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Analisi dei temi portanti dell'educazione contemporanea secondo John Dewey

Introduzione

John Dewey svolge un'analisi dei temi portanti dell'educazione contemporanea in relazione alla società democratica. I temi su cui l'autore si sofferma maggiormente sono i seguenti: la definizione del concetto di educazione in relazione ai concetti di ambiente sociale e di democrazia; la funzione dell'esperienza e dell'apprendimento sperimentale nella pratica educativa; l'elaborazione di un metodo educativo; una riflessione su alcuni aspetti filosofici e gnoseologici dell'educazione.

Educazione come necessità della vita

Rinnovamento della vita tramite la trasmissione. La distinzione fra gli esseri viventi e gli esseri non viventi è quella di mantenersi rinnovandosi. Il vivente reagisce utilizzando le energie che lo circondano come mezzi per la sua conservazione. La vita è un processo di autorinnovamento attraverso l'ambiente circostante. La vita si riproduce secondo una sequenza continua grazie al principio di conservazione della specie. La vita comprende i costumi, le istituzioni, le credenze, la storia. All'esperienza si applica il principio di continuità per mezzo del rinnovamento. L'esperienza è continua perché il passato fa parte di un gruppo anche se si rinnova. L'educazione è il mezzo di questa continuità sociale. La nascita e la morte rendono necessaria l'educazione, o il gruppo non manterrebbe la sua caratteristica. La società esiste grazie a un processo di trasmissione, come avviene nella vita biologica. La trasmissione avviene per mezzo della comunicazione delle abitudini (riguardo l'agire, il pensare) da parte di un soggetto più anziano a un soggetto più giovane. Senza comunicazione non esisterebbe vita sociale e l'educazione risulta necessaria per evitare che il gruppo cada nella barbarie.

Educazione e comunicazione

Le scuole sono un metodo importante di trasmissione per la formazione, ma sono solo uno dei mezzi, che si può rivelare superficiale. Sono necessarie forme di insegnamenti più persistenti. Gli uomini vivono in comunità attraverso le cose che possiedono in comune, la comunicazione è il modo con cui sono giunti a possedere delle cose in comune. Gli scopi, le credenze, le aspirazioni, la mentalità, non sono cose che si possono trasmettere fisicamente dall'uno all'altro. È la comunicazione ad assicurare disposizioni emotive e intellettuali simili. Non basta essere vicini per creare una comunità, o lavorare per un fine comune; ognuno dev'essere legato dal consenso, che non è raggiungibile senza comunicazione.

Degli individui non compongono un gruppo sociale nemmeno se lavorano tutti per un fine comune. La vita sociale si identifica con la comunicazione, e ogni comunicazione è educativa, genera dei cambiamenti: l'interlocutore partecipa a ciò che l'altro ha pensato o sentito e ne viene influenzato; chi comunica deve guardare in modo obiettivo la sua esperienza per poterla comunicare, alterando dunque il suo punto di vista. Il processo di vita è educativo: allarga l'esperienza, stimola l'immaginazione, crea la responsabilità di pensiero. L'insegnamento muta continuamente, in quanto è uno stimolo a mutare l'esperienza in una forma "adoperabile", dunque si modifica attorno ad essa.

Il posto dell'educazione formale

Vi è una differenza fra l'educazione che ognuno riceve nel vivere con gli altri e l'educazione programmata. Nel primo caso l'educazione è accidentale e naturale, nel secondo è scolastica. Le società primitive non hanno la necessità di un'istituzione formale di educazione perché i bambini apprendono i costumi degli adulti e acquistano le loro emozioni e le loro idee. Le società necessitano di un genere formale di educazione, l'insegnamento diretto, a causa della distanza fra giovani e adulti. Il transito da educazione accidentale a educazione programmata è rischioso, in quanto l'istruzione formale può divenire facilmente remota e astratta e quindi non essere messa in pratica. Nelle società primitive invece il sapere è messo in pratica. È necessario che l'educazione trovi un equilibrio fra procedimenti formali e informali.

