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Strumenti per la ricerca educativa

Pedagogia sperimentale: significa andare avanti per tentativi e quindi arrivare ad una soluzione verificativa. "Sperimentale" si interessa dell'evento educativo in chiave sistemica. Il fatto educativo dipende da tante "pedagogia" variabili; i protagonisti sono il discente, il docente e il contesto. Quindi, la studia e ricerca i fatti educativi applicando ad essa la metodologia delle scienze esatte, ovvero, cerca di migliorare il processo di insegnamento – apprendimento, applicando il metodo della sperimentazione.

Capitolo 1 – La ricerca empirica in educazione

Il concetto di "ricerca" in campo scientifico è collocato all'adozione di una procedura che tende a trovare conferme rispetto a ipotesi formulate in precedenza. Presuppone, quindi, uno studio continuo e progressivo da parte di un soggetto che resta neutrale per identificare meglio l'oggetto di studio, educandolo fuori da sé.

Linee guida della ricerca sperimentale

  • Neutralità
  • Oggettività
  • Validazione scientifica dei risultati sulla base degli strumenti scelti ed utilizzati dal ricercatore

La ricerca inoltre opera lungo due direttrici:

  • Ricerca sperimentale classica: connessa al metodo "ipotetico – deduttivo". Una ricerca nasce quando c'è un problema e poi si prosegue con la formulazione di un'ipotesi;
  • Ricerca - azione: espressione del metodo "euristico – partecipativo", cioè permette attraverso la condivisione di pervenire ad una soluzione partecipata (una soluzione che in maniera significativa sarà quella giusta).

Fasi della ricerca sperimentale classica

  1. Individuazione e definizione del problema
  2. Analisi e selezione delle ipotesi
  3. Delimitazione del campo della ricerca
  4. Campionatura
  5. Selezione delle fonti
  6. Registrazione ed elaborazione dei dati raccolti
  7. Confronto e verifica delle ipotesi
  8. Definizione del principio generale

"Fare una ricerca" vuol dire "fare un piano di ricerca" cioè esplorare sistematicamente. Se non si fa un piano non si può ricercare.

La ricerca sperimentale invece, presuppone una formulazione delle ipotesi, un esperimento, successivamente una verifica (cioè raccolta dei dati), poi vi è la verifica dei dati e infine c'è il risultato.

Nella seconda metà dell'800, grazie al medico Claude Bernard, il settore pedagogico incomincia ad avere un orientamento sperimentalistico. La sperimentazione presuppone un'azione che riproduce dati. Quando si parla di sperimentazione si parla sempre di processi logici.

Coloro che hanno contribuito allo sviluppo della pedagogia sperimentale sono:

  • Clapared
  • Decroly
  • Meumann
  • Binet

Clapared: "la pedagogia deve fondarsi sulla conoscenza del fanciullo, come l'orticoltura si fonda sulla conoscenza delle piante". Con questa frase si apriva la celebre opera di Clapared, nella quale si sperava la fine della pedagogia verbalistica e l'avvento di una pedagogia scientifica.

Finora, la pedagogia si è basata su pochi principi filosofici; con lo sviluppo delle scienze biologiche, psicologiche e sociologiche, la pedagogia esce dal generico e dal convenzionale e si impegna sul terreno dei fatti adottando un'indagine rigorosa. È per questo che essa deve fondarsi sempre più sulla scienza del fanciullo.

Decroly introdusse il termine di pedotecnica che indica l'insieme delle applicazioni pratiche che concernono la vita del fanciullo.

Meumann tende a dare un rigore scientifico alla pedagogia mediante un approccio di tipo sperimentale circa i problemi educativi. Egli sostiene che la pedagogia deve utilizzare i metodi dell'indagine sperimentale; ma, per lui la pedagogia sperimentale, a differenza della psicologia, pur avendo come oggetto lo scolaro che apprende e che studia, tale studio e apprendimento sono rivolti a un fine educativo. Inoltre, sottolinea come la pedagogia debba innalzarsi al grado di scienza autonoma e come essa debba fondarsi su una struttura empirica. Non richiede l'istituzione di classi e di scuole sperimentali ma sostiene la realizzazione di laboratori e istituti di pedagogia e psicologia sperimentale, collegati con l'università.

