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Anna Freud e Dorothy Burlingham: Hampstead Nursery

Anna Freud e Dorothy Burlingham aprirono a Londra la Hampstead Nursery, una residenza per bambini che erano stati separati (permanentemente o temporaneamente) dai genitori a causa della guerra (perdita dei genitori morti a causa dei bombardamenti, madri impegnate a lavorare nelle fabbriche, padri richiamati, famiglie finanziariamente non in grado di occuparsi dei figli, madri irreperibili o ricoverate in cliniche psichiatriche). La residenza accoglieva bambini fino ai 5 anni di età e con essa si cercava di ridare ai bambini ciò che avevano perduto, cioè la sicurezza di una casa che permetteva loro di crescere.

I bambini ricevono piacere dal proprio corpo e dal corpo della madre. Secondo Anna Freud, i primi desideri pulsionali del bambino devono essere presi sul serio poiché sono quelli che favoriscono lo sviluppo dell'interesse per sé, l'attaccamento e l'adattamento al mondo.

I bambini della residenza che sono rimasti orfani, inventano e costruiscono delle figure materne/paterne che permetteranno loro un processo di crescita intellettuale. Queste figure provengono dal desiderio del bambino verso l'oggetto d'amore assente e soddisfano il suo desiderio.

Madre che respinge

Una madre buona o cattiva non esiste nella realtà, ma solo come costruzione del bambino, il risultato della sua immaginazione; la madre è il "simbolo" del codice morale basato sulla proibizione dell'incesto (il padre si mette tra madre e figlio e li divide). La madre resta sempre una persona, che non solo dona affetto ma lo richiede anche alle persone intorno a lei, che ha altri figli, che vive le sue sofferenze; il bambino capisce ben presto che lui solo non completa l'esistenza della madre e perciò va incontro al lutto, ritirando i propri sentimenti.

Il lutto si manifesta con dolore, malattia, regressioni dello sviluppo, cattiveria e aggressività verso la madre. Il bambino riuscirà a trovare un equilibrio tra i sentimenti di piacere e dispiacere proprio grazie al lutto, vivendo l'angoscia per un presunto rifiuto da parte della madre. Il bambino elabora in via simbolica la lontananza tra sé e la madre, elaborando il concetto di "madre che rifiuta" (solo in via simbolica). Il lutto servirà anche per lo sviluppo del narcisismo, necessario al bambino per distanziarsi dalla madre e fare esperienza del mondo.

Sviluppo indipendente e relazioni madre-bambino

Fattori come la motilità indipendente o il controllo muscolare sono progressi dovuti alla maturazione e quindi indipendenti dalle circostanze esterne, mentre fattori come il linguaggio, la capacità di alimentarsi e il controllo degli sfinteri dipendono più dalla relazione madre-bambino. I bambini che non hanno avuto esperienza con i genitori o altre figure adulte sostitutive cercano nei coetanei dei sostituti con cui soddisfare il loro bisogno di intimità con un altro essere umano.

Bisogni del bambino: stimolazione esterna, scambio affettivo con la figura materna, continuità delle cure.

Confronti tra sviluppo di bambini nella prima infanzia allevati in istituti e allevati in famiglia

I bambini della stessa età che sono cresciuti in istituti residenziali sono diversi da quelli cresciuti in famiglia.

