Prefazione per insegnare?
Ricette
Uno degli aspetti più importanti è rappresentato dalla capacità personale di elaborare/rielaborare ipotesi progettuali.
• →
Questa personalizzazione dell’insegnamento concreto vs possibile (tra ciò che si potrebbe fare e tra ciò che si
può effettivamente fare)
La formazione di un buon insegnante è di riuscire a “staccarsi dalla ricetta, per procedere in modo sempre più
• →
autonomo, per iniziare a fare a occhio e, pian piano, a provare nuove soluzioni e inedite combinazioni”
ricordandosi che non si arriva mai agli stessi risultati perchè non si può ripetere più volte la stessa ricetta
Vi sono quindi molteplici variabili:
•
→ individuale: l’apprendimento è diverso non solo tra i soggetti, ma anche negli stessi a seconda del momento
→ contestuale: l’ambiente di formazione cambia
→ relazionale: si trasformano le dinamiche di relazione
→ adattiva: gli ambienti di formazione non vanno a buon fine solo n base a dei criteri progettuali, ma vanno seguiti
perchè un’azione può essere facilmente dirottata.
La formazione è un processo dinamico, mai uguale a se stesso e da una ricetta sbagliata, ne può nascere un’altra,
• magari migliore
Vi sono delle suddivisioni riguardo il susseguirsi dei vari modelli d’insegnamento
•
1) Nel corso del 1900: comportamentismo - cognitivismo, che porteranno poi al post-cognitivismo
2) Riguarda il ruolo del docente con impostazione asimmetrica dei ruoli, e riguardanti lo studente e sulla relazione
formativa
Docente vede lo studente come “mente” che apprende come una spugna, elabora informazioni, è una tabula rasa
• perchè senza strutture proprie.
Riguardo lo studente vi sono diverse interpretazioni
•
1) Natura razionalista: evidenzia una mente parzialmente strutturata; ambiente: contesto adattivo
2) Storico-sociale: evidenzia come lo studente può diventare una mente a sé stante; ambiente: contesto sociale,
ecologico
Nota introduttiva
→
Obiettivo che ciascuno si riconosca nei modelli proposti e rifletta sul suo metodo di insegnamento; approfondire
• aspetti positivi e negativi
Schede inizio percorso --
Le ricette tradizionali →
Nel corso del 1900: comportamentismo, cognitivismo e metariflessivo che condivide alcuni aspetti caratteristica
• →
comune: relazione insegnante-discente è asimmetrica. Evidente differenza docente-classe docente trasmette →
informazioni e la classe le riceve. L’efficacia si basa sulla quantità di informazioni che possono essere trasmesse
natura trasmissiva da chi ne sa di più a chi ne sa di meno
Modello comportamentista: rilievo insegnante e ambiente di apprendimento; apprendere significa associare stimoli a
• →
risposte si controlla che l’alunno sa ripetere la lezione
Modello cognitivista: focalizza il discente; apprendere significa elaborare individualmente informazioni al fine di
• →
svolgere un determinato compito alunno deve conoscere e usare strategie individuali per organizzare le nozioni
Modello metariflessivo: non è svolta radicale, riflettere sulle modalità di apprendimento proprie; focalizzato sul
• →
discente e il metalivello della riflessione individuale e non riguarda la comunità di apprendimento; apprendere
→
significa riflettere sul funzionamento dei processi di acquisizione e organizzazione di nozioni e strategie alunno
deve riflettere sui suoi apprendimenti e avere strategie per gestire le nozioni
MODELLO COMPORTAMENTISTA
TEORIA →
Apprendimento è risposta a uno stimolo alunno sollecitato da stimolo, da una risposta.
• →
La mente non può essere conosciuta perchè è una scatola nera lo studente è l’insieme delle azioni che manifesta,
• si valuta solo ciò che si può osservare
Stimolazione è esterna (insegnamento), mentre la risposta varia al variare del soggetto (apprendimento)
• Ruolo dell’ambiente: definisce e condizioni e le opportunità per imparare.
• Se apprendere è un condizionamento, ogni comportamento può essere appreso dall’ambiente, tranne riflessi innati e
• le emozioni primarie
Individuo come spugna che assorbe dall’ambiente
• La motivazione si sviluppa solo in conseguenza a stimoli esterni
• →
Responsabilità dell’insegnante: motivare gli alunni allo studio (teacher centred) attenzione posta all’insegnante
• →
come figura trasmissiva, e ruolo dell’alunno passivo: chi insegna trasmette e chi apprende usa procedure imitative
alunno riceve informazione e cerca di rifarsi all’esempio avuto (imita) →
Aspettative dell’insegnante: risultato comune a tutti (aspettativa standard di mastery performance) concetto
• base: tutti possono imparare tutto in tutti i modi e nello stesso tempo. Dato uno stimolo, tutti possono e devono
avere un risposta. Se non tutti riescono, il difetto è dello stimolo.
