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di strategie e abilità. Lo sviluppo è autoplastico, espressione di un processo soggettivo

interiore, ma anche allo plastico, generato e modulato dalle influenze esterne.

L’apprendimento è del significato, la valutazione deve verificare se le conoscenze apprese

sono frutto di apprendimento meccanico e sono,pertanto, nozioni oppure se sono state

mentalmente elaborate e sono quindi materiale significativo. Vi è una netta distinzione tra

apprendimenti meccanici, comportamentali e semplici e apprendimenti cognitivi e

complessi.

Se l’apprendimento di procedure può essere considerato un obiettivo perseguibile,

l’esercizio delle abilità acquisite e la pratica ripetuta nell’insegnamento sono elementi da

abbinare alla spiegazione dei significati. Molti step procedurali si combinano insieme e

quanto più un individuo riesce ad automatizzare le performance tanto più raggiunge la

padronanza del compito cognitivo e diviene esperto nello svolgerlo.

L’apprendimento è un processo di SVILUPPO da forme di conoscenza semplice a forme

più complesse ed è da privilegiare sempre la forma più matura ed evoluta dell’intelligenza

rispetto al suo farsi iniziale. L’istruzione stessa è un PROCESSO DI STADI E LIVELLI DI

SVILUPPO in cui la complessificazione della conoscenza è il risultato di un passaggio

continuo e graduale da forme concrete a forme astratte.

L’acquisizione di nuove conoscenze è un processo che interagisce sempre con le

conoscenza pregresse, producendo sinergie di potenziamento oppure dando luogo a

interferenze con il funzionamento del sistema

La codifica nella memoria è anche essa un processo significativo, che deve essere

strutturato in modo tale da garantire il recupero delle informazioni.

Il linguaggio è un aspetto fondamentale della memorizzazione, che se ne serve come

forma di organizzazione dell’apprendimento; deve essere anche esso significativo e

interiormente elaborato.

Le strategie cognitiviste di INSEGNAMENTO danno largo uso di sequenze di istruzioni,

dal semplice al complesso, in cui il soggetto che apprende progredisce per piccoli passi e

non affronta il passo successivo se prima non è stato compreso a fondo il precedente. Fa

uso della SPIEGAZIONE come strumento per la semplificazione dei contenuti di

apprendimento. Compito dell’insegnamento è garantire la memorizzazione a LUNGO

TERMINE cioè una memorizzazione profonda che implica attribuzione di senso ai

contenuti dell’apprendimento, in modo che questo possono essere richiamati alla memoria

e costituiscano i prerequisiti per nuovi apprendimenti. L’insegnante deve addestrare alla

memorizzazione. La pratica ripetitiva resta un elemento essenziale nella didattica. I

processi educati e formativi risultano legati ai processi di motivazione e di attenzione : si

ricorsa quello che si è motivati a ricordare, quello che è utile e che interessa e quello che è

presentato in modo coinvolgente dall’insegnante. Le aspettative e i risultati concorrono a

modellare le strutture cognitive,definibili anche in relazione al grado di attenzione che il

soggetto riesce a prestare alla offerta formativa. Quest’ultima deve essere calibrata nella

gestione delle informazioni perché se le variabili nuove sono troppo inducono pensieri

ansiogeni, se sono poche inducono noia e disattenzione.

Il ruolo del contesto emerge in un secondo momento; il contesto è integrativo del soggetto

e ne accompagna ma non ne costituisce il processo di apprendimento.

Il soggetto che apprende diventa esperto attraverso la pratica riflessiva, cui si sottopone

con lo specifico intendo di migliorare le proprie prestazioni. La consapevolezza delle

proprie conoscenze e del proprio modo di acquisirle si pone su un piano separato,il livello

meta cognitivo, che include in sé sia la conoscenza dichiarative che procedurale e le

gestisce entrambe, attraverso processi riflessivi di autoregolazione.

PARTE SECONDA : OLTRE LA SCIENZA COGNITIVA

Mentre il cognitivismo tendeva ad indagare la mente dall’interno a partire dai singoli

processi cognitivi e dalle rappresentazioni mentali prodotte sul piano individuale, la nuova

prospettiva definita POST-COGNITIVISTA la indaga dall’esterno, tenendo conto dei

contesti spazio-temporali,sociali e culturali che le danno forma. Vi sono tre grandi linee:

La prima, COSTRUTTIVISTA, sviluppa alcune idee del pensiero di Piaget e vede i

1. processi apprenditivi e cognitivi come processi di costruzione attiva del mondo e

della realtà esperienziale. Il soggetto gioca un ruolo e costitutivo in quanto agente

epistemico.

