Estratto del documento

Appunti per esame di pedagogia speciale

Approccio narrativo

Bateson affermava che “Ogni persona è un insieme di storie”. Ognuno di noi per essere riconosciuto come identità ha bisogno dell’altro, per esempio l’educatore, il genitore, l’amico, qualcuno che ci riconosca, che legittimi la nostra identità, che la veda come risultato di un insieme di più vissuti e trame narrative. Azione di comprensione dell’altro, infatti, equivale ad un’azione di interpretazione, di cura.

La narrazione è una azione molto complessa perché quando io mi racconto dentro di me qualcosa cambia inevitabilmente. Quindi l’approccio narrativo ha delle valenze metabletiche, ha il potere di rimettere in discussione la mia identità, i miei vissuti, i miei orizzonti. La narrazione deve essere vista come un vero e proprio atto formativo. Chi si ritrova ad ascoltare la storia di qualcun altro si arricchisce, resta contaminato in senso produttivo dalle valenze formative della storia dell’altro.

È molto importante, quando si entra in relazione con un disabile o con individui con BES, attivare una relazione dialogica perché essa ci permette di instaurare una relazione empatica. Inoltre la narrazione aiuta il disabile ad accettarsi, dunque favorisce la riduzione dell’handicap. L'approccio narrativo diventa un’azione di cura educativa in cui sia chi narra, che chi riceve la narrazione, si coeduca, si forma insieme.

Tipi di cura

Parlando di cura dobbiamo sottolineare che esistono due tipi di cura: autentica e inautentica. La cura inautentica c’è quando l’insegnante o l’educatore si sostituisce all’allievo, creando una situazione di subordinazione. Chi svolge questo tipo di cura non aiuta l’altro ad emanciparsi, anzi non fa che procurargli situazioni di dipendenza e schiavitù.

Scopi dell'approccio narrativo

Il fine ultimo dell’approccio narrativo nella pedagogia e nella didattica speciale è quello di ridare dignità e riconoscimento alla propria identità alle persone diverse. Fare in modo che la storia, che è stata interrotta dall’insorgere del deficit, possa rigenerarsi, trovare un nuovo senso e significato.

Soprattutto nel caso in cui ascoltiamo narrazioni di persone con deficit è fondamentale saperle accogliere e leggere nella globalità dei linguaggi che possiedono: può usare modalità diverse, non verbali. Tramite la narrazione aumenta il livello di consapevolezza e autocoscienza di sé e del mondo. Aumenta l’esserci, il poter lasciare una traccia unica di sé nel mondo.

A livello cognitivo, mentre ci si narra il nostro pensiero si esercita perché per narrarsi è necessario individuare delle modalità con cui la mente entra in azione. È necessario che chi ascolta capisca che l’altro ha differenti stili di apprendimento e di modi di esprimersi e raccontarsi. È fondamentale togliere dalla testa le proprie abitudini di raccontarsi e capire le modalità, anche speciali, dell’altro.

Ogni narrazione è unica, particolare, e necessita di essere riconosciuta come storia. Questo è possibile solo adottando il paradigma dell’inclusione e dell’appartenenza, uno dei traguardi stessi della pedagogia speciale. L’approccio narrativo può essere inteso, dunque, come uno dei tanti strumenti per restituire al disabile diritto di cittadinanza attiva all’interno del mondo. Il disabile mentre si narra è costretto ad accettare luci e ombre del suo vissuto, questo gli permette di dare una nuova attribuzione di senso alla propria vita.

Funzioni dell'approccio narrativo

L’approccio narrativo ha anche una funzione legata alla resilienza, cioè ad una prospettiva di vita secondo cui è necessario resistere, combattere, non disperarsi. Le situazioni problematiche vanno ricostruite e la vita va rigenerata nonostante i problemi incontrati.

Per narrarsi è necessario avere la consapevolezza di essere una storia degna di essere ascoltata e compresa. Le persone diversamente abili, o con BES, riescono grazie alla relazione di aiuto e cura educativa, a ri-progettarsi, superando limiti e oggettive limitazioni, riducendo l’handicap: l’obiettivo primario diventa quindi riuscire in modo personale a ri-costruirsi un’identità.

L’approccio narrativo favorisce anche l’autoriflessione, nonché la capacità di fare memoria delle proprie esperienze, cioè di memorizzarle e di attribuire loro un senso globale, di considerare la propria identità proiettata verso il futuro, di concepirla come una vera e propria storia che merita di essere raccontata.