Binet giunge a definire il ruolo e i compiti della ricerca in campo educativo e cioè:

  • Ha conoscenza integrale delle caratteristiche degli allievi: ogni alunno è diverso da un altro e ogni alunno deve migliorare il proprio rendimento;
  • Solo con l'introduzione del metodo sperimentale, l'acquisizione di tale conoscenza può essere garantita.

1.1 La logica della ricerca in educazione

La pedagogia sperimentale si propone di esaminare tutte le questioni in grado di migliorare le condizioni di lavori degli insegnanti e dei loro allievi. Essa è quella disciplina che applica ai problemi della pedagogia, le regole del metodo sperimentale.

I fini della pedagogia sperimentale sono: accettare la validità dei mezzi usati nelle scuole per istruire ed educare i discenti; come migliorarli; individuare qualcosa che ci permette di fare dei confronti (la disciplina che consente ciò è la statistica).

La pedagogia sperimentale si va a inserire nel più vasto campo delle discipline scientifiche poiché adotta il metodo sperimentale. Per un qualsiasi problema cerchiamo la strada per risolverlo e in questo caso, mediante la verifica delle ipotesi, si parla di esperimento. Per fare un esperimento si utilizzano i "disegni sperimentali".

De Landsheere ritiene di poter individuare nella ricerca educativa che devono essere seguiti 5 macro obiettivi:

  1. Conoscenza dell’allievo sia come fanciullo o adulto sia come soggetto che impara: cioè una relativa alla persona in quanto tale (emozione, carattere), l’altro a livello di dinamiche psicologiche rivolte a come il soggetto impara;
  2. Insegnanti e loro tipologia di insegnamento: le tipologie di insegnamento sono legate a processi naturali e da ciò pian piano si è svolta una ricerca per migliorare questo rapporto;
  3. Materie di studio a livello di fini, mezzi, programmi e curriculi: fu Gentile il primo a fornire le prime leggi per il miglioramento di tutto il popolo. La ricerca scientifica è stata sempre un passo avanti a quelle che sono state le riforme scolastiche. Quindi la ricerca sperimentale offre soluzioni per migliorare il curricolo di studio;
  4. Conoscenza del sistema educativo dal punto di vista organizzativo ed amministrativo: si parla di programmi. A livello organizzativo è stata quella dell’infanzia;
  5. Analisi delle soluzioni date da altri ai problemi della scuola: la ricerca scientifica in generale non si può applicare alle scienze umane poiché ci sono molte variabili. Nelle scienze umane parliamo di protocolli sperimentali.

La didattica della ricerca deve tener conto di 3 itinerari processuali:

  • Individuazione dei contenuti della nuova cultura (adeguarsi alle nuove tecnologie)
  • Definizione dei metodi di ricerca (ricerca non solo scientifica ma anche quantitativa)
  • Dinamiche intrapsichiche del soggetto.

Tipi di ricerca

Esistono vari tipi di ricerca e ciascuno implica procedure diverse:

  • Storica: Ogni traccia del passato rappresenta una fonte.
  • Descrittiva: raccolta dei dati e descrizione.
  • Sperimentale: dopo una sperimentazione si vanno a verificare i risultati.
  • Correlazionale: "correlazione" ovvero certificare una relazione che può essere di tipo diretto, inverso e di nessun tipo. "Correlazionale" cioè si riesce ad individuare quali sono i fattori che sono legati al miglioramento.
  • Valutativa: in campo sistemico.
  • Studio del caso: approccio di tipo clinico, ad esempio interviste.

1.2 Tipologie di ricerca

La ricerca educativa ha elaborato diversi approcci che si possono riassumere in 2 modelli:

  1. Soggettivistico: il modello che si basa sullo studio del caso (è detto anche "clinico"): è detto anche qualitativo, in quanto basa la sua azione sullo studio della situazione educativa, usando metodologie diverse per l’analisi di un solo caso; valorizza il ruolo dell’intuizione, cioè la capacità di cogliere ciò che caratterizza un fatto. Ha un carattere informativo poiché tende ad illustrare situazioni e problematiche. Ha un approccio olistico nel quale i soggetti, le azioni, le reazioni e i contesti sono presi in esame come un tutto, perché intende guardare le persone che vi partecipano con i loro sentimenti, atteggiamenti e valori.
  2. Oggettivo: il modello che si fonda sugli obiettivi: pone a base della sua azione tutte le operazioni che utilizzano metodi e strumenti che permettono la misurazione delle variabili e un trattamento statistico dei dati. Ha un approccio scientifico tecnologico basato sull’assunto che solo la scienza determina gli strumenti per l’interpretazione della realtà.

