Pedagogia sperimentale
L'esordio della pedagogia sperimentale risale intorno alla fine dell'800 e inizi '900 a seguito dell'influenza esercitata da quattro correnti intellettuali:
- Paradigma positivista: adozione di procedure strutturate sul modello delle scienze naturali e della statistica;
- Diffusione della teoria evoluzionistica: presupposto allo “studio scientifico del fanciullo”, nuove scienze ausiliarie come antropometria e eugenetica;
- Nascita della psicologia sperimentale (Lipsia, Wundt 1879);
- Studio scientifico sull'impiego dei test.
In Europa troviamo come massimi esponenti: Ernest Meumann e Wilhelm August Lay (Germania). Entrambi giunsero contemporaneamente a formulare l'espressione “pedagogia sperimentale” (anche se già in circolo), ma i due diversi modi di intendere il rapporto tra pedagogia e sperimentazione e i due diversi modelli di sperimentalismo educativo, li portarono a scontrarsi e separarsi definitivamente.
Dalla pedagogia sperimentale alla pedagogia integrale
Lay, educatore e insegnante di scienze naturali, rivolge maggior interesse per questioni metodologiche e didattiche. La pedagogia sperimentale assume i tratti di una “pedagogia integrale”, cioè una “nuova pedagogia” costruita su osservazione (serve a mettere in luce e a correlare le circostanze nelle quali un fenomeno appare), esperimento (obbiettivo è ricongiungere le due anime della pedagogia, descrittiva e normativa) e statistica (statistica pedagogica: estende i risultati e le misurazioni condotte su singoli soggetti all'intero universo; osservazione statistica collettive: metodo d’indagine impiegato per lo studio di fattori interni ed esterni). Quindi oggetto di studio è il gruppo-classe, contesto nel quale le dinamiche di interazione e apprendimento risultano condizionate da rapporti di reciprocità tanto da richiedere esperimenti di massa.
Differenze tra vecchia e nuova pedagogia
La vecchia o tradizionale pedagogia di Herbart riconosce esclusivamente la psicologia e l'etica come scienze ausiliarie. Mentre la pedagogia sperimentale si fonda sulla logica multidisciplinare (scienze biologiche e filosofiche, fisiologia, ecologia, psicologia, psichiatria, economia, etica e religione). Se la vecchia pedagogia vede gli esiti della ricerca come conclusivi e quindi teorie finali con fini e metodi, la nuova se ne avvale considerandoli come ipotesi da sottoporre a verifica attraverso: osservazione sistematica, statistica ed esperimento. Quindi Lay intende sottolineare che la differenza tra vecchia e nuova è che quest'ultima prevede un approccio più puntuale e universale consentendo una condivisione democratica degli esiti della ricerca.
L'intera architettura pedagogica di Lay si basa sul principio di azione, da cui deriva l'idea di Tatschule, riferita al rapporto di reciprocità che si crea tra individuo e ambiente, alla luce della quale l'allievo diviene protagonista del proprio percorso formativo, ma in posizione passiva rispetto alle sollecitazioni offerte. Quindi egli si fa portavoce di una pedagogia dell'azione, della scuola attiva. La sinergia tra pensiero e azione pratica, scientifica, tecnica e artistica (caratteri della scuola attiva) maturano le condizioni di evoluzione della conoscenza.
Sperimentalismo scientifico e Meumann
Meumann, professore in pedagogia e filosofia, attratto dalla psicologia, si reca a Lipsia divenendo allievo di Wundt. Egli, influenzato dalle esperienze di ricerca condotte nel contesto del laboratorio di psicologia sperimentale, configura la pedagogia come “investigazione sui fatti” da porre accanto ad una pedagogia sistematica. Secondo tale principio, attività di ricerca e costruzione di un sistema coerente di teorie costituiscono due campi separati. Oggetto di studio: è il singolo alunno isolato nell’ambiente artificioso del laboratorio invece che a scuola. Esso diventa di conseguenza oggetto di critica in quanto crea un ambiente e una situazione artificiale, perdendo di vista il mondo concreto del fanciullo.
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