Educazione come funzione sociale

L'educazione è un processo di crescita, di allevamento. Etimologicamente significa "tirar su, guidare". Educare non riguarda solo il modellamento fisico, ma anche la trasmissione di interessi, scopi e idee di un gruppo sociale. Questi vengono comunicati per mezzo dell'azione dell'ambiente. L'ambiente porta l'individuo ad avere certe idee, a formulare certi progetti. Determina in lui un certo tipo di condotta. L'ambiente dell'uomo è costituito da quelle cose che lo mutano, nelle condizioni che promuovono o impediscono le attività caratteristiche di un essere umano. L'ambiente sociale forma la disposizione mentale ed emotiva della condotta negli individui, impegnandoli in attività che fortificano certi impulsi. La vita non è esistenza passiva, ma un modo d'agire, in quanto l'ambiente la influenza.

L'ambiente sociale

Un essere le cui attività sono associate con altri ha un ambiente sociale. Ciò che fa dipende da ciò che gli altri si aspettano o approvano. Quando si muove sposta anche loro. L'ambiente sociale forma i suoi membri immaturi mediante il ricorso ad atti che richiamano determinate reazioni, dando luogo alle abitudini. La differenza fra addestramento ed educazione è che l'addestramento riguarda le situazioni in cui chi impara non partecipa all'azione e non fa parte di un'attività condivisa; inoltre i cambiamenti presi in esame riguardano le azioni esteriori piuttosto che emozioni o idee. L'educazione, invece, riguarda le situazioni in cui qualcuno partecipa in un'attività comune in cui ha interesse. In queste situazioni le idee e le emozioni vengono modificate.

L'ambiente sociale non introduce direttamente desideri o idee. Bisogna stabilire le condizioni che stimolano determinati modi di agire. L'importanza della lingua nell'acquisto del sapere è la causa principale dell'idea che il sapere possa essere trasmesso direttamente da uno all'altro, un processo puramente fisico. Trasmettere conoscenze non è un fatto fisico, in quanto la conoscenza non è un suono udito. Vediamo ora il funzionamento della lingua, essendo lo strumento principale per l'acquisto di nozioni. Il bambino inizia ad avvertire suoni e rumori che per lui non hanno alcun significato. Quei rumori sono collegati a un'azione condivisa da un certo numero di persone, e presto acquisteranno lo stesso significato che hanno per la madre. Capirsi l'un l'altro significa che gli oggetti e i suoni ad essi corrispondenti, hanno lo stesso valore per entrambi. Infine i suoni possono essere adoperati assieme ad altri per sviluppare nuovi significati.

L'ambiente sociale in quanto educativo

La partecipazione alla vita di coloro con i quali l'individuo è collegato è inevitabile. A seconda degli interessi del gruppo alcune cose diventano oggetto di stima, altre di avversione. Il modo nel quale il nostro gruppo fa le cose tende a determinare gli oggetti ai quali prestare attenzione. Ciò che è estraneo tende ad essere proibito. Ciò varia anche a seconda del contesto storico: se un tempo gli antichi ignoravano ciò che per noi è palese è perché il loro modo di vita non richiedeva attenzione a questi fatti. L'influenza incosciente dell'ambiente ha ambiti dove è più efficaci: lingua, buon gusto, buone maniere. La lingua, che consiste in modi fondamentali di esprimersi che si formano nei rapporti ordinari della vita, sviluppati non come un mezzo di istruzione, ma come necessità sociale.

  • Le buone maniere vengono dalla buona educazione, e questa si acquista attraverso azioni, non comunicazione di informazioni.
  • Apprezzamento estetico: se lo sguardo incontra costantemente oggetti armoniosi si sviluppa naturalmente una forma di gusto; al contrario, in presenza di un ambiente squallido, il buon gusto verrà annichilito.

L'istruzione cosciente è efficace se coincide con l'ambiente sociale del giovane: in caso contrario si tendono a perdere i modi intenzionalmente acquistati.

La scuola come ambiente sociale

L'unico modo per gli adulti di controllare il genere di educazione che ricevono i giovani, è il controllo dell'ambiente nel quale agiscono. Non si educa mai direttamente, ma indirettamente per mezzo dell'ambiente. Le scuole sono l'esempio di ambiente formato con lo scopo di influenzare le disposizioni mentali e morali dei loro membri. Queste vengono create quando le tradizioni sociali sono così complesse che gran parte del patrimonio sociale è posto per iscritto. I simboli sono ancora più artificiali della parola, e la forma scritta tende a registrare materie estranee alla vita quotidiana. Nella scrittura si trovano i risultati accumulati per generazioni: occorre un'istituzione scolastica per assicurata una loro adeguata trasmissione.