Approccio quantitativo

L’approccio quantitativo presenta due tipologie di ricerca:

  • La ricerca non sperimentale o descrittive: sono di tipo descrittive e mirano a classificare, esporre e comparare una situazione relativa a persone, gruppi, metodologie e a fornire una spiegazione dei dati rappresentati. I dati possono essere raccolti attraverso: questionari, test e scale. Le tipologie di queste indagini sono:
    • L’inchiesta: è la più diffusa. Attraverso interviste, questionari e osservazioni mira a rilevare situazioni o ad incrociare variabili. Il campo di indagine è molto vario e può andare ad esempio, dalla singola classe a tutto il sistema scolastico.
    • La ricerca correlazionale: legata all’individualizzazione di legami su ricerche diverse (ad esempio la relazione tra metodo di insegnamento ed apprendimento).
    • La ricerca comparativa: alla base c’è sempre un confronto tra le caratteristiche dei soggetti che interagiscono.
    • La ricerca di sviluppo o longitudinale: finalizzata a mettere in campo quella specializzata.
  • Le tipologie delle ricerche qualitative sono:
    • Osservazione e intervista: strumenti per la rilevazione dei dati.
    • Ricerca azione: protocollo di intervento dove lavorano docenti e esperti.

La ricerca sperimentale

Lo studio dei processi educativi si avvale sempre di più dell’apporto delle altre scienze, da quelle umane a quelle cosiddette esatte. La capacità di sperimentare consente di agire, confrontare e giudicare in modo più obiettivo. L’esperimento diviene, allora il modo per migliorare le tecniche, le programmazioni, i metodi pedagogici e la valutazione.

Il metodo sperimentale consiste nella manipolazione sistematica da parte dello sperimentatore di una o più variabili (indipendenti), per studiare in che modo vengono modificate le altre variabili che da esse dovrebbero dipendere (variabili dipendenti).

Esso si articola nelle seguenti fasi:

  • Osservazione: è una fase molto complessa. Ci deve essere qualcosa che stimola e quindi, un’osservazione volontaria intesa come individuazione del problema.
  • Formulazione delle ipotesi: è conseguenza della fase precedente. In essa si formulano le ipotesi di lavoro, si stabilisce il piano di ricerca.
  • Fase della sperimentazione: è il momento in cui si somministrano le prove, si svolgono le indagini o le inchieste.
  • Elaborazione dei dati e interpretazione: cioè della validazione della possibilità di poter generalizzare i risultati che la ricerca ha prodotto. Esige la ripetibilità delle procedure e quindi la riproducibilità dei risultati. I risultati di una ricerca sperimentale debbono poter essere espressi in forma quantitativa.

L’attuazione di una ricerca si effettua sempre in contesti di difficoltà ed è necessario valutare la validità dell’indagine.

Criteri di validità

  • Validità concorrente: proviamo a validare l’efficacia della ricerca attraverso dati già conosciuti in nostro possesso.
  • Validità di costrutto: quando muovendoci all’interno di una teoria, ricerchiamo altre variabili collegata a quella che stiamo osservando e verifichiamo se si modificano anch’esse nel senso previsto dalla teoria.
  • Validità interna: il grado di certezza dei dati che stiamo osservando.
  • Validità esterna: è data dalla possibilità di poter generalizzare i dati di una ricerca ad altri soggetti e ad altre situazioni.

Alla base del metodo scientifico devono esserci 3 condizioni fondamentali:

  • Comunicabilità: è necessario descrivere in modo preciso come si è operato nel corso della ricerca per consentire ad altri ricercatori di ricalcare i passi compiuti;
  • Ripetibilità: è legata alla comunicabilità e alla possibilità di pervenire allo stesso risultato da parte di altri ricercatori che ripetano le stesse operazioni in una medesima situazione di ricerca;
  • Obiettività: la possibilità di attribuire un significato unico ed univoco ai risultati ottenuti senza l’intervento di interpretazioni soggettive.