La seconda vede i processi in oggetto come TRANSAZIONALI, contestualmente

2. situati ed emergenti dalle complesse relazioni intercorrenti tra il soggetto e

l’ambiente fisico e socioculturale.

La terza vede lo sviluppo cognitivo e l’articolazione dei processi di apprendimento e

3. di costruzione della conoscenza come modellati dai contesti culturali in cui si

producono.

Vedono i soggetti in formazione partecipare attivamente, attraverso la progressiva

appropriazione mediata di funzioni e processi cognitivi e di strutture di conoscenza

culturalmente e contestualmente situati, alla definizione ed alla cogestione di esperienze

educative in cui si viene ad apprendere insieme.

Capitolo primo : IL COSTRUTTIVISMO

Gergen mette in luce il contrasto tra una prospettiva endogena ed una esogena. La

seconda rimanda a teorie della conoscenza che riconoscono la priorità del mondo esterno

nella spiegazione del processo attraverso il quale ha origine il conoscere

umano(orientamento empirista); la prima rimanda a teorie della conoscenza che

riconoscono tale caratteristica ai processi mentali ( orientamento razionalista).

È nell’ambito della PROSPETTIVA ENDOGENICA che prende corpo, nel 700, una

posizione che è possibile definire “costruttivista”, secondo cui la REALTA’ NON E’ PRE-

DATA ALLA CONOSCENZA MA E’ COSTRUITA, man mano che viene conosciuta,

attraverso strutture cognitive. [ NON ESISTE UNA REALTA’ OGGETTIVAMENTE

DATA, se non esiste una realtà oggettiva, non esiste neanche un modo oggettivo di

conoscere ma è soggettivo]

Le matrici teoriche di questa prospettiva vanno ricercate in filosofia con Kant che si pone il

problema della realtà in sé.

Il fondatore della prospettiva , VON GLASERSFELD, sostiene che “ non possiamo

immaginare una realtà che esista al di fuori del soggetto che la elabora”.

Il costruttivismo parte proprio dalla complessità e ambiguità dei concetti di realtà ed

conoscenza, evidenziando quindi come la realtà e il mondo esterno siano da interpretarsi

come fenomeni esperienziali, i quali non possono darsi indipendentemente dal soggetto

che con essi intraprende una relazione cognitiva.

I maggiori riferimenti teorici per il costruttivismo sono stati sviluppati nell’ambito delle

scienze cognitive con il contributo di PIAGET e della sua epistemologia genetica. Con il

COSTRUTTIVISMO GENETICO PIAGIETIANO si chiarisce che il luogo della conoscenza

non si situa né nel soggetto né nell’oggetto ma nella INTERAZIONE TRA SOGGETTO E

OGGETTO. La prospettiva pedagogica cambia in quanto non può delinearsi una figura del

docente che trasmette attraverso le strutture soggettive ; il docente FACILITA la

conoscenza. Piaget viene a delineare una teoria della conoscenza in cui si sostituisce il

concetto di “adattamento” a quello di “rappresentazione”. La conoscenza è vista come una

mappatura di azioni e di operazioni concettuali che si erano dimostrate VIABILI

nell’esperienza cognitiva del soggetto. Quindi nel costruttivismo piagetiano la conoscenza

NON e’ una immagine riflessa del mondo reale ma una COSTRUZIONE prodotta dalla

attività cognitiva del soggetto in relaziona con la realtà. L’attività mentale consiste quindi

nella costruzione di strutture e schemi funzionali ad intrattenere relazioni adattive con il

mondo. Il costruttivismo non elabora una teoria del mondo, ma una teoria dell’organismo

che crea per se stesso una teoria del mondo. Ciò che chiamiamo conoscenza ha una

FUNZIONE ADATTIVA.

La prospettiva costruttivista, come viene delineata da Von G., è una prospettiva

RADICALE in quanto opera un profondo e radicale spostamento del focus di indagine

dalla realtà esterna al soggetto, visto come agente attivo epistemico che di tale realtà ne è

costruttore; ne consegue che indipendentemente dal soggetto, non esiste alcuna realtà

oggettiva. Non c’è alcun mondo al di fuori della esperienza soggettiva in quanto è proprio

qui che il mondo si crea e si modifica. Introduce una relazione tra conoscenza che realtà

che Von G. definisce “relazione di viabilità” -> una azione o una teoria è considerata

viabile fintanto che è utile nel realizzare un compito o nel raggiungere un obiettivo che si è

stabilito. La conoscenza è uno strumento nell’ambito del regno dell’esperienza. Conoscere

significa costruire ipotesi interpretative della realtà che risultano valide e affidabili per

muoverci nell’ambito delle differenti configurazioni esperienziali. Il soggetto che conosce

diventa un inventore della realtà che assume varie forme a seconda delle interpretazioni

che ne sono date.