La scuola ha tre funzioni specifiche:

  • Semplificare e ordinare, in quanto una civiltà complessa non può essere assimilata in toto, ma deve essere spezzettata e semplificata, ponendo ai dati un ordine progressivo.
  • Purificare e idealizzare, in quanto l'ambiente deve essere pure e non avere influenze negative sui giovani, scegliendo il meglio dell'ambiente sociale ordinario.
  • Equilibrare, poiché ogni elemento deve poter sfuggire alle limitazioni del gruppo sociale al quale appartiene: è necessaria un'istituzione che fornisca un ambiente equilibrato ed egualitario.

La scuola ha il compito di integrare le differenze.

L'educazione come direzione

L'ambiente in quanto dirige

La funzione generale dell'educazione è quella di direzione, di controllo o di guida. Ovvero assistere per mezzo della collaborazione le capacità naturali degli individui. Direzione è un termine neutro, in quanto designa l'incanalare le tendenze delle persone invece di lasciarle disperdersi. Il termine controllo denota il processo per il quale l'individuo è condotto a subordinare i propri impulsi agli scopi comuni, questo perché le tendenze di un individuo sono spesso egoistiche e antisociali. Il controllo consiste in norme che un individuo impone a sé stesso e agli altri. Ogni direzione o controllo consiste nel guidare un'attività verso il proprio fine. Il dirigere implica il mettere a fuoco l'azione perché possa originare una risposta, e ciò richiede l'eliminazione di movimenti inutili e confusionari. Controllo significa che le azioni sono messe in ordine continuo: ogni azione risponde al suo stimolo immediato e influenza le azioni seguenti. Mettere a fuoco e ordinare sono due aspetti della direzione, uno spaziale l'altro temporale.

Possiamo concludere che è impossibile una direzione totalmente esterna, in quanto l'ambiente può fornire solo gli stimoli che richiamino le risposte, ma le risposte provengono da tendenze possedute dall'individuo. I costumi e le regole degli adulti forniscono stimoli che dirigono le attività dei giovani, e nulla può essere a loro imposto. Bisogna tenere conto degli istinti e delle abitudini di chi si sta dirigendo. Un controllo basato sui costumi e le regole può essere efficace nell'immediato, ma non garantisce efficacia a lungo termine.

Tipi di direzione sociale

Gli adulti si propongono di dirigere la condotta degli altri generalmente quando questi fanno cose che non desidererebbero che facessero. Ma i tipi di controllo permanenti sono quelli che vengono svolti continuamente, non semplicemente all'occorrenza. Siamo così portati a commettere gli errori sopracitati. Nei casi di azione immediata dobbiamo distinguere i risultati fisici (non implica effetti educativi, sortisce solo effetti fisici come l'allontanamento dal fuoco) dai risultati morali (punizione, può sortire un effetto educativo). In entrambi i casi, però può non esservi obbedienza. Si può dover allontanare un bambino dal fuoco affinché non si bruci, ma questo non sortisce un effetto educativo. Un tono di comando può essere efficace per tenerlo lontano dal fuoco e ne causerà l'effetto fisico voluto, ma non si tratta di obbedienza morale in questi casi.

In certi casi è bene permettere di sperimentare e scoprire da sé le conseguenze, in modo che la prossima volta il soggetto possa agire di conseguenza. Alcune azioni sono però troppo moleste agli altri perché si segua questo sistema. In questo caso si ricorre alla disapprovazione diretta: vergogna, biasimo, rimprovero, punizione. Un metodo di controllo più duraturo riguarda il modo in cui le persone associate all'immaturo adoperano gli oggetti coi quali arrivano ai propri scopi. L'ambiente sociale permette di dirigere le sue attività. Questo metodo consiste nell'imitazione, l'emulazione, il bisogno di lavorare insieme. Il modo in cui il bambino maneggerà l'oggetto che ha preso e l'uso che ne farà, sono influenzati dal fatto che il bambino ha osservato la madre. Di giorno in giorno diverrà un metodo durevole. Attraverso l'uso pratico di oggetti, gli immaturi imparano più facilmente e a lungo termine.