Infine, ogni metodo scientifico deve basarsi su di un piano d’indagine ben definito ed articolato in varie fasi:

  • Definire gli obiettivi che si intendono perseguire
  • Definizione dei dati richiesti
  • Determinazione della popolazione della quale tali dati vengono raccolti
  • Selezione e creazione di tecniche più idonee a raccogliere i dati richiesti
  • Analisi dei dati

Le variabili indipendenti sono fattori esterni al soggetto, legati cioè all’ambiente fisico e sociale; le variabili dipendenti invece, sono aspetti del comportamento del soggetto.

Capitolo 2 – I disegni di ricerca

La ricerca sperimentale ha per oggetto la connessione tra due fattori: la variabile indipendente (fattore causante) e la variabile dipendente (effetto). L’ipotesi cerca di spiegare l’effetto attraverso la causa.

La ricerca sperimentale si avvale della sperimentazione attraverso la comparazione con un gruppo di controllo. Costituite due situazioni, di cui una sperimentale, l’altra di controllo, si agisce su una variabile indipendente e si valutano gli effetti ad essa connessi.

Nel vero esperimento, lo sperimentatore comincia con un’ipotesi causale; successivamente misura i valori della variabile dipendente, introduce la variabile indipendente nella situazione ed infine, misura la variabile dipendente per vedere se si è prodotto un cambiamento.

Pre-test: misurare i valori della variabile dipendente sia prima di aver introdotto la variabile indipendente sia dopo (post-test).

Vantaggi dell’esperimento

  • Individuazione del rapporto causale: l'esperimento consente di misurare il valore della variabile dipendente e i suoi cambiamenti all'introduzione della variabile indipendente, sospetta causa dei suoi mutamenti.
  • Controllo: permette un controllo maggiore tanto nell'analisi dei dati che nella verifica delle ipotesi, anche perché soggetta ad un numero limitato di errori provocati da fattori esterni.
  • Se abbiamo dei dati li possiamo confrontare con altri, ovvero possiamo verificare se ci sono coerenze, congruenze e la pertinenza di un percorso.

Svantaggi dell’esperimento

  • Ambiente artificiale: utilizzato per avere un controllo sulle variabili in gioco, comporterà un'alterazione dei comportamenti sociali studiati.
  • Effetto dello sperimentatore: è come variabile aggiuntiva.
  • Mancanza di controllo
  • Ampiezza del campione

Il ricercatore costruisce un piano sperimentale per analizzare e verificare la correttezza della relazione fra le due variabili e inoltre, può tenere sotto controllo tutti quei fattori che potrebbero modificare la situazione studiata interferendo nella relazione fra le due variabili, ciò può causare ripercussioni che impediscono l’esatta valutazione della relazione causale tra le variabili.

I disegni sperimentali

Vengono chiamati così perché ci sono dei protocolli da applicare. Possono essere suddivisi in tre grandi categorie:

  1. Sperimentazione con gruppo sperimentale e gruppo di controllo equivalenti (sperimentale classico con maggiore validità): su entrambi i gruppi vengono effettuate le stesse misure in ingresso che consentono di verificare, da un lato, la correttezza della composizione dei gruppi, dall’altro, l’effetto del trattamento. Lo stimolo viene somministrato solo ad uno dei gruppi, quello definito, appunto, sperimentale. Successivamente entrambi i gruppi vengono sottoposti alle stesse misure in uscita. Il risultato del pre-test sui due gruppi offre una misura dell’effettiva confrontabilità dei gruppi, il risultato del post-test ci fornisce la misura dell’effetto del trattamento sul gruppo sperimentale.
  2. Sperimentazione con rotazione di due identici fattori su due gruppi non equivalenti: in questo caso si può ricorrere alla rotazione dei fattori, ovvero si fanno agire due diversi fattori alternativamente in ciascun gruppo. La verifica del risultato sperimentale si ottiene dal confronto tra fattore ordinario e fattore sperimentale utilizzati con una modalità in un gruppo ed in modo inverso nell’altro.
  3. Sperimentazione con singoli gruppi
  4. Sperimentazione con più gruppi: qualora si volessero mantenere i vantaggi dei due disegni precedenti ed eliminare i rischi di errore, si potrebbe procedere con un modello a quattro gruppi di cui due sottoposti a pre-test e due senza pre-test in ingresso. Tuttavia, uno dei gruppi di controllo, non sottoposto a pre-test, vie.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vale90O di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sperimentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Notti Achille M..
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