Adattamento, apprendimento e conoscenza sono in stretta relazione: l’apprendimento del

soggetto si definisce in quanto funzione adattiva ma iniziamo ad apprende solo quando la

nostra conoscenza precedente fallisce nel condurci dove vogliamo andare richiedendo di

costruire nuove ipotesi interpretative del mondo.

Secondo l’approccio costruttivista piagietiano l’apprendimento viene inteso come

processo di assimilazione e accomodamento delle strutture cognitive del soggetto

agli stimoli ambientali ed è quindi inteso come procedura di costruzione attiva di modalità

adattive funzionali ad una migliore viabilità cognitiva nell’ambito dei diversi contesti

esperienziali. Ciò impone un approccio interpretativo basato su alcuni principi: la

conoscenza non viene ricevuta passivamente; la conoscenza viene attivamente costruita

da soggetto cosciente; la funzione della conoscenza è adattiva nel senso biologico del

termine e tende verso la viabilità; la conoscenza serve all’organizzazione del mondo

esperienziale del soggetto.

Ne consegue quindi un cambiamento di prospettiva che ha implicazioni pedagogiche ->

apprendere non significa assumere informazioni precodificate e conoscenze strutturate ma

COSTRUIRE E / O DECOSTRUIRE PERSONALI STRUTTURE DI CONOSCENZA sulla

base di peculiari ipotesi interpretative della realtà. Solo nella misura in cui il soggetto

riconosce che la conoscenza preesistente è insufficiente ed inadeguata a fronteggiare

nuove richieste infatti egli manifesterà un’autentica intenzione di apprendere.il principale

obiettivo pedagogico che viene a delinearsi in una prospettiva costruttivista non è quello di

fornire al soggetto nuove e diverse conoscenze. Si tratta invece di operare in funzione

della trasformazione di precedenti strutture di conoscenza prodotte nell’ambito dell’agire

individuale facendo leva sul riconoscimento autoriflessivo dell’inadeguatezza di tali

strutture. La conoscenza sorge dalle azioni e dalle riflessioni del soggetto su di esse. Se la

conoscenza ha un valore strumentale ai bisogni adattivi del soggetto deve trattarsi di una

conoscenza pratica,esperienziale, non formale. L’approccio costruttivista nega che la

conoscenza sia una struttura prederminata. La comunicazione e la mediazione didattica

non sono più viste come modalità di trasmissione di nozioni e contenuti ma come istanze

funzionali alla costruzione e alla negoziazione di prodotti cognitivi comuni.

L’apprendimento viene inteso come processo in fieri nell’ambito del quale rivestono molta

importanza gli scarti e le tappe intermedie piuttosto che come prodotto e risultato stabili e

definito da valutare in termini di acquisizione e non acquisizione. La stessa nozione di

conoscenza è interpretata come una realtà continuamente costruita attraverso pratiche

cognitive condivisibili. Bisogna perciò proporre percorsi di apprendimento che partano

dalle reali esigenze e dagli effettivi bisogni cognitivi dei soggetti in formazione. Le pratiche

educative e didattiche devono perciò non essere orientate alla trasmissione ma alla

costruzione di conoscenze

Nella prospettiva costruttivista la soggettività rappresenta un imprescindibile punto

di partenza. Ciò implica, sul piano pedagogico, una necessaria focalizzazione sul

soggetto che viene inteso come AGENTE EPISTEMICO in gradi di costruire ed

interpretare il mondo per adattarsi ad esso.

Nella sua interpretazione radicale, VonG. Chiarisce che il soggettivismo è un elemento

imprescindibile e costitutivo di tale impostazione in quanto necessaria focalizzazione sul

soggetto e sulle sue scelte epistemiche. Si riconosce comunque che i processi di

apprendimento e i prodotti d conoscenza si costruiscono in riferimento a significati socio

culturalmente definiti ed emergono spesso sulla base di procedure di scambio,dialogo e

negoziazione sociale. La conoscenza si configura quindi come una realtà temporanea in

sviluppo, non oggettiva, internamente costruita, socialmente e culturalmente mediata, che

viene in parte reificata ma è continuamente in via di definizione. L’apprendimento si

propone come un complesso processo autoregolato di contrasto tra modelli personali del

mondo preesistenti e nuovi insight discrepanti. Le unità di analisi diventano quindi non

tanto e non solo i processi cognitivi individuali ma le relazioni cognitive che l’individuo

intrattiene con gli altri soggetti e i processi di costruzione simbolica.