  • Da 0 a 5 mesi: I neonati non allattati al seno si sviluppano meglio negli istituti che nelle famiglie in quanto gli alimenti negli istituti sono più curati, la vita è più all'aria aperta, il personale è esperto, nei periodi di malattia il bambino non subisce l'ansia della giovane madre e il bambino è allontanato dal trambusto che comporta vivere in una famiglia numerosa, magari anche in una casa piccola. I bambini allattati al seno crescono meglio negli istituti allattati dalle loro madri (vantaggi: cure materne e igiene dell'asilo).
  • Da 5 a 12 mesi: I bambini allevati in famiglia sono più vivaci e disposti alle relazioni sociali, giocano più attivamente, osservano più attentamente i movimenti delle persone intorno a loro in quanto le conoscono (sono familiari). Negli istituti, la capacità di imitare è meno sviluppata perché non viene stimolata con frequenti contatti con adulti o perché gli adulti nell'asilo sono parecchi; i bambini degli istituti non riescono a soddisfare i loro bisogni emotivi: prima l'interazione con l'adulto avveniva solo durante la suzione, il bagno o il cambio quindi non comportava differenze tra bambini d'istituto e in famiglia, ora invece l'interazione e la stimolazione riguarda l'intera giornata per cui il bambino d'istituto si trova svantaggiato in quanto riceve attenzioni solo nel momento del bagno, del pasto o del cambio e ulteriori attenzioni dipendono dalla disponibilità del personale (in famiglia il bambino riceve ulteriori attenzioni durante il gioco, le uscite ecc.).
  • Da 1 a 2 anni: La grande conquista è la capacità di muoversi liberamente, di camminare, correre, arrampicarsi e manipolare, spostare oggetti. In casa al bambino manca lo spazio e la sicurezza per muoversi (fuoco, ferite, cadute, sbattendo contro un mobile, danni agli oggetti) per cui viene legato al passeggino o messo nel lettino; negli istituti i bambini si muovono continuamente, spostano oggetti della stanza per cui il loro interesse per l'esplorazione viene soddisfatto (sono più abili nel maneggiare oggetti, mangiare e vestirsi da soli rispetto ai bambini di famiglia); lo sviluppo del linguaggio durante il primo anno (piacere nel produrre suoni, auto soddisfacente) è uguale per entrambi i bambini ma nel secondo (parlare per comunicare con le persone esterne) è più lento per i bambini degli istituti: in famiglia il bambino è l'unico membro non parlante, nell'istituto il bambino vive con altri bambini della sua età non parlanti per cui non riesce ad imparare il linguaggio per imitazione; inoltre il linguaggio si sviluppa grazie al contatto tra genitori e bambino (negli istituti l'interazione con la madre è ridotta per cui manca l'incentivo a parlare). Più avanti le differenze nel linguaggio verranno colmate. Nell'educazione alla pulizia il bambino dell'istituto è svantaggiato in quanto essa si impara grazie alle restrizioni che il bambino si impone ai propri impulsi, sotto l'influenza della madre e grazie al suo rapporto emotivo con ella; negli istituti il bambino è affidato a diverse bambinaie non a una sola persona (la pulizia può essere imparata se il bambino si affida a una sola e specifica persona).

Nell'alimentazione è più svantaggiato il bambino di famiglia (la madre ansiosa lo costringe a cibarsi troppo tanto che il bambino arriva a rifiutare il cibo; egli mangia o no a seconda che ami o respinga la madre, voglia farle piacere o arrabbiare); il bambino fa esperienza del latte materno che soddisfa il bisogno di fame e dà piacere, dimostrando che il mondo esterno è in parte gradevole; egli si affeziona al cibo e ciò sarà la base per l'affetto verso la persona che lo nutre. Il bambino tratta il cibo così come tratta la madre per cui le difficoltà nel rapporto madre/bambino si trasformano in disturbi alimentari (pretendere la madre= ingordigia, odio= rifiuto del cibo). Il bambino dell'istituto è di solito un buon mangiatore; vi sono però bambini che mangiano troppo per cercare di sostituire con la fame il bisogno d'amore; il pasto in istituto è condiviso con altri bambini e favorisce la socializzazione; il piacere di mangiare è favorito dal lasciare un po' di libertà al bambino (scegliere tipo e quantità di cibo) ed è diminuito con la troppa disciplina, le buone maniere a tavola, il finire la porzione ecc.

In conclusione il bambino dell'istituto è avvantaggiato nei primi 2 anni di vita nelle sfere che non riguardano l'ambito emotivo, mentre è svantaggiato in tutto ciò il cui sviluppo dipende dalla relazione con la madre o la famiglia.

Rapporti tra bambini in istituti residenziali

Di fronte alla mancanza del legame con la madre, il bambino può adottare 2 atteggiamenti: o rinunciare alla ricerca di un sostituto materno, non sviluppando tutte le forme d'amore oppure essere alla continua ricerca di figure materne sostitutive da cui ottenere affetto, cambiando continuamente attaccamento e affezionandosi all'ultima persona venuta. In famiglia, il contatto con altri bambini si sviluppa dopo che si è saldata la relazione con la madre (i fratelli/sorelle sono considerati compagni di giochi e odiati in quanto rivali per l'affetto dei genitori e amati in quanto appartengono ai genitori).

In istituti il bambino è a contatto con molti coetanei asociali, privi di regole per cui deve imparare...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher babyllo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Bondioli Anna Maria.
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