No diversità individuale
• 1
PRATICA
Ob. dell’insegnante: condizionate l’apprendimento con associazioni stimolo-risposta.
• →
Assunti gesti convenzionali quasi sempre associabili alle stesse risposte alcuni atteggiamenti abitudinari
• dell’insegnante condizionano il comportamento degli studenti.
→
L’insegnante si aspetta risposte comportamentali disciplinate anche attraverso elogi e meriti o con punizioni per
• gli errori. →
(si pensa che) Stati emotivi a favore dell’apprendimento, anche se ansiosi tensione emotiva dà potenziamento
• cognitivo. Uso però dell’emozioni può avere effetto negativo sul rapporto studente-ambiente
→
Studente ideale: reagisce in modo positivo agli stimoli ambientali lo studente che si auto-controlla diventa
• →
autonomo nello studio eventuale aiuto da casa è ostacolo al raggiungimento dell’autonomia personale
Apprendimento del tipo 1+1+1+1...: punto iniziale e finale hanno stesso valore di difficoltà. Programmazione della
• didattica predefinita all’inizio del percorso. →
Come sapere se ha studiato? Lo manifesta. Se lo esprime con parole o comportamenti il docente si aspetta che
• →
mostri tutto ciò che sa se parla è perchè è studioso.
Interrogazioni subito dopo la spiegazione perchè secondo la relazione stimolo-risposta bisogna che l’insegnante lo
• → →
controlli subito verifiche immediate per vedere se attento e se recepito risposte come manifestazione del
comportamento. Chi risponde subito è qualificato come studioso; chi parla lentamente o indugia prima di
rispondere, è ovvio pensare che forse non ha studiato
Prevede un tempo che deve essere ridotto e minimizzato
•
MODELLO COGNITIVISTA
TEORIA →
Apprendimento come forma di elaborazione gestita da processi mentali riconosciuta la presenza di fenomeni
• →
mentali anche se non indagabili con certezza processo elaborativo
Oltre a stimolo-risposta c’è la variabile organismo: stimolo-organismo-risposta
• →
Mente come PC uno stimolo (input) sollecita l’organismo e vengono elaborate le informazioni che daranno un
• →
output, che è l’apprendimento lo stimolo percettivo dall’ambiente viene filtrato dal soggetto con processi di
codifica e traduce le informazioni esterne in un proprio codice di apprendimento personale. Se non traduce in modo
personale o c’è un problema di ingresso o nel corso dell’elaborazione. Le informazioni codificate diventano così
delle rappresentazioni mentali (simboli, codici, numeri..) che sono il patrimonio cognitivo di ciascuno.
Spesso è il linguaggio corporeo a esprimere idee e concetti
• →
I dati elaborati vengono archiviati in due memorie: breve termine e lungo termine mente come contenitore che
• →
può tenere un numero predefinito di informazioni possibile valutazione con test delle potenzialità intellettive
→
Apprendimento come sequenza crescente di acquisizione di informazioni non è più 1+1+1+..allo stesso livello, ma
• → →
somma crescente 1,2,3,4,.. dal semplice al complesso, visione ascensionale della conoscenza dalla percezione
alla concettualizzazione →
Apprendimento che deve essere significativo perchè prodotto da un elaboratore razionale, la mente scatola
• apribile, cioè indagabile.
PRATICA →
Chi impara elabora in modo personale processo di comprensione piuttosto che di memorizzazione
• Mente come hard-disk di un pc con capacità limitata
• →
Ob. indagare quante informazioni possono entrare nella mente e come è possibile farle entrare in modo da
• essere personalmente decodificate
→
Compito dell’insegnante misurare la quantità di informazioni che possono essere apprese. Troppe fanno
• confusione, poche demotivano. Docente deve calibrare la giusta quantità
→
Come inserire “dati” nella mente trasmissione dati in modo graduale (sequenze) dal semplice al complesso, così si
• →
supportano sempre più dati anche se limitati comporta due implicazioni:
→
1) passaggio dal pensiero concreto a quello astratto all’inizio l’insegnamento è legato al gioco (coinvolgimento
corporeo), poi gradualmente diventa astratto →
2) nascita di idee, concetti in rapporto ai precetti percorso unidirezionale dalla percezione alla concettualizzazione
Ricerca neuroscientifica dice che i primi livelli di percezione sono già in grado di elaborare informazioni come i
• processi cognitivi
La formazione di concetti non dipende dalle molte conoscenze, ma anche dal patrimonio individuale
• →
Ruolo del docente: attribuire significati ai contenuti di apprendimento perchè posso memorizzare solo se
• →
comprendo a pieno per memorizzare a lungo termine, occorre comprendere a fondo tutti i nessi e le qualità
Lo studente deve dimostrare di saper rielaborare personalmente un concetto
• Prove di apprendimento:
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capacit
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