luogo dove essa si svolge:

- Osservazione sul campo: è usata nella fase preliminare della ricerca, poiché

permette di cogliere le interrelazioni tra le variabili, consentendo la formulazione di

ipotesi. Indagine usata per fenomeni complessi.

- Osservazione in situazione controllata: è quella compiuta in laboratorio.

L’osservatore esercita un ruolo pervasivo, controllando più o meno intensamente la

realtà oggetto della sua indagine. L’osservazione è provocata in modo da raccogliere

dati derivanti da una manipolazione della realtà.

In base all’orientamento nel tempo, si può distinguere tra:

- Osservazione longitudinale: segue nel tempo la trasformazione dei fenomeni

(diacronica). Gli studi di tipo longitudinale tendono a rilevare le trasformazioni e/o

gli aspetti costanti dei fenomeni nel corso del tempo e di trovarne una spiegazione.

Sono detti anche studi longitudinali evolutivi, perché sono attuati per un lasso di

tempo piuttosto lungo. Gli studi longitudinali brevi sono quelli in cui l’indagine si

esaurisce in un intervallo più delimitato;

- Osservazione trasversale: può dirsi anche istantanea, in quanto osserva più

fenomeni nello stesso momento (sincronica). Coglie i cambiamenti, i rapporti tra i

gruppi di soggetti in modo sincronico, mediante il confronto di gruppi equivalenti ma

di età diversa.

La monografia

La monografia è una ricerca approfondita su un argomento ben definito. Le osservazioni

sono collegate tra loro e la ricerca di base è dinamica.

Lo studio dei casi

Lo studio dei casi singoli di differenzia dalla monografia in quanto nasce in relazione a un

problema che sorge al momento. Con questo metodo si approfondisce la conoscenza su un

determinato soggetto scelto per l’indagine. Usato per casi problematici o clinici. Questo

studio prevede quattro tappe:

1. Descrizione minuziosa dello stato attuale del problema;

2. Raccolta di informazioni accurate sulla situazione pregressa che ha portato a quella

attuale. Formulazione di ipotesi;

3. Valutazione delle ipotesi per agire in modo terapeutico sulla situazione.

L’indagine

L’indagine è uno studio di tipo orizzontale o trasversale e serve per un primo bilancio dei

risultati. Rispetto alla monografia e allo studio dei casi mette in luce le conseguenze e non

le cause dei processi. Procedimento descrittivo e spesso raccoglie informazioni mediante

l’inchiesta.

L’inchiesta

L’inchiesta è un metodo che rientra nella ricerca descrittiva e consiste nella raccolta

pianificata di una data quantità di elementi allo scopo di descrivere una situazione. Sono

raccolti giudizi e testimonianze su determinati casi che portano a generalizzazioni

statistiche. Le informazioni riguardano l’età, il sesso, le qualifiche, le esperienze e le

funzioni dei soggetti implicati nell’inchiesta.

Le inchieste possono essere di due tipi:

- Misuratrici di frequenza, che determinano la frequenza di un fenomeno.

- Relazionali, analitiche, dette indagini sulle relazioni tra fenomeni, stabiliscono

l’esistenza dei fenomeni, le relazioni tra questi e l’importanza delle relazioni.

Vantaggi: metodo economico con tempi brevi.

Svantaggi: rivelano solo l’esistente.

L’osservazione diretta e indiretta

DE LANDSHEERE definisce l’osservazione diretta del comportamento come una

procedura con la quale il ricercatore rileva i dati ricorrendo agli organi dei sensi, utilizzando

numerosi strumenti di rilevazione atti a eliminare le imperfezioni dei sensi.

L’osservazione indiretta si serve di strumenti predisposti per la rivelazione dei fenomeni

oggetto d’indagine e viene utilizzata quando l’oggetto di osservazione non è direttamente

accessibile ai nostri sensi.

Le due procedure sono sistematiche e scientifiche, non si affidano solamente alla memoria

dell’osservatore, ma si avvalgono della registrazione del fenomeno osservato. Formulazione

ipotesi, raccolta e analisi dei dati, verifica ipotesi e eventuali modifiche della teoria.

CAPITOLO III – I metodi osservativi


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Pedagogia Sperimentale e Valutazione Scolastica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Metodo Osservativo nei Contesti Formativi di Peja. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il continuum dell’osservazione, l’osservazione sistematica e le sue caratteristiche, il modello dello sviluppo umano – l’approccio ecologico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuliaf92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sperimentale e valutazione scolastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Olmetti Peja Daniela.

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