Tra le diverse pratiche inclusive possiamo ricordare le pratiche narrative perché la narrazione si preoccupa delle vite delle persone diversamente abili, allo scopo di migliorarne l’esistenza. La narrazione per il disabile diventa un’occasione ulteriore per compiere un resoconto, per dare ordine e accettazione agli eventi “anomali” della personale esistenza.

Nell’atto del narrarsi ogni persona riflette sulle qualità e sulle potenzialità della propria mente e dei propri affetti, mettendo in atto strategie, capacità, modelli di analisi e comprensione della realtà fino a giungere alla progettazione del futuro in modo partecipe e critico.

La narrazione permette al soggetto disabile di riprendersi cura di sé, di elaborare un personale progetto di vita. Mentre il disabile si narra ordina ed attribuisce senso e significato alla particolarità del personale vissuto. L’atto del narrare mette insieme gli eventi, dando loro un senso, un ordine, una direzione.

La narrazione fa scattare veri e propri processi di empowerment, cioè dei processi evolutivi, di crescita dell’individuo orientati a potenziarne l’autonomia mediante il consolidamento della personale capacità di controllo e consapevolezza di poter disegnare la propria vita e le proprie scelte.

Pedagogia speciale e riduzione dell'handicap

Uno dei compiti prioritari della pedagogia speciale è quello di fornire ai soggetti con BES l’opportunità di potersi “raccontare” con la propria particolare identità ed esperienza. La relazione di aiuto presuppone da parte dell’educatore un avere cura della vita dell’altro tramite un rapporto educativo che si offre come ulteriore spazio di possibilità per l’umana realizzazione di tale soggetto, affinché esso possa realizzare un percorso formativo volto a consolidare il senso di autostima di sé e di autonomia.

Recentemente c’è stata una ridefinizione del concetto di diversabilità richiamato dall’ICF secondo cui la persona non deve essere “letta” in base all’entità del deficit, ma va interpretata nell’ambito delle sue possibilità. Per questo motivo è necessario riconoscere lo statuto positivo della diversità, al fine di valorizzare le potenzialità che ogni individuo può e deve esprimere.

Una delle finalità della pedagogia speciale è la riduzione dell’handicap, ovvero la socializzazione del deficit e la valorizzazione del potenziale educativo dipendenti dalla capacità dei micro e macro sistemi sociali di rispondere concretamente e significativamente alle esigenze partecipative del soggetto con deficit.

Il deficit è un danno di natura irreversibile, al contrario l’handicap può essere contenuto mediante l’organizzazione dell’impatto con l’ambiente fisico, culturale e istituzionale ricercando funzionali modalità di resistenza psicologica alle avversità possibili all’interno della relazione di cura e di aiuto che implica l’incontro con la diversità e la consapevolezza dell’indispensabile ruolo svolto dalla logica progettuale.

Processo di personalizzazione

Il processo di personalizzazione – differenziazione, prima di individuare le risorse e le potenzialità e di trasformarsi in apposite soluzioni didattiche, è tenuto a ricercare le motivazioni, i significati da attribuire alle azioni da compiere, per far recuperare al disabile coscienza di sé. Si tratta di aiutarlo nella ri-definizione del suo progetto esistenziale, di accompagnarlo affinché possa riappropriarsi della cura di sé, ritrovando fiducia nelle proprie potenzialità.

La cura educativa va intesa come un atto di umana comprensione capace di aiutare la persona con deficit a ricordarsi di sé e dell’unicità della propria storia, per accettare e convivere con la propria “specialità”. Tale approccio non gli permetterà di sconfiggere il deficit, ma di certo lo aiuterà a dargli un significato migliorando di conseguenza la propria qualità della vita.

Nel processo di integrazione è fondamentale che il soggetto con deficit sia messo in condizione di poter lasciare una traccia significativa della propria presenza nel mondo. È importante che la “relazione di aiuto” rimanga all’interno di precisi confini, altrimenti rischia di essere pericolosa quando assume tonalità invasive, poco rispettose dell’identità della persona diversamente abile, con il rischio di “paralizzarla” in situazioni di dipendenza.

L’educatore deve essere in grado di riconoscere davanti a sé una persona, non una sotto-persona da confermare nel suo stato di dipendenza sostituendosi a lei.