La filosofia dell'apprendere ha affermato falsamente che una persona impara con l'imprimersi nella mente delle cose attraverso i sensi. È invece l'uso caratteristico dell'oggetto a fornire il suo significato. La differenza fra adattamento a uno stimolo fisico e un atto mentale è che quest'ultimo implica una reazione per quel che significa una determinata cosa, il primo no. Se sento un rumore e corro a prendere l'acqua per spegnere le fiamme, rispondo intelligentemente, in quanto il suono significava fuoco. Se sposto una pietra il fatto è solo fisico. In entrambi i tipi di adattamento, le nostre attività sono dirette o controllate. Ma se vi è una risposta cieca anche la direzione lo è. Le abitudini ci controllano, a meno che non siamo noi a farlo. Finché il soggetto non saprà ciò che fa e non compirà l'atto per quel che significa, non si può considerare educato ad agire in un dato modo. Avere un'idea di una cosa non consiste soltanto nel ricevere certe sensazioni, ma nel poter rispondere alla cosa tenendo conto del suo significato. Avere le stesse idee degli altri sulle cose, avere la stessa mentalità, significa essere membri di un gruppo sociale, altrimenti non vi è comprensione reciproca o vita di comunità.

Ognuno può anche fare la sua parte senza sapere ciò che fanno gli altri: ognuno può agire per ottenere un risultato separato, ovvero il suo salario. In questo caso non vi è una vera associazione. In caso contrario vi è una mente comune. Le cose fisiche non influenzano la mente, a meno che non siano implicate in azioni in vista di conseguenze. Le condizioni fisiche possono essere anche indice della condizione nella quale si trova una persona o possono significare un suggerimento comportamentale, come ad esempio le espressioni facciali. In se stessi sono espressioni organiche prive di senso, ma l'uomo ha attribuito ad esse un significato. La lingua non sarebbe efficiente se non avesse luogo sullo sfondo di un uso strumentale. Le abitudini che prevalgono nell'adoperare le cose costituiscono il tipo più profondo di controllo sociale. Il mezzo fondamentale di controllo non è personale, ma intellettuale. Consiste nella capacità di comprendere le cose alla luce dell'uso che se ne fa.

Imitazione e psicologia sociale

Il controllo sociale degli individui poggia sulla tendenza istintiva degli individui a imitare le azioni degli altri. Questi ultimi servono da modelli. Gli individui si imitano reciprocamente, ma questo fatto non spiega il perché agiscano in questa maniera. Indipendentemente dall'imitazione, gli uomini hanno una struttura simile, dunque rispondono nello stesso modo a stimoli analoghi (es. uomo che viene insultato). La risposta si può esplicare in modi diversi perché il modello posto per l'imitazione è diverso. L'istruzione consapevole ha la sua efficacia, ma ancora più efficace è il fatto che se un individuo non agisce nel modo usato dal suo gruppo viene a trovarsi al di fuori di esso. Può associarsi a un gruppo solo se si comporta come i suoi membri. Il vero controllo sociale si ha quando si forma una certa disposizione mentale. Adoperato ad uno scopo, l'istinto imitativo può diventare un fattore influente nello sviluppo dell'azione.

Alcune applicazioni all'educazione

Perché un gruppo di selvaggi perpetua il loro stato e un gruppo civile la civiltà? Le differenze innate non sono sufficienti a spiegare la differenza di cultura. La mente dei popoli selvaggi è un effetto, non la causa delle loro istituzioni arretrate. Alla base di questa differenza non risiedono capacità superiori o inferiori, ma stimoli superiori o inferiori che dirigono le nostre capacità. Le attività dei bambini sono controllate da stimoli selezionati e ricchi, quindi possono raggiungere nel corso della vita ciò che la loro razza ha conseguito nel corso di un tempo molto lungo. L'educazione programmata comporta un ambiente selezionato sulla base di materiali e del metodo che promuove la crescita nella direzione desiderata. La lingua svolge una funzione essenziale, in quanto ci permette di condividere l'esperienza umana passata. La sua importanza ha però dei pericoli in ambito pratico, in quanto l'istruzione si può rivelare un semplice assorbimento passivo di concetti. L'educazione è un processo attivo, costruttivo. È necessario liberarsi dello spirito libr.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Yvaine92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Colicchi Enza.
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