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caratterizzata da scostamenti per eccesso o per difetto, nella realizzazione dei compiti e

PRESENTAZIONE nell’espressione dei comportamenti rispetto a ciò che normalmente si attende. La disabilità è

La legge n. 517 del 1977, che avviò le politiche di integrazione scolastica degli alunni con diverse l’oggettivazione di una menomazione e determina dei disturbi a livello della persona che si

abilità nel nostro Paese e qualificò il contesto italiano come precursore a livello internazionale della estrinsecano in atti e comportamenti della vita di tutti i giorni. Mentre per integrare si intende

full inclusion. Non si pone la questione di integrare il soggetto disabile in un contesto di astratta promuovere la persona dell’altro ad essere se stessa, a mantenere la sua identità e ad espandersi

normalità piuttosto si tratta di valorizzare al meglio le caratteristiche individuali: escludendo progressivamente verso un rapporto di intimità, di amore e di collaborazione.

qualunque modalità stereotipata di approccio alla pluralità di situazioni e di prestazioni che 1. Dalla logica della marginalità alla logica dell’inserimento

caratterizzano ogni essere umano e rimuovendo dal percorso educativo le condizioni negative.

Nessuna persona, infatti, dovrebbe essere definita esclusivamente per sottrazione: non sa, non è in Il primo intervento dello Stato in materia di istruzione ai minori anormali si ha con la riforma

grado di fare, non può essere…; non è la carenza che dovrebbe contraddistinguere un profilo Gentile del 1923 (R. D. n. 3196 del 31/12/1923), con la quale l’istruzione obbligatoria venne estesa

individuale ma la capacità di sentire, di comunicare, di agire, di pensare secondo la modalità ai ciechi e ai sordomuti, non interessati da altre anomalie che ne impedissero loro l’adempimento, e

personale. La più avanzata ricerca scientifica tende ad affermare che il legame tra deficit e handicap dalla quale prende avvio l’organizzazione delle classi differenziali.

va letto non tanto all’interno di un processo causale-lineare riguardante solo l’individuo quanto

piuttosto all’interno di un paradigma sistemico che coinvolge variabili soggettive e ambientali. R.D. n. 653 del 4/05/1925conferisce ai presidi la facoltà di allontanare alunni affetti da “malattie

Questa nuova attenzione alle situazioni di disabilità sollecita nuove forme di raccordo tra i diversi contagiose o ripugnanti”.

saperi e processi di collaborazione tra le diverse figura professionali. L’integrazione è il risultato di Art. 415 del Regolamento Generale dell’Istruzione Elementare del 1928recita che quando gli atti

una società capace di accettare i propri limiti. Numerosi studi testimoniano come i soggetti con di permanente indisciplina siano tali da lasciare il dubbio che possano derivare da anormalità

disabilità, integrati nei diversi contesti, presentano miglioramenti significativi sia sul piano dello psichiche, il maestro può (con parere conforme dell’Ufficio Sanitario) proporre l’allontanamento

sviluppo cognitivo sia su quello relazionale e offrono, inoltre, importanti opportunità di crescita ai definitivo dell’alunno al Direttore Didattico che curerà l’assegnazione dello scolaro alle classi

compagni normodotati. differenziali che siano istituite nel Comune o d’accordo con la famiglia inizierà le pratiche

Definizione della pedagogia speciale ieri e oggi opportune per il ricovero negli istituti per l’educazione dei corrigendi. Quindi i comportamenti

inadeguati determinano l’allontanamento del soggetto handicappato dai contesti naturali di

Pedagogia speciale ieri appartenenza sia sul versante scolastico che su quello sociale e il suo inserimento in strutture

speciali. I soggetti non sono riconosciuti come portatori di diritti.

La pedagogia speciale è una forma arricchita di educazione generale, che tende a migliorare la vita

di coloro che soffrono di handicap diversi. Arricchita nel senso che fa appello a metodi pedagogici 1) In una prima fase, definita giurificamente istituzione separata, le caratteristiche

moderni e a materiale tecnico per porre rimedio a certi tipi di deficienze. In mancanza di un fondamentali sono: la legittimazione della separazione dei portatori di handicap dal contesto

intervento di questo genere, molti soggetti rischiano di restare, in qualche misura, disadattati e sociale, la monetizzazione dell’handicap come risposta ai bisogni e alle esigenze delle

handicappati sul piano sociale e di non pervenire mai al pieno sviluppo delle loro capacità. famiglie e la divisione dei cittadini con handicap in categorie individuate in base al tipo di

deficit o alla sua causa. In questo periodo vi è stata la caduta del regime fascista e dello

Pedagogia speciale oggi Stato monarchico.