Questa linea interpretativa ha dato luogo ad un COSTRUTTIVISMO SOCIALE il quale ha

cercato di limitare i rischi di individualismo e di integrare una prospettica

esogena(riconoscendo la PRIORITA’ DEL MONDO ESTERNO , inteso come costruzione

sociale nei processi attraverso cui si produce la conoscenza umana) e quella

endogena(assegnando centralità alla funzione epistemica individuale).prende come unità

di analisi le relazioni cognitive che intercorrono tra il soggetto e il contesto socioculturale in

cui è implicato. Il mondo e la realtà comunque non vengono oggettivamente dati ma

vengono sempre costruiti dai soggetti che li interpretano; sono pertanto costitutivamente

relazionali e intersoggettivi. La realtà si propone come una costruzione sociale in cui le

funzioni sociali e gli adulti, in quanto mediatori di realtà, si offrono come le prime categorie

cognitive a disposizione del soggetto. Sul piano pedagogico ne derivano nuove ipotesi.

L’apprendere è visto come un processo che si realizza tanto a livello intraindividuale che a

livello interindividuale, sulla base di codici,sistemi simbolici e significati condivisi. I prodotti

dell’apprendere si configurano come una costruzione comune sulla base di procedure

cognitive. Di notevole interesse sono i concetti di cooperative learning e di community of

learning. L’apprendimento può essere inteso come un processo di cooperazione

attraverso cui diversi soggetti mettono in comune differenti risorse cognitive allo scopo di

costruire nuove ipotesi interpretative della realtà. L’apprendimento può però anche

realizzarsi attraverso la partecipazione a dimensioni comunitarie. La dimensione

soggettiva si intreccia a quella intersoggettiva.

Ne deriva una diversa impostazione didattica che richiede per il docente un ruolo di

FACILITAZIONE,MEDIAZIONE,SUPPORTO e non di trasmissione di contenuto per step

procedurali. Anche la valutazione mira a riconoscere in che modo e in che misura le

preesistenti strutture di conoscenza di cui i soggetti erano portatori sono state

destrutturate,modificate e arricchite. È una impostazione pedagogica che si focalizza

essenzialmente sulla funzione espistemica giocata dai soggetti nell’ambito dei processi di

apprendimento/insegnamento e che determina una ridefinizione dell’azione educativa.

[ il soggetto che apprende non è da solo ma in determinato contesto storico e sociale. Si

crea un rapporto biunivoco(soggetto-gruppo dove è inserito)

Capitolo secondo : CONTESTUALISMO

Negli ultimi 20 anni si è definita una posizione contestuali sta che, sviluppando istanza già presenti

del pensiero di Dewey, James,ecc, ha dato luogo a linee euristiche di significativo interesse per lo

studio dei processi cognitivi e apprenditivi in ambito pedagogico( è un ponte tra il costruttivismo e il

cognitivismo).

La prospettiva contestualista ha messo in rilievo l’”unità, pluralità,spontaneità,dipendenza

ecologica dell’azione umana”. In questa prospettiva gli eventi e le azioni sono interpretati come

momenti ATTIVI, dinamici ed evolutivi nell’ambito di una realtà in continuo cambiamento ed è su

queste basi che si sviluppa un processo relazionale in cui l’attività umana incorpora

psicologicamente e MODIFICA IL CONTESTO SOCIOCULTURALE IN CUI E’ INSCRITTA : tale

contesto non deve essere guardato come una struttura esterna e statica ma come una dimensione

evolutiva.

