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Capitolo 1

Mosaici multietnici e integrazione multiculturale: prima prospettiva di analisi

Il quadro generale nel quale la pedagogia interculturale intende promuovere il dibattito, intellettuale e morale, attorno ai principi dell’integrazione e della convivenza nelle società, è un terreno difficile. Con tre prospettive di analisi, tra loro interconnesse, si cerca la congiunzione di diversi fenomeni, le cui complesse sfaccettature stanno cambiando la promessa di ogni ideale multiculturale.

La prima prospettiva considera il contesto delle trasformazioni che cercano di cambiare la realtà della pedagogia interculturale. Ciò su cui si riflette è che la società omogenea è tramontata e che la diversità culturale è presente nella vita sociale. Nell’ambiente urbano la vicinanza tra culture e identità differenti ha prodotto un diverso intreccio tra storia e pensiero. I diritti umani rappresentano un credo filosofico unanime sui valori comuni da rispettare, da proteggere e da difendere nel globo, andando al di là di ogni relativismo culturale. Ma la versione della storia all’insegna dell’“unità nella diversità” e dell’“uguaglianza nella differenza”, risulta essere un po’ utopistica; infatti nella realtà le storie diverse non si miscelano tra di loro. La diversità continua ad essere mal sopportata, in quanto va ad interrompere il sentimento di appartenenza a una località che storicamente si è costruita sui principi dell’omogeneità, dell’integrità, della purezza culturale.

Tensioni globali e locali: seconda prospettiva

La seconda prospettiva riguarda la complessità del rapporto tra mondo globale e realtà locale. L’incrociarsi di stili di vita e di culture diverse determina l’insolita concentrazione di disuguaglianze e di diversità nelle località di paesi che diventano microcosmi dell’intero mondo. La globalizzazione ha come potenziale tendenza quella dell’integrazione umana, le cui pareti tra le città del pianeta globalizzato stanno diventando sottili e trasparenti. Secondo Sloterdijk, questa globalizzazione che favorisce l’inclusione del globale nel locale e del locale nel globale, crea uno spazio in cui l’immunità sarà difficile da garantire, in quanto le società sono tutte esposte ai medesimi pericoli.

Crisi della modernità: terza prospettiva

Il sociologo Bauman avverte come, tra gli effetti più tragici della globalizzazione, ci sia la riduzione degli spazi pubblici e la crisi dei luoghi dove si discute e si elabora la cultura. Touraine indica, con il termine desocializzazione, l’allontanamento dell’individuo-soggetto dai rapporti sociali collettivi che ha determinato il declino della figura dell’attore-sociale. Pertanto, come possiamo vivere insieme se il soggetto come attore sociale va scomparendo? In un quadro culturale e sociale così complicato e difficile, l’intercultura sostiene che occorre un progetto formativo, sociale e culturale in cui gli individui imparino non soltanto a tollerare la differenza in determinati contesti, ma occorre una nuova domanda di socialità e di civiltà, che aiuti a legare e integrare le culture.

La terza prospettiva riguarda gli interrogativi che mettono in crisi categorie concettuali che il pensiero moderno aveva concepito, ma che adesso risultano insufficienti nelle politiche generali, per poter modificare i rapporti con la diversità.

Verso la civiltà multiculturale?

Secondo Semprini, il multiculturalismo implica un cambio di civilizzazione. Orientarsi verso una società multiculturale significa trovare una nuova architettura della modernità che corrisponda a una diversa concezione dell’umanità. Per realizzare tale prospettiva è necessario una riorganizzazione dei rapporti tra gli stati che includa anche i popoli.

L’etica del discorso a fondamento dell’intercultura

Nel campo della ricerca educativa, progettare una nuova civiltà unificata sul valore morale dell’umanità, significa orientarsi su due strade parallele. La prima afferma che occorre un solido ancoraggio sui valori che fondano i rapporti morali tra le culture, tenendo conto dell’interazione tra i vari popoli, determinando un’autocoscienza che non riguardi più la questione dell’identità etnica. La seconda riguarda il concetto di integrazione e di corresponsabilità. Quest’ultima facilita il transito tra etica e società, cercando le giuste soluzioni, sia morali che legali. Per l’intercultura il dialogo e l’apertura alla diversità stanno alla base delle metodologie per trasformare i comportamenti.

L’intercultura: le ambiguità dell’integrare

Oggi la Paideia è la dimensione formativa aperta al futuro che possa dare il giusto valore al vivere direttamente un’esistenza multiculturale. La paideia dovrà configurarsi come un processo attivo del pensiero che interagisce positivamente con gli altri, aprendosi alle novità che affiorano dalla coalizione tra le culture. La parola integrazione si usa nei confronti degli immigrati: sono loro che devono integrarsi; infatti “assimilazione” e “omologazione” prevedono l’adeguamento da parte dello straniero al modello culturale che la scuola esprime attraverso i contenuti disciplinari. Duccio Demetrio concepisce l'integrazione degli stranieri su due assi: il primo è l’inserimento agevolato degli immigrati, che consente loro di orientarsi nel paese di arrivo. Il secondo è il rafforzamento delle proprie risorse.

Miscelarsi per integrarsi? Nuovi orientamenti per la pedagogia interculturale

Per evitare di cadere nelle forme assimilatorie, le socializzazioni interculturali devono concepire le interazioni all’interno di un quadro teorico che porti a distinguere tra forme culturali dure e morbide. Secondo Appaduraj, sono dure quelle forme culturali che si presentano con un insieme di collegamenti tra valori, significati e pratiche incarnate che risulta difficile da sciogliere. Le forme morbide sono quelle che consentono una separazione relativamente facile dalla pratica incarnata dal suo significato, consentendo qualsiasi trasformazione.

Capitolo 2

Società multiculturale

L’integrazione rimane incompleta fino a quando il sistema sociale e politico di un paese non assicura diritti, e in essa si vanno accentuando marginalità ed esclusione. Occorre cambiare quel modus vivendi che permette forma di coesistenza purché le etnie minori...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vanillina1987 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Agresta Salvatore.
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