La pedagogia speciale ha storicamente come referenti coloro che hanno-oggi diciamo-dei deficit, Nascita della Carta Costituzionale del 1948si presenta come il primo reale punto di

vale a dire coloro che hanno delle mancanze stabili, durevoli, effetto di traumi o eventi morbosi, che partenza per il pieno riconoscimento e l’affermazione della dignità della persona disabile.

POSSONO (non necessariamente devono)comportare degli svantaggi. Per questo noi oggi diciamo Con la Costituzione, la nozione di uguaglianza effettiva dei cittadini viene finalmente

che la pedagogia speciale ha come compito maggiore quello di comprendere e studiare i deficit, per configurata con pienezza giuridica. L’art. 38 comma 3 proclama gli inabili e i minorati ad

comprendere e studiare gli handicap. I primi per permettere l'accettazione in uno sviluppo avere diritto all’educazione e all’avviamento professionale.

compatibile, i secondi per permettere la collaborazione nella ricerca della loro riduzione. 2) Negli anni ’60 si segnala un numero elevato degli atti normativi prodotti. Lo Stato ritiene

suo preciso compito interessarsi e occuparsi direttamete anche degli handicappati

Cap. I “psicofisici” o “gravi” attraverso un raffrozamento e una diversificazione di strutture

“La pedagogia speciale: dalla marginalità alla qualità delle integrazioni” speciali. In questa fase vi sono due importanti riforme che riguardano l’istituzione della

scuola media unica e la nascita della scuola materna. La legge n. 1859 del 31/12/1962

Introduzione istituisce le classi di aggiornamento alle quali possono accedere gli alunni bisognosi di cure

necessarie alla frequenza della prima classe di scuola media e le classi differenziali alle quali

Per disabilità si intende qualsiasi limitazione o perdita, conseguente ad una menomazione, della possono accedere tutti gli alunni disadattati scolastici. La legge n. 444 del 18/03/1968 vede i

capacità di svolgere un’attività nel modo considerati normali per un essere umano. Questa è

bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni affetti da disturbi dell’intelligenza o da Negli anni ’70 interviene una cultura nuova che porta dalla separazione all’integrazione, del

menomazioni fisiche e sensoriali o da disturbi del comportamento ospitati presso le sezioni soggetto in situazione di handicap. Tenendo presente che ogni persona è diversa, non c’è mai

speciali delle scuole materne statali e, per i casi più gravi, anche in vere e proprie scuole un’integrazione da parte degli altri ex-novo di un individuo; è la persona che integra se stessa,

materne speciali. ritrovando se stessa. Quindi si tratta di valorizzare le dotazioni individuali, escludendo qualunque

Handicapnella fase precedente: connotata da marginalità quasi totale, esclusione e modalità stereotipata di approccio alla pluralità di favoricondizioni negative. Nessuna persona,

isolamento; in questa fase: è concepito come “malattia”. Questa concezione si basa su due infatti, dovrebbe essere definita esclusivamente per sottrazione, non è la carenza che dovrebbe

principi: la diagnosi, come ricerca delle cause organiche e la cura, realizzata con interventi contraddistinguere un profilo individuale; piuttosto la capacità di sentire, di comunicare, di agire, di

prettamente sanitari; quindi l’individuo viene identificato con la lesione dell’organo. La pensare secondo la peculiare modalità personale.

segregazione in luoghi isolati sembra la soluzione più idonea e anche nel settore scolastico “ Educazionesviluppo dell’unità e dell’integralità di se stessi a partire dalle capacità unitarie e

la diversità viene intese come malattia sociale e l’approccio è eminentemente di tipo integrali che si possiedono e, quindi, a partire innanzitutto dall’accettazione globale di sé. La

medico”. persona integrale è una miniera inesauribile di risorse e di energie.