Ha 4 FONDAMENTALI LINEE GUIDA:

1. Il riconoscimento della natura processuale di ogni attività umana ( l’apprendimento è un

processo, non sommatorio. Non è una scala, tipo comportamentismo. E’ RETICOLARE,

non procede per step ma è un processo che si innesta sui processi precedenti)

2. L’attività umana non si sviluppa in un “vuoto sociale” ma è SITUATA nell’ambito di contesti

storici e sociali

3. Tutte le attività umane non costituiscono forme di realtà stabili e permanenti ma realtà in

costante evoluzione e trasformazione ( nel contesto c’è conoscenza, che non è statica e

determinata ma si evolve)

4. La visione dello stesso processo di realtà scientifica come realtà culturalmente situata e

profondamente implicata nella costruzione di una conoscenza sociale. ( vi è interazione tra

soggetti)

Attualmente il paradigma contestualista si articola secondo DUE grandi linee EURISTICHE : una

linea descrittiva ed una linea funzionale. Entrambe le linee indagano le azioni umani e i processi

cognitivi ed apprenditivi che le sostengono come realtà CONTESTUALMENTE SITUATE, ma

mentre la prima tende ad evidenziarne le caratteristiche storiche e situazionali( si osserva il

contesto) , la seconda ne evidenzia le cause,le influenze e le implicazioni con una

focalizzazione sulle modifiche e sulle trasformazioni che vi sono inscritte( si osserva il

modo in cui si apprende, le spinte motivazionali) . l’agire ed il conoscere umani vengono

indagati quindi sia in termini descrittivi, sia in termini funzionali.

[ Il soggetto è visto come AGENTE EPISTEMICO ( nella prosp descrittiva) e soggetto come parte

di un contesto ( nella prosp funzionale). Le due prospettive interagiscono ]

BRONFENBRENNER individuò una pluralità di dimensioni utili alla chiarificazione della nozione di

contesto :

1. MICROSISTEMA : insieme di attività,ruoli,relazioni interpersonali di cui il soggetto fa

esperienza nell’ambito di un setting connotato da particolari caratteristiche fisiche e sociali

le quali sollecitano interazioni e azioni progressivamente più complesse con l’ambiente(ex

famiglia).

2. MESOSISTEMA : è quella dimensione che comprende i legami e i processi che hanno

luogo tra due o più setting in cui il soggetto è implicato(ex rete di relazioni che connette

scuola e famiglia)

3. EXOSISTEMA: è quella dimensione che comprende i legami e i processi occorenti tra due

o più setting in alcuni dei quali il soggetto non è direttamente implicato ma in cui si

determinano eventi che influenzano indirettamente il microsistema in cui si vive(ex

quartiere)

4. MACROSISTEMA: è quel grande sistema trasversale composto dalle caratteristiche di

micro, meso, ed ecosistemi appartenenti ad una data cultura.

Il contesto è quindi un insieme composito, comprendente sia elementi fisici che mentali , che si

articola a diversi livelli implicando una complessa rete di relazioni tra il soggetto e i diversi sistemi

ambientali e socioculturali in cui egli è situato.

La nozione di contesto indica simultaneamente i SISTEMI SOCIALI, GLI AMIBIENTI FISICI, la

COLLOCAZIONE E LA POSIZIONE DEL SOGGETTO nell’ambito di una determinata

configurazione contestuale e L’EVOLVERSI DEI CONTESTI NEL TEMPO.

IL CONTESTO E’ DA INTENDERSI COME IL PRODOTTO INTEGRATO DI TUTTI GLI

ELEMENTI IN QUESTIONE poiché implica soggetti situati in trame di relazioni sociali che si

collocano in un setting fisico in continua evoluzione nel tempo. Vi è quindi una realtà

essenzialmente sociale costruita e determinata dai soggetti che vi risiedono,dalle loro storie e dalle

loro esperienze.

Quindi c’è bisogno di itinerari euristici focalizzati simultaneamente : sui soggetti; sulle trame di

relazioni sociali e sulle dimensioni culturali (prossimali e distali) in cui tali soggetti sono implicati; gli

ambienti fisici; sui processi evolutivi e sulle trasformazioni che interessano simultaneamente i

soggetti, i tessuti socioculturali e gli spazi.

Alla base di ogni realtà esiste una costante e reciproca TRANSAZIONE fra forze individuali e

contestuali. La focalizzazione sul contesto è da intendersi come una focalizzazione sulle relazioni

che i soggetti intrattengono con il mondo fisico e culturale di appartenenza, assumendo in esso un

ruolo attivo e costruttore di intenzioni e azioni. La prospettiva contestualista ha legami con quella

costruttivista e con quella culturalista.