Pedagogia speciale: coinvolgimento comunitario

La presa in carico e la cura educativa di una persona con “bisogni educativi speciali” richiedono il coinvolgimento dell’intera comunità sociale, e non l’esclusiva competenza degli esperti specialisti.

La pedagogia speciale è una scienza radicale e allo stesso tempo radicata nel presente dei micro e macro contesti sociali, sensibile al miglioramento della qualità della vita del soggetto in situazione di handicap, allo scopo di riorganizzarne l’esistenza con lo sguardo proiettato al futuro.

Compito prioritario della pedagogia speciale consiste nel fornire al portatore di deficit l’opportunità di potersi raccontare con la propria particolare identità ed esperienza. La pedagogia speciale promuove la valorizzazione dell’unicità-diversità di ogni individuo.

È una scienza autonoma per due motivi principali: specificità del suo statuto epistemologico; autonoma possibilità di costruire interconnessioni con le altre scienze e con molteplici settori operativi, per rafforzare il proprio ruolo e non per essere collocata in logiche di subordinazione e dipendenza.

Finalità della pedagogia speciale

La principale finalità della pedagogia speciale è la riduzione dell’handicap, ovvero l’adeguata socializzazione del deficit e la valorizzazione del potenziale educativo, dipendenti dalla capacità dei micro e dei macro contesti sociali di rispondere concretamente e significativamente alle esigenze partecipative del soggetto con deficit. Il compito specifico di questa disciplina consiste nel rendere gli interventi educativi sempre più speciali, senza tuttavia cadere in logiche psicologistiche e medicalistiche.

L’utilizzazione di un rigoroso patrimonio linguistico definisce l’autonomo statuto epistemologico della scienza della diversità rispetto all’oggetto di indagine di altre discipline con essa interdipendenti. La conoscenza del deficit è, infatti, oggetto di studio di molte discipline, ma la logica dell’integrazione e la conseguente riduzione dell’handicap appartengono allo specifico territorio di competenza della pedagogia speciale.

La pedagogia speciale viene definita disciplina di frontiera, allo scopo di ridefinire e di rafforzare la propria specificità.

Epistemologia della pedagogia speciale

Perché è una scienza autonoma (definizioni, oggetto di indagine, contatti con altre scienze). È una scienza recente, nata nel XIX secolo, che si occupa dei soggetti con deficit, cercando di andare oltre ai limiti della scienza medica, puntando su un approccio educativo in cui non si ha una visione della persona in base al suo deficit o malattia, ma si va oltre al vantaggio e al disturbo, vedendo quella persona a 360 gradi, rispettandone l’unicità.

La finalità ultima e prima è quella di favorire i processi di integrazione e di inclusione dei soggetti con deficit nello scenario sociale e civile. C’è un profondo rifiuto della logica di separatezza, marginalità volta al superamento di visioni assistenzialistiche e rigidamente diagnostiche.

Essa è una scienza autonoma. In passato era un ramo della pedagogia generale, quindi viveva in una condizione di dipendenza estrema. Con gli anni è riuscita a diventare una scienza autonoma, grazie a dei requisiti basilari:

  • Oggetto di indagine specifico che non è anche specifico di altre discipline, anche se possono comunque occuparsene.
  • Precisa terminologia: non la rende confondibile con altre discipline.
  • Finalità: sviluppo integrale di una persona affinché possa integrarsi nei micro e macro sistemi sociali di appartenenza.

Nonostante questo spesso c’è stato il tentativo di relegare questa scienza ad una visione minoritaria, come se fosse ritenuta marginale, riduttiva e facilmente dominabile da altre discipline come per esempio la medicina e la psicologia. Il pregiudizio nasce proprio dal fatto che la pedagogia speciale si occupa delle diversità e quindi si pensa che rientri in situazioni di minorità.

È una scienza della complessità e della diversità, che si occupa di fare cultura dell’integrazione di tutti, dell’accettazione della diversità. La complessità si trova nel fatto di cercare di unire, in una scienza complessa come la pedagogia, più aspetti.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 21
Pedagogia speciale - Appunti Pag. 1 Pedagogia speciale - Appunti Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia speciale - Appunti Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia speciale - Appunti Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia speciale - Appunti Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Pedagogia speciale - Appunti Pag. 21
1 su 21
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EllyGiova92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gaspari Patrizia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community