3) Agli inzi degli anni ’70 ci sono le prime esperienze spontanee di inserimento scolastico che

avvengono senza alcuna progettazione specifica, tanto da meritarsi l’etichetta di inserimenti Il Ministero della Pubblica Istruzione, nel 1974, nomina una commissione di studi, presieduta dalla

selvaggi. Si formano quindi due schieramenti contrapposti: la richiesta della comunità senatrice F. Falcucci con il compito di fare il punto sui soggetti handicappati nella scuola italiana in

sociale di un inserimento nelle classi comuni e il mondo della scuola e degli operatori che modo da poter predisporre gli opportuni suggerimenti in merito al loro recupero scolastico e sociale.

vorrebbero il mantenimento delle classi speciali. A partire dalla legge n. 118 del 30 marzo La Relazione finale della predetta commissione, elaborata nell’anno successivo (1975), mette in

1971, si assiste ad una graduale affermazione dei diritti civili dei soggetti handicappati. discussione atteggiamenti ideologici, assetti istituzionali e organizzativi, metodi e tecniche

Viene sancito il principio secondo cui, per gli alunni in situazione di handicap, l’istruzione educative, seguendo le nuove istanze e nel campo della formazione e in quello dell’intervento

dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica, facendo eccezione per sociale. I valori dell’accoglienza, della solidarietà, della diversità costituiscono la base

i casi in cui i soggetti siano affetti da grandi deficienze intellettive o da menomazioni fisiche dell’integrazione. In base ai principi enunciati dalla relazione Falcucci, la scuola italiana deve:

di tale gravità da impedire o rendere molto difficoltoso l’apprendimento o l’inserimento - Accogliere e istruire TUTTI i bambini;

nelle predette classi normali (art. 28). - Favorire lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno, attraverso un apprendimento molto

Sul piano pedagogico e didattico l’attenzione della legge 118 è centrata esclusivamente sugli articolato che valorizzi tutte le forme espressive degli alunni handicappati;

interessi dell’alunno in situazione di handicap e non della comunità scolastica che lo - Avere una funzione di prevenzione e di recupero precoce delle difficoltà che possono

circonda. L’eventuale insuccesso dell’inserimento non deve essere misurato solo sul terreno ostacolare lo sviluppo psico-fisico attraverso la generalizzazione della scuola materna.

dell’apprendimento, ma anche su quello dell’inserimento. Inserimentovasta gamma di

relazioni umane e sociali atte a sviluppare la personalità complessiva del minore e di Tutti questi principi si basano sull’assunto che all’origine di quasi tutti gli handicap vi sia una

competenze distinte della semplice acquisizione di un determinato corredo di conoscenze. incapacità di comunicare con gli altri in modo adeguato (patologia della comunicazione). I coetanei

Questa legge tuttavia prevede un limite all’integrazione per i soggetti affetti da gravi deficit, normodotati possono stimolare le competenze di partenza nei soggetti in situazione di handicap.

ciò favorisce la concreta creazione di un alibi che dà luogo ad episodi non isolati di

emarginazione dei minori in situazione di handicap che diventa quindi un pesante fattore Il documento Falcucci segna la presa di coscienza ufficiale dei problemi educativi dei soggetti

determinante. disabili. Non è l’handicappato a dover essere differenziato, ma i metodi.

L’ingresso degli alunni con disabilità nella scuola di tutti necessita di un vero e proprio Legge n. 517 del 1977sancisce il diritto all’inserimento degli alunni in situazione di handicap

riadattamento delle strutture scolastiche che deve prevedere l’abbattimento delle barriere nelle classi ordinarie con la soppressione di fatto della scuola speciale e delle classi differenziali.

architettoniche, l’adeguamento degli spazi, l’individuazione di approcci metodologici e didattici Istituisce la figura dell’insegnante di sostegno fornito di titolo di specializzazione. Prevede “attività

adeguati, nuove modalità relazionali e organizzative adattabili alle nuove esigenze. scolastiche integrative” anche a carattere interdisciplinare, organizate per gruppi di alunni della

stessa classe o di classi diverse. Le difficoltà di applicazione di questa legge sono legate

Legge n. 820 del 24/09/1971paventa le ipotesi di istituire il tempo pieno nelle scuole elementari e all’inadeguatezza delle strutture e all’atteggiamento culturale che continua a considerare l’handicap

nuove forme di organizzazione didattica come il lavoro di gruppo o le classi aperte per disporre il con criteri legati alla diversità e all’esclusione. Questa legge ha posto le basi per una scuola aperta a

maggior tempo a disposizione e favorire tali processi di riadattamento e adeguamento. tutti, dando concretezza al principio del diritto allo studio per tutti i cittadini contemplato dalla

Costituzione italiana (artt. 3 e 34).

2. Verso una cultura dell’integrazione La sentenza della Corte Costituzionale del 1987 e la successiva Circolare Ministeriale del 1988,

Le forze politiche, sociali e sindacali danno il via a una campagna di sensibilizzazione dell’opinione assicurano ad ogni alunno con disabilità il diritto a essere integrato anche nella scuola superiore.

pubblica, contro la ghettizzazione delle scuole speciali. Legge n. 104 del 5 febbraio 1992”Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti

Ora l’apprendimento diventa la risultante tra fattori intrinseci ed estrinseci del soggetto. Questo delle persone handicappate”sancisce i diritti delle persone in situazione di handicap dal punto di

sottolinea la dimensione socio-affettiva e relazionale che può favorire ma anche condizionare gli vista dell’assistenza, dell’istruzione e dell’integrazione sociale e lavorativa. Interviene nella

apprendimenti. Il portatore di handicap ora viene considerato non più in funzione del suo deficit ma regolamentazione dei rapporti tra scuola e servizi socio-sanitari per consentire un processo di

delle sue possibilità in vista del suo inserimento sociale. integrazione che non può essere solo quello scolastico ma anche e soprattutto sociale e personale.

Alla la legge 517/77 si ispira e si collega la normativa successiva concernente l’integrazione, la DPR del 24 febbraio 1994”Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle Unità

quale non solo ha la funzione di rendere concretamente praticabile l’esercizio del diritto Sanitarie Locali in materia di alunni portatori di Handicap” (immediatamente successivo alla legge

all’educazione e all’integrazione scolastica da parte del disabile, ma anche quella di ampliare le quadro del 1992 e ad essa conseguente)rappresenta un documento nel quale viene definito il

condizioni che avrebbero dovuto creare l’integrazione. Da una parte la legislazone fa sua la ruolo di supporto tecnico-specialistico affidato ai Servizi Sanitari chiamati a rispondere dei processi

problematica dell’integrazione dei bambini con disabilità all’interno dell’istituzione scolastica, di integrazione insieme con la scuola.

dall’altra si preoccpa anche di dare rilevanza ai problemi che caratterizzano la persona con disabilità

all’interno del proprio contesto sociale di vita. Piano Educativo Individualizzatodocumento in cui vengono descritti gli interventi, integrati ed

equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo

“Progetto di vita”percorso di maturazione che mette insieme e collega esperienze scolastiche, di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione di cui ai primi quattro

familiari e sociali in una dimensione di coerenza e efficacia. commi dell’art. 12 della legge n- 104 del 1992.

Circolare Ministeriale n. 258 del 22/9/1983servendosi di un’azione di rete, definisce le linee di Dal 1994 al 1997 si sono alternati solo una serie di decreti legislativi o decreti ministeriali che

intesa tra scuola, enti locali e Unità Sanitarie Locali chiamati a collaborare per l’attuazione di puntualizzavano i compiti organizzativi di diversi autori quali province, provveditorato e scuole in

compiti e obiettivi comuni quali l’identificazione dell’handicap e le relative attestazioni, la tema di integrazionen tanto che ancora oggi i due provvediemnti enunciati rappresentano i soli che

programmazione del Piano Educativo Individualizzato, la prevenzione del disagio e del intervengono a regolare le prassi quotidiane di integrazione scolastica.

disadattamento, l’orientamento e la formazione degli operatori. Legge n.59 del 15 marzo 1997riconosce alle scuole personalità giuridica e autonomia didattica.

Circolare Ministeriale n. 250 del 3/9/1985pone l’attenzione sull’importanza di imparare a Viene definita legge delega (59/97) e delega il Governo al conferimento di funzioni e compiti alle

conoscere le potenzialità del soggetto con disabilità al fine di individuarne i relativi bisogni Regioni e agli enti locali per la riforma della Pubblica Amministrazione. L’art. 21 di tale legge fa

educativi; sostenendo la logica di rete che vede impegnati scuola, enti locali, servizi sanitari locali e riferimento al principio dell’integrazione scolastica invitando le istituzioni scolastiche ad adottare

famiglia, viene predisposto un PEI da inserire all’interno della rogrammazione educativa e didattica modalità flessibili per l’attivazione di percorsi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Elia Giuseppe.
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