Nella prospettiva contestualista i processi apprenditivi e cognitivi si collocano sempre in un

particolare setting e contesto. Tali processi si giocano in relazione a

1. FORZE CULTURALI: esse trascendono l’immediato contesto apprenditivo ed hanno una

ampia e diffusa influenza sociale; esse si configurano come un prodotto socioculturale che

si esprime e si concretizza in istituzioni, pratiche e credenze. Le forze culturali hanno TRE

EFFETTI sui comportamenti cognitivi e apprenditivi:influenzano le ABILITA’ che i

soggetti possono esibire; influenzano il MODO in cui queste abilità vengono sviluppate;

influenzano gli SCOPI E GLI OBIETTIVI verso cui possono essere dirette le abilità in

questione

2. FORZE LOCALI : sono relative alle risorse e alle persone che influenzano direttamente il

comportamento di un soggetto in un determinato contesto locale

3. FORZE PERSONALI : sono invece le caratteristiche, le abilità, le esperienze e le

conoscenze di cui ogni soggetto è portatore.

FATTORI ENDOGENI ( le influenze e le caratteristiche genetiche individuali ) e FATTORI

ESOGENI ( le esperienze personali realizzate nell’ambito di una determinata cultura) hanno un

ruolo ugualmente importante nel determinare le attività che i soggetti scelgono di intraprendere.

Le abilità in gioco nei processi di apprendimento sono prodotte da una MUTUA E RECIPROCA

influenza di elementi biologici e contestuali. Lo sviluppo cognitivo può essere rappresentato da

una rete evolutiva.

L’intervento educativo si configura come un intervento di monitoraggio e di sincronizzazione di

forze in specifici contesti di apprendimento. Non bisogna dimenticare il ruolo attivo che il soggetto

svolge nell’ambito del gioco di forze che orientano i suoi processi cognitivi e apprenditivi. Ciò che

circonda il soggetto( le risorse fisiche e sociali che ha intorno a sé) partecipa intrinsecamente ai

processi apprenditivi e cognitivi non solo in quanto fonte di input cognitivi ma in quanto vero e

proprio “veicolo”cognitivo.

Da un punto di vista pedagogico ciò impone uguale attenzione ai soggetti e alle relazioni che tali

soggetti intrattengono con persone, ambienti, oggetti poiché è in tale relazione che vengono ad

esprimersi i processi cognitivi di diverso livello.

In questa prospettiva il SOGGETTO PIU’ QUANTO LO CIRCONDA ( PERSON-PLUS) sono

considerati come un unico sistema in cui si generano pensiero e conoscenza. La riflessione

pedagogica assume il soggetto insieme a quanto lo circonda come un'unica unità di

apprendimento nell’ambito della quale viene a distribuirsi il processo apprenditivo. Si instaurano

processi formativi utili a far sviluppare nel soggetto specifiche abilità contestuali funzionali ad

interagire efficacemente con i propri contesti di apprendimento.

I processi apprenditivi e cognitivi svolgentisi nelle complesse interazioni attraverso cui l’intelligenza

viene a “distribuirsi” sono caratterizzati da proprietà situazionali che consentono di utilizzare tutte le

caratteristiche di una situazione fisica e sociale allo scopo di svolgere un compito in modo ottimale.

La riflessione pedagogica dovrà focalizzarsi sulle caratteristiche cognitive e sulle risorse individuali;

sulla struttura degli ambienti e sulla articolazione dei processi di apprendimento; sulle relazioni

cognitive stabilite dai diversi soggetti con il mondo fisico e sociale.

L’apprendimento è da intendersi come un processo situato e distribuito. Sul piano

pedagogico ciò implica la necessità di costruire ipotesi di lavoro fondate sul riconoscimento : della

collocazione dei processi cognitivi e apprenditivi in una pluralità di dimensioni; della funzione

apprenditiva svolta dia dai contesti formativi formali sia da quelli non formali ed informali attraverso

artefatti,codici culturali,oggetti e strumenti di uso,ambienti fisici e sociali.

Bisogna attivare processi di crescita cognitiva che si inscrivono in una equilibrata rete di relazioni

tra il soggetto ed il mondo fisico e culturale in cui vive e prende forma, dando luogo ad

apprendimenti che si danno come efficaci prodotti di tali relazioni. La distribuzione dei processi

apprend e cognitivi si realizza attraverso RELAZIONI SOCIALI che implicano la possibilità di una

condivisione del lavoro cognitivo. Pertanto i processi di apprendimento dovrebbero localizzarsi non

soltanto su un piano intraindividuale ma anche interindividuale e interattivo configurandosi come

prodotto collettivo e condiviso da più soggetti.


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per la persona e la comunità
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alexia1992 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia del ciclo di vita e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Ariemma